Stiamo per salutare il 2018

Quest’anno, forse perché non mi sono occupata della pagina natalizia di scriveregiocando, non sento molto l’avvicinarsi del Natale, ma vedo più vicina la fine dell’anno.
Non starò a ripetermi dicendo che è stato un anno pesante – da che ho memoria, e sono davvero tanti anni, non ricordo anni ‘leggeri’ – ma dirò solo che è stato un anno faticoso (qualcosa devo pur dire, no?).
Non parlo di cose personali, che ognuno di noi ha le sue, ma di atmosfera generale, di clima sociale, di guazzabuglio mondiale. Gli eventi che sono in cronaca tutti i giorni mi angustiano, mi preoccupano molto. Dire che siamo diventati una società di schifo rende l’idea solo alla lontana. Come dice il buon Stephen: perché dire una parola che è solo cugina di quella che hai in mente?
Per educazione, Steve. Per pura educazione. Altrimenti direi ben altro. Continua a leggere “Stiamo per salutare il 2018”

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Ammaccature dell’anima

Oggi è di nuovo una giornata di È davvero vino quello che beve il prete?
Me ne stavo là, con tutti quegli ‘alzati’ e ‘siediti’, e pensavo come la vita sia diventata difficile, con quel suo prolungamento da tutti osannato: alla fine ti trovi quasi ottantenne, e quindi con acciacchi vari e pesanti essi pure, a preoccuparti per familiari in prossimità, ma anche oltre, il centenario di vita. È bello proseguire nella vita, certamente, ma lo è se si può apprezzare nella dignità e nella consapevolezza. Altrimenti, ci si chiede, ne vale la pena? Continua a leggere “Ammaccature dell’anima”