Siamo ciò che leggiamo

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“… secondo me oltre al vivere bisogna leggere. Ho recentemente scritto un testo che parla di una barca perchè avevo letto un racconto ambientato in alto mare, ho trattato di argomenti scientifici perchè avevo letto circa gli argomenti trattati. Secondo me anche solo leggendo possiamo vivere migliaia e migliaia di esperienze e trasmetterle a nostra volta in quello che scriviamo…” (commento di Nicolò Bertolini al mio post precedente) Continua a leggere “Siamo ciò che leggiamo” →

Cosa significa “scrivi quello che sai”

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Ieri mattina, complice un tempo meteorologico non proprio ottimale, siamo stati seduti al bar anziché sotto l’ombrellone. E, tra chiacchiere varie, qualcuno ha raccontato un episodio narrato da un’altra persona che lavora in un Pronto Soccorso. L’episodio in sé non è importante – e non lo racconterei comunque: ho ancora i capelli dritti per la sorpresa – ma ciò che conta è che noi (e intendo voi e io e anche tutti gli altri) non abbiamo una minima idea delle cose particolari che accadono nel mondo. Non parlo del mondo lontano dodici ore di aereo ma del mondo di fianco a casa nostra. Cosa succede, quindi, quando qualcuno ci racconta qualcosa che gli è accaduto, o un episodio del suo lavoro? Succede che rimaniamo in ascolto, curiosi e a volte anche stupefatti. Ammirati, o disgustati, o divertiti: insomma, è possibile che ciò susciti in noi una reazione forte e intensa. Continua a leggere “Cosa significa “scrivi quello che sai”” →

Come si fa la revisione al testo – due

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Nel post precedente ho affrontato la questione in un modo ‘semplificato’, con un esempio matematico e puntando solo sull’azione meccanica dell’eliminazione. Ma non è così semplice fare la revisione al testo, e non così immediato come ho descritto. La mia era anche una provocazione: è evidente che il taglio, l’eliminazione, sia necessaria ma è una conseguenza, non l’obiettivo primario. Non dobbiamo tagliare tanto per farlo, dobbiamo procedere a ragion veduta.

Quindi? Continua a leggere “Come si fa la revisione al testo – due” →

Come si fa la revisione al testo – uno

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Questa è l’operazione più complessa e anche più ‘utile’ per arrivare a un buon risultato. Una buona revisione non si fa mai in un passaggio solo.
Alla perfezione – a ciò che per noi sarà la perfezione, il punto in cui ci riterremo soddisfatti – non si arriva di botto. Facciamo un’ipotesi: abbiamo un testo di 257.000 parole. Con il primo giro di revisione dovremmo eliminarne almeno il 10%  (25.700) anche se in verità le parole superflue saranno molte di più, diciamo che potrebbero essere 60.000. Ma allora, perché non eliminarle tutte subito?
Perché non si vedrebbero. Continua a leggere “Come si fa la revisione al testo – uno” →

Mentre cuoce la cicerchia

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Il titolo è importante: chissà chi condurrà nel mio blog codesto titolo? Forse i lettori interessati al cibo, e quindi una bella platea, visto che tutti mangiano. E i legumi sono la nuova frontiera del mangiare sano, accontentano vegetariani e vegani e non mi pare poco.
La verità è che la cicerchia sta cuocendo davvero e la seconda verità è che chi vuole scrivere deve sempre fare i conti con la realtà. Continua a leggere “Mentre cuoce la cicerchia” →

“Perché non tengo un diario personale”

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Perché non mi interessa farlo. Non trovo niente di interessante nell’atto di scrivere per me stessa: a cosa mi serve sapere come mi sono sentita in una determinata circostanza? Se mi sono sentita male non ho bisogno di dichiararlo su una pagina che leggerò solo io: mi basterà ripensare all’episodio e saprò sempre, anche tra trent’anni, cosa ho provato. Se mi sono sentita molto bene, la sensazione sarà sempre con me, se uno mi fa incazzare non lo devo scrivere sul diario e se amo una persona non devo riempire una pagina di cuoricini e iniziali. Continua a leggere ““Perché non tengo un diario personale”” →

Metodologia per la scrittura di un romanzo – terzo

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Stiamo ancora pensando ai personaggi e all’ambientazione, elaboriamo scene e visioni, ma ancora c’è qualcosa che ci sfugge.
Se procediamo con metodo – siamo qui apposta, no? – avremo risultati migliori. Che significa? non dobbiamo scrivere una storia e basta?
Non siamo al bar e non stiamo raccontando una storia agli amici: “allora, c’era questa bambina, un po’ ingenua eh, ma d’altronde la storia non è mica ambientata nel 2015 e tanti anni fa l’ingenuità era d’obbligo. Allora, la bambina… dunque, lei indossava un bel mantello con cappuccio, di colore rosso, e la mamma le affidò un cestino con dei viveri per la nonna che era malata e stava all’altra parte del bosco. ecc ecc” Continua a leggere “Metodologia per la scrittura di un romanzo – terzo” →