Ripulire il fossile

Stavo qui, con il mio editor di testo aperto, e speravo mi giungesse un’illuminazione per scrivere un post. Intanto è arrivata la mail che annunciava il nuovo post di Freccero e l’ho letto.
Ecco che nel post, come spesso accade quando si ragiona insieme a un’altra persona, c’è uno spunto interessante: come si riesce a far brillare una storia?
Continue reading “Ripulire il fossile”

Annunci

Riflessioni sulla (mia) scrittura

Da quando ho iniziato, nel 2001, ho scritto tantissimi racconti – molti, quelli che ho salvato, li trovate nella pagina apposita. Altri, più brevi forse, quelli che io chiamo “racconti da blog”, si sono persi con la morte di splinder – e anche tanti post. Come ho già detto più volte, all’epoca, avevo sei blog. E scrivevo tutti i giorni su almeno due di essi. Quante parole ho prodotto!
Poi la pulsione alla scrittura da blog è andata scemando e mi sono dedicata a qualche libro.
Ora scrivo poco nel blog, e ancora meno nella prospettiva di un futuro libro.
Ora mi piace di più ‘revisionare’ i testi. Ma quali, direte voi, visto che non scrivo più?
Vi dice niente un bel romanzo ambientato – in parte – nelle Orcadi? Oppure un bel #progettoIOTA? 😉 Continue reading “Riflessioni sulla (mia) scrittura”

Leggere con consapevolezza

Tutti sanno leggere, no? No.
Non è così scontato. Scorrere le parole e capirne il senso è, forse, una cosa che in molti sanno fare. Avere consapevolezza di ciò che si legge è, invece, una cosa molto diversa.
Cosa ci sta mostrando l’autore? Ci sta dicendo qualcosa?
Perché sceglie queste parole e non altre? Perché mostra questi gesti?
La letteratura è un artigianato di precisione: il cesello toglie quello che non serve e mette in risalto il necessario.  Continue reading “Leggere con consapevolezza”

Quando sono io il beta-lettore

Nei post precedenti ci siamo confrontati su chi sia e cosa debba fare il beta-lettore.
Sono d’accordo: non deve interferire in nulla ma solo segnalare.
Questa è la teoria.
In pratica, invece, entrano altre componenti: la confidenza che si ha con l’autore, i limiti che lui stesso pone o non pone, la coscienza di chi legge e la fiducia di chi scrive.
Con Marco Freccero abbiamo instaurato un metodo durante la collaborazione a quattro mani e ormai quel metodo entra prepotente anche quando faccio la mia lettura beta.
Quindi che succede? Continue reading “Quando sono io il beta-lettore”

Beta-lettore: dove fermarsi

Ho parlato (scritto) nel post precedente del beta reader o beta-lettore, l’amico o l’appassionato di scrittura che ci fa il regalo di leggere il nostro testo appena scritto e di dirci cosa ne pensa.

I confini del beta-lettore
Ma dove deve fermarsi il beta-lettore? Alla lettura del testo o può/deve andare oltre? Essendo ‘lettore’ dovrebbe appunto fermarsi alla lettura senza toccare altro e senza scendere in profondità.
Ma credo dipenda dalla sensibilità e dalla confidenza che ha con l’autore, e da ciò che lui stesso chiede.
Faccio l’esempio pratico: Continue reading “Beta-lettore: dove fermarsi”

Cosa significa ‘Beta reader’

Lo sapete tutti: se ne parla spesso i questi mesi. Pare che, se vuoi essere uno scrittore, una delle necessità primarie sia avere uno o più beta reader.
Ma chi è il beta reader?
Spesso è un amico, a volte un estimatore – ma non è vincolante -, dell’autore.
Uno che si presta a fare il ‘primo lettore’ – primo perché leggerà la prima versione del testo, appunto la versione beta – della nuova opera, romanzo o racconto che sia. Si possono avere anche più beta reader ma allora bisognerà prestare maggiore attenzione nell’ascolto delle modifiche proposte (se ci saranno modifiche: non tutti lettori beta suggeriranno qualcosa). A volte il beta-lettore si limiterà a dirvi se tutto fila come dovrebbe e se i personaggi sono ‘veri’. Sarebbe già tanto, no? Continue reading “Cosa significa ‘Beta reader’”

Una storia che non vedrà la luce

Nel 2001 (duemilauno) avevo in mente ‘sta storia dove c’è una lei che sta in un appartamento, succedono delle cose e, ve la faccio breve, viene trovata morta e già anche un po’ fredda. Mentre scrivevo successe un casino che ora non vi sto a raccontare ma che, se sfogliate il blog, scoprirete da soli.
Quindi smetto di scrivere questo ipotetico romanzo e, dopo pochi mesi, mi dedico alla scrittura di Orfana di mia figlia. Passano gli anni, scrivo parecchie cose, tra cui un romanzo mio La centesima finestra e un romanzo a quattro mani L’ultimo giro di valzer. Negli anni – e già ne sono passati diciassette – ogni tanto (spesso) ripenso a quella storia. I file ora hanno la data di aprile 2009 – una delle prime volte in cui ho rimesso mano alla faccenda e ho dato l’impostazione che ha ora – e stanno sempre nella cartella ‘romanzo marianna’ creata all’inizio. Continue reading “Una storia che non vedrà la luce”