Autopubblicazione e/o Casa editrice?

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Ieri ho partecipato a una discussione su twitter (nell’immagine uno screenshot dei tweet). L’argomento, promosso da Narcissus (che da ieri si chiama StreetLib.com) era quello che leggete nel titolo di questo post: autopubblicazione e/o casa editrice?
La discussione è stata interessante e come sapete l’argomento mi è molto caro. Il self-publishing è ormai una parte importante della nostra scrittura. Qualche anno fa, se non si arrivava a un editore, si teneva il benedetto manoscritto dentro quel famoso cassetto – che poi è il disco fisso del computer o, per chi è prudente, anche un disco esterno con copie di backup -, per tutta la vita.
Ora, sappiamo tutti che il mondo va avanti anche senza i nostri testi, però a noi piace farci leggere e quelle storie chiuse a chiave ci fanno pena.
Ed ecco l’autopubblicazione.
Devo dire, però, che la discussione ha sorvolato su alcuni aspetti della faccenda e la domanda formulata in questo modo, prospetta che noi si abbia LA SCELTA libera e incondizionata tra pubblicare con un editore che ci piaccia o autopubblicarci.
Ebbene, non è così. Continua a leggere

Il self-publishing ucciderà l’editoria

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Fermi! Vi ho visti saltare sulla sedia. So cosa state pensando: “Ma cosa dice questa? L’editoria non teme dei tizi qualunque che credono di sapere scrivere e si devono pubblicare da soli perché nessuno li vuole”.
Ma allora siete malati pure voi di snobismo intellettuale, allora ditelo che non sapete vedere oltre.
Il self-publishing non è la vanity press, una pratica dalla quale molti rifuggono anche se qualcuno ancora non ha capito la differenza tra le due.
L’autopubblicazione è un modo immediato di togliersi dai piedi quel testo che hai corretto duecento volte e che vuoi condividere con gli altri. È un modo che l’autore sceglie per rendere disponibile il suo scritto e vedere che reazioni suscita. È la scelta consapevole di mettersi in gioco impegnando tutte le proprie risorse e diventando – come pare di moda dire, l’ha scritto perfino Giulio Mozzi, anche se ora non trovo più il post – “editore di se stesso” : vi ricordo che per arrivare all’autopubblicazione bisogna dedicarsi alla revisione, all’editing, all’impaginazione, alla creazione dell’ebook, passando per tutte le scelte editoriali, quali la piattaforma da usare, gli store in cui vendere l’oggetto del commercio, la creazione della copertina (o la scelta della persona di fiducia che la creerà), la scrittura della sinossi e della scheda libro, o quarta di copertina. Infine, last but not least, decidere il prezzo di vendita.
Ma, e qui viene la nota dolente per tutti, non solo per l’editoria. Continua a leggere

Autopubblicazione: come iniziare

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Ci sono alcuni passaggi obbligati per arrivare a una buona autopubblicazione, ma prima mi pare doveroso chiarire le varie modalità con cui si arriva a pubblicare un proprio testo.

  • C’è il modo classico: un editore accetta il vostro lavoro e decide di investire su di voi, pratica ormai lontana come il posto fisso a cui non siamo più abituati.
  • C’è la EAP, editoria a pagamento, vituperata e odiata da molti ma ancora in uso: un editore si innamora del vostro testo e vi paragona ai grandi autori. Dopo avere ottenuto la vostra stima, vi fa una proposta alla quale rinuncerete solo se aprite gli occhi in tempo. Faccio notare che gli editori possono chiedere pagamenti anche in modo subdolo, proponendovi acquisto di copie o altro, quindi non basta dire che non avete pagato per la pubblicazione se poi avete acquistato 200 copie del vostro libro.
  • C’è infine, last but not least, il self-publishing: l’autore decide di diventare editore di se stesso e pubblica il proprio lavoro in formato digitale e lo vende sul web, proponendolo sui principali store, tipo Amazon, bookrepublic, kobostore ecc.

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È arrivato l’ebook di “Un uomo mi ha chiamata Tesoro”

Prima_Cop_Uomo-omQuando ho pubblicato in cartaceo il mio libro di racconti Un uomo mi ha chiamata Tesoro, che ha ricevuto alcuni commenti molto positivi e di questi ringrazio i miei affezionati lettori, molti amici mi hanno chiesto se fosse possibile averlo anche in versione digitale. Ho nicchiato un po’ perché l’avevo pensato come libro di carta, ma ora, vista l’estate e con il pensiero della possibile lettura da ombrellone, ho deciso di aggiungere questa opportunità ai mie racconti. E ai miei lettori.
Quindi da oggi trovate anche il formato epub disponibile qui a euro 2,49. Dovrebbe essere anche in tutti i maggiori store online ma non ho ancora verificato i link. Continua a leggere

Potrei scrivere una trilogia

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Non si scrive più un romanzo, la storia non è più unica. La moda, e il mercato, dicono che si deve operare su più fronti, esplorare ogni anfratto, che sia di sfumature di colori (sapete già), o di verbi (Amami, con lo spin off Sognami – qui la trilogia sembrava misera all’autrice -, Pensami, Vivimi, a dimostrazione che l’autrice conosce una manciata di verbi a sfondo romantico), o di stati meteo (Nebbia, Buio, Luce). Qualsiasi cosa è “trilogiabile” (pardonnez moi, s’il vous plaît), basta scovarne un ipotetico senso e propinarlo ai lettori.
In certi casi ti viene pure il dubbio che il romanzo fosse uno solo, (brutto o bello, scritto bene o scritto male non importa) ma che in fase di pubblicazione si sia operato per farne tre. Come suggerivo io a proposito di Underworld di DeLillo – tanto materiale! con 880 pagine vengono comodi comodi tre bei romanzi. E si incassa il triplo! -, ma con la scrittura di DeLillo si potrebbe fare qualsiasi cosa. Con la scrittura delle trilogie che “vanno per la maggiore”, si dovrebbe fare un’unica cosa e cioè buttarle nel cesso. Continua a leggere

Morena Fanti intervista Morena Fanti – seconda parte

Dopo le prime domande, ci siamo prese una pausa, e ora, rinfrancate (ma in quante siamo?) dalla musica, riprendiamo le domande sulla scrittura.

  • Ecco, parlando di “quante siamo”, vorrei chiederti perché in passato hai avuto, contemporaneamente, tanti blog. Che motivo c’era? Non potevi scrivere tutto in un blog?

Questa è una cosa su cui mi sono interrogata molte volte. Qualcosa ho capito ma non sono ancora arrivata a comprendere tutto. Anche per questo ho lanciato sul blog il gioco Quali post sono dello stesso blog?. Immagino che pochi mi seguiranno in questo gioco e alla fine non potrò concludere questa parte di indagine. Dirò comunque la mia idea dopo avere terminato il gioco. Continua a leggere

Quanto si guadagna autopubblicandosi

A seguito di questo post dove ho detto di Narcissus e del suo funzionamento, molto migliorato da quando ho pubblicato l’ebook del mio romanzone, ho ricevuto qualche mail con domande su come funziona l’autopubblicazione.
Quanto si vende? Si riesce a guadagnare qualcosa? sono le più frequenti.
Ho pensato, quindi, di scrivere questo post.

Parliamo di Narcissus e di come funziona

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È di qualche giorno fa il post in cui Antonio Tombolini, CEO (chief executive officer, tipo il nostro amministratore delegato, ma volte mettere quanto fa fico usare questa sigla?) di Simplicissimus book farm, ha comunicato la sua intenzione (ma quando si comunica così, non è più un’intenzione, è già un fatto certo) di diventare editore con il marchio Antonio Tombolini Editore. Il progetto di Tombolini parte con le prime due collane: Vaporteppa, collana steampunk affidata a Marco Carrara aka il Duca, e Penale.it, collana di studi di diritto penale affidata all’avvocato Daniele Minotti. [suggerimento per chi volesse inviare del materiale all’editore, leggete con attenzione il punto 3 ]. E leggete anche che non dovete osare chiedere anticipi (Tombolini, ma quando mai? noi lavoriamo gratis, lo sa), però la Tombolini Editore vi riconoscerà il 50% di royalties (qui qualcuno è cascato dalla sedia lo so).
Che dire? Il momento è brutto e io non avrei voglia di iniziare un’attività (ma con l’età sono diventata pigra; in passato ho già fatto la mia parte), ma chi ne ha voglia fa bene. Di certo a Tombolini non mancano le idee e il coraggio. In bocca al lupo per la nuova impresa!


Simplicissimus comprende anche Narcissus, come già sapete dai miei post [quelli in cui ho parlato della mia esperienza da self-publisher, e cioè questo e questo] e, siccome da qualche settimana avevo in mente di scrivere qualcosa ancora sulla mia esperienza e sul funzionamento di Narcissus, colgo l’occasione di comunicarvi questa novità e procedo. Continua a leggere

Con che criterio scelgono?

Scelta

Questa è una domanda che volteggia spesso nella nostra testa.
Spediamo un testo agli editori, lo buttiamo nel vuoto perché di lui non si saprà più niente (a me è successo così con l’unico testo che ho spedito: mai saputo nulla da nessuno) e restiamo qui come degli stoccaf(e)issi ad aspettare il Grande Rifiuto.
A volte qualcuno riceve un rifiuto scritto – King ad esempio – e scopre cose sulla sua scrittura che lo spingono a migliorarsi. Continua a leggere

La mia esperienza da self-publisher

Ci penso da un po’ e qualcuno mi ha pure chiesto se avevo qualcosa da dire, se consiglierei l’esperienza, come mi sono trovata con Narcissus eccetera.
Così mi sono decisa e tenterò di scrivere qualcosa sul self-publishing del dopo.
Del prima scrissi qui. E del romanzo La centesima finestra, che ho [auto]pubblicato ho scritto qui.

Intanto, come sta andando il self-publishing dopo un anno? Ce ne parla Antonio Tombolini in questa intervista su Affari Italiani.

Come sono andate, invece, le cose per me? Continua a leggere

Un altro sassolino nella scarpa

Ogni tanto bisogna fermarsi, togliersi la scarpa e vuotarla dai sassolini.
Io sono molto (abbastanza, ma qualcuno direbbe poco) tollerante e incamero. Sento pungere ma cerco di camminare lo stesso.
Però si arriva a un punto in cui non è più possibile andare avanti.

Sento il bisogno di spiegare una cosa, perché mi pare di intuire che qualcuno non l’ha ben chiara e sta facendo confusione.
Il self-publishing NON è editoria a pagamento. C’è molta (anche finta) confusione sull’argomento: questo articolo ne è un esempio.
Sono due pratiche ben diverse e hanno due procedure all’opposto. Hanno anche due significati diversi. Lo spiega bene anche Arturo Robertazzi a questo link. Continua a leggere

Ci siamo quasi. Il mio romanzo è pronto

Il mio romanzone è stato processato ed è finalmente pronto per la pubblicazione.
Ho definito ora le ultime cose. Entro 24 ore sarà in vendita su Ultima Books e poi a seguire su tutte le principali librerie online. Continua a leggere

Sono un[a] self-publisher

Questa frase fra poco sarà inflazionata. Il self-publishing sta aprendo porte che fino a poco fa erano nascoste nella polvere burocratica dell’editoria.
Sarà un male, dicono molti.
È un bene, dicono altri.
Di certo, è qualcosa che non passerà e passa inosservato.
Sarà il fenomeno di questi mesi, se è vero, e lo è, che anche Mondadori sta per lanciare la sua piattaforma.

Cosa deve fare un autore per autopubblicarsi?
Prima di tutto deve sapere che ogni tipo di lavoro, sporco o pulito, toccherà a lui. Continua a leggere