Meglio un buon inizio o un’ottima fine?

fine di una storia

Si parla molto di quanta importanza abbia, per un testo, un buon incipit, e credo sia vero: un buon inizio rimane scolpito nella mente, prova ne sia quelle famiglie felici di Tolstoj*.
Ma, leggendo tanti racconti – e credo che questa cosa che sto per dire abbia più importanza proprio in codesti, più che nei romanzi – la mia attenzione si sofferma sul finale della vicenda; non tanto sui fatti raccontati ma sul come vengono detti. Continua a leggere “Meglio un buon inizio o un’ottima fine?” →

La giusta ispirazione

Il chiodo s’infilò con forza e il foglio si unì agli altri. Matteo fissò il mucchietto ordinato – gli parve che il chiodo, simile a una lingua che usciva dalla carta, gli facesse uno sberleffo – e si domandò se anche Stephen King aveva sentito quel senso di sconforto, quella lama di inadeguatezza che s’infilava tra lo sterno e il cuore, come quella che provava lui in quell’istante.
Si sedette di nuovo davanti al pc e contemplò la pagina che stava scrivendo prima di leggere la posta con l’ennesimo rifiuto, azionare la stampante e sistemare la mail insieme agli altri rifiuti. Lesse le ultime frasi scritte e pensò che erano buone. Eppure a nessuno piaceva ciò che lui scriveva.
È vero, pensò, che il genio è spesso incompreso e che ogni artista, lo scrittore in particolare, vive tra incomprensioni e scarsa considerazione. D’altronde, è risaputo, lo scrittore deve soffrire, deve vivere situazioni di disagio, di mancanza, altrimenti come potrebbe scrivere con atmosfera, con pathos? Continua a leggere “La giusta ispirazione” →

Letture pre natalizie

th (10)

Di passaggio in biblioteca ho preso qualche libro ‘ a caso’, alcuni tra quelli in evidenza sulle scansie: una raccolta di fumetti di Snoopy, un thriller e un libro da portare a qualcuno.
Mentre andavo verso il banco per segnare i libri, mi sono ricordata di un libro che dovevo/volevo leggere da anni, da quando me ne parlarono nel 2007 (senza fretta, eh!) e sono tornata verso gli scaffali. Alla lettera T non c’era, così mi sono diretta verso le scansie dei Classici e l’ho trovato subito: La morte di Ivan Il’ič.
Certo, qualcuno che passi da Snoopy al libro di Tolstoi (di cui vorrei scrivere), fa dubitare della sua stabilità mentale. D’altronde, un po’ si sapeva.
Ho trovato i due libri molto interessanti, ognuno per ragioni diverse (maddai). Continua a leggere “Letture pre natalizie” →

Fasi per scrivere un libro – ottava

Ricordo le altre fasi, già superate: l’idea, la motivazione, la conoscenza, gli appunti, lo scoglio della scrittura del primo capitolo con scoperta della voce narrante, del punto di vista e dello stile, la ricerca dei lettori con cui avere un confronto e il superamento del primo blocco della scrittura.

Siamo stati a passeggiare, sul lungolago, abbiamo preso il caffè con il veterinario, comprato una giacca autunnale e dei calzini nuovi, siamo stati al cinema e a cena con gli amici del liceo. Abbiamo distratto la mente e, senza saperlo, immagazzinato nuove energie e idee per il nostro romanzo. Siamo tornati qui e ci siamo seduti pronti a riprendere la scrittura. Non ci manca nulla all’apparenza.
Ne siamo certi? Continua a leggere “Fasi per scrivere un libro – ottava” →