Una stanza per noi – di Sabrina Campolongo e Morena Fanti

Una stanza per noi
di
Sabrina Campolongo e Morena Fanti

 

[S.] Cara Morena,
eccomi, infine. A parlare di Virginia Woolf, e di scrittura femminile, ancora.
Confesso che, me ne sono resa conto ieri sera, mentre, a causa di un brutto raffreddore, non riuscivo a prendere sonno, forse la scelta del tema è una delle ragioni che hanno posticipato l’invio di questa mail. L’altra ragione è privata, altri impegni da seguire, ma non è del tutto fuori luogo parlarne qui, credo.
Mi sembra che abbia decisamente a che fare con la stanza tutta per sé, il fatto che, ora che l’abbiamo trovata, o che è alla nostra portata almeno, prese da un misto di euforia e senso di colpa tendiamo a riempirla oltre il possibile, a ingombrarla di progetti, attività, libri da studiare, oltre a portarci anche lavoro da finire, alla fine, cose dal mondo “di fuori”. Continua a leggere “Una stanza per noi – di Sabrina Campolongo e Morena Fanti” →

Una webzine tutta da gustare

È online la webzine di aprile di Sul Romanzo. Sul sito che trovate al link si può visionare e leggere, ma vi assicuro che è più comodo scaricarla e tenerla sul pc, o stamparla se volete portarla con voi quando andate a sedervi sotto un albero e respirate la Natura. Io l’ho qui e ne leggo un articolo per volta, anche perché non sono pezzi da leggere e buttare, ma continuano a ‘ragionare’ dentro di noi dopo averli letti. Continua a leggere “Una webzine tutta da gustare” →

Ventiseiesima lezione con esempio

 Ieri abbiamo concluso il primo quarto delle nostre lezioni e oggi siamo alla ventiseiesima lezione, in cui Radames spiega come affrontare “il confine diafano fra realtà e fantasia”.

Ecco l’esercizio proposto:

Immaginate di raccontare la spesa al supermercato di una signora con il figlio di due anni, carica sul carrello un pacco di biscotti, prende il sale, saluta un’amica, la fate poi arrivare alla cassa, esce e trova il suo ex marito che l’aveva lasciata andandosene con un’altra, vanno a prendere un caffè, lui gioca con suo figlio che non vedeva da circa un anno, parlano, ridono, lei piange, si abbracciano. Poi, d’improvviso tornate con la scena al momento in cui lei salutava l’amica dentro il supermercato. Sì, avete capito bene, tutto il resto era soltanto nella testa della donna, era un sogno, una fantasia mentre faceva la spesa. Il lettore lo scopre alla fine, nel momento in cui si torna alla scena che era stata già presentata. Continua a leggere “Ventiseiesima lezione con esempio” →