“Sarà il nostro segreto” di Maria Teresa Steri

Titolo: Sarà il nostro segreto

Autore: Maria Teresa Steri

Data di pubblicazione: 5 maggio 2020

Genere: thriller psicologico

Pagine: 316

 

 

 

 

 

 

 

Interrompo la pubblicazione dei racconti del nostro condominio, per un valido motivo: un’amica ha pubblicato il suo nuovo romanzo il 5 maggio, proprio in questi giorni che definiamo di crisi sanitaria, economica e psicologica. Ci vuole forza e determinazione per seguire i nostri progetti e questa determinazione va premiata con un sorriso e una condivisione. Brava Maria Teresa! 🙂
E ora la smetto e lascio parlare l’autrice e il suo romanzo.
Se vi va andate a leggere l’anteprima e poi leggete il romanzo. Le premesse sembrano buone. Continua a leggere ““Sarà il nostro segreto” di Maria Teresa Steri” →

“L’istituto” di Stephen King

Non sempre compro i libri di King appena escono e alcuni non li ho proprio letti, anche se adoro quest’uomo e lo scrittore che ha dentro di sé.
L’istituto mi è sembrato subito interessante. E la lettura me lo ha confermato.
Il tema sembrerà già sentito: la lotta del bene contro il male, dei ragazzini che combattono contro qualcosa più grande di loro, il ‘mostro’ che nessuno riesce a sconfiggere. Sono tutte storie già sentite, vero?
La differenza dico sempre io, non è nelle storie (anche se è buona parte: ci sono ‘storie’ e Storie) ma nel modo in cui vengono narrate.
Vi dico perché dovete leggere questo romanzo: Continua a leggere ““L’istituto” di Stephen King” →

“L’ultimo dei Bezuchov – la mia prefazione

L’ultimo dei Bezuchov – di Marco Freccero

Oggi Marco Freccero, in questo post, ha annunciato il titolo del suo romanzo in uscita e quindi posso parlarne pure io.
O ne parlerò nei prossimi giorni: è meglio. Oggi mi limito a copiare qui sotto la mia prefazione al romanzo:

Il talento di un uomo

L’ultimo dei Bezuchov, questo romanzo breve di Marco Freccero, ci trasporta in quello che pare un tempo antico: si parla di una famiglia russa e forse di argomenti molto lontani dal nostro presente. Carlo Alberto Bezuchov è il vero protagonista di questo romanzo e d’altronde, già dal titolo, capiamo di cosa si parla: l’ultimo rampollo di una ricchissima famiglia russa. Un essere altezzoso, con le tasche piene di soldi e la testa piena di presunta superiorità.
Non c’è niente di più lontano da Carlo Alberto, un’anima bella che viene spontaneo – ma non banale – associare al principe MyÅ¡kin, L’idiota di Dostoevskij. In questo romanzo, Freccero non rinuncia a un omaggio ai suoi amati autori russi e al buon Fëdor, ma l’ultimo figlio della casata Bezuchov ha qualcosa di diverso dal Principe MyÅ¡kin, ha infatti un particolare “talento”. Continua a leggere ““L’ultimo dei Bezuchov – la mia prefazione” →

Trasformare un racconto in un romanzo

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A volte accade di leggere un racconto, una bella storia, e di pensare “sarebbe stato anche un bel romanzo”. Se è un racconto di altri, ce lo diciamo e basta ma, se il racconto è il nostro, iniziamo a costruire ponti e svincoli, rotonde e ferrate di montagna. Ma basta dirsi ‘potrebbe essere un romanzo’? Sarà vero, o è solo la nostra immaginazione e il compiacimento di un autore misconosciuto?
Ci sono racconti che nascono con un’unica possibilità: quelli sono e quelli resteranno. Tutt’al più potrebbero essere un capitolo di una storia più complessa, ma mai potrebbero reggere da soli l’impianto di un romanzo. Cosa differenzia, quindi, un racconto da un romanzo?  Continua a leggere “Trasformare un racconto in un romanzo” →

Come riconoscere la penultima revisione

L’incubo di chi scrive sono le revisioni. Non tanto ‘farle’, quanto sapere il momento giusto in cui fermarsi. Sapere quale sia davvero l’ultima revisione è il dubbio che ci ancora alla sedia. Ottimo sarebbe avere una scadenza: se dobbiamo spedire un testo il 31 gennaio, è chiaro che quella è la data dell’ultima revisione – prima mica lo molliamo quel testo: si sa mai che ci sia un refuso.
Ma, se non abbiamo scadenze, come sappiamo quando smettere con le revisioni? Continua a leggere “Come riconoscere la penultima revisione” →

“La sera che conoscemmo Davide” – incipit inedito (II)

… segue da qui

«Si mangia bene qui» disse Elena alzandosi. Filippo annuì in silenzio. Stava osservando la gente agli altri tavoli e lei pensò che fosse disturbato dalla confusione: un bambino era caduto e il suo pianto aveva turbato gli ultimi bocconi del dessert. Ma ora stava tutto tornando alla normalità e lei aveva voglia di ascoltare della musica. «Andiamo di là? Stasera c’è il piano bar».
«Andiamo» rispose lui seguendo con lo sguardo le coppie che si alzavano.
«Ma che hai? Sei distratto». Elena gli prese la mano.
Lui si voltò e sorrise. «È l’ambiente nuovo. Lo sai come sono: devo vedere tutto».
«È il quarto albergo in una settimana. Perciò sei distratto e non mi guardi».
«Sai che ti amo. Non mi stanco mai di guardarti». Filippo le prese la mano, se la portò alla labbra e la baciò.
Nel bar c’era poca luce; Elena andò avanti e indicò un tavolino libero, ma Filippo fece segno di no e la trascinò di nuovo fuori. «Troppa confusione. Facciamo un giro fuori».
Passeggiarono lungo i vialetti del parco dell’albergo; i sentieri erano in mezzo al verde dei prati, appena illuminati da qualche lampione. C’era il profumo delle erbe aromatiche e un sottofondo di rumori della notte. Filippo le prese la mano, Elena sospirò e disse: «Si sta così bene qui. Domani è l’ultimo giorno. Peccato».
«Avremo altri giorni come questi. Vedrai. E poi dobbiamo tornare al lavoro, no? Un po’ dispiace anche a me. Proprio ora che iniziavo ad ambientarmi. È un posto interessante».
«Interessante? Avrei detto ‘bello’, ‘piacevole’, ‘sereno’, ma interessante».
«Le persone. Ad esempio, stasera c’era una coppia che mi piacerebbe conoscere».
«Una coppia?». Elena si fermò e cercò il volto del marito. «Cioè».
«Ma sì. Un uomo e una donna. Marito e moglie direi. Mi sembrano una bella coppia».
«E sono loro che stiamo cercando?». Continua a leggere ““La sera che conoscemmo Davide” – incipit inedito (II)” →

“La sera che conoscemmo Davide” – incipit inedito

Tramonto a Ischia – foto ©Morena Fanti

Ci sono avvenimenti che rimangono scolpiti nella memoria: di queste occorrenze sapremo dire anche dopo anni cosa facevamo in quel preciso momento. Se leghiamo da subito un odore alla sensazione, se notiamo un colore, se accarezziamo la pelle di qualcuno, rimarrà per sempre legato a quell’avvenimento.
Quando il cameriere, con un gesto sciolto e quasi elegante, nella sua giacca bianca con le cuciture stanche, e il pantalone nero, lucido alle ginocchia, tirò la tenda e mostrò la vetrata incendiata dal rosso del sole che calava sull’orizzonte, Davide guardò la moglie per cercare nei suoi occhi la stessa soddisfazione delle altre sere. Sofia gli sorrise e indicò il tramonto che si bagnava nel mare di Ischia, e lui ricordò poco prima, in camera, con lei in reggiseno che cercava la camicia da indossare e lui che le aveva accarezzato le spalle da dietro e poi l’aveva abbracciata tirandosela contro. Lei aveva detto «Faremo tardi». E lui aveva risposto «Ok. Ma tieni il segno per dopo». La visione del suo reggiseno di pizzo bianco gli suscitò un’emozione che non calava da anni. Lo stomaco gli tremò e il brivido si combinò con quello suggerito dalla bellezza del sole che diventava sempre più rosso; e così avrebbe ricordato quel momento in futuro. Continua a leggere ““La sera che conoscemmo Davide” – incipit inedito” →

Del perché ho impiegato un’ora per cercare una foto

Alba dalla ‘casa vecchia’, 10 gennaio 2006 – foto ©Morena Fanti

Mi serviva una foto di un tramonto a Ischia, e manco ricordavo se io ne avessi mai fatta una. Nonostante tutte le volte in cui, in passato, ci sono stata.
Il fatto è che quando il sole tramonta, spesso sono seduta al tavolo e sto cenando. Il ricordo ce l’ho ben vivo ma di foto non ricordavo.
Quindi mi sono spulciata, ed è proprio il caso di dirlo, tutte le foto ‘vecchie’, trasferite da due pc fa. Ho fatto una tremenda scoperta: Continua a leggere “Del perché ho impiegato un’ora per cercare una foto” →

Manoscritti nel cassetto

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Vi segnalo questa (vorrei dire bella ma dirò faticosa, e mi riferisco al lavoro che sta facendo l’ideatore Remo Bassini) iniziativa. Forse siamo fuori tempo utile, perché io stessa l’ho vista che era già partita, ma potete provarci ugualmente.

Chi ha un manoscritto pronto, una quarta di copertina e un breve bio può inviare il tutto in tre file separati (nel post trovate le istruzioni) a Remo e lui, dopo opportuna lettura e se c’è ancora ‘posto’, inserirà il vostro testo nel blog e lo esporrà al pubblico ludibrio.  Continua a leggere “Manoscritti nel cassetto” →

Perché [auto]pubblicherò con Narcissus

I motivi sono tanti. Non è una scelta facile, lo si può intuire. Non è una scelta che non ‘costa’.
Ma sta diventando una scelta quasi imposta.
Cos’è successo da quando ho scritto il mio primo romanzo? Romanzo che, preciso, mi è costato tempo, fatica, sudore e sangue.
Più di un anno e mezzo di lavoro denso, di giornate in cui non ho mollato la tastiera, di ore in cui, anche se andavo in giro, avevo sempre il pensiero fisso lì, a quei tre tra Liguria ed Emilia.
Non è successo niente. Da quando ho iniziato a spedire (solo via mail, lo ricordo per chi non ha letto gli altri miei post al riguardo, perché sono contraria all’uso improprio della carta e anche degli euro) agli editori, non è successo proprio nulla. Non posso neanche, come Stephen King, attaccare i rifiuti ricevuti a un chiodo infisso nella parete, perché manco quelli mi hanno mandato gli editori. Continua a leggere “Perché [auto]pubblicherò con Narcissus” →

Considerazioni

Fernando Botero – Donna che legge, 2002

Un’amica ha letto il romanzone e mi ha scritto un sms dicendo che l’ha letto in due giorni e le è piaciuto molto. Bene, dico io, speriamo che prima o poi – ma non tanto poi, che il tempo ti frega all’improvviso e non si sa mai (Lucio docet)- lo legga anche un editore e dica le stesse cose.
“Penso sia un peccato non consentire che altri possano leggerlo” mi risponde lei. Continua a leggere “Considerazioni” →

Cosa saresti disposto a fare per pubblicare?

Immagino che una domanda simile se la siano fatta in molti. Io l’ho pensata vedendo i vari movimenti in rete: scrittori – con o senza virgolette – che sono sempre presenti sui blog che contano, che commentano solo in certi blog e sono invisibili in altri, che lodano solo chi si deve lodare. Scrittori che si genuflettono e adorano, che pregano e supplicano – in vari modi: bisogna saper leggere, lo dissi – meglio di come fanno sui banchi di legno del Don del loro paese.
Cosa sarebbero disposti a fare questi personaggi di una commedia senza la fine? Continua a leggere “Cosa saresti disposto a fare per pubblicare?” →

La struttura del romanzo

Lo scheletro ci aiuta a reggerci in piedi. Stessa cosa per una casa e per un romanzo: delle buone fondamenta e poi le colonne e i muri portanti. In mezzo tutto quello che vorrete: una struttura forte reggerà le storie che le appenderemo.
Ma oggi non vorrei parlare di questa struttura ma dell’altra, quella che regge il file del nostro romanzo.
So che conoscete quasi tutti come si usa quel tastino in basso a sinistra, però a volte mi arrivano dei file in lettura e vedo che non sono stati preparati seguendo le semplici, ma molto utili, indicazioni di word.
Se iniziamo un nuovo capitolo del nostro romanzo e inseriamo il titolo o anche il numero ‘Uno’, ‘Due’, ecc, con lo stile ‘Titolo 1’ – da noi definito -, quando spingiamo il tastino ‘struttura’ troveremo tutti i titoli dei capitoli e arriveremo subito nel punto che stiamo cercando. Continua a leggere “La struttura del romanzo” →

Il mio romanzone

Ne ho già scritto ma una circostanza imprevista, e anche un po’ sorprendente, mi costringe a riparlarne.
Faccio un breve riepilogo: nel 2009 decisi che era giunto il momento per scrivere il mio primo romanzo, iniziato nel 2001 e subito abbandonato alla morte di Federica. Ripresi il testo iniziale, un primo capitolo quasi completo, gli appunti di allora e mi immedesimai di nuovo nella storia. Un romanzo è impegnativo, sentivo il bisogno di scrivere anche altro, così non mi sorpresi quando mi venne una visione. Scrollai le spalle e decisi di ignorarla per cont… ma questo a voi non interessa.

Il romanzone è ormai in viaggio verso qualche scrivania di editore e io suppongo anche verso qualche cestino.
Ma a me non piace tenere i testi nel cassetto, mi piace scrivere e condividere. Così, a qualche amico che l’ha chiesto (ma anche no), ho mandato il file. Uno di questi amici è Paolo Zardi (uno scrittore di cui ho già parlato. Qui la recensione al suo libro Antropometria, Neo. edizioni, 2010), che mi ha detto subito in privato cosa ne pensava. Continua a leggere “Il mio romanzone” →