La Storia – di Roberto Barbato

È una storia che ogni anno ritorna, che sembra sempre uguale; eppure io sento che cambia – che “mi cambia” – e si modifica, e si fa nuova ad ogni ritorno.
Come le foglie che sull’albero ritornano, e paiono sempre uguali, ma non son mica più quelle dell’anno prima! O l’acqua dentro un fiume, che sembra stare lì da sempre a compiere gli stessi ghirigori; ed invece si divide e frammenta e scorre e muta proprio sotto il nostro naso. Cose, insomma, delle quali neppure ci accorgiamo.
E così io penso al Natale. In sé non è altro che la ricorrenza di un compleanno, un tradizionale appuntamento che sta a ricordare la nascita di un uomo in un luogo sperduto dell’immenso impero romano. Credere che vi sia un di più, il ‘sentire’ cosa vi sia da festeggiare; ognuno di noi lo può percepire dentro di sé, in base a proprie convinzioni, se lo desidera. Continua a leggere “La Storia – di Roberto Barbato” →

Natale 2016 – di Roberto Barbato

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Unico conforto, mentre me ne sto a guardare lo schermo vuoto del PC (una volta, decenni fa, avrei scritto ‘con la penna in bocca ad osservare il foglio bianco sulla scrivania’) e fuori soffia il vento gelido di una luminosa giornata di metà novembre, unico conforto, dicevo, è la tazza di cioccolato – caldo, fumante e cremoso – posata qui accanto. Perché, come ogni bravo scrittore ben sa, non c’è niente di peggio che la ricerca di un’ispirazione a comando. Che poi, dico io, essendo l’ispirazione, per sua stessa definizione, ‘un estro creativo, un impulso alla creazione artistica e intellettuale’ come può essere comandata a richiesta, seppur tale richiesta provenga da persona cotanto amica?
Vabbè! Essendo che la “fregatura” è ormai scattata, eccomi qua, col vuoto in testa ad ascoltare un vecchio cd di James Taylor che, tra l’altro, si intitola “At Christmas”. Ma guarda un po’ la fatalità, borbotto; e dirigo la mano verso la tazza. Ci soffio sopra prima di portarmela alle labbra; e quell’invitante mare abbrunato leggermente si increspa, come se rabbrividisse, colto di sorpresa dal mio fresco fiato. Continua a leggere “Natale 2016 – di Roberto Barbato” →

La pagina natalizia 2016

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Ecco la testata Рil logo come sempre ̬ di Arthur che ringrazio Рdella nostra Pagina Natalizia di Scriveregiocando.
Sono tornata al rosso/bianco/oro: un classico che non stanca mai. Ogni tanto cambio, ma il rosso fa subito festa e, quindi, non si può abbandonare.
Quest’anno abbiamo qualche new entry: Marco Freccero – che sta per lanciare il suo nuovo ebook, l’ultimo della “Trilogia delle erbacce” – che si cimenta per la prima volta con i versi. Poi abbiamo Marco Guerrina – che si è sempre cimentato, ma a volte non ha voglia di scrivere e quindi è sempre una new entry.
Angélique Gagliolo – che non è tra le più “anziane” contributrici e che mi ha scritto per chiedere se era ancora in tempo -, Vincenzo Celli, che ha sempre poco tempo e tante rogne da risolvere, ma ha scritto lo stesso solo per farmi contenta. Continua a leggere “La pagina natalizia 2016” →

Solo un uomo – di Roberto Barbato

uomo-nebbiaAdesso era davvero mortalmente stanco.
Dopo aver inviato un ultimo, disperato messaggio, senza avere la certezza che il gigaradiomail portatile funzionasse e non si fosse invece guastato nel brusco impatto, quando la navicella aveva toccato rovinosamente il suolo, il capotenente Aldjus Cutstone – comandante della V Flotta Spaziale Planetogalattica – si era messo a camminare in quella landa desolata. L’unica cosa che capiva era che si trovava fuori da ogni mappa, totalmente sperso in qualche ignota parte del deserto ghiacciato di quel minuscolo pianeta che portava l’anacronistico nome di Trails. Al di fuori da ogni rotta conosciuta del Vasto Impero, Trails – la luna nera di RhoBeta54, sedicesimo pianeta dell’Oscuro Parallelo derivato dall’allineamento postcosmico – era noto come un mondo ormai morto.
Aldjus  aveva percorso poche centinaia di metri e già sentiva freddo: desiderava soltanto sostare, riposare, magari potersi stendere. Certo, sapeva bene quale pericolo corresse. Se si fosse fermato per più di quindici, venti minuti, la tuta si sarebbe ghiacciata ed egli sarebbe morto assiderato in breve tempo.
“Per ora la resistenza termica tiene,” rifletteva il comandante, avanzando a fatica, impacciato sia dall’abbigliamento che dal terreno scosceso e scivoloso. “La struttura non sembra essere danneggiata o tagliata. Ma l’ossigeno? Per quanto ne avrò ancora?”
Al momento dell’incidente Aldjus Cutstone era in missione sulla Florian, assieme ad altre quattro navicelle che scortavano un cargo mercantile attraverso la Strada Lattea n° 43218, una delle molte autopiste di luce che attraversano la Galassia sospese nell’incredibile ipernulla. Da qualche tempo, nella zona erano tornate all’opera bande di pirati spaziali che assaltavano gli astrocarri per impossessarsi sia delle merci che degli uomini d’equipaggio e chiedere quindi un riscatto.
Tutto stava andando per il meglio quando Lujsius aveva avvertito che qualcosa nella strumentazione di bordo non rispondeva più ai suoi comandi. Mentre perdeva velocità, per non intralciare la prosecuzione della missione, aveva parlato via radio con i suoi uomini: affidato il comando al suo secondo Mickius Derouge, egli si era visto costretto a farli proseguire senza di lui.
“Manca poco ormai, voi continuate lungo il fiume astrale e… e poi sapete cosa fare,” aveva detto loro. “Mickius, li affido a te. Io mi fermo da qualche parte, do una occhiata per capire cosa non va in questa trappola e poi riparto. Non preoccuparti, dai, ci ritroveremo alla bettola e finiremo come sempre, aspettando l’alba,” aveva concluso, cercando di mostrare un ottimismo che era lontanissimo dal provare. Continua a leggere “Solo un uomo – di Roberto Barbato” →

Natale 2010 – Scriveregiocando

Finalmente ci siamo! La Pagina Natalizia 2010 di Scriveregiocando è pronta, con racconti, poesie e riflessioni che ci terranno compagnia per tutte le giornate di festa.
Quest’anno, alla pagina si abbina una bellissima sorpresa: Continua a leggere “Natale 2010 – Scriveregiocando” →