Non hai mai capito niente – 12+1 racconti di Marco Freccero

un-vecchio-copÈ con viva e vibrante soddisfazione… (lo so, sembro Crozza che imita Napolitano), ma oggi sono davvero soddisfatta come il gatto che vi posa sul tappeto la lucertola uccisa nel prato di casa.
Vedere la pubblicazione di questi racconti di Marco Freccero mi irrita un poco perché dovrebbero essere pubblicati in cartaceo da Einaudi ma, quando a un editore si può dire “Non hai capito niente” è ora di pubblicare comunque.
Freccero è un autore che, se fossi editore, pubblicherei.
E vi dico subito i motivi:
non segue i diktat del commerciale, non tralascia nessuno spigolo della narrazione, rilegge e riscrive con pazienza ligure, non teme di tagliare e buttare interi brani anche se gli sono costati fatica e anche se erano pure scritti bene. Sa che se un paragrafo non è funzionale alla storia, se è superfluo, se fa inciampare il lettore, bisogna potare senza pietà.
E la pietà, Freccero non la usa neppure con i suoi personaggi in mutande, uomini distrutti da una vita senza speranze, donne disfatte da matrimoni ingiusti, da famiglie che gravano sulle loro infelicità.
E, inoltre, Freccero ha questa capacità di scrivere dialoghi ‘giusti’, sporchi, non rifiniti (all’apparenza, ma lo sono più di altri), in cui i personaggi inseguono pensieri e parlano come se il lettore sapesse. E il lettore sa, capisce ogni cosa, ogni sfumatura delle ansie che percorrono le loro vite. Continua a leggere “Non hai mai capito niente – 12+1 racconti di Marco Freccero” →

Di libri

Sarà che sono diventata capricciosa o forse sono solo una snob, ma faccio molta fatica a trovare un libro che mi convince fino in fondo. Posso elencare tutti i libri che mi hanno colpita negli ultimi quattro anni e non sono tanti. Che succede? Ho cambiato gusti di lettura? O cerco ciò che non esiste?
Una buona storia con un’ottima scrittura sembra difficile da trovare nello stesso volume. E parlo anche di libri acclamati da molti, libri che hanno venduto tanto e che molti hanno comprato. A volte mi chiedo anche se qualcuno non compri i libri tanto per. Per riempire la libreria, per dire “io ce l’ho”, per essere sul pezzo.
Questo per i libri del momento che, comunque, io non compro mai.

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