“L’istituto” di Stephen King

Non sempre compro i libri di King appena escono e alcuni non li ho proprio letti, anche se adoro quest’uomo e lo scrittore che ha dentro di sé.
L’istituto mi è sembrato subito interessante. E la lettura me lo ha confermato.
Il tema sembrerà già sentito: la lotta del bene contro il male, dei ragazzini che combattono contro qualcosa più grande di loro, il ‘mostro’ che nessuno riesce a sconfiggere. Sono tutte storie già sentite, vero?
La differenza dico sempre io, non è nelle storie (anche se è buona parte: ci sono ‘storie’ e Storie) ma nel modo in cui vengono narrate.
Vi dico perché dovete leggere questo romanzo: Continua a leggere ““L’istituto” di Stephen King” →

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“Come scrivere un libro in tre giorni”: la boutade del secolo

In questo finire di agosto, il primo agosto da anni che ho sopportato, e di questo volevo scrivere oggi, mi arriva la mail che mi consiglia alcuni ebook sulla scrittura; la apro prima di cestinarla ma, un momento, cosa leggono i miei occhi svegli? “Come scrivere un libro in tre giorni” è tra i consigli. Non me lo faccio scappare e mi precipito a leggere sinossi e altre informazioni.

Hai mai pensato di scrivere un libro nel minor tempo possibile? Sì? Allora questo libro è perfetto per te. Come puoi facilmente vedere, è molto breve, come un vero manuale dovrebbe essere, ma contiene tutto ciò di cui hai bisogno per scrivere il tuo libro in tre giorni. Se vuoi che questo metodo funzioni, devi semplicemente seguire le istruzioni. Non essere pigro e, ultimo ma non meno importante, credi in ciò che stai facendo. Non c’è risultato senza un minimo di fede.

Il discorso pare filare: quasi banale ma quasi vero.
Leggo le recensioni e, come chiunque abbia mai provato a scrivere qualcosa di decente poteva intuire, sono stroncature nette. In una recensione si nomina l’estratto e allora decido di leggere pure quello: alla curiosità non c’è limite. Continua a leggere ““Come scrivere un libro in tre giorni”: la boutade del secolo” →

Di cosa scriviamo quando scriviamo di vita

Ieri Marco Freccero ha scritto che ‘se vuoi scrivere racconti cerca i poveri’ – vi rimando al post così ci capiamo meglio – e io ho ragionato (di nuovo) su cosa ho scritto e su cosa scriverei se volessi farlo.
Ognuno di noi ha una sua tematica ricorrente, una sua ‘idea di mondo’ su cui imbastire storie. Io non ho mai ragionato su ‘ricchi’ e ‘poveri’. Certo, non mi verrebbe in mente di scrivere di ricchi – ma ho già messo un ricchissimo nel mio romanzone, anche se ci è capitato per caso – perché non sono queste le peculiarità che mi spingono.
A me interessa mostrare che, ricchi e poveri, siamo persone di tanti colori. I colori sono sfumature dell’anima e non esiste nessuno – se non il Principe MyÅ¡kin e un altro di cui sentirete parlare in futuro – che sia tutto bianco, ma anche nessuno ‘tutto nero’. Qualcuno è tutto grigio ma pure lui avrà diverse sfumature, dal grigio fumo di Londra al canna di fucile. Continua a leggere “Di cosa scriviamo quando scriviamo di vita” →

Errori da evitare quando si scrive un libro

Durante la scrittura di un romanzo – specialmente del primo, ma non è raro che accada anche in seguito – si attraversano molti processi produttivi, molte fasi di lavorazione, e gli errori sono più fitti delle metafore e delle figure retoriche.
Intanto, già inserire troppe metafore è, a mio parere, un errore. Ma questa sarebbe solo una caduta di stile. Invece vorrei parlare degli errori di lavorazione, tipo ‘cambiare nome ai personaggi’, ‘cambiargli i connotati’, ‘fare agire un neonato come se fosse un bambino di un anno’, e sono solo alcuni tra i primi che mi vengono in mente. Continua a leggere “Errori da evitare quando si scrive un libro” →

Come riconoscere la penultima revisione

L’incubo di chi scrive sono le revisioni. Non tanto ‘farle’, quanto sapere il momento giusto in cui fermarsi. Sapere quale sia davvero l’ultima revisione è il dubbio che ci ancora alla sedia. Ottimo sarebbe avere una scadenza: se dobbiamo spedire un testo il 31 gennaio, è chiaro che quella è la data dell’ultima revisione – prima mica lo molliamo quel testo: si sa mai che ci sia un refuso.
Ma, se non abbiamo scadenze, come sappiamo quando smettere con le revisioni? Continua a leggere “Come riconoscere la penultima revisione” →

Lo scrittore ha una morale

Credo siamo tutti d’accordo che si scriva non tanto per dare al mondo lezioni di morale quanto per raccontare storie. Queste storie, però, rifletteranno comunque la nostra idea di morale, la nostra idea del buono e del giusto. Idea che potrebbe essere molto personale e anche fuori dagli schemi – non tutti avranno le stesse idee di ‘buono’ e ‘giusto’ suppongo.
L’autore dei testi dovrebbe tenersi al di fuori della ‘morale’ intesa come lezioncina da impartire al volgo: Continua a leggere “Lo scrittore ha una morale” →

Autopubblicare: a cosa serve?

Lo so cosa state pensando: che domanda stupida; ancora a parlare di ‘ste cose che non interessano a nessuno.
Infatti è vero: a nessuno interessa se noi – io ormai sono fuori dal gioco ma mi garba usare il plurale maiestatis: mi sento il mago Otelma della situazione 😉 – pubblichiamo un nostro testo e per di più lo facciamo in self, da bravi autori indie che il mondo non si fila.
Quindi hai fatto una domanda retorica, vero?
Non esattamente. Continua a leggere “Autopubblicare: a cosa serve?” →