Anche i grandi si lasciano ispirare dai ‘colleghi’

Anni fa, quando scrivevo, mi lasciavo suggestionare da un testo che mi era piaciuto e scrivevo mie parole sull’onda di quello che mi avevano suscitato.
Dicendo da dove nasceva l’idea (non sempre forse, ma non ricordo tutto) anche se non c’è nulla di male nel fare ciò.
È naturale ‘copiare’ suggestioni e atmosfere; lo vedo anche come un omaggio. Continua a leggere “Anche i grandi si lasciano ispirare dai ‘colleghi’” →

I racconti del condominio – il pdf

In questi giorni circola la voce (fasulla) che i Maya hanno indicato il 21 giugno 2020 come la vera fine del mondo. Allora ho pensato di finire tutti i progetti iniziati e non lasciare nulla di monco in questo mondo crudele – è vero che se moriamo tutti… -, quindi mi sono sbrigata a terminare la raccolta dei nostri racconti del condominio.
E oggi posso dire che anche il gioco letterario “I racconti del condominio” ha il suo pdf.

Chi non ha seguito tutti i racconti – anche se potevate farlo visto che non avevate niente da fare – può trovare tutto a questo tag.
Questo è l’elenco autori: Continua a leggere “I racconti del condominio – il pdf” →

I racconti del condominio – dodicesimo racconto

 

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Riunione di condominio

Mi affaccio al balcone per guardare il panorama. Sotto di me le aiuole dei giardini sono ben curate, e grandi alberi di magnolie, cedri e pini marittimi formano ombrose macchie di un verde intenso, in lontananza il mare del golfo che da questa distanza sembra anche azzurro.
Sono soddisfatta del mio acquisto, trovare questo appartamento in città, ma così vicino al mare è stato un vero colpo di fortuna.
La casa era stata messa in vendita dalla signora Alma Parodi, ultima erede di una famiglia di costruttori, ma di fatto l’appartamento apparteneva alla cognata, buonanima, la signorina Maria, e poi era andato in eredità al fratello gemello, pace all’anima sua, di cui lei era la vedova. Ora le restava solo Marco, l’unico figlio, “tanto bravo, eh” sottratto al suo affetto da una cubana, neanche bella, con la quale veleggiava in acque lontane e spesso agitate, e un nutrito numero di immobili di cui cercava di disfarsi per mettere il patrimonio al sicuro dalla “cubana”, pare che l’appartenenza geografica l’esentasse dall’avere un nome.
Al momento dell’acquisto, Alma mi aveva pregato di evitarle la fatica di uno sgombero e la nostalgia suscitata da tanti ricordi di famiglia, quindi mi avrebbe lasciato ogni cosa, ma dovevo pensarci io. Continua a leggere “I racconti del condominio – dodicesimo racconto” →

I racconti del condominio – La follia

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È stata una follia. La nostra scusante è che non ne potevamo più. Dell’isolamento, dell’alienazione, della mancanza di rapporti – sociali e non – di non poterci confrontare con altri esseri umani.
I componenti della famiglia Zaho, per dire, non si rendono conto ma di certo soffrono meno: sono in sei in un appartamento con due camere e zona giorno e non si annoiano. Per loro l’isolamento fa rima con divertimento.
Ma noi, noi come potevamo continuare così?
È successo dopo uno degli ultimi Dpcm, dopo uno di quei discorsi interminabili, e anche incomprensibili, di Conte. Continua a leggere “I racconti del condominio – La follia” →

I racconti del condominio – undicesimo racconto

La siepe

Personaggi:

Aldo
Genny

Cicale rauche, sole a picco. Aldo terge la fronte e si trascina nell’androne con la spesa: tè, legumi in scatola, sei mele e un pacco di fusilli. Ansima, riprende fiato e chiama l’ascensore. Oltre l’angolo, un ratto morde l’intonaco mentre dall’androne giunge lo sbattimento ritmico di sandali etnici. Genny supera i gradini del piano rialzato con un balzo e il ratto dal terrore si ribalta prillando sul dorso.
«Breakdance da sballo, ma non ho spicci» ghigna e plaude al topo epilettico. «Oh… machecaz… ».
Intenta a fissare con un occhio il ratto e con l’altro l’iPhone, Genny si scontra con Aldo. Sono gli unici inquilini superstiti nel condominio di otto piani: la probabilità di un impatto è circa una su ventitré milioni, eppure accade lo stesso. L’anziano arriccia il naso, piega il labbro e imbocca sdegnato l’ascensore. Genny decide che il moto di disgusto del vecchio grida vendetta e invece di avviarsi per le scale guizza nel loculo. Sferragliante quanto il carro d’un ferrivecchi, l’ascensore s’incunea negli intestini del palazzo con la lentezza d’un fecaloma di Aldo.
«Giornata del cazzo, eh, nonno?» ringhia biascicando la gomma.
«Moderi il linguaggio, signorina» glissa il vecchio dandole le spalle. Continua a leggere “I racconti del condominio – undicesimo racconto” →

I racconti del condominio – decimo racconto

Adesso sì che possiamo avere paura

Personaggi:
la signora Bastiani
Amira
due ragazzi cinesi della famiglia Zhao
il Colonnello
Clara e Steve Brown
l’Ispettore e Zambelli
Giorgio Provetti, giornalista

La signora Bastiani camminava nervosa sul pianerottolo. Pensionata ancora in gamba, si occupava in modo maniacale della pulizia del suo appartamento e, quando poteva, anche di quello del Colonnello, che abitava proprio sopra di lei. Si erano accordati il giorno prima e ora, dopo aver bussato e suonato il campanello più volte, non sapeva cosa fare. Non lo aveva sentito uscire e comunque, nonostante l’età avanzata, l’ex militare aveva ancora un’ottima memoria, quindi non poteva aver dimenticato l’appuntamento.
La signora rigirava tra le mani un mazzo di chiavi – che non aveva mai usato – che le aveva dato tempo addietro, nel caso fosse dovuta entrare quando lui non era in casa. Si sentiva una ladra a usarle senza permesso, ma se il Colonnello stava male e non poteva venire ad aprire? Prima di decidersi, provò ancora una volta a bussare e suonare. Continua a leggere “I racconti del condominio – decimo racconto” →

I racconti del condominio – quinto intermezzo

 

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Niente come un rito comune riesce a rasserenare gli animi. Se non fosse stato per la presenza di quel Salvini – come sarà finito qui? Ah, certo è stato Paolo, anche se alla fine lui non è venuto per la presenza della famiglia Zaho. Che superficiale, cosa crede? che siano loro a portare il virus? – e dei suoi collegamenti con quella intrattenitrice televisiva.
Greta è stata forte, con quel discorso: sta a vedere che il virus migliorerà il mondo e le persone. Certo, sarebbe bello. Ma forse è un’utopia. Continua a leggere “I racconti del condominio – quinto intermezzo” →

I racconti del condominio – nono racconto

Invito spirituale

Personaggi:
Signora Bastiani
Marcelito
Famiglia Zaho
Diletta Leotta
Colonnello Vaquer, figlia e genero
Junior Cally
completano l’allegra ciurma Matteo Salvini e Barbara D’Urso

La sala comune del Casermone era illuminata da una fila di candele “sequestrate” per la nobile causa dalla signora Bastiani. Ne aveva fatto incetta il giorno precedente, chiedendole a tutti i condomini, al fine di dare una veste sacrale all’aula, utilizzata normalmente per le riunioni mensili. Ne aveva recuperate una dozzina, non tutte classiche, per la verità, ma funzionali allo scopo e aveva collocato il candelabro in ottone cinque fiamme, schiodato dal cantarano di casa sua, al centro, fra quelle già allineate sul tavolo. Quando ebbe finito, diede un ultimo sguardo d’insieme e pensò che, forse, la tovaglia di carta gialla sopra l’altare domestico non fosse proprio un paramento liturgico, ma era stata messa a disposizione dalla giovane Greta e questo le era parso un gesto carino da parte della ragazza, alla quale era stato dato, peraltro, il privilegio di introdurre la preghiera collettiva con un brevissimo discorso. Continua a leggere “I racconti del condominio – nono racconto” →

I racconti del condominio – quarto intermezzo

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Vorrei dire che sono senza parole ma è una frase tanto banale e non significa nulla. Piuttosto dico che sono basita, annichilita dagli avvenimenti che sono accaduti tanto in fretta da non lasciare illusioni. Da “Codogno zona rossa”,  “State a distanza di un metro”, “I casi aumentano in Lombardia”, a “Tutta l’Italia è zona rossa”, “State tutti a casa”, è passato poco tempo.
Eravamo lì a discutere su come tenere le distanze e, all’apparenza facevamo la solita vita di sempre ma senza strette di mano, baci e abbracci, che a volte potrebbe pure essere una benedizione, e in un attimo ci siamo trovati a cantare dai balconi mentre la gente moriva a manciate. Continua a leggere “I racconti del condominio – quarto intermezzo” →

I racconti del condominio – ottavo racconto

Il refuso che è la vita

Personaggi:

Miranda
Marcelito, portinaio
Il Colonnello Vaquer
La Signora Bastiani

Miranda fece il suo ingresso nel Condominio Zaffiro trascinando il bagaglio; discettò tra sé sul nome Zaffiro, che era senza dubbio evocativo: “Sovra l’onde del mar purpuree e d’oro;/E in veste di zaffiro il ciel ridente”. Così assorta, mentre frugava nella borsa per trovare il biglietto con gli appunti, intravide dalla portineria venirle incontro Marcelito, il portinaio del condominio. Nella foga la borsa si rovesciò, innumerevoli quanto inutili piccoli oggetti si sparpagliarono insieme a un numero indefinito di forcine, preziose per i suoi capelli sempre increspati come foglie in balia del vento. «Ecco! devo prendere possesso dell’appartamento del Sig. Paolo… » disse, ma non ebbe modo di continuare, Marcelito strabuzzando gli occhi, la ripassò con lo sguardo da cima a fondo, pensò fra se e sé cose che non menzionerò, infine, dopo aver recuperato il contenuto della borsa, afferrò immantinente i bagagli pronunziando parole più consone: «Benvenuta signorina, l’accompagno al piano». Continua a leggere “I racconti del condominio – ottavo racconto” →

I racconti del condominio – settimo racconto

La vendetta della globalizzazione

Personaggi:
Cecilia e la signora Maria, sua madre
Il colonnello Vaquer
Enrico, il nipote tredicenne
Antonio Signore, in arte Junior Cally

Cecilia chiamò l’ascensore e incrociò le dita: sperava di non incontrare nessuno della famiglia Zhao. Non aveva niente contro i cinesi, ma questa storia del virus la stava facendo impazzire; era tentata di salire le scale ma uno squillo indicò l’arrivo dell’ascensore. La porta si aprì, lei entrò, prese dalla borsa il disinfettante spray e diede una passata veloce su tutte le superfici, spinse il pulsante e cominciò a recitare sottovoce il suo solito mantra per mantenere la calma.
Raggiunse il quarto piano e sospirò, nessun cinese sulla sua strada; stava per entrare in casa quando uscì sul pianerottolo il colonello.
«Buona sera colonello, come sta?».
«Bene, Cecilia e lei?».
«Bene, ma sono preoccupata per questa storia del coronavirus» rispose lei sospirando. Continua a leggere “I racconti del condominio – settimo racconto” →

I racconti del condominio – terzo intermezzo

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Sono passate due settimane dal Festival di Sanremo  – bello spettacolo, ho sentito dire; io non l’ho seguito – e l’atmosfera nel paese è cambiata. Non l’atmosfera nel nostro condominio o nella nostra zona, proprio quella di tutto il paese, dell’Italia. A quanto pare ci sono dei casi di quel coronavirus cinese anche da noi. Sembrava così lontano, confinato in Cina, ma è evidente che i virus viaggiano e possono arrivare anche qui.
Per ora pare che tutto si svolga in un paese che nessuno prima aveva mai sentito nominare: Codogno, in Lombardia. Neanche tanto lontano, comunque. Continua a leggere “I racconti del condominio – terzo intermezzo” →

I racconti del condominio – sesto racconto

Storia dal condominio

Personaggi:
Greta Thunberg
Rula Jebreal
Yi Zhao, cinese originario di Wuhan, commerciante in tessuti, vive a Menate da dieci anni, appartamento al quarto piano sul retro.
Whang Li, moglie di Yi Zhao
Carletto, figlio di Yi Zhao e Whang Li nato a Menate
Bianca, figlia di Yi Zhao e Whang Li nato a Menate
Clara e Steve Brown, coppia australiana
Salah-Youssef Edris, marito dell’iraniana senza nome, vicino di pianerottolo ad Amos
Amos, uno dei due israeliani senza cognome, vicino di pianerottolo di Edris
Mario e Roberto due abitanti di Menate che osservano e ascoltano le chiacchiere dei condomini

A Menate c’è questo palazzone di otto piani: un ecomostro costruito al tempo del boom edilizio negli anni sessanta. Assomiglia a quei grigi casermoni tutti uguali costruiti in Russia durante il comunismo. L’unica cosa bella degna di nota è il parco. Tenuto con cura da un’impresa di giardinaggio è il punto di ritrovo estivo delle trentadue famiglie che vivono nel condominio. Nella stagione invernale si radunano nella sala riunioni al pianoterra.
A Menate lo chiamano il Palazzaccio, perché nessuno ci andrebbe a vivere nemmeno se li ricoprissero d’oro. Vi abitano famiglie importate, come dicono i menatini, che osservano un po’ schifati quel nugolo di stranieri che vanno e vengono durante l’anno. Qualcuno si trattiene a lungo, altri per pochi mesi. Insomma un bel via vai per non cadere nella monotonia. In realtà gli stranieri sono una dozzina: una famiglia di cinesi originari del Wuhan, una coppia di australiani, la giornalista Rula Jebreal, due iraniani, due israeliani e Greta Thunberg. Il resto sono originari della Menalandia. Continua a leggere “I racconti del condominio – sesto racconto” →

I racconti del condominio – quinto racconto

No Grazie!

Personaggi:
il colonnello
Enrico, il nipote tredicenne del colonnello
Antonio Signore, in arte Junior Cally

Squilla il telefono nell’appartamento al quarto piano del Casermone.
Il colonnello abita proprio lì, nella palazzina di otto piani conosciuta con quel nome proprio per la presenza del militare che in pensione da una decina di anni vive solo. Dire solo non è esatto, al piano inferiore vivono la figlia, il genero Paolo, ed Enrico, il nipote tredicenne.
«Papà, ho bisogno di te. Da qualche giorno Enrico si comporta in modo strano. Temo non sia dovuto alla scuola, siamo solo in novembre. Posso comprendere sia una questione di età, ci sono passata anch’io ma non ricordo di essere mai stata così. Non parla e non risponde alle mie domande. Si barrica nella sua cameretta, e ascolta una musica che ultimamente mi sta diventando insopportabile. Paolo, a causa del lavoro è spesso assente.
Prova tu a parlargli, avete passato tanto tempo insieme dopo la morte della mamma. Tu forse riesci a trovare la parola d’ordine per la sua reticenza».
«Prendi fiato.Vai pure al lavoro. Ci provo io».
«Ok Grazie papi. Ci sentiamo stasera».
«Dammi tempo. Ci sta che non abbia voglia di parlare neanche con me. Per quanto mi sia affezionato, sono suo nonno, un vecchio».
«Hai ragione. La fretta è cattiva consigliera, ma se ora non corro, rischio di non timbrare il cartellino in orario».
«Vai vai, tra un’oretta scendo da lui». Continua a leggere “I racconti del condominio – quinto racconto” →