Stiamo per salutare il 2018

Quest’anno, forse perché non mi sono occupata della pagina natalizia di scriveregiocando, non sento molto l’avvicinarsi del Natale, ma vedo più vicina la fine dell’anno.
Non starò a ripetermi dicendo che è stato un anno pesante – da che ho memoria, e sono davvero tanti anni, non ricordo anni ‘leggeri’ – ma dirò solo che è stato un anno faticoso (qualcosa devo pur dire, no?).
Non parlo di cose personali, che ognuno di noi ha le sue, ma di atmosfera generale, di clima sociale, di guazzabuglio mondiale. Gli eventi che sono in cronaca tutti i giorni mi angustiano, mi preoccupano molto. Dire che siamo diventati una società di schifo rende l’idea solo alla lontana. Come dice il buon Stephen: perché dire una parola che è solo cugina di quella che hai in mente?
Per educazione, Steve. Per pura educazione. Altrimenti direi ben altro. Continua a leggere “Stiamo per salutare il 2018” →

Come si vive senza la pagina natalizia

Come sapete quest’anno ho rinunciato al dominio del sito ‘scriveregiocando’ (non cercate il link, che l’ha comprato un buontempone per sfruttare la popolarità e inserire link porno).
Rinunciare al dominio significa rinunciare anche alla pagina natalizia: quando ho deciso ho titubato parecchio. Sapevo che da questa decisione non si tornava indietro e mi sono dibattuta tra avere la pagina e sapere che ormai l’epoca era chiusa. Tutti gli anni diventava più impegnativo lavorarci – sono diventata sfaticata – e ormai forse era obsoleta.
Non lo so. Però così ho scelto.
Il risultato qual è? Continua a leggere “Come si vive senza la pagina natalizia” →

Quasi settembre e profumo di Natale

Il post che precede questo l’ho scritto in luglio, e sembrava impossibile che io scrivessi ancora: molti sospendevano il blog per l’estate e io pubblicavo un post.
Mi sono detta: “Puoi pubblicare ancora altri post. Niente pausa per solo io e il silenzio“.
Mi sono sentita quasi brava.
Poi ho perso ogni iniziativa; il caldo mi ha tolto i pensieri e mi ha fatto vivere in un limbo fatto di nulla e galleggiamenti per arrivare all’indomani.
E agosto – mese che detesto e non starò a ripetere perché – mi ha sovrastata quest’anno peggio del solito.
E ora sento il profumo di settembre e un po’ mi risollevo. Ma scrivere post è ancora una fatica immane, per me che una volta avevo sei blog contemporaneamente. Continua a leggere “Quasi settembre e profumo di Natale” →

Un altro racconto inedito di Marco Freccero

Marco Freccero pubblica un altro racconto inedito. A tema ‘natalizio’ ma non del tutto. Consiglio la lettura.

Marco Freccero logo

Questo racconto si intitola “Buon Natale”, e qualcuno potrebbe osservare che pubblicare un racconto con un simile titolo alla fine di gennaio, non sia il massimo. Può darsi. Forse perché l’ho pensato in quel periodo? Esatto, e poi ho deciso di pubblicarlo su questo blog.

Buona lettura.

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Atmosfera – di Angélique Gagliolo

Aveva nevicato tutto il giorno e un bianco e soffice manto aveva ricoperto tutto, zittendo ogni rumore. Era rimasto solo il vociare gioioso dei bambini che, protetti da colorate sciarpe, soffici berretti e caldi guanti, avevano realizzato pupazzi di neve a guardia del giardino e costruito fortini da cui avevano improvvisato battaglie con palle di neve. Il silenzio si era fatto totale al primo imbrunire, quando, stanchi e bagnati, erano rientrati in casa. Dopo un bel bagno caldo e ristoratore avevano indossato il pigiama e si erano seduti sul tappeto ai piedi della nonna che, tranquillamente accomodata nella sua sedia a dondolo, con la coperta sulle ginocchia, aveva letto loro un bel racconto di Natale.  Continua a leggere “Atmosfera – di Angélique Gagliolo” →

Una scottante carezza – di Fausto Marchetti

L’intricato tessuto legnoso aveva mantenuto acceso il grosso ceppo della notte di Natale e nella taverna dei fratelli Enrico e Dario, alle otto di sera, il tepore delle fiamme crepitanti aveva creato l’atmosfera giusta per la festa. Erano quasi arrivati tutti i ragazzi e le ragazze della compagnia, mancavano solo Paolo e Sara.
Il giovane carabiniere in licenza da cinque giorni, era passato alla casa della quindicenne entrata a far parte della compagnia da pochi mesi, per darle un passaggio.
I genitori della ragazza gli avevano raccomandato di riportarla a casa entro la mezzanotte.
Il poncho coloratissimo fuori moda donava un aspetto romantico a Sara, un tipino acqua e sapone che appena salita in macchina senza neanche presentarsi sbottò:
«Uff mi trattano ancora come se fossi una bambina. Dopo la curva ferma la macchina e accosta».
Sul ciglio della strada, Paolo, con le mani sul volante della sua Citroen 4 CV, rimase a guardare ammutolito la metamorfosi.
Abbassato lo specchietto, Sara si passò il rossetto sulle labbra, truccò gli occhi, e, sollevando il poncho si sistemò la minigonna vertiginosa mettendo in mostra le belle gambe.
Da bambina a bomba sexy in poco più di cinque minuti. Il cambiamento scombussolò Paolo, aveva avuto l’impressione di vedere una farfalla impaziente che per la fretta di uscire dal bozzolo si lacera le ali. Continua a leggere “Una scottante carezza – di Fausto Marchetti” →

Questione di doni – di Subhaga Gaetano Failla

“Uff. Ogni anno il solito problema.”
“Quale?”
“Quale… I doni, cara Befy, i doni. A chi portiamo i regali?”
“Oh, che domanda. A coloro che durante l’anno sono stati buoni. E ai cattivi, cenere e carbone.”
“Già, sembra facile. Ma io ogni anno non riesco a capire con sicurezza chi siano i buoni e chi i cattivi.”
La Befana non rispose. Chinò la testa, e il naso, adunco e rinsecchito, sembrò finirle in bocca. La vecchia strega portò poi le lunghe mani sul volto e rimase in silenzio, pensierosa. Anche Babbo Natale non parlò più. Affondava le dita nella barba candida, quasi a cercare lì dentro la risposta al dilemma.
“Ti ricordi quel vecchietto strambo?” mormorò finalmente la Befana.
“Chi?”
“Quel tipo buffo che abitava tanto tempo fa ad Atene.” Continua a leggere “Questione di doni – di Subhaga Gaetano Failla” →

La magia del Natale – di Marco Freccero

Da un po’ di tempo il nonno di Matteo non era più come quello dei suoi amici: quei nonni sempre attivi, che facevano ginnastica, ballavano, ridevano, ed erano sempre in forma, in giro coi nipoti a mangiare gelato e a giocare. Del tutto identici a quelli che vedeva in televisione.
Se ne stava a letto da mesi, senza scendere mai. Viveva al primo piano di una casa dalle pareti un po’ panciute in una contrada di Stella. Dal piccolo ingresso, la stanza si raggiungeva salendo una ripida scala senza corrimano e poi, come se gli scalini irregolari non fossero stati abbastanza, ce n’era ancora uno prima di entrare. Lui se ne stava là, immobile, senza parlare; così immaginava Matteo.
Nel fine settimana suo padre e sua madre lo portavano dal nonno; ma gli proibivano di salire per vederlo.
Nei campi l’erba era cresciuta, e nessuno l’aveva tagliava. L’uva era appassita sulle viti, lo stesso per le olive e le albicocche. Il cane, un pastore tedesco di quattro anni ce l’aveva uno zio, adesso. Le stie dei conigli erano vuote da un paio di mesi, e Matteo si chiedeva dove fossero finiti; pure la mucca Bellona era sparita. Un giorno era arrivato e aveva visto la porta della stalla spalancata. Lui aveva chiesto dove fosse finita. Il padre gli aveva spiegato che l’aveva presa un vicino, ma un vicino che abitava lontano, per curarla, perché il nonno stava poco bene e aveva bisogno di tanto riposo. Una volta che si fosse rimesso, sarebbe tornata. Continua a leggere “La magia del Natale – di Marco Freccero” →

Perché ogni giorno è Natale – di Maddalena Colucci

Taci anima mia
Anche se l’estate è finita
Lascia che la nostalgia
Si accartocci nei giorni
Di foglie e di grigio.

Coi primi freddi
Già l’aria s’illumina a festa
E mentre cinguetta migrando,
Profuma di panettone. Continua a leggere “Perché ogni giorno è Natale – di Maddalena Colucci” →

La Storia – di Roberto Barbato

È una storia che ogni anno ritorna, che sembra sempre uguale; eppure io sento che cambia – che “mi cambia” – e si modifica, e si fa nuova ad ogni ritorno.
Come le foglie che sull’albero ritornano, e paiono sempre uguali, ma non son mica più quelle dell’anno prima! O l’acqua dentro un fiume, che sembra stare lì da sempre a compiere gli stessi ghirigori; ed invece si divide e frammenta e scorre e muta proprio sotto il nostro naso. Cose, insomma, delle quali neppure ci accorgiamo.
E così io penso al Natale. In sé non è altro che la ricorrenza di un compleanno, un tradizionale appuntamento che sta a ricordare la nascita di un uomo in un luogo sperduto dell’immenso impero romano. Credere che vi sia un di più, il ‘sentire’ cosa vi sia da festeggiare; ognuno di noi lo può percepire dentro di sé, in base a proprie convinzioni, se lo desidera. Continua a leggere “La Storia – di Roberto Barbato” →

Viva la vida! – di Luna

Eccezionale racconto della vita di una donna.
Un essere speciale in tutte le sue forme e dimensioni.
Corpo: martoriato da un incidente che sa dell’incredibile.
Anima: leggera, dalla voglia di vivere incommensurabile.
Mente: elastica e voluminosa con la voglia di esprimere e scoprire.
E’ lei, Frida, donna dalle mille sfaccettature pronta a esplodere e volare verso l’infinito.
Se volete conoscere la storia della sua vita, allora questo non è il libro giusto.
Qui troverete esclusivamente i suoi pensieri, i suoi desideri più profondi, trascinati da una nube di tormenti e delusioni.
Un amore che ha rovinato per sempre attese e speranze.
Un matrimonio voluto fortemente nonostante le incomprensioni e i contrasti.
E infine, il Messico, una terra selvaggia dai colori forti e dalle idee attente e rivoluzionarie. Continua a leggere “Viva la vida! – di Luna” →

Un pomeriggio sulla panchina – di Nadia Banaudi

Giacomo camminava strattonato dalla mano del nonno, le cui falcate erano ben più lunghe delle sue. Quanta fretta. A ogni vetrina riusciva a gettare uno sguardo al volo e subito era già oltre.
«Non dovevamo andare a scegliere il mio regalo di Natale?».
«Dopo, dopo».
La risposta non gli piaceva per nulla. Dopo, poteva significare tra un’ora o al ritorno, meglio di forse, non era mai.
La striscia di piastrelle del porticato stava finendo, la direzione era quella del mare dove, al limite, avrebbe trovato un’edicola e un bar. Sì, sarebbe stato dopo. Lì niente giochi.
«Facciamo una passeggiata, nonno?».
«Devo incontrare una persona, Giacomo. Riuscirai a concedermi un po’ di tregua?».
Per quello correva. Era come quando per scendere a giocare con Paolo faceva tutto di fretta.
Decise di restare in silenzio nella speranza di non innervosirlo più, così al ritorno, di buon umore, avrebbero scelto il suo regalo.
Arrivarono a una panchina vuota e si sedettero in attesa dell’appuntamento. Il nonno sembrava lui quando gli scappava la pipì, non riusciva a stare fermo. Continua a leggere “Un pomeriggio sulla panchina – di Nadia Banaudi” →