Reportage sulle morti per incidente stradale

È uscito oggi, sull’Huffington Post, questo reportage a firma di Silvia Renda, sulle morti a causa di incidente stradale. In questi giorni si parla di una legge che definisca una colpa per chi guida in stato d’ebbrezza o sotto l’effetto di droghe e causi la morte altrui. Finora è andato sempre tutto “a caso”, e spesso di finiva con ‘non si poteva evitare’ e altre menate. Continue reading “Reportage sulle morti per incidente stradale”

“Perché non tengo un diario personale”

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Perché non mi interessa farlo. Non trovo niente di interessante nell’atto di scrivere per me stessa: a cosa mi serve sapere come mi sono sentita in una determinata circostanza? Se mi sono sentita male non ho bisogno di dichiararlo su una pagina che leggerò solo io: mi basterà ripensare all’episodio e saprò sempre, anche tra trent’anni, cosa ho provato. Se mi sono sentita molto bene, la sensazione sarà sempre con me, se uno mi fa incazzare non lo devo scrivere sul diario e se amo una persona non devo riempire una pagina di cuoricini e iniziali. Continue reading ““Perché non tengo un diario personale””

Presentare libri è divertente

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Ho trascorso il fine settimana in questo paesaggio da cartolina (montagne del Bellunese) e ho gustato ogni istante: dalla compagnia alla partecipazione, allo scambio, al confronto, ogni cosa è stata perfetta e stimolante.
Venerdì sera (venerdì 17) ero a Puos d’Alpago e avevo attorno le foto di una bella mostra curata dall’associazione Fotoscriba e da Luca Mares. La mostra fotografica era sulle donne e devo dire che calzava a pennello con i miei racconti, quelli del libro Un uomo mi ha chiamata Tesoro, che era l’argomento della serata.
Questo è il momento delle dediche: Continue reading “Presentare libri è divertente”

Che significato ha oggi un blog?

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Siamo partiti all’inizio degli anni 2000, ricordate? Il blog era una faccenda per pochi esperti: era necessario avere qualcosa di importante da dire e si comunicava con quelli che sembravano “addetti ai lavori”. Nel giro di pochi anni, agli albori del 2003, con l’avvento della piattaforma splinder (che ora non esiste più, non andatela a cercare e anzi, mi scuso per i link sparsi nei vari post, link che ormai non sono più raggiungibili), e la democratizzazione del web – tutti possono esserci, tutti possono parlare -, abbiamo assistito a una proliferazione improvvisa e massiccia di blog imperniati sul diario personale, sui sentimenti da condividere. Continue reading “Che significato ha oggi un blog?”

Una finestra su “Orfana di mia figlia”

Ho pensato a questo post (ma con sentimenti molto diversi) qualche mese fa quando ho letto questo post in cui Viv fa una recensione del romanzo Apnea di Lorenzo Amurri. Non ho letto il romanzo e non posso dire nulla sul testo, ma quando lessi il post, e tutti i commenti, mi venne in mente qualcosa sul mio libro Orfana di mia figlia, anch’esso autobiografico ma non romanzato.
Sui romanzi tratti dalla propria autobiografia la penso come Viv e come molti commentatori del suo post, e questo era ciò che volevo scrivere allora.
Perché ne parlo oggi? Continue reading “Una finestra su “Orfana di mia figlia””

Lettere e condivisione

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In questi anni, da novembre 2007 quando è uscito Orfana di mia figlia (Il pozzo di Giacobbe), ma anche prima perché il libro era già presente sul web per mia volontà di condivisione, ho ricevuto molte lettere. Tutte persone che avevano letto, o volevano leggere, il mio libro. Persone coinvolte in qualche modo con l’argomento; alcune avevano sofferto in prima persona per la morte di un familiare – spesso era un figlio -, altre vivevano un dolore di riflesso di familiari o amici.
Queste lettere sono sempre state molto forti, coinvolgenti e dolorose da sopportare. Alcune meno, altre moltissimo.
Ma questo accadeva di più anni fa (all’epoca avevo anche un blog apposito auto-aiuto.splinder.com, precipitato nel nulla con la sparizione di splinder).
Ora ricevo meno lettere, e quasi tutte tramite facebook.
Qualche giorno fa, invece, ho ricevuto una lettera (nel senso che era una vera lettera, allegata a una mail, non scritta nel corpo della missiva elettronica) da una persona che mi aveva scritto quasi dieci anni fa in occasione della morte del padre, investito da un furgone nella piazzetta del paese. All’epoca ci scambiammo diverse lettere, e di certo parlammo del mio libro (era quello che ci aveva unito mi pare, e tramite il blog aveva trovato il mio indirizzo), come parlammo di morte e di dolore.
Non ricordavo però Continue reading “Lettere e condivisione”

Saltare la fila

Molti, ma davvero molti, anni fa andai a Londra.
Andavamo in giro con i mezzi pubblici e, qualche volta, se eravamo in quattro e si divideva, con il taxi.
Comunque, quel giorno dovevamo prendere un bus. Arrivati sul marciapiedi ci mettemmo a caso, come si è abituati qui. Ma fummo subito redarguiti: ci si mette in fila! Continue reading “Saltare la fila”