Come nasce un racconto (1)

All’inizio c’è l’idea, un’immagine che ci colpisce e inizia a lavorare dentro di noi. Forse una frase sentita in autobus, un discorso carpito al bar, una notizia letta sul giornale. Tutto può essere spunto per un racconto.
In questo caso, nel caso di questo racconto a quattro mani, l’idea è nata dalla fervida mente di Sonia. Ci siamo dette: scriviamo di ciò che ci viene in mente. Io ho lasciato la palla a lei e questo è il primo file che lei mi ha mandato.

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Oddio, speriamo mi capiti la dottoressa, che almeno tra donne ci si capisce.
Anche se la signora lì ci sta mettendo un tempo memorabile.
Ma per chiedere un aspirina deve proprio raccontarle la storia della sua vita? Dai, su che ho fretta…
E poi il dottore lo conosco, c ho già parlato, è mezzo sordo, mi toccherebbe ripetere più volte, alzando sempre di più la voce e a quel punto si girerebbero tutti i presenti in farmacia a guardarmi. Continua a leggere “Come nasce un racconto (1)” →

Scrivere un racconto – altri spunti

Sta terminando, nel blog di Remo Bassini, la terza edizione di ‘Racconti a quattro mani’ e, come di consueto, inizierò su questo blog un percorso narrativo che mostrerà le varie fasi di scrittura del racconto che quest’anno ho scritto in coppia con Sonia Sacrato. Il nostro racconto non è piaciuto per molti motivi che, se volete, si potranno esaminare, ma non è ciò che importa. Continua a leggere “Scrivere un racconto – altri spunti” →

Del racconto e delle sue motivazioni – a quattrozampe è meglio?

Sabato ero qui con mio ‘fratello’ (non vi posso linkare il blog perché il fedifrago l’ha cancellato chelopossino) e si discuteva sotto al portico, complice un fresco venticello e un bicchierino di GM – che lui c’aveva la fissa per il GM quando ci conoscemmo e la prima volta che venne a trovarmi si presentò con una bottiglia del suddetto -, dei racconti scritti sul web e della presa che hanno sui lettori. Continua a leggere “Del racconto e delle sue motivazioni – a quattrozampe è meglio?” →

A quattro mani

Siamo già arrivati alla terza edizione dei racconti a quattro mani [non credessero Camilleri e Lucarelli con il loro Acqua in bocca di avere inventato chissàcosa]. L’idea è come sempre di Remo Bassini. In questo post tutte le informazioni.

Partecipate numerosi che ci divertiremo. L’anno scorso ci fu un bel tourbillon di commenti con contorno di tuoni, filmini e saette.
Io partecipo in coppia con Sonia. Se a lei andrà bene, quando sarà tutto finito pubblicherò sul blog le varie fasi del racconto come feci lo scorso anno. Continua a leggere “A quattro mani” →

Scrivere un racconto – fase finale [Il morto del mercoledì]

Dopo aver spedito il racconto a Remo Bassini ho continuato a rimuginare sul testo e durante la notte ho capito che, limando limando per arrivare al limite dei cinquemila caratteri, avevo eliminato una frase molto importante, quella con il riferimento al giovedì. Senza quella frase non si capiva più il motivo del titolo “il morto del mercoledì”.

Così mi sono alzata, ho aggiunto la frase, limato di nuovo tutti i caratteri e ho spedito a Remo e a Paolo, che ha approvato il tutto, scusandomi per l’inconveniente. Dopo di che i giochi erano fatti.

Ed ecco qui la versione definitiva del morto del mercoledì.

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Il morto del mercoledì

“È il morto di ieri?”
“Sì.”
“Testimoni?”
“Nessuno.”
“Indizi?”
“Una ripresa della telecamera interna. Le solite immagini sgranate. Ombre che si muovono. E non si vede il fatto. Solo l’uomo a terra.” Continua a leggere “Scrivere un racconto – fase finale [Il morto del mercoledì]” →

Scrivere un racconto – quinta fase

Siamo in dirittura d’arrivo con il nostro racconto. In rosso ci sono solo due parole, che proponevo di eliminare (siamo ancora superiori ai cinquemila ma di poco). Prima di arrivare a questa stesura ho scambiato due o tre pensieri con Paolo. Pensieri che vi copio qui, come da accordi iniziali (quelli sulla sincerità e sul mostrare il metodo. Preciso che lo faccio per puro divertimento, non per ‘insegnare’ nulla a nessuno).

Dalle mie mail:

Paolo, lo trovo geniale.
mi piace assai. hai fatto un ottimo lavoro.
mi sembra che sia perfetto così, senza cambiare nulla.
(sarei per non mettere ‘scuretta’. secondo me Silvio non usa parole come ‘scuretta’. lui dice scura in ogni caso. ciò che non sa di italico splendore, per lui è ‘scuro’)

[notare come su questa ‘scuretta’ ci siamo impelagati, ognuno a difendere le sue posizioni. lo trovo divertente]

E poi:

“Un accanimento terrificante. Ha tutte e due gli avambracci spezzati: cercava di proteggersi il volto. Gli hanno tirato calci fino a che gli hanno rotto le braccia e poi gli hanno sfondato la faccia.”

è meglio eliminare ‘terrificante’. sembra che Silvio abbia pietà dell’uomo.
ma la pietas lui non sa bene se sia il caso di applicarla con certa gente, no?
che ne dici?

E questa è la versione uscita da queste considerazioni ( e naturalmente c’è ancora qualcosa che non va. Ma, come spesso mi accade, mi venne in mente solo alla notte. E dopo aver spedito il racconto a Remo) Continua a leggere “Scrivere un racconto – quinta fase” →

Scrivere un racconto – quarta fase

La terza fase è qui.

Questo è il racconto dopo la revisione di Paolo. Ormai ci stiamo avvicinando alla versione finale. Tira di qua e tira di là, rivedi e cambia, lima e modifica, il racconto si definisce sempre di più.
Quando mi ha mandato il file, Paolo mi ha scritto: Come vedrai, ho tolto quelle frasi che sembravano dare troppa sensibilità ai due personaggi, per evitare l’incoerenza con il finale. Ho smorzato anche la frase sui commenti alle ragazze, perché mi pareva un po’ di maniera. Ho tolto lettere qua e là (tipo Navona invece che Barberini!), per arrivare a 4990 caratteri complessivi: bene, no? Ah, ho rimesso “scuretta” sulla pelle – non so se va bene, tu l’avevi modificato in “scura” – ma mi pare che un marocchino sia più “scuretto” che “scuro”. Ho anche modificato un po’ il finale, nella costruzione delle frasi, ma credo che sia necessario rivederlo ancora un po’ – sono convinto che nei racconti brevi la chiusura sia metà del racconto.  

E come dargli torto? Comunque ciò che mi preme evidenziare è che ogni volta che abbiamo modificato il racconto in qualche parte, l’abbiamo riveduto dall’inizio alla fine, cercando di dare coerenza stilistica al testo e coerenza ai personaggi.
Potremmo anche non esserci riusciti, ma credo che sia la modalità ‘giusta’ per uniformare le quattro mani e non far notare i cambi di traiettoria. E in questo racconto ce ne sono stati parecchi.
 

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“È il morto di ieri?”
“Sì.”
“Testimoni?”
“Nessuno.”
“Indizi?”
“Una ripresa della telecamera interna. Le solite immagini sgranate. Ombre che si muovono. E non si vede il fatto. Solo l’uomo a terra.”
Rimasero per un po’ in silenzio. Uno dei due girava alcuni fogli tra le mani; l’altro si avvicinò e sbirciò quelle carte da sopra la sua spalla.
“Nessun documento in tasca. Non sappiamo neppure chi è.” Continua a leggere “Scrivere un racconto – quarta fase” →

Scrivere un racconto – terza fase (due)

Il racconto è identico al’ultimo che avete letto. Differisce solo nella parte finale (in rosso). Come vi ho detto, dopo averlo spedito a Paolo mi sono ricordata di un particolare: quando ho titolato ‘il morto del mercoledì’, pensavo di iniziare con una frase tipo”giovedì, interno giorno, ufficio di Silvio ecc ecc” per collegarmi al “morto di ieri” e far capire bene il senso. Poi non ero soddisfatta della cosa e ho lasciato perdere. Così alla fine mancava il collegamento. Ecco qua la mia idea. Da elaborare ma il senso è questo. Sentiamo cosa ne pensò Paolo.

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Il morto del mercoledì

“È il morto di ieri?”
“Sì.”
“Testimoni?”
“Nessuno.”
“Indizi?”
“Una ripresa della telecamera interna. Le solite immagini sgranate. Ombre che si muovono. E non si vede il fatto. Solo l’uomo a terra.”
Rimasero per un po’ in silenzio. Uno dei due girava alcuni fogli tra le mani; l’altro si avvicinò e sbirciò quelle carte da sopra la sua spalla.
“Nessun documento in tasca. Non sappiamo neppure chi è.” Continua a leggere “Scrivere un racconto – terza fase (due)” →

Scrivere un racconto – terza fase

Eccoci alla terza fase. La seconda è qui

Ho modificato la versione di Paolo e ho rimesso un po’ di sano cinismo. Ho messo i nomi dei personaggi (questo è forse un mio vezzo. Qualcuno ha criticato che nei dialoghi ci fossero i nomi, perché nessuno chiama la persona con cui dialoga per nome. Beh, sorpresa: io lo faccio. Quindi, è difficile dire cosa sia verità e cosa no. Ogni personaggio potrebbe fare cose diverse e chi siamo noi per dire “questo non si fa”? Attendo commenti. Vi lascio alla lettura. Questo è il file che mandai a Paolo, con pensieri in rosso).
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Il morto del mercoledì

“È il morto di ieri?”
“Sì.”
“Testimoni?”
“Nessuno.”
“Indizi?”
“Una ripresa della telecamera interna. Le solite immagini sgranate. Ombre che si muovono. E non si vede il fatto. Solo l’uomo a terra.” Continua a leggere “Scrivere un racconto – terza fase” →

Le news del lunedì

Giornata di grande fermento oggi. O meglio, giornata di novità.
Intanto vi rimando al post precedente, con la comunicazione della prima edizione del Premio di poesia e narrativa “Sul Romanzo Blog”. Leggete, divulgate e partecipate.

Poi.
Sul blog di Remo Bassini c’è il link del bellissimo e-book dei Raccontiaquattromani 2009, con la copertina disegnata da Mario Bianco. Scaricate e leggete se vi va.  [Ricordo che su questo blog stiamo discutendo di come si possa procedere per scrivere un racconto a quattro mani. Appena possibile posterò il seguito e cioè la terza fase del racconto Zardi-Fanti. Le fasi precedenti le trovate qui]. Continua a leggere “Le news del lunedì” →

Scrivere un racconto -seconda fase

Qui la prima fase.

Dal primo file al secondo (qui sotto) sono passati alcuni giorni e qualche mail. Paolo ha poi scritto il suo racconto. Come vedrete ha elaborato molto la mia idea iniziale e ha dato un’identità lavorativa ai due che parlano del morto: non sono medici come io avevo ipotizzato, ma Agenti di Polizia o Carabinieri.

Leggiamo prima il racconto. Poi commenterò scrivendo ciò che ho pensato.

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“È morto?”
“Sì.”
“Testimoni?”
“Nessuno.”
“Indizi?”
“Una ripresa della telecamera interna. Le solite immagini sgranate. Ombre che si muovono. Ma è qualche minuto dopo. Dopo l’omicidio, intendo.” Continua a leggere “Scrivere un racconto -seconda fase” →

Scrivere un racconto – prima fase

“È morto?”
“Sì. Stessa cosa di due giorni fa”.
“Testimoni?”
“Nessuno”.
“Indizi?”
“Niente”.

L’uomo rimase in silenzio. Pensava. L’altro lo lasciò pensare in pace. Doveva arrivarci da solo. Intanto studiò le carte che aveva sul tavolo, i referti e i risultati degli esami.
Maurizio si avvicinò e lesse le carte da sopra la sua spalla.
“Quindi, non sappiamo chi è. Nessun documento”. Continua a leggere “Scrivere un racconto – prima fase” →

Con gli occhi spalancati

Sillabavo quelle parole. Sillabavo “malattia” e “morte”. Ma-lat-tia, mor-te, e poi di nuovo e di nuovo: ma-lat-tia, mor-te. Contavo le lettere, le volevo imparare a memoria, sentire il loro suono, capirle finalmente quelle stronze di parole. Le volevo sciogliere tra le labbra, nasconderle, farle morire anche loro.
Pensavo a quelle parole ma l’unica parola che avevo in mente davvero era Amore. L’unica che volevo sillabare urlare ingoiare era amore.
A-mo-re, a-mo-re, a-mo-re. L’unica cosa che avevo in mente, mentre lei era ancora davanti a me, con gli occhi spalancati e stesa su quel letto dove avevo consumato l’infamia più grande e ti avevo amata tramite il suo corpo, eri tu. Avevo lei lì davanti, morta e stesa sul nostro letto e mentre piangevo per lei e per la nostra vita in frantumi, e per chi eravamo stati, l’unica cosa che volevo eri tu! Continua a leggere “Con gli occhi spalancati” →

Lezioni 48 e 49 – scrivere un romanzo

Devo sempre recuperare qualche lezione, qui sul mio blog. Le lezioni, però, le leggo sempre. Il blog di Radames è per me un appuntamento fisso.
Sto cercando di andare avanti con il mio progetto, il mio bel “maialino” (il riferimento è al mio racconto La scrittura è come il maiale), che è partito come racconto, poi racconto lungo o romanzo breve e ora sembra un romanzone. Un bel maiale grasso è diventato questo mio romanzo.

Sono anche un po’ preoccupata. Io avrei voluto scrivere una storia che si sviluppasse in 150 pagine al massimo. Poi ridotte in libro diventano qualcosa di più e non mi sembrava il caso di partire con una storia che richiedesse uno sviluppo maggiore. Continua a leggere “Lezioni 48 e 49 – scrivere un romanzo” →

Lunedì – lezione 34 e 35

Sono mancata dalla scrivania due giorni e guarda quanto lavoro si è accumulato. E sto ancora scaricando la posta. Oggi una valanga. Suppongo che ci sia anche qualche foto scattata sabato a San Miniato e con la mia connessione rischio di far notte. Quindi bando alle ciance, iniziamo a lavorare e mettiamoci in pari.
Allora, partiamo con le lezioni per scrivere il nostro romanzone.
Abbiamo  la lezione numero trentaquattro, importantissima, sulla cura dei particolari e sulla coerenza. Io ci sto lavorando molto, sulla coerenza e sui particolari. Anche sabato ho pensato tra una lettura e l’altra e ho trovato un particolare che mi mancava. Ora mi sembra vada tutto meglio. Non vedo l’ora di scriverlo dentro alla mia storia e verificare se ho visto giusto. Continua a leggere “Lunedì – lezione 34 e 35” →