Racconti inediti di Marco Freccero – Resurrezione

Anche oggi c’è un bel racconto nel blog di Marco Freccero: Resurrezione.
E con questo racconto, in cui evidentemente siamo in periodo pasquale, continua il ciclo dei racconti fuori stagione a cui ormai Freccero ci sta abituando.
Ormai mi aspetto che il 24 dicembre esca un racconto frecceriano dal titolo Ferragosto. Continue reading “Racconti inediti di Marco Freccero – Resurrezione”

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Quando sono io il beta-lettore

Nei post precedenti ci siamo confrontati su chi sia e cosa debba fare il beta-lettore.
Sono d’accordo: non deve interferire in nulla ma solo segnalare.
Questa è la teoria.
In pratica, invece, entrano altre componenti: la confidenza che si ha con l’autore, i limiti che lui stesso pone o non pone, la coscienza di chi legge e la fiducia di chi scrive.
Con Marco Freccero abbiamo instaurato un metodo durante la collaborazione a quattro mani e ormai quel metodo entra prepotente anche quando faccio la mia lettura beta.
Quindi che succede? Continue reading “Quando sono io il beta-lettore”

Beta-lettore: dove fermarsi

Ho parlato (scritto) nel post precedente del beta reader o beta-lettore, l’amico o l’appassionato di scrittura che ci fa il regalo di leggere il nostro testo appena scritto e di dirci cosa ne pensa.

I confini del beta-lettore
Ma dove deve fermarsi il beta-lettore? Alla lettura del testo o può/deve andare oltre? Essendo ‘lettore’ dovrebbe appunto fermarsi alla lettura senza toccare altro e senza scendere in profondità.
Ma credo dipenda dalla sensibilità e dalla confidenza che ha con l’autore, e da ciò che lui stesso chiede.
Faccio l’esempio pratico: Continue reading “Beta-lettore: dove fermarsi”

Ancora un racconto di Marco Freccero

Oggi, come noterete in [quasi] perfetta concordanza con il calendario, nel blog di Marco Freccero trovate un nuovo racconto inedito (andate subito a leggerlo) a tema ‘San Valentino’.
Come quegli uomini che arrivano a casa il 14 febbraio a mani vuote e poi si presentano il 5 marzo con un mazzo di fiori e i cioccolatini, anche Marco si sta specializzando in ‘feste in ritardo’ 😉 Continue reading “Ancora un racconto di Marco Freccero”

Un altro racconto inedito di Marco Freccero

Marco Freccero pubblica un altro racconto inedito. A tema ‘natalizio’ ma non del tutto. Consiglio la lettura.

Marco Freccero

Marco Freccero logo

Questo racconto si intitola “Buon Natale”, e qualcuno potrebbe osservare che pubblicare un racconto con un simile titolo alla fine di gennaio, non sia il massimo. Può darsi. Forse perché l’ho pensato in quel periodo? Esatto, e poi ho deciso di pubblicarlo su questo blog.

Buona lettura.

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Il mondo ne è pieno – Marco Freccero e Morena Fanti

Se ne stava seduto al buio del suo ufficio da un paio d’ore, a fare nulla. Sullo schermo del computer compariva a intervalli di cinque minuti il salvaschermo, e lui ogni volta schiacciava un tasto. Sulla scrivania allora riapparivano decine di cartelle, mentre dallo schermo si rovesciava sul suo volto, sulle mani, una luce pallida. Ma né il suo volto, né le sue mani, neppure la sua persona storta e in un perenne stato di tensione, erano qualcosa di gradevole.
Era solo.
Sospirò, si passò una mano sui pochi capelli, osservò il Rolex che segnava le sei di sera.
La sua casa editrice aveva bisogno del salto di qualità. Tutti i critici la snobbavano perché pubblicava a pagamento. Gli utenti lo attaccavano: “Un vero editore doveva rischiare il proprio denaro, non chiederlo agli autori”.
Poveri illusi!
Colpì con un pugno la scrivania: ci voleva un’idea! No, gli serviva un autore nuovo, meglio ancora se bravo e di talento, quello vero. Ma in mezzo al ciarpame che pubblicava, nessuno lo avrebbe notato: ogni mese lanciava sul mercato cinquanta nuovi autori.
Poi gli venne l’idea.
Si ricordò di quel tipo, Candido Degli Innocenti, che aveva spedito un romanzo davvero buono; uno dei pochi a usare la posta tradizionale, invece dell’email. Aveva svolto qualche ricerca sul suo conto, perché quel nome non gli suonava nuovo. Poi l’illuminazione: era un ex professore di italiano del liceo, in pensione da almeno vent’anni. Soprattutto, era il suo ex professore di italiano. Un uomo solo, dimesso, per nulla fotogenico, un tipo col pallino della bella scrittura, della narrativa come leva per rendere migliore la società.
Lui aveva fatto tesoro dei suoi insegnamenti: la narrativa aveva davvero reso migliore la società, la sua “a responsabilità limitata”.
Leggere era considerata un’attività stupida, e quei pochi che lo facevano mai e poi mai avrebbero perso tempo con un autore che non era più un ragazzo. Inoltre, lui sapeva anche che non bastava un buon romanzo per ricavarne il caso editoriale dell’anno.
Sfogliò ancora il dattiloscritto. Rilesse l’incipit, le prime tre pagine: “Convincente, davvero convincente”, borbottò. Riusciva ancora a fiutare un affare, e quello, poteva essere un best-seller.
Ma non con il suo autore. Non con quell’uomo.
Sospirò, appoggiò la schiena alla poltrona. Continue reading “Il mondo ne è pieno – Marco Freccero e Morena Fanti”

La magia del Natale – di Marco Freccero

Da un po’ di tempo il nonno di Matteo non era più come quello dei suoi amici: quei nonni sempre attivi, che facevano ginnastica, ballavano, ridevano, ed erano sempre in forma, in giro coi nipoti a mangiare gelato e a giocare. Del tutto identici a quelli che vedeva in televisione.
Se ne stava a letto da mesi, senza scendere mai. Viveva al primo piano di una casa dalle pareti un po’ panciute in una contrada di Stella. Dal piccolo ingresso, la stanza si raggiungeva salendo una ripida scala senza corrimano e poi, come se gli scalini irregolari non fossero stati abbastanza, ce n’era ancora uno prima di entrare. Lui se ne stava là, immobile, senza parlare; così immaginava Matteo.
Nel fine settimana suo padre e sua madre lo portavano dal nonno; ma gli proibivano di salire per vederlo.
Nei campi l’erba era cresciuta, e nessuno l’aveva tagliava. L’uva era appassita sulle viti, lo stesso per le olive e le albicocche. Il cane, un pastore tedesco di quattro anni ce l’aveva uno zio, adesso. Le stie dei conigli erano vuote da un paio di mesi, e Matteo si chiedeva dove fossero finiti; pure la mucca Bellona era sparita. Un giorno era arrivato e aveva visto la porta della stalla spalancata. Lui aveva chiesto dove fosse finita. Il padre gli aveva spiegato che l’aveva presa un vicino, ma un vicino che abitava lontano, per curarla, perché il nonno stava poco bene e aveva bisogno di tanto riposo. Una volta che si fosse rimesso, sarebbe tornata. Continue reading “La magia del Natale – di Marco Freccero”