Come realizzare il cartaceo del vostro ebook – due

Quindi, come ho scritto nel primo post, abbiamo fatto tutto e ci siamo messi in attesa.
La mail con l’indicazione degli errori fatti non tarderà ad arrivare: di questo potete stare certi. E infatti, a noi è arrivata dopo due giorni.

Avevo sbagliato a indicare il formato (voi non potete sbagliare perché vi ho già indicato cosa mettere: A5)

  • La copertina aveva le scritte (o ‘elementi’, così hanno scritto) troppo vicino al margine
  • Il pdf presentava errori nell’indice

 

Poche cose eh? In pratica non c’era niente che andasse. Continua a leggere “Come realizzare il cartaceo del vostro ebook – due” →

Come realizzare il cartaceo del vostro ebook

Siamo nell’epoca del digitale e ormai molti leggono ebook, tanto che c’è chi dice “Non compro più il cartaceo, solo digitale”.

Ma, al contrario, c’è chi afferma:”Per me solo la carta.”

Quindi, con l’occasione dell’uscita del romanzo a quattro mani L’ultimo giro di valzer (ve ne ho parlato, vero? altrimenti trovate qui tutti i riferimenti), abbiamo pensato, Freccero e io, di pubblicare anche il cartaceo. Continua a leggere “Come realizzare il cartaceo del vostro ebook” →

“Argomenti su cui scrivere un libro 2016”

Dog holding newspaper, close-up

L’interesse per la scrittura – o meglio, su cosa scrivere un libro ‘vendibile’ – non sta scemando. I fiori sono petalosi ma lo scrittore del futuro si interroga sempre su cosa sia giusto scrivere e mette pure la data affinché non si incappi in un’idea che andava bene nel 2015: lo scrittore del futuro vuole essere certo di essere attuale, di colpire là dove la società duole. Continua a leggere ““Argomenti su cui scrivere un libro 2016”” →

Come indicare il silenzio nei dialoghi

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Someone To Watch Over Me – Jack Vettriano

Ecco: questa pare una bella domanda*: Come si scrive il silenzio? E siccome un racconto scritto, è erede delle storie narrate a voce che si portavano in giro nel medioevo, “come si scrive il silenzio” è un ossimoro potente.
Tra l’altro il silenzio è componente fondamentale del lavoro di chi scrive – non a caso lo trovate nel titolo di questo blog – ed è a noi (a me di certo) molto caro. Continua a leggere “Come indicare il silenzio nei dialoghi” →

L’ispirazione frequenta i bar

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Nei mesi scorsi, complice un’estate che spingeva alla fuga e alla ricerca di un rifugio dal temporale improvviso ma non imprevisto, ho trascorso parecchie ore seduta al tavolino del bar della spiaggia. Prendevo il tablet e mi dedicavo a qualche lettura o a un gioco (lo so, questo rovina un po’ la mia allure di persona seria, ma il gioco è un’ottima fonte di relax e anche di conoscenze). Dopo pochi secondi avevo un bambino dietro le spalle che osservava ogni mio movimento. Un adulto passava e buttava un occhio, ripassava con un bicchiere in mano e chiedeva: “È un mini? Io ho quello grande.” Continua a leggere “L’ispirazione frequenta i bar” →

“Scrivere in prima persona incipit”

incipit1-e1388575213431Se settembre rappresenta per alcuni di noi il simbolo dell’inizio dell’anno ‘vero’, l’incipit, che è l’inizio del romanzo, è una delle parti più importanti, e quindi fa bene il nostro lettore a preoccuparsene.
Ma chi ha digitato la frase non cercava solo notizie sull’incipit, bensì sull’incipit scritto in prima persona. Ho già scritto una volta che la prima persona nella narrazione è coinvolgente per il lettore; chi legge è già portato a identificare l’autore del testo con il personaggio del romanzo e, se la narrazione avviene in prima persona (Uscii da quella casa pronta a non farvi più ritorno. Trascinai la valigia come fosse piena delle parole che Sandro mi aveva urlato. Il portiere mi fissò e lasciò che il “Buonasera signorina” si sciogliesse in gola.), allora il lettore ha la conferma che attendeva e si dispone a leggere fino in fondo ciò che “abbiamo vissuto”. Continua a leggere ““Scrivere in prima persona incipit”” →

“Voglio scrivere un libro ma non so se la mia idea è originale”

Talento

Caro amico di google (la frase del titolo l’ho trovata nelle statistiche del blog), non lo sai perché non hai frequentato le biblioteche (lo dico per chi dice che i libri costano cari, che comunque è vero. Le biblioteche sono gratis, ricordatelo, e io le frequento da sempre). In pratica, caro amico che digiti su google, e magari è l’unica attività di scrittura che sai fare, se ti poni questa domanda significa che hai praticato poco la lettura, altrimenti sapresti cosa è originale e sapresti anche che le cose di cui si scrive sono sempre quelle: amore, soldi e delitti, in varie miscele e percentuali. In pratica si scrive di vita e le cose che accadono sono sempre le stesse; ciò che cambia e che può fare la differenza è lo stile e la voce narrante. Il modo in cui si espone la vicenda, la voce che si usa, il metodo per l’intreccio, la forza dei personaggi, questo fa la differenza.
È la voce che deve essere originale, non l’idea. Certo, se ci fosse anche quella non sarebbe male. Continua a leggere ““Voglio scrivere un libro ma non so se la mia idea è originale”” →