Un altro Liebster Award e altre undici curiosità su di me

Come ho scritto nel post precedente, nel quale ho risposto alle domande di Nadia Banaudi, ho ricevuto anche un Liebster Award da Barbara Businaro (che ringrazio di nuovo), in questo post, e oggi risponderò alle sue undici domande.

1. Per voi migliora l’ispirazione scrivere al mare o in montagna?
Qualche anno fa, al mare scrivevo sempre. Rientravo con tanti appunti e qualche buona idea. Ora non scrivo più, anche se ho sempre pensato che un luogo bello e pieno di pace favorisse la scrittura.

2. Racconto, romanzo o saga: cosa preferite e perché?
Io preferisco sempre il romanzo, anche come scrittura, però degli autori che mi piacciono leggo anche i racconti. Continue reading “Un altro Liebster Award e altre undici curiosità su di me”

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Siamo ciò che leggiamo

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“… secondo me oltre al vivere bisogna leggere. Ho recentemente scritto un testo che parla di una barca perchè avevo letto un racconto ambientato in alto mare, ho trattato di argomenti scientifici perchè avevo letto circa gli argomenti trattati. Secondo me anche solo leggendo possiamo vivere migliaia e migliaia di esperienze e trasmetterle a nostra volta in quello che scriviamo…” (commento di Nicolò Bertolini al mio post precedente) Continue reading “Siamo ciò che leggiamo”

Cosa significa “scrivi quello che sai”

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Ieri mattina, complice un tempo meteorologico non proprio ottimale, siamo stati seduti al bar anziché sotto l’ombrellone. E, tra chiacchiere varie, qualcuno ha raccontato un episodio narrato da un’altra persona che lavora in un Pronto Soccorso. L’episodio in sé non è importante – e non lo racconterei comunque: ho ancora i capelli dritti per la sorpresa – ma ciò che conta è che noi (e intendo voi e io e anche tutti gli altri) non abbiamo una minima idea delle cose particolari che accadono nel mondo. Non parlo del mondo lontano dodici ore di aereo ma del mondo di fianco a casa nostra. Cosa succede, quindi, quando qualcuno ci racconta qualcosa che gli è accaduto, o un episodio del suo lavoro? Succede che rimaniamo in ascolto, curiosi e a volte anche stupefatti. Ammirati, o disgustati, o divertiti: insomma, è possibile che ciò susciti in noi una reazione forte e intensa. Continue reading “Cosa significa “scrivi quello che sai””

L’incubo di Hill House – Shirley Jackson

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Questo romanzo ha ricevuto pareri contrastanti: o si ama o non piace, non convince. Non conoscevo l’autrice Shirley Jackson,  ma chi mi ha prestato il libro mi ha detto che “ha ispirato anche Stephen King“. Io, di fronte a simile lusinga – di trovare un’autrice che il caro Stevie ha gradito tanto da farne una fonte di ispirazione – non posso esimermi.

Ed eccomi qui, con questo libro e col favore delle tenebre, sdraiata a letto in una notte d’inverno che ha tradito anche se stesso. Continue reading “L’incubo di Hill House – Shirley Jackson”

Le prugne glorificano

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“Alessandra era sicura che Francesca non sapesse nulla, che non avesse capito il suo segreto; eppure era dalla mattina, da quando si erano alzate, che la guardava in modo strano: lo sguardo di chi studia l’avversario, di chi sta per scendere in campo e dichiarare guerra: questo si immaginava Alessandra, che l’amica fosse in procinto di scatenare una guerra, e, lei ne era certa, se si fosse scatenata ‘quella’ guerra, sul campo sarebbe restato un cadavere.”

Siete arrivati in fondo? Avete letto d’un fiato o siete dovuti tornare indietro più volte per capire cosa stavate leggendo? Continue reading “Le prugne glorificano”

Revival – di Stephen King

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Ho anticipato qualche giorno fa che stavo leggendo l’ultimo romanzo di King: Revival, edito da Sperling e Kupfer e tradotto da Giovanni Arduino.
L’ho terminato ieri sera e devo dire che un po’ mi ha tradita sul finale. Appena appena però, che lui è sempre Stephen King.
Intanto, vedo che in mezzo alle pagine ci sono due segnalibri rimediati (quando sono a letto e devo ricordarmi qualcosa, strappo un pezzetto di carta, un lacerto irregolare e meno invasivo di una sottolineatura e matita e lo posiziono tra le pagine, sperando, a lettura terminata, di ricordarmi cosa mi aveva colpita in quelle due pagine) e vado a vedere cosa mi richiamano alla mente. Uno (pag 104/105) lo so bene cos’è: durante la lettura ho avuto la tentazione di editare una frase di Stephen (lo so, sono malata ;)) e ho messo il segnalino. Continue reading “Revival – di Stephen King”

Il blog impedisce la scrittura?

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Un paradosso, no?
Se scrivo articoli, brevi post, mini racconti, sto comunque scrivendo, vero? Quindi sto allenando la mia scrittura. Perché, allora, si dice che [man]tenere un blog non favorisca l’attività di chi vuole scrivere seriamente, in modo continuativo e produttivo?
Parlo da blogger di vecchia data – il 3 giugno festeggerò, e lo farò davvero, dodici anni di blog, e alcuni di questi anni valgono almeno il doppio -, e che ha fatto esperienze diverse: dal 2003 a oggi la mia attività di blogger si è modificata parecchie volte e la mia scrittura ancora di più. Ma, è migliorata? questa è l’unica domanda che vi preme davvero. Continue reading “Il blog impedisce la scrittura?”