Di cosa scriviamo quando scriviamo di vita

Ieri Marco Freccero ha scritto che ‘se vuoi scrivere racconti cerca i poveri’ – vi rimando al post così ci capiamo meglio – e io ho ragionato (di nuovo) su cosa ho scritto e su cosa scriverei se volessi farlo.
Ognuno di noi ha una sua tematica ricorrente, una sua ‘idea di mondo’ su cui imbastire storie. Io non ho mai ragionato su ‘ricchi’ e ‘poveri’. Certo, non mi verrebbe in mente di scrivere di ricchi – ma ho già messo un ricchissimo nel mio romanzone, anche se ci è capitato per caso – perché non sono queste le peculiarità che mi spingono.
A me interessa mostrare che, ricchi e poveri, siamo persone di tanti colori. I colori sono sfumature dell’anima e non esiste nessuno – se non il Principe MyÅ¡kin e un altro di cui sentirete parlare in futuro – che sia tutto bianco, ma anche nessuno ‘tutto nero’. Qualcuno è tutto grigio ma pure lui avrà diverse sfumature, dal grigio fumo di Londra al canna di fucile. Continua a leggere “Di cosa scriviamo quando scriviamo di vita” →

Se i cattivi fanno l’Arte, i buoni ammazzano i vicini

Caravaggio, Cena in Emmaus, 1601. Olio su tela, 141 × 196,2 cm. Londra, National Gallery

Nel post precedente vi ho invitati a visionare l’ultimo video di Marco Freccero (il testo integrale è riportato sotto e, comunque, iscrivetevi al suo canale se volete sentirne delle belle) perché quando l’ho ascoltato ho fatto parecchie riflessioni: molte cose che già avevo assimilato e altre che stavano sottotraccia nei miei pensieri. Insomma, ho rifatto pensieri miei ma ho trovato la comodità di ascoltarli da una voce esterna.
Magari sarà lo stesso anche per voi.
Vediamo: cosa dice Freccero?

Ci sono uomini malvagi, brutti e sporchi che amano l’arte, e cioè la Bellezza. Continua a leggere “Se i cattivi fanno l’Arte, i buoni ammazzano i vicini” →

Facebook banalizza anche la morte

La morte si infiltra dai social, soprattutto da facebook, che twitter meno si presta alla spettacolarizzazione con quei 140 caratteri risicati e con meno impatto visivo.
Ho già parlato della morte raccontata da facebook in questo post, ma oggi vorrei aggiungere qualcosa a quell’inizio di ragionamento del 2011: in questi mesi sono morti tanti cantanti, attori, artisti che amavamo, e subito su Facebook escono centinaia di post, foto, video che li ricordano e che – proprio tramite la loro arte – li consegnano all’eternità.
Questo fa sì che noi ci si possa illudere che la morte sia meno reale, che ci sia il modo per avere sempre accanto le persone che amiamo.   Continua a leggere “Facebook banalizza anche la morte” →

Le baby qualcosa non sono figlie del cavolo

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* foto Anne Geddes

È da tempo, da anni, che sono angosciata (sono solo io?). Quando lessi il libro di Marida Lombardo Pijola trovai molte conferme ai miei timori.
Da quella lettura è derivato anche un mio racconto La famiglia perbene, e quando scrivo un racconto dopo una lettura significa che il carico è troppo forte.
Quando esce una storia come quella delle ragazzine di Roma, tutti gridano allo scandalo. Ma molti gridano perché non hanno mai osservato davvero cosa accade in giro. Basta uscire e camminare, entrare nei negozi, salire sull’autobus. E guardare.
Ma è più comodo non vedere, Continua a leggere “Le baby qualcosa non sono figlie del cavolo” →

A carte scoperte. I luoghi comuni sono il bagno e la cucina.

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A volte leggo affermazioni che mi stupiscono. Non a volte, ma spesso.
Una di queste è “il libro che mi ha cambiato la vita”.
L’ho letta così tante volte che ho iniziato a farmi domande. Qual è il libro che ha cambiato la vita a me? Continua a leggere “A carte scoperte. I luoghi comuni sono il bagno e la cucina.” →

Morirò [un giorno]

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Una frase ovvia: “Morirò”.
Come quando il navigatore dice: “Svolta più avanti”. Se dobbiamo svoltare, è sempre più avanti: non potrebbe essere più indietro.
Allo stesso modo, se diciamo: “Un giorno morirò”, stiamo recitando un’ovvietà, una banalità. Continua a leggere “Morirò [un giorno]” →

Il tema nella scrittura

Si dice che uno scrittore scriva sempre della stessa cosa. Ognuno ha il suo modo d’intendere la vita, i miti da inseguire e i mostri che perseguitano le sue notti.
Quando penso ai mostri che perseguitano, mi viene sempre in mente Stephen King. Credo sia stato proprio questo che lo ha spinto alla scrittura: esplorare il mondo mostruoso che lo angosciava.
A me, invece, cosa angoscia? Cosa mi sta a cuore così tanto da doverne scrivere?
Ho analizzato ciò che ho scritto e ho capito alcune cose: Continua a leggere “Il tema nella scrittura” →