Elaborazione del lutto: ognuno faccia come vuole

Foto ©Morena Fanti – Cimitero di Sedlec- Praga – Repubblica Ceca

Stamani (poco fa), complice un’attesa in sala d’aspetto (e dove se no?) ho sfogliato tre giornali che non ho mai occasione di vedere: non chiedetemi il nome che non l’ho guardato.
Li ho sfogliati senza leggere ma solo “guardando le figure” finché non sono arrivata a un articolo che raccontava di Lory Del Santo ospite al grande fratello (credo. se sbaglio non offendetevi). Non avrei letto nemmeno questo articolo se non fosse che Lory Del Santo ha subito da poco la morte di un figlio diciannovenne (e so che ha già subito questa tragedia perché un figlio suo e di Eric Clapton morì, credo a cinque anni, cadendo dal 53esimo piano della loro abitazione).
Nell’articolo si parlava (molte persone hanno detto la loro. Io manco sapevo che Lory Del Santo fosse al GF) su questa partecipazione per loro inopportuna.
E pure io, dopo avere letto questo articolo, voglio dire la mia: Continua a leggere “Elaborazione del lutto: ognuno faccia come vuole” →

Il dolore trova spazio nella creatività

Un po’ l’ho sempre pensato: i dolori, i traumi, ma anche il dolore della vita, la tristezza della consapevolezza di ciò che siamo, portano in sé, nella loro possibilità di uscita, la creatività.
Di base, però, deve già essere presente un seme di questa creatività: dal nulla nasce solo il nulla. Continua a leggere “Il dolore trova spazio nella creatività” →

Ammaccature dell’anima

Oggi è di nuovo una giornata di È davvero vino quello che beve il prete?
Me ne stavo là, con tutti quegli ‘alzati’ e ‘siediti’, e pensavo come la vita sia diventata difficile, con quel suo prolungamento da tutti osannato: alla fine ti trovi quasi ottantenne, e quindi con acciacchi vari e pesanti essi pure, a preoccuparti per familiari in prossimità, ma anche oltre, il centenario di vita. È bello proseguire nella vita, certamente, ma lo è se si può apprezzare nella dignità e nella consapevolezza. Altrimenti, ci si chiede, ne vale la pena? Continua a leggere “Ammaccature dell’anima” →

Facebook ci perseguita oltre la vita

In Thailandia, nell’ultimo albergo, avevo una connessione a singhiozzo: vedevo i titoli di articoli interessanti ma non riuscivo ad aprire i link per leggerli. L’unico che si è aperto subito è stato l’articolo sulla mamma che scriveva usando l’account di Facebook del figlio morto la scorsa estate. Postava a nome del figlio, usando la sua pagina. I risvolti delle ‘leggi’ di Facebook non mi interessano: si può, non si può, cosa dice la legge, non sono questioni sulle quali mi voglio soffermare.
La signora ha anche ‘discusso’ la tesi del figlio, pare su invito dei docenti. E questa è una cosa che ho fatto pure io: non ho discusso la tesi, perché mi dissero che non si poteva e poi mica la volevo discutere. Ho presenziato – piangendo tutto il tempo e anche dopo – e mi hanno mandato a casa un Attestato di Benemerenza che odio e che ho gettato in fondo all’armadio.
Quindi, le fai anche tu le fesserie, vero? Certo. Come no. Continua a leggere “Facebook ci perseguita oltre la vita” →

Facebook banalizza anche la morte

La morte si infiltra dai social, soprattutto da facebook, che twitter meno si presta alla spettacolarizzazione con quei 140 caratteri risicati e con meno impatto visivo.
Ho già parlato della morte raccontata da facebook in questo post, ma oggi vorrei aggiungere qualcosa a quell’inizio di ragionamento del 2011: in questi mesi sono morti tanti cantanti, attori, artisti che amavamo, e subito su Facebook escono centinaia di post, foto, video che li ricordano e che – proprio tramite la loro arte – li consegnano all’eternità.
Questo fa sì che noi ci si possa illudere che la morte sia meno reale, che ci sia il modo per avere sempre accanto le persone che amiamo.   Continua a leggere “Facebook banalizza anche la morte” →

Reportage sulle morti per incidente stradale

È uscito oggi, sull’Huffington Post, questo reportage a firma di Silvia Renda, sulle morti a causa di incidente stradale. In questi giorni si parla di una legge che definisca una colpa per chi guida in stato d’ebbrezza o sotto l’effetto di droghe e causi la morte altrui. Finora è andato sempre tutto “a caso”, e spesso di finiva con ‘non si poteva evitare’ e altre menate. Continua a leggere “Reportage sulle morti per incidente stradale” →

Quanto bisogna svelare di noi a chi ci legge?

Da tempo (anni) rifletto su questo argomento e mi interrogo sul valore di certe “scritture da web”.
Prendiamo un post su un blog, o uno status su facebook o twitter: cosa fa di esso un fattore piacevole o interessante, o affascinante, per molte persone?
Tutti avrete notato che se scrivete una cosa un po’ più profonda del solito, o un ragionamento complesso, nessuno o pochi vi si filano; forse leggono, approvano in silenzio, ma non dicono nulla. Se, invece mettete una svenevolezza strappalacrime vi riempiono di like, di retweet e di commenti partecipati alle vostre emozioni.
Certe cose, insomma, “creano seguito”, mentre altre (che vi costano più fatica e sudore dell’anima), per molti non significano nulla. Continua a leggere “Quanto bisogna svelare di noi a chi ci legge?” →