La sana invidia del blogger

Mi fanno un po’ rabbia ma provo anche una sana invidia verso quei blogger che programmano i loro post da qui all’eternità.
Sono passati anni da quando scrivevo tutti i giorni e avevo sempre qualcosa da dire. Forse “qualcosa da dire” lo avrei ancora: è che non provo l’impulso di raccontarlo.
Ogni volta che mi accorgo di non pubblicare da tanto tempo, mi dico che ricomincerò, poi disattendo le mie stesse promesse.
È strano questo fatto.
E in questi giorni penso spesso alla storia che avevo iniziato a raccontare: l’incipit in questo post e in questo la seconda parte.

Perché, a mio parere, questa storia sarebbe interessante? Continua a leggere “La sana invidia del blogger” →

Dove ambientare il romanzo

Devo dire che non ho mai dato soverchia importanza ai luoghi dei romanzi che leggo. Se l’autore è russo, facilmente sarà ambientato in Russia e se l’autore è Stephen King è giusto immaginare che sia ambientato nel Maine. Ma se l’autore vuole ambientarlo ad Agrigento, purché il contorno del panorama, modi di fare e usanze sia congruo, a me non interessa. Se la storia è intrigante ed è scritta come si conviene, non mi interessa in che città vivono e si muovono i personaggi.
Per qualcuno suppongo sia fico leggere una storia ambientata a New York o a Bangkok, e un autore potrebbe farsi tentare per catturare un potenziale di lettori più vasto.
Ma se poi lui/lei non sanno nulla di quella città e scrivono castronerie che uno avvezzo a quel luogo sentirà come un affronto personale? Perché invischiarsi in simili casini?
Io ho sempre pensato che se ambientassi a Bologna potrei dare quel pizzico di autenticità che farebbe sembrare la storia coerente e ‘vera’. Sbaglio?
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L’autoediting è possibile?

La domanda è suscitata dalla lettura di un post in un gruppo di scrittura. Forse dovrei dire ‘gruppo di scrittori o che si definiscono tali’.
C’è sempre quel gruppo di scrittori emergenti su facebook, dove si instaurano discussioni animate su come si scrive, su come si pubblica, su come è meglio procedere per avere un testo idoneo, ecc.
Di solito funziona così: uno fa una richiesta o pone una domanda e gli altri lo stroncano o si stroncano tra loro nei commenti.
Ieri c’era la domanda/sondaggio su un ipotetico interesse per un testo che spiegasse come funziona il self-publishing per chi intenda pubblicare su una piattaforma tipo Amazon; l’autrice della domanda ha inserito anche la parola “autoediting” e su quella si sono scaldati gli animi. Continua a leggere “L’autoediting è possibile?” →

“L’istituto” di Stephen King

Non sempre compro i libri di King appena escono e alcuni non li ho proprio letti, anche se adoro quest’uomo e lo scrittore che ha dentro di sé.
L’istituto mi è sembrato subito interessante. E la lettura me lo ha confermato.
Il tema sembrerà già sentito: la lotta del bene contro il male, dei ragazzini che combattono contro qualcosa più grande di loro, il ‘mostro’ che nessuno riesce a sconfiggere. Sono tutte storie già sentite, vero?
La differenza dico sempre io, non è nelle storie (anche se è buona parte: ci sono ‘storie’ e Storie) ma nel modo in cui vengono narrate.
Vi dico perché dovete leggere questo romanzo: Continua a leggere ““L’istituto” di Stephen King” →

“Come scrivere un libro in tre giorni”: la boutade del secolo

In questo finire di agosto, il primo agosto da anni che ho sopportato, e di questo volevo scrivere oggi, mi arriva la mail che mi consiglia alcuni ebook sulla scrittura; la apro prima di cestinarla ma, un momento, cosa leggono i miei occhi svegli? “Come scrivere un libro in tre giorni” è tra i consigli. Non me lo faccio scappare e mi precipito a leggere sinossi e altre informazioni.

Hai mai pensato di scrivere un libro nel minor tempo possibile? Sì? Allora questo libro è perfetto per te. Come puoi facilmente vedere, è molto breve, come un vero manuale dovrebbe essere, ma contiene tutto ciò di cui hai bisogno per scrivere il tuo libro in tre giorni. Se vuoi che questo metodo funzioni, devi semplicemente seguire le istruzioni. Non essere pigro e, ultimo ma non meno importante, credi in ciò che stai facendo. Non c’è risultato senza un minimo di fede.

Il discorso pare filare: quasi banale ma quasi vero.
Leggo le recensioni e, come chiunque abbia mai provato a scrivere qualcosa di decente poteva intuire, sono stroncature nette. In una recensione si nomina l’estratto e allora decido di leggere pure quello: alla curiosità non c’è limite. Continua a leggere ““Come scrivere un libro in tre giorni”: la boutade del secolo” →

Di cosa scriviamo quando scriviamo di vita

Ieri Marco Freccero ha scritto che ‘se vuoi scrivere racconti cerca i poveri’ – vi rimando al post così ci capiamo meglio – e io ho ragionato (di nuovo) su cosa ho scritto e su cosa scriverei se volessi farlo.
Ognuno di noi ha una sua tematica ricorrente, una sua ‘idea di mondo’ su cui imbastire storie. Io non ho mai ragionato su ‘ricchi’ e ‘poveri’. Certo, non mi verrebbe in mente di scrivere di ricchi – ma ho già messo un ricchissimo nel mio romanzone, anche se ci è capitato per caso – perché non sono queste le peculiarità che mi spingono.
A me interessa mostrare che, ricchi e poveri, siamo persone di tanti colori. I colori sono sfumature dell’anima e non esiste nessuno – se non il Principe MyÅ¡kin e un altro di cui sentirete parlare in futuro – che sia tutto bianco, ma anche nessuno ‘tutto nero’. Qualcuno è tutto grigio ma pure lui avrà diverse sfumature, dal grigio fumo di Londra al canna di fucile. Continua a leggere “Di cosa scriviamo quando scriviamo di vita” →

Errori da evitare quando si scrive un libro

Durante la scrittura di un romanzo – specialmente del primo, ma non è raro che accada anche in seguito – si attraversano molti processi produttivi, molte fasi di lavorazione, e gli errori sono più fitti delle metafore e delle figure retoriche.
Intanto, già inserire troppe metafore è, a mio parere, un errore. Ma questa sarebbe solo una caduta di stile. Invece vorrei parlare degli errori di lavorazione, tipo ‘cambiare nome ai personaggi’, ‘cambiargli i connotati’, ‘fare agire un neonato come se fosse un bambino di un anno’, e sono solo alcuni tra i primi che mi vengono in mente. Continua a leggere “Errori da evitare quando si scrive un libro” →

Come riconoscere la penultima revisione

L’incubo di chi scrive sono le revisioni. Non tanto ‘farle’, quanto sapere il momento giusto in cui fermarsi. Sapere quale sia davvero l’ultima revisione è il dubbio che ci ancora alla sedia. Ottimo sarebbe avere una scadenza: se dobbiamo spedire un testo il 31 gennaio, è chiaro che quella è la data dell’ultima revisione – prima mica lo molliamo quel testo: si sa mai che ci sia un refuso.
Ma, se non abbiamo scadenze, come sappiamo quando smettere con le revisioni? Continua a leggere “Come riconoscere la penultima revisione” →

Lo scrittore ha una morale

Credo siamo tutti d’accordo che si scriva non tanto per dare al mondo lezioni di morale quanto per raccontare storie. Queste storie, però, rifletteranno comunque la nostra idea di morale, la nostra idea del buono e del giusto. Idea che potrebbe essere molto personale e anche fuori dagli schemi – non tutti avranno le stesse idee di ‘buono’ e ‘giusto’ suppongo.
L’autore dei testi dovrebbe tenersi al di fuori della ‘morale’ intesa come lezioncina da impartire al volgo: Continua a leggere “Lo scrittore ha una morale” →

Autopubblicare: a cosa serve?

Lo so cosa state pensando: che domanda stupida; ancora a parlare di ‘ste cose che non interessano a nessuno.
Infatti è vero: a nessuno interessa se noi – io ormai sono fuori dal gioco ma mi garba usare il plurale maiestatis: mi sento il mago Otelma della situazione 😉 – pubblichiamo un nostro testo e per di più lo facciamo in self, da bravi autori indie che il mondo non si fila.
Quindi hai fatto una domanda retorica, vero?
Non esattamente. Continua a leggere “Autopubblicare: a cosa serve?” →

Scrivere o bubbole?

Poco fa leggevo questo post di Giovanni Venturi, in cui lui si interroga su varie questioni, davvero tante per un unico post: Giovanni io ci facevo una settimana con tutti questi argomenti, anzi, con i miei ritmi ci facevo un mese.
Rispondo a qualche sua domanda, così a sentimento. Non pianifico e vado: Continua a leggere “Scrivere o bubbole?” →

Quanto si può spendere per un corso di scrittura

Ormai, lo sapete, siamo in un mondo di guru: per ogni pulsione, desiderio di imparare, passioni nuove e nascoste, si trovano persone che possono guidarci nel percorso.
I corsi di scrittura non sono una novità: esistono da anni e funzionano molto bene. Sono una manna dal cielo per chi è digiuno di tecniche e metafore e non si negano a nessun genere. Ho appena visionato un link che promette corsi differenziati come la raccolta rifiuti: vuoi scrivere giallo/thriller, fantasy, o vuoi cimentarti nella ‘narrativa generale’? Qui puoi; barra la tua casella e compila il modulo di adesione con dati che paiono già da soli fantasy: titolo di studio potrebbe essere comprensibile (mah, non so), ma l’occupazione non vedo a cosa serva – addirittura se sei occupato devi specificare il datore di lavoro, la partita iva e il tipo di contratto. Se sono informazioni a fine statistico, per sapere chi si iscrive ai corsi e quindi aggiustare sempre più il tiro verso il target (per i prossimi anni), potrebbe essere comprensibile ma si potrebbero raccogliere anche in seguito e con meno dovizia di particolari. In questa fase mi paiono richieste inquietanti.
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“Dove tu metti il punto io metto il punto e virgola”

Siamo di nuovo al cospetto di una frase digitata su google da un lettore che è poi approdato su questo blog.
Immagino che l’interessato cercasse conferme all’uso del punto e virgola: conferme oppure ipotesi di come usarlo.
Vi ricordo che queste frasi, come quella del titolo e le altre di cui mi sono occupata in passato (molti post li trovate raggruppati in questo tag) provengono dalle ricerche su google che i lettori di questo blog effettuano.

Il punto e virgola non è la stessa cosa del punto, questo è ovvio. Quindi “dove tu metti il punto io metto il punto e virgola” non è sempre verità. Può esserlo in alcune situazioni e sarebbe utile scoprire in quali per usarlo di più.
Tempo fa – santo cielo! nel 2009! – Continua a leggere ““Dove tu metti il punto io metto il punto e virgola”” →

Quando il sistema ti [com]prende

Ieri, con un post quasi banale sulle letture, ho almanaccato un po’ tra me e me, così da darmi ragione anche in caso di errori.
Pensavo ad autori come De Giovanni, nominato appunto ieri – ma anche altri: si inizia con una casa editrice piccola o media come Fandango, si vende in quantità, ci si fa un nome e le grandi CE ti notano.
Da Fandango a Einaudi, a lasciare un lavoro sicuro in banca, sono solo due passi.
Ma cosa succede dopo? Continua a leggere “Quando il sistema ti [com]prende” →