Racconti di Natale

Come vi ho anticipato nel post di presentazione della Pagina natalizia di Scriveregiocando, pubblicherò in questo blog, i vari contributi degli amici, ma prima pubblicherò due racconti che non sono rientrati nella pagina: uno per la sua lunghezza e l’altro per l’argomento forse non adatto a una pagina visitata anche da molti bambini. Continue reading “Racconti di Natale”

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Disagi 2.0 – il pdf del ‘disagio della tecnologia’

È vero, vi ho fatto aspettare, ma avevo detto ‘settembre’ e ho rispettato la promessa. D’altronde in luglio e agosto era troppo caldo per lavorare e in settembre avevo anche altri lavori da terminare.
Però, nonostante le disavventure – ho perfino cancellato il file ormai pronto, come ho scritto qui -, la complessità di ‘unire’ file scritti con programmi diversi, font multipli, e LibreOffice che mi ha fatto disperare finché l’ho disinstallato e buttato nel cestino, oggi vi presento la copertina, il titolo modificato – mi pare più definito – e il pdf dei racconti. Continue reading “Disagi 2.0 – il pdf del ‘disagio della tecnologia’”

L’attesa – la vita è una ruota che gira

Sulla giacca dell’uomo davanti a me c’è un capello biondo e lungo. L’uomo è alto e mi toglie la visuale dello sportello. La fila in posta è sempre una gran rottura. M’incanto a guardare il capello biondo. È un bel biondo, la donna avrà la pelle chiara e indosserà abiti dai colori pastello, oppure di calde tonalità ambrate e marroni. Forse porterà anche un filo di perle: le bionde sono così fini.
L’uomo si gira di lato e ne vedo il profilo. È uno che abita nel mio condominio, tale Roberto Vincenzi coniugato Pelloni. Lo so perché Mariarosa Pelloni era alle medie con me e la conosco bene. Una stronzetta con la puzza sotto al naso e maglie di cachemire. Chi si mette maglie di cachemire a tredici anni? Solo la Pelloni perché è figlia del dottore e deve far vedere che loro c’hanno i soldi. Comunque la Pelloni ora si è maritata con questo Vincenzi che fa l’operaio alla Durgotel, un’azienda di telecomunicazioni o roba simile, comunque uno da milleduecento euro al mese e finito lì, e c’hanno pure due figli da tirare su, e ora la Pelloni i golf di cachemire se li scorda. Eh, la vita è una ruota che gira, cara mia, diceva sempre mia nonna Adele. Continue reading “L’attesa – la vita è una ruota che gira”

La tecnologia ha tante facce

Chi ha seguito gli ultimi post, intuisce di cosa sto parlando.
Stiamo lanciando un nuovo gioco letterario che si svolgerà qui, su questo blog, a sei anni di distanza da quel Più incipit per tutti che piacque tanto. Vediamo se i tempi sono ancora adatti a questi ‘giochi’. Si tratterà di scrivere un racconto con ‘tema’ predefinito.
L’argomento, il fil rouge che dovrà percorrere tutti i racconti è Il disagio della tecnologia. Computer, internet, social, smartphone e tablet convivono con noi e ci riempiono la vita, ci offrono occasioni di svago e notizie fresche in ogni istante: ma essere sempre connessi ci porta solo benefici? Continue reading “La tecnologia ha tante facce”

L’elfo dei giorni a venire – di Carlo Bramanti

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“Gli esseri umani?” sorrise l’elfo. “Oh, ma io li conosco! Decorano ogni giorno piccole finestre sul nulla con i fiori più belli, lasciando le loro anime ad appassire”.
“E tu chi sei? Da dove sei spuntato?” chiese il ragazzo inginocchiato davanti al camino pieno di fuliggine.
“Mi chiamo Gngngngn e sono l’elfo dei bimbi, l’elfo più comprensivo e buono che ci sia”, sussurrò la bizzarra creatura. Arrivava a stento a un metro di altezza e aveva orecchie viola a punta come quelle di un vulcaniano. Gli occhi sembravano due grandi smeraldi capaci di penetrare il mistero dell’infinito.
” Gngngngn? Ma è un nome impronunciabile”, sbottò Luca. Continue reading “L’elfo dei giorni a venire – di Carlo Bramanti”

Lo sapevano tutti che era stato Mimmo – di Paolo Perlini

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Lo sapevano tutti che era stato Mimmo, cioè lo sapevo io e lo sapeva lui. Dalla mia collezione di soldatini mancavano due indiani e un cowboy, i miei preferiti: i primi due perché impugnavano il fucile e l’ultimo, il bianco, perché indossava una splendida camicia blu. Loro tre non morivano mai, potevano cadere da cavallo, subire torture, essere feriti, affrontarsi in duelli interminabili ma poi, quando era il momento di decretare il vincitore, speravo sempre nell’arrivo di mia mamma, a interrompere il gioco:
“Su, metti a posto, c’è pronto a tavola!”
E i miei eroi la scampavano.
Non sfuggirono però alla mano lunga di Mimmo, quel giorno che venne a casa mia, proprio per giocare con i soldatini.
“Io tengo i cowboy” disse lui.
A me stava bene, preferivo gli indiani, mi piacevano di più le loro facce. Quelle dei cowboy, a parte il mio preferito, erano tutte uguali fra loro e identiche a quella del maestro Tavoso. Se n’era accorto anche Mimmo:
“Ehi, guarda! Non sembra il maestro questo qui?”
“Sì, è lui!”
“E allora facciamo che tu lo legavi al palo della tortura e poi ci bruciavi i piedi e gli strappavi la camicia e con la lama del coltello gli facevi i disegni sulla pancia!” Continue reading “Lo sapevano tutti che era stato Mimmo – di Paolo Perlini”

La stragge – di Carlo Sirotti

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Aò, ma questo è matto.
A cche te riferisci?
A sta stragge de maschi che se so’ fatti stanotte. Nun hai sentito er bordellum, tutte ste guardie reali, le urla, i vaggiti, gli gne gne, li pianti disperati de matribus et patribus?
None, stavo a dormì. Ieri sera, con tutto quer vinum… Ho dormito come un pupum.
Bè, allora ci hai avuto culum: potevano sgozzà pure te! – Ridacchia, il primo soldato, e poi riprende: Guarda, mejo così, nun se poteva sentì: un gran postribulum che te avrebbe fatto piagne er corcordio.
E dichi che è stato eius?
Bè, dicunt che ii o iii fattucchieri da l’oriente so’passati alla reggia, co’ le scorte, li pacchi de doni e li cammelli, e j’hanno detto che ‘na stella li ha guidati fino ar loco che pare (aridicunt) che cce sia appena nato uno che sarà presto er Rex de tutta sta reggione, o de tutto er monno perfino!
Eh, esaggerato! Continue reading “La stragge – di Carlo Sirotti”