Diritto d’autore anche quando sei Nessuno

Anni fa trovai sul blog di un tizio, per caso, una mia “poesia” che, anche se non è vera poesia era tutta farina del mio sacco. Orbene, voi direte, è una bella cosa, no? I tuoi testi piacciono, il tuo nome gira e i lettori ti possono conoscere.
Invece no: il tizio non aveva messo alcun nome e spacciava le mie parole come sue, facendosi bello agli occhi delle lettrici – lo sapete che gli autori maschi, specie quelli che ci ‘marciano’, hanno un nutrito pubblico femminile, sia se pubblicano libri sia se scrivono versi sul web – che gli dicevano che animo bello e sensibile lui avesse.
Dire che mi salì la rabbia e lo sconforto è dire poco: era la prima volta che mi capitava e mi sono sentita derubata anche se non mi avevano rubato nulla se non delle parole, dirà qualcuno che non scrive. Continua a leggere “Diritto d’autore anche quando sei Nessuno” →

Disagi 2.0 potrebbe essere un testo scolastico

Qualche giorno fa – non farò nomi né di persone né di luoghi – una persona mi ha raccontato questo fatto che mi riempie di orgoglio e soddisfazione:
Una ragazza, una studentessa e una sportiva, si è sentita oltraggiata per qualcosa e ha scritto dei commenti in rete rivolti alle ragazze di un’altra squadra, i commenti sono stati divulgati (un video o altro) ed è nato un putiferio.
L’insegnante ha letto alcuni racconti del nostro “Disagi 2.0” e ha pensato di tenere alcune lezioni specifiche sull’uso dei social, usando i nostri racconti come spunto di discussione in classe. Continua a leggere “Disagi 2.0 potrebbe essere un testo scolastico” →

Perché sul web sono tutti arrabbiati

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L’indignazione, la rabbia e anche l’odio sono materie vive che si infiltrano in quasi tutte le discussioni sul web. Siamo così pieni di rabbia che alla prima occasione siamo pronti a insultare chiunque non la pensi come noi. Anzi, pure se la pensano allo stesso modo, studiamo una frase che possa stuzzicare il rabbioso dormiente che sta nei commenti e ne tiriamo fuori l’uomo delle caverne che ha al suo interno.
Leggo qualche commento qua e là e vedo comportamenti bizzarri, parole scolpite nella lava e frasi imbevute nell’acido. Ma, d’altronde, su internet, Continua a leggere “Perché sul web sono tutti arrabbiati” →

Il vero innovatore guarda Sanremo

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Una volta era sinonimo di borghesia conservatrice: il festival di Sanremo era roba vecchia che guardavano solo coloro che amavano le solite cose, i divertimenti classici. Poi sono venuti gli anni della rivolta e tutti hanno iniziato a snobbarlo: “musica di bassa lega”, “noi amiamo la musica vera”, “va bene per il popolo”. Ecco, appunto, il popolo è la stragrande maggioranza e fare cose pop non è uno spregio; c’è molta gente che ci campa con il pop.
Quindi, tutti omologati a dire che “Sanremo è una palla”, “se lasciassero perdere”, “”con i soldi del canone”, ecc ecc. “Perché noi sì che sappiamo qual è la vera musica” è diventato un battaglione di intellettuali che loro sì sanno cosa sia bello e importante. Sul web è pieno di commenti di gente che sa tutto e che dispensa consigli come fossero peli del gatto sul tappeto.
La borghesia ora è di coloro che NON guardano Sanremo; gli innovatori lo guardano perché se ne fregano dei giudizi altrui e non temono di essere tacciati da alcun genere di etichette imposte e fasulle. Continua a leggere “Il vero innovatore guarda Sanremo” →

Quanto ci costa essere social? E di cookie policy

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Alla vigilia dell’entrata in vigore della “legge sui cookie (qui un articolo)” che ha obbligato noi poveri del web – coloro che scrivono a gratis solo per passione e che non ricavano niente dal loro lavoro ma hanno invece tutti gli oneri possibili e sempre improvvisi e con minaccia di gravi sanzioni – a studiare come fare, a progettare pagine nuove con le informative (qui la mia), link astrusi, widget nella colonna di destra e in quella di sinistra, ma pure nel footer (che sarà una parolaccia perché il mio correttore mi vuole modificare la parola in fortore che manco so cosa sia) e c’è chi l’ha messo anche superiore con quelle diciture che se non acconsenti devi cliccare esci che sa tanto di memoria dantesca, mi domando (beh da qualche parte dovevo andare a parare no?).

Mi domando: Continua a leggere “Quanto ci costa essere social? E di cookie policy” →

Il cerchio – la mia lettura

cerchio-eggersDave Eggers
Il cerchio
Traduzione di Vincenzo Mantovani
Mondadori Editore

Pagine 391, euro 20,00

 

 

In questo romanzo, tradotto da Vincenzo Mantovani, Dave Eggers racconta una sua visione di un futuro prossimo che in parte è già con noi.
Ci domandiamo mai cosa stiamo facendo quando comunichiamo, condividiamo, raccontiamo aspetti di un nostro privato che una volta non avremmo mai pensato possibile condividere con altri?
Cosa succederebbe se google, facebook, twitter, instagram, linkedin, pinterest, tumblr (e tutti gli altri social che vi vengono in mente) li poteste raggiungere all’istante con un solo login, un unico username, una sola password, e se con lo stesso login poteste raggiungere ogni altra piattaforma di servizi, comprare e pagare qualsiasi cosa, inviare messaggi a tutto il mondo in ogni istante, il tutto gratuitamente riunito in un unico servizio? Continua a leggere “Il cerchio – la mia lettura” →

Autopubblicazione – rivedere il testo e prepararlo alla conversione

geroglifici

Nel primo post di questo ciclo ci siamo preparati all’autopubblicazione del nostro testo: abbiamo rivisto per la ventesima volta – se non fosse la ventesima auspico sia almeno la decima. Se le revisioni sono solo due, consiglio di attendere – il file, corretto, tagliato ed eliminato parole. Abbiamo esaminato le varie piattaforme di pubblicazione e stiamo orientando la nostra scelta.
Il prossimo passo è la ‘conversione’ in epub (conversione tra virgolette: un tecnico mi dice che il file non si converte, ma si crea), ma prima (prima!) dobbiamo essere ben certi della formattazione del nostro gioiello. Che significa formattazione? Continua a leggere “Autopubblicazione – rivedere il testo e prepararlo alla conversione” →

Presto online un corso per evitare i corsi online

Web-Course

Occhiello: “La cultura si sposta sul web. Chi vuole imparare ora ha nuove opportunità e la Rete può diplomare ogni tipo di pesce”.
Catenaccio: “Internet è un fermento di corsi. Se ne propongono per ogni cosa e, se mancano le occasioni, si creano nuovi spunti ad hoc. Ma c’è già chi pensa a una contromossa”.

Basta guardarsi in giro, leggere le notizie sui social, osservare la pubblicità quando si visita un sito o un blog: i corsi online impazzano ovunque, in ogni ambito. E se pensate che siano solo corsi per studenti fuori corso, sbagliate: l’immagine indica che si può ‘studiare’ (rigorosamente dal divano di casa) per diventare sub! Eccezionale, no? Continua a leggere “Presto online un corso per evitare i corsi online” →

La strana urgenza della rete

aiuto

 

Capita a volte di leggere alcune cose che paiono appelli alla popolazione*: ho bisogno di quello, mi serve quell’altro, se non ho quella cosa soccombo, se non mi arriva quell’altra mi verrà un malore.
Si possono leggere spesso in pubblico sui social e si leggono a volte in privato in qualche sporadico messaggio (sporadico per me, ma presumo che molti ne facciano largo uso) queste frasi. La gente ti chiede aiuto, consulto, finanche lavoro gratuito. Poi accade che tu, per gentilezza e perché ti dispiace sapere qualcuno in difficoltà, in quella che pare un’enorme difficoltà, dica: “Ok. faccio io”. Mandami il testo”, “Chiedi pure”, “Ti do una mano”. Continua a leggere “La strana urgenza della rete” →

Quanto bisogna svelare di noi a chi ci legge?

Da tempo (anni) rifletto su questo argomento e mi interrogo sul valore di certe “scritture da web”.
Prendiamo un post su un blog, o uno status su facebook o twitter: cosa fa di esso un fattore piacevole o interessante, o affascinante, per molte persone?
Tutti avrete notato che se scrivete una cosa un po’ più profonda del solito, o un ragionamento complesso, nessuno o pochi vi si filano; forse leggono, approvano in silenzio, ma non dicono nulla. Se, invece mettete una svenevolezza strappalacrime vi riempiono di like, di retweet e di commenti partecipati alle vostre emozioni.
Certe cose, insomma, “creano seguito”, mentre altre (che vi costano più fatica e sudore dell’anima), per molti non significano nulla. Continua a leggere “Quanto bisogna svelare di noi a chi ci legge?” →

Esiste ancora l’etica? La scrittura e il web vanno troppo d’accordo

etica

Esiste il senso di certi valori?
È giusto sollecitare, richiedere un parere positivo, un ‘voto’? Non parlo di politica, anche se credo che ogni discorso che tocchi etica e morale, sia anche un discorso politico.
Parlo di comportamenti collegati a un certo uso del web.
È giusto mandare messaggi a tutti i contatti di twitter, o di facebook, o di altri social, senza distinguo, senza preoccuparsi di invadere la ‘testa’ altrui e di spingere a fare cose di cui non si ha la minima voglia?

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Lo sfondo – racconto surreale

Lo sfondo
racconto surreale

L’idea le venne dopo. All’inizio non ci aveva pensato. Andò a ripescare il messaggio … La foto di Diddlina adesso si staglia sul mio desktop… non ci credi? guarda in basso… e salvò tutti gli allegati.
Ed eccola, la Diddlina in foto, con tutte le icone dei programmi a lato e le finestre dei programmi in uso, sulla barra delle applicazioni: un vero desktop nel desktop. Cambiò le impostazioni e la mise come sfondo del suo pc. E’ carina… così abbiamo lo stesso sfondo… dopo glielo scrivo…
Monica riprese a lavorare e riaprì i programmi: una relazione da preparare, alcune lettere e le foto nuove da archiviare.

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Non è un mestiere per deboli

Fare lo scrittore non è un mestiere facile, ormai l’abbiamo capito.
Se si va a spulciare la lista degli editori, rigorosamente free -163 nomi, in ordine alfabetico, senza rilievo alcuno tra ‘grandi’ e ‘piccoli’ -, si visitano i siti, con tutte le difficoltà di cui a questo post, si trovano indirizzi e modalità di spedizione (chi vuole un capitolo, chi la sinossi, chi la scheda libro ecc), poi si creano i file – tagliare, modificare, incollare, aggiungere, eliminare – e infine si spedisce (a ognuno una mail diversa, con allegati diversi), si impiegano ore in un lavoro che prosciuga mente e corpo, un lavoro lungo che porta via giornate intere.
Ci vuole una salute di ferro, pazienza illimitata e tempo libero. Molto tempo libero. Continua a leggere “Non è un mestiere per deboli” →