Di cosa scriviamo quando scriviamo di vita

Ieri Marco Freccero ha scritto che ‘se vuoi scrivere racconti cerca i poveri’ – vi rimando al post così ci capiamo meglio – e io ho ragionato (di nuovo) su cosa ho scritto e su cosa scriverei se volessi farlo.
Ognuno di noi ha una sua tematica ricorrente, una sua ‘idea di mondo’ su cui imbastire storie. Io non ho mai ragionato su ‘ricchi’ e ‘poveri’. Certo, non mi verrebbe in mente di scrivere di ricchi – ma ho già messo un ricchissimo nel mio romanzone, anche se ci è capitato per caso – perché non sono queste le peculiarità che mi spingono.
A me interessa mostrare che, ricchi e poveri, siamo persone di tanti colori. I colori sono sfumature dell’anima e non esiste nessuno – se non il Principe MyÅ¡kin e un altro di cui sentirete parlare in futuro – che sia tutto bianco, ma anche nessuno ‘tutto nero’. Qualcuno è tutto grigio ma pure lui avrà diverse sfumature, dal grigio fumo di Londra al canna di fucile. Continua a leggere “Di cosa scriviamo quando scriviamo di vita” →

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Errori da evitare quando si scrive un libro

Durante la scrittura di un romanzo – specialmente del primo, ma non è raro che accada anche in seguito – si attraversano molti processi produttivi, molte fasi di lavorazione, e gli errori sono più fitti delle metafore e delle figure retoriche.
Intanto, già inserire troppe metafore è, a mio parere, un errore. Ma questa sarebbe solo una caduta di stile. Invece vorrei parlare degli errori di lavorazione, tipo ‘cambiare nome ai personaggi’, ‘cambiargli i connotati’, ‘fare agire un neonato come se fosse un bambino di un anno’, e sono solo alcuni tra i primi che mi vengono in mente. Continua a leggere “Errori da evitare quando si scrive un libro” →

Come riconoscere la penultima revisione

L’incubo di chi scrive sono le revisioni. Non tanto ‘farle’, quanto sapere il momento giusto in cui fermarsi. Sapere quale sia davvero l’ultima revisione è il dubbio che ci ancora alla sedia. Ottimo sarebbe avere una scadenza: se dobbiamo spedire un testo il 31 gennaio, è chiaro che quella è la data dell’ultima revisione – prima mica lo molliamo quel testo: si sa mai che ci sia un refuso.
Ma, se non abbiamo scadenze, come sappiamo quando smettere con le revisioni? Continua a leggere “Come riconoscere la penultima revisione” →

Lo scrittore ha una morale

Credo siamo tutti d’accordo che si scriva non tanto per dare al mondo lezioni di morale quanto per raccontare storie. Queste storie, però, rifletteranno comunque la nostra idea di morale, la nostra idea del buono e del giusto. Idea che potrebbe essere molto personale e anche fuori dagli schemi – non tutti avranno le stesse idee di ‘buono’ e ‘giusto’ suppongo.
L’autore dei testi dovrebbe tenersi al di fuori della ‘morale’ intesa come lezioncina da impartire al volgo: Continua a leggere “Lo scrittore ha una morale” →

Autopubblicare: a cosa serve?

Lo so cosa state pensando: che domanda stupida; ancora a parlare di ‘ste cose che non interessano a nessuno.
Infatti è vero: a nessuno interessa se noi – io ormai sono fuori dal gioco ma mi garba usare il plurale maiestatis: mi sento il mago Otelma della situazione 😉 – pubblichiamo un nostro testo e per di più lo facciamo in self, da bravi autori indie che il mondo non si fila.
Quindi hai fatto una domanda retorica, vero?
Non esattamente. Continua a leggere “Autopubblicare: a cosa serve?” →

Scrivere o bubbole?

Poco fa leggevo questo post di Giovanni Venturi, in cui lui si interroga su varie questioni, davvero tante per un unico post: Giovanni io ci facevo una settimana con tutti questi argomenti, anzi, con i miei ritmi ci facevo un mese.
Rispondo a qualche sua domanda, così a sentimento. Non pianifico e vado: Continua a leggere “Scrivere o bubbole?” →

Quanto si può spendere per un corso di scrittura

Ormai, lo sapete, siamo in un mondo di guru: per ogni pulsione, desiderio di imparare, passioni nuove e nascoste, si trovano persone che possono guidarci nel percorso.
I corsi di scrittura non sono una novità: esistono da anni e funzionano molto bene. Sono una manna dal cielo per chi è digiuno di tecniche e metafore e non si negano a nessun genere. Ho appena visionato un link che promette corsi differenziati come la raccolta rifiuti: vuoi scrivere giallo/thriller, fantasy, o vuoi cimentarti nella ‘narrativa generale’? Qui puoi; barra la tua casella e compila il modulo di adesione con dati che paiono già da soli fantasy: titolo di studio potrebbe essere comprensibile (mah, non so), ma l’occupazione non vedo a cosa serva – addirittura se sei occupato devi specificare il datore di lavoro, la partita iva e il tipo di contratto. Se sono informazioni a fine statistico, per sapere chi si iscrive ai corsi e quindi aggiustare sempre più il tiro verso il target (per i prossimi anni), potrebbe essere comprensibile ma si potrebbero raccogliere anche in seguito e con meno dovizia di particolari. In questa fase mi paiono richieste inquietanti.
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