Sono tutti ricordi? Di cosa possiamo fare a meno

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In un post precedente ho raccontato di come la zavorra ci impedisca di viaggiare leggeri e di come qualche parola di troppo appesantisca la frase. Stavo cercando di liberarmi dei libri superflui, ricordate?
Sono davvero “ricordi”, i libri, come afferma Giuse nei commenti al post di cui sopra? Sono tutti ricordi, sono tutti importanti allo stesso modo?
Certo, il rispetto per la carta stampata, per il lavoro dell’autore, quelli li abbiamo sempre. Ma se il libro non ci piace più, se l’abbiamo acquistato incautamente e non siamo mai riusciti a leggerlo, se era di un’altra persona, se è un regalo ma la persona che l’ha scelto non ha la minima idea dei nostri gusti letterari, insomma se quel libro proprio non ci va giù, è giusto tenerlo davanti ai nostri occhi in una posizione in cui magari nasconde un altro libro che preferiamo leggere? Continua a leggere “Sono tutti ricordi? Di cosa possiamo fare a meno” →

Flannery O’Connor allevava pavoni per costruire il suo brand?

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Si parla spesso di brand: di cosa sia e che valore abbia per chi vuole essere presente in modo efficace sul web.
Da settimane, Marco Freccero sta scrivendo tanti post su come costruire il proprio brand e io li ho letti con attenzione. Non solo nella speranza di carpire qualche segreto e non solo perché sono curiosa di qualsiasi cosa riguardi il web e la nostra presenza in questo luogo non luogo. Li ho letti cercando di capire e confrontare il mio comportamento con quello che Freccero suggerisce.
Concordo con lui sul fatto che noi (autori, pittori, fotografi, disegnatori, creatori di oggetti) siamo qui (anche) per fare conoscere il nostro lavoro. Perché no? Siamo una banda di malati di ego e crediamo di avere qualcosa da dire, quindi vogliamo trovare chi ascolti le nostre elucubrazioni. Aprire un blog* significa condividere qualcosa con gli altri e, per noi che non vogliamo fare il diario delle nostre giornate, significa condividere la nostra scrittura e le idee che abbiamo sull’argomento. Continua a leggere “Flannery O’Connor allevava pavoni per costruire il suo brand?” →

Cartaceo vs ebook

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Credo di avere già detto qualche pregio della lettura digitale: meno peso da portarsi in borsa per leggere mentre si attende in anticamera dal medico, meno peso in valigia durante un viaggio aereo, facilità di lettura a letto prima di dormire – se già vi affaticate a reggere un libro di 800 e più pagine, come potrete rilassarvi nel sonno? -, velocità nei traslochi – nell’ultimo, dopo avere regalato ad amici e parenti borse di libri, ho preparato decine di scatoloni e ho dovuto spolverare e collocare di nuovo i volumi nelle librerie. Continua a leggere “Cartaceo vs ebook” →

Sola a presidiare la fortezza – lettere di Flannery O’Connor


Sola a presidiare la fortezza
Lettere
Flannery O’ Connor
a cura di Ottavio fatica

pagg. 268, euro 12
Editore minimum fax

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Chi ama i romanzi, e io sono tra questi, storcerà il naso di fronte a un libro che è un epistolario di lettere di una scrittrice, anche se questa è una delle più amate: Flannery O’Connor.
Eppure io credo, e già mi smentisco su quanto appena detto, che per conoscere davvero un autore sia necessario, e bello, leggere qualcosa di suo che non sia fiction.
Non nominerò On writing perché l’ho già fatto in innumerevoli post, ma è stato leggendo Il mestiere di vivere che mi sono innamorata di Cesare Pavese ed è leggendo questo Sola a presidiare la fortezza che credo di avere capito qualcosa di più della Flannery donna e persona, oltre che della Flannery scrittrice. Continua a leggere “Sola a presidiare la fortezza – lettere di Flannery O’Connor” →