M. Fanti, La centesima finestra, Ebook e S. King, On writing, Sperling & Kupfer

M. Fanti, La centesima finestra, Ebook e S. King, On writing, Sperling & Kupfer

Una bella iniziativa per far conoscere il nostro libro preferito. E da ora si può anche fra conoscere il proprio libro.
ieri è toccato a me aprire le danze con una pagina del mio romanzone e una (ma sono due!) pagine del re, tratte da On writing (chi ha detto “strano!”)

Prima i Lettori

Questa è la prima auto-segnalazione di un autore e sono contento che sia Morena Fanti.

Morena ci segnala, così come richiesto dal nostro concorso, due testi: uno proprio (La centesima finestra) e uno di un autore (Stephen King) la cui opera è, per così dire, un riferimento per lei.

Noi li pubblicheremo in sequenza, prima l’uno e poi l’altro, qui sotto.

Eccoli:

La centesima finestra di Morena Fanti: fanti

“… e lo baciò sulle labbra, molto dolcemente e per un tempo che a Dario sembrò imbarazzante. Ma forse era solo invidia la sua, forse avrebbe voluto essere lui il prescelto per quel primo bacio.
Il bacio finì, Annalisa si staccò da Fabio e tornò verso il divano. Il silenzio era denso, morbido come un tessuto di felpa, e i respiri erano accelerati. Lei gli tese la mano e Dario si attaccò a quella presa per sollevarsi in piedi. Annalisa gli si avvicinò…

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Ieri ho rivisto “Shining”

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E me lo sono proprio gustato, con la consapevolezza di avere letto da poco Doctor Sleep, sapendo che fine ha fatto Danny e come sia riuscito a convivere la sua ‘luccicanza’.
Ma, soprattutto, mi sono gustata la magistrale interpretazione di Jack Nicholson (anche degli altri naturalmente, ma lui è un mito): ma quante ‘facce da matto’ sa fare quell’uomo? In una stessa scena ne cambia almeno dieci. In tutto il film credo ne mostri un centinaio. Osservarlo è uno spasso. Continua a leggere “Ieri ho rivisto “Shining””

Lasciare la zavorra: funziona anche nella scrittura

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Pochi giorni fa ho fatto una cosa che vi farà gridare allo scandalo. Ma l’ho fatta con decisione – come ho scritto più di una volta, le cose si fanno solo facendole, assioma che vale anche per la scrittura – e senza recriminazione. L’ho fatto perché in questo momento è per me la ‘cosa giusta’.
Sono passati solo tre anni dal mio trasloco in questa casa – e ricordo che all’epoca mi disfai di moltissimi oggetti, regalandoli in giro e buttandoli nelle varie differenziate – ma già iniziavo a sentirmi soffocare dalle troppe cose accumulate. Ho preso, quindi, la decisione di liberarmi di nuovo e di alleggerirmi: lo sapete che le ‘cose’, se sono troppe, tendono a soffocarci, a toglierci libertà? Continua a leggere “Lasciare la zavorra: funziona anche nella scrittura”

Ho terminato Doctor Sleep – una recensione tra vapore e luccicanza

Doctor Sleep Doctor Sleep
Stephen King

traduzione Giovanni Arduino

Sperling e Kupfer
528 pagine, 2014

Il passato è passato, ma definisce il presente”. Stephen King

Dan Torrance ha sulle spalle, ma non ‘alle spalle’, il suo passato, gli errori commessi e le bottiglie bevute, l’inferno in cui è sceso e quello che lo guarda da dentro con gli occhi del padre alcolizzato e della madre impaurita da Jack e dai suoi mostri.
Abra, a dodici anni (ma già a due mesi mandava messaggi a Dan) possiede una luccicanza potentissima. Quando i due si mettono insieme per sconfiggere il Vero Nodo, Rose Cilindro deve iniziare a tremare suo malgrado. La lotta sarà tremenda e molti ci rimetteranno la vita. Non dirò chi, per non togliervi il gusto di leggere questa storia in cui King esplora tutte le sue capacità di narratore e lo fa dannatamente bene. Mi sono divertita come non succedeva da tempo e ne sono grata al buon Stevie. So che si è impegnato molto e il risultato è magistrale.
Amo questo libro e amo Dan con la sua luccicanza, i suoi mostri e il suo inferno privato. Nell’ultima parte, il fottutissimo Autore mi ha anche strappato una mezza lacrima nonostante fossi già sull’avviso perché qualcuno l’aveva scritto nei commenti a questo post. Continua a leggere “Ho terminato Doctor Sleep – una recensione tra vapore e luccicanza”

Che cosa serve per scrivere un libro di successo

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La domanda (digitata da qualcuno su google e approdata poi al mio blog) è chiara: non stiamo cercando di scrivere un bel libro, non un romanzo con una storia originale, non un testo con una voce narrante insolita, non un libro con una scrittura curata e chiara.
Stiamo cercando la strada per il successo, per il botteghino, per l’acclamazione, per la fama.
Cosa direbbe Stephen King? Avrebbe la risposta a questa domanda, lui che mastica successo spalmato sul pane farcito dalle royalties dei suoi romanzi? Continua a leggere “Che cosa serve per scrivere un libro di successo”

Potrei scrivere una trilogia

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Non si scrive più un romanzo, la storia non è più unica. La moda, e il mercato, dicono che si deve operare su più fronti, esplorare ogni anfratto, che sia di sfumature di colori (sapete già), o di verbi (Amami, con lo spin off Sognami – qui la trilogia sembrava misera all’autrice -, Pensami, Vivimi, a dimostrazione che l’autrice conosce una manciata di verbi a sfondo romantico), o di stati meteo (Nebbia, Buio, Luce). Qualsiasi cosa è “trilogiabile” (pardonnez moi, s’il vous plaît), basta scovarne un ipotetico senso e propinarlo ai lettori.
In certi casi ti viene pure il dubbio che il romanzo fosse uno solo, (brutto o bello, scritto bene o scritto male non importa) ma che in fase di pubblicazione si sia operato per farne tre. Come suggerivo io a proposito di Underworld di DeLillo – tanto materiale! con 880 pagine vengono comodi comodi tre bei romanzi. E si incassa il triplo! -, ma con la scrittura di DeLillo si potrebbe fare qualsiasi cosa. Con la scrittura delle trilogie che “vanno per la maggiore”, si dovrebbe fare un’unica cosa e cioè buttarle nel cesso. Continua a leggere “Potrei scrivere una trilogia”

Libri, tappeti e mollette

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Sul mio comodino dimorano sempre tre o quattro libri. In questo momento sono sette. Non so perché io abbia questa abitudine; presumo mi piaccia sapere di avere sempre una strada aperta. Sotto a tutti, c’è “Siddharta” di Hesse. E’ li da novembre 2001 e non chiedetemi perché lo ricordo così bene: la risposta non vi piacerebbe.
Me lo prestò un amico, insieme ai racconti di Hemingway: in quel periodo pensava che io avessi bisogno di distrazione, e in effetti lo avevo, solo che mi era impossibile concentrarmi. I racconti di Heminguay, comunque, li ho letti subito e il libro è ritornato al legittimo proprietario, ma quel Siddharta proprio non ne vuole sapere di piacermi, anche se Hesse mi è piaciuto molto in altri suoi scritti.

Poi c’è il libro: quello che dalla sua uscita nel marzo 2001, alloggia lì, in posizione orizzontatale e non ha mai visto i ripiani della libreria, perché lo considero molto importante per le decisioni che presi dopo averlo letto e oltretutto lo trovo molto gustoso, come un biscotto al cioccolato sgranocchiato sulle lenzuola pulite, fregandosene delle briciole che per tutta la notte ti gratteranno le braccia. Ogni tanto apro il libro, anche se le frasi che cerco le so a memoria. Ma sapete anche voi quanto sia più bello leggerle sulla pagina di carta! Lo apro e so che troverò sicuramente una frase divertente, anche perché ormai si apre a certe pagine, lette innumerevoli volte, dove ci sono le frasi che mi hanno fatto ridere da sola come una pazza (!). Il titolo del libro è “On writing” di Stephen King. Se prima amavo il caro Steve, come scrittore, ora lo amo anche come uomo (bugiarda! Ti è sempre piaciuto anche come uomo. Hai sempre visto in lui un’anima dolce e molto fragile, nonostante i suoi mostri, anzi, proprio per i suoi mostri. E questo libro è una conferma). Nel retro di copertina c’è una sua foto, in cui è così dolce e timido e spaurito, da farmi desiderare di abbracciarlo per strappargli le insicurezze e le ansie che ha nel cuore, ma so che a questo compito assolve benissimo sua moglie Tabhita. Continua a leggere “Libri, tappeti e mollette”

J-Ax: viaggio tra axforismi e lacrime

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Prima di The Voice non lo conoscevo. Certo, anche ora mica lo conosco, che si fa presto a dire “lo conosco”: si dice anche delle persone che ci stanno accanto e poi non è vero. Figuriamoci di uno che vedi attraverso lo schermo della tv.
Diciamo che l’ho osservato. Non si poteva fare a meno di farlo. È stato il personaggio rivelazione di The Voice 2014. Piero Pelù, la Raffa e Noemi li conoscevamo dall’edizione 2013, ma da J-Ax non sapevo proprio cosa aspettarmi.
Ho trovato un artista che non teme di mostrarsi indifeso di fronte ai suoi fan, un uomo che sembra vero anche attraverso lo schermo, un coach che si emoziona per il successo dei suoi protetti e che li incoraggia e li spinge a dare il meglio, anche ciò che non sapevano di avere (questo è vero anche per gli altri coach: Raffaella fa la stessa cosa e si commuove quando cantano i ragazzi della sua squadra). Continua a leggere “J-Ax: viaggio tra axforismi e lacrime”

La giusta ispirazione

Il chiodo s’infilò con forza e il foglio si unì agli altri. Matteo fissò il mucchietto ordinato – gli parve che il chiodo, simile a una lingua che usciva dalla carta, gli facesse uno sberleffo – e si domandò se anche Stephen King aveva sentito quel senso di sconforto, quella lama di inadeguatezza che s’infilava tra lo sterno e il cuore, come quella che provava lui in quell’istante.
Si sedette di nuovo davanti al pc e contemplò la pagina che stava scrivendo prima di leggere la posta con l’ennesimo rifiuto, azionare la stampante e sistemare la mail insieme agli altri rifiuti. Lesse le ultime frasi scritte e pensò che erano buone. Eppure a nessuno piaceva ciò che lui scriveva.
È vero, pensò, che il genio è spesso incompreso e che ogni artista, lo scrittore in particolare, vive tra incomprensioni e scarsa considerazione. D’altronde, è risaputo, lo scrittore deve soffrire, deve vivere situazioni di disagio, di mancanza, altrimenti come potrebbe scrivere con atmosfera, con pathos? Continua a leggere “La giusta ispirazione”

Con che criterio scelgono?

Scelta

Questa è una domanda che volteggia spesso nella nostra testa.
Spediamo un testo agli editori, lo buttiamo nel vuoto perché di lui non si saprà più niente (a me è successo così con l’unico testo che ho spedito: mai saputo nulla da nessuno) e restiamo qui come degli stoccaf(e)issi ad aspettare il Grande Rifiuto.
A volte qualcuno riceve un rifiuto scritto – King ad esempio – e scopre cose sulla sua scrittura che lo spingono a migliorarsi. Continua a leggere “Con che criterio scelgono?”

Lettera aperta a chi scrive agli esordienti

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Sono tutti pieni di consigli per gli esordienti.
Io leggo e faccio tesoro di tutto: magari in mezzo ce n’è uno buono. Di consigli, dico.
Tutti hanno qualcosa da dire per contribuire alla consapevolezza di questi poveri scrittori che non sanno nulla e arrancano in un territorio pieno di buche.
Ad esempio, leggo qui e scopro che “gli autori esordienti che si propongono a noi non sono poi disposti a investire il loro denaro nell’acquistare un libro di un esordiente (un loro pari, quindi) e spendere poi il loro tempo a leggerlo”.
Io, per anni, ho comprato, letto e recensito libri di autori poco noti pubblicati da case editrici di cui non avevo conoscenza fino a un attimo prima. Continua a leggere “Lettera aperta a chi scrive agli esordienti”

Perché un racconto diventa un romanzo

Quando si scrive una storia (di solito) si intuisce fino dall’inizio se sarà un racconto o un romanzo. Se ne immagina lo sviluppo e la lunghezza, ma sappiamo che non è la lunghezza del testo a farne un romanzo. Allora, cos’è che determina questa differenza?
La storia stessa. Ci sono storie di breve respiro, che hanno bisogno di poca aria per esprimere ciò che sentono. Continua a leggere “Perché un racconto diventa un romanzo”

Il tema nella scrittura

Si dice che uno scrittore scriva sempre della stessa cosa. Ognuno ha il suo modo d’intendere la vita, i miti da inseguire e i mostri che perseguitano le sue notti.
Quando penso ai mostri che perseguitano, mi viene sempre in mente Stephen King. Credo sia stato proprio questo che lo ha spinto alla scrittura: esplorare il mondo mostruoso che lo angosciava.
A me, invece, cosa angoscia? Cosa mi sta a cuore così tanto da doverne scrivere?
Ho analizzato ciò che ho scritto e ho capito alcune cose: Continua a leggere “Il tema nella scrittura”