“La centesima finestra” in promozione solo per oggi

Solo per oggi, 19 febbraio 2021, il mio romanzone preferito, La centesima finestra,  è in offerta su tanti store.

Anziché 4,99, lo troverete a 1,49 su Amazon. Offerta del giorno, signori! Datevi una mossa 😀

Prima però, se ancora non lo conoscete, vi linko alcuni post: Continua a leggere ““La centesima finestra” in promozione solo per oggi” →

Come evitare stereotipi per i vostri personaggi

  • Come non fare cadere il conferenziere Giovanni nella botola del cliché dell’intellettuale noioso con la puzza sotto il naso?

  • Come non fare precipitare l’attrice di avanspettacolo Marianna nella trappola della bellona di turno, con forme da maggiorata e cervello da gallina (nel senso di piccolo, che non voglio offendere le galline)?

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Quattro personaggi cercano una storia

Quesito molto interessante:
bastano quattro personaggi per formare una storia?

Non crediate che una simile domanda sia balenata nella mia testa da sola. No, la questione nasce dopo la lettura di un post su facebook e specificatamente nel solito gruppo degli ‘scrittori e scrittrici emergenti’. Ecco il post:

Supponiamo che io abbia solo personaggi in testa, ma nessuna storia.
Ho un’ostetrica, una cameriera, un ragazzino, un neonato. Come li metto insieme?

A me ha fatto ridere. Sarebbe molto bello che la visione di quattro personaggi ‘scompagnati’ potesse generare un romanzo.
Non credo sia così che si procede. Oltre al fatto che non devono essere gli altri a suggerirti le storie che scriverai. Se non hai storie, non scrivere. Continua a leggere “Quattro personaggi cercano una storia” →

Errori da evitare quando si scrive un libro

Durante la scrittura di un romanzo – specialmente del primo, ma non è raro che accada anche in seguito – si attraversano molti processi produttivi, molte fasi di lavorazione, e gli errori sono più fitti delle metafore e delle figure retoriche.
Intanto, già inserire troppe metafore è, a mio parere, un errore. Ma questa sarebbe solo una caduta di stile. Invece vorrei parlare degli errori di lavorazione, tipo ‘cambiare nome ai personaggi’, ‘cambiargli i connotati’, ‘fare agire un neonato come se fosse un bambino di un anno’, e sono solo alcuni tra i primi che mi vengono in mente. Continua a leggere “Errori da evitare quando si scrive un libro” →

Se i cattivi fanno l’Arte, i buoni ammazzano i vicini

Caravaggio, Cena in Emmaus, 1601. Olio su tela, 141 × 196,2 cm. Londra, National Gallery

Nel post precedente vi ho invitati a visionare l’ultimo video di Marco Freccero (il testo integrale è riportato sotto e, comunque, iscrivetevi al suo canale se volete sentirne delle belle) perché quando l’ho ascoltato ho fatto parecchie riflessioni: molte cose che già avevo assimilato e altre che stavano sottotraccia nei miei pensieri. Insomma, ho rifatto pensieri miei ma ho trovato la comodità di ascoltarli da una voce esterna.
Magari sarà lo stesso anche per voi.
Vediamo: cosa dice Freccero?

Ci sono uomini malvagi, brutti e sporchi che amano l’arte, e cioè la Bellezza. Continua a leggere “Se i cattivi fanno l’Arte, i buoni ammazzano i vicini” →

L’ultimo giro di valzer – pag. 97

“Tre

Ho bisogno di fermarmi da qualche parte e prendere un caffè decente. Per fortuna è venerdì. È stata una settimana infernale, con le paturnie di Malaspina e le sue strategie. Anche stamattina, quella riunione folle, con lui che blaterava sui costi che deve sostenere e sugli ordini esigui che portiamo a casa. Voglio un caffè vero e qualcosa di caldo da mangiare. Un posto tranquillo, come a volte riescono a esserlo i bar di pomeriggio, quando sembra che nessuno veda l’insegna e la porta d’ingresso.
Parcheggio accanto a una Smart nera piena di sporte e oggetti alla rinfusa; il sedile del guidatore è quasi ostruito. Il bar ha due vetrine e una fila di sgabelli che guardano la strada. Entro, mi avvicino al bancone, e da dietro la macchinetta del caffè sbuca una ragazza.
«Quei due tramezzini con il cotto. Me li può scaldare? E un caffè».
Mi siedo davanti alla vetrina: lo sguardo va alla concessionaria di automobili giapponesi che è di fronte. Sono sempre stati degli ottimi clienti, eppure li ho messi nella lista. Prendo le carte dalla borsa e controllo. Di fianco al nome, ho scritto degli appunti: proporre un banner a metà pagina per un anno, scontato del 45%. Ma non è proporre il banner, il motivo per cui li ho messi in lista; voglio entrare nel posto dove ho incontrato Michele per la prima volta, rivivere le sensazioni provate quel giorno. Continua a leggere “L’ultimo giro di valzer – pag. 97” →

La filigrana contiene i grigi

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La storia, come la banconota, va osservata fino a vedere le luce che svela la filigrana. Se c’è, la banconota è autentica e la storia mostra qualcosa su cui puntare lo sguardo.
Nelle storie che scriviamo, soprattutto all’inizio, troviamo cliché e stereotipi: la bella, giovane e sprovveduta che si fa incantare dal ricco, bello e intelligente, persone buone che aiutano gli altri, poveri pieni di bontà e ricchi pieni di boria. Continua a leggere “La filigrana contiene i grigi” →

Il personaggio scomodo

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«Le immagini vanno viste quali sono, amo le immagini il cui significato è sconosciuto poiché il significato della mente stessa è sconosciuto.»
(R. Magritte)

Siamo abituati a vedere le cose in un certo modo: sappiamo che chi soffre merita la nostra comprensione e anche la nostra compassione.
Sappiamo che chi si comporta male merita il nostro disgusto e la nostra riprovazione.
Chi ama e soffre merita di essere felice.
Chi tradisce merita la nostra rabbia.
Chi muore la nostra pietà.

Siamo abituati a giudicare i personaggi dalle loro azioni: Continua a leggere “Il personaggio scomodo” →

Quando la storia macina

Un romanzo non nasce mai definito alla perfezione: si parte con un’idea e si arriva con un’altra.
L’evoluzione viene dai personaggi, che sono esseri fatti non di sola carta (meglio sarebbe dire: non di sole parole, perché ‘la carta’ ormai non è più l’unico modo di veicolare le storie. Stamani ero all’ambulatorio per effettuare un prelievo del sangue e, su 40 persone presenti, sei usavano uno smartphone, di qualsiasi marca fosse, e ben due leggevano su un eReader), ma di sentimenti e passioni.
Quando si inizia a scrivere, non si conoscono i personaggi, ma è proprio durante la stesura, preferibilmente la prima se no sono cavoli amari, che si arriva a comprenderne i comportamenti, le reazioni, il carattere.
Questo spingerà la storia in direzioni che non potevamo supporre all’inizio e creerà svolte impreviste. Continua a leggere “Quando la storia macina” →

La signora Rosa

Molti ristoranti erano chiusi, ma uno aperto lo trovarono proprio davanti al mare: Da Rosa – pesce sempre fresco. L’insegna era pitturata a mano su una tavola di legno colorato d’azzurro intenso; le lettere erano rotonde e semplici, scritte in rosso con una grafia infantile. Fabio entrò per chiedere se potevano pranzare. L’aria era tiepida, quasi primaverile, e li invogliò a fare un giro sulla spiaggia. Annalisa lasciò la sciarpa e la borsa su una sedia all’interno e Dario si tolse la giacca.
Passeggiarono mentre la signora Rosa, grembiule legato in vita e maniche rimboccate ai gomiti, preparava la tavola e faceva aprire i molluschi per il sugo. La riva era molto sporca, come sempre fuori stagione, ma il mare sembrava pulito: l’acqua era trasparente e scivolava piano verso i loro piedi. Continua a leggere “La signora Rosa” →

Dare vita al personaggio – Annalisa Malaguti

Due uomini da soli possono fare un romanzo?
Forse sì, ma se affianchiamo loro una donna è probabile che la storia si ingarbugli e acquisti profondità che non avevamo immaginato.
Così è stato anche per Dario e Fabio. Quando hanno conosciuto Annalisa, molti anni fa, hanno trovato un’amica. Ma erano gli anni dell’università. E ora, come sarà Annalisa?

Disegnare una donna è (forse) per me più facile. Ma non è detto.
La scelta del nome: Annalisa è un nome molto lungo rispetto ai miei standard. L’ho scelto per un motivo preciso. Ci ho ragionato su, come per gli altri nomi ma questo ha anche un motivo serio e particolare.
Poteva andarmi bene anche Elisabetta. Avrebbe fatto lo stesso ‘servizio’. Ma Annalisa non è tipo da Elisabetta. Continua a leggere “Dare vita al personaggio – Annalisa Malaguti” →

Dare vita al personaggio – Dario Manfredi

Se Fabio mi ha dato molti problemi, Dario si è formato subito come doveva essere. Il nome è stato una conseguenza di Fabio: stessa forma, cambiano solo l’iniziale e la terza lettera. Il cognome l’ho scelto aprendo l’elenco (cosa che mi pare facesse Simenon e se devo copiare copio dai Grandi). Ho poi verificato che nella città dove abita (Genova) ci fosse qualche Manfredi in elenco, cosa non fondamentale comunque. Si può fare anche se in città non ve ne sono altri. Non è detto che se uno abita a Genova, ed è nato lì, non possa avere i nonni napoletani e quindi chiamarsi Esposito.
Bene, nome e cognome. Ma mica bastano per avere un personaggio.
Professione: il mio Dario è architetto. Motivi: mi andava bene che fosse un professionista e che avesse uno studio in società con altri. Ha frequentato l’università nello stesso periodo di Fabio e deve essere laureato, non può essere troppo ‘distante’ dall’amico.  E poi, mi faceva comodo che fosse architetto perché ho un amico che lo è davvero e poteva fornirmi notizie ‘vere’. Ma saprete tutto dai ringraziamenti.
Cosa manca ancora? La famiglia: Dario è sposato e ha due bambini, un matrimonio felice dove al momento ci sono lievi discrepanze dovute anche al lavoro di Dario che sta passando un momento difficile. Continua a leggere “Dare vita al personaggio – Dario Manfredi” →

Dare vita al personaggio – Fabio De Santis

La prima cosa è il nome: Fabio mi è venuto subito e andava bene. Non sempre il nome che dai all’inizio è quello ‘buono’, ma questo lo è. Se posso, scelgo sempre nomi brevi e sono andata avanti per anni con Marco, Luca e Paolo.
Questo personaggio è un uomo carismatico, uno che non deve chiedere mai e Fabio si adatta bene.
Poi c’è stata la scelta del cognome: il tipo è raffinato, ricco e bazzica nella finanza. De Santis mi è parso adatto, salvo scoprire in seguito che Fabio De Santis esisteva davvero ed era un faccendiere.
Mi sono posta il problema di cambiare cognome a Fabio ma ormai era un anno e mezzo che lo conoscevo con quel nome e non ho avuto cuore di cambiarlo.
Bene. Abbiamo dato nome e cognome al nostro personaggio. Gli dobbiamo dare un lavoro e una famiglia. Continua a leggere “Dare vita al personaggio – Fabio De Santis” →