“Voglio scrivere un libro ma non so se la mia idea è originale”

Talento

Caro amico di google (la frase del titolo l’ho trovata nelle statistiche del blog), non lo sai perché non hai frequentato le biblioteche (lo dico per chi dice che i libri costano cari, che comunque è vero. Le biblioteche sono gratis, ricordatelo, e io le frequento da sempre). In pratica, caro amico che digiti su google, e magari è l’unica attività di scrittura che sai fare, se ti poni questa domanda significa che hai praticato poco la lettura, altrimenti sapresti cosa è originale e sapresti anche che le cose di cui si scrive sono sempre quelle: amore, soldi e delitti, in varie miscele e percentuali. In pratica si scrive di vita e le cose che accadono sono sempre le stesse; ciò che cambia e che può fare la differenza è lo stile e la voce narrante. Il modo in cui si espone la vicenda, la voce che si usa, il metodo per l’intreccio, la forza dei personaggi, questo fa la differenza.
È la voce che deve essere originale, non l’idea. Certo, se ci fosse anche quella non sarebbe male. Continua a leggere ““Voglio scrivere un libro ma non so se la mia idea è originale”” →

Riflessioni sulla lettura e su Emma Bovary

A volte leggo dei commenti in coda a un racconto sul web, oppure su aNobii, che tranciano giudizi spietati su un personaggio: “Lo detesto perché ha un comportamento negativo ed egoista”, “Ma si può tradire in questo modo? È disgustoso”.
Io non ragiono in questi termini: se il personaggio è disgustoso mi pare un buon segno: i personaggi non sono lì per deliziarci la vita, non sono marionette che agiscono a comando e che ci mostrano il lato bello della vita. Continua a leggere “Riflessioni sulla lettura e su Emma Bovary” →

Scrivere e pubblicare – replica di Paolo Zardi

Dopo il mio ultimo post ho ricevuto questa mail da Paolo Zardi. La pubblico, dopo approvazione di Paolo, perché mi sembra sia un contributo serio e sensato a quanto scritto in precedenza. E anche perché le parole di Paolo rispecchiano il mio modo di sentire la scrittura.

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Cara Morena,
come sai, leggo sempre con grande piacere il tuo blog. I tuoi ultimi post, però, mi sembrano particolarmente interessanti, perché parlano di un’esperienza che abbiamo in comune, che è quella che riguarda la scrittura e la pubblicazione. Scrivere un romanzo – lo sappiamo entrambi – è una grande impresa, che richiede tempo, dedizione, costanza. Ogni giorno la scrittura di un romanzo ci pone di fronte a problemi non banali: problemi estetici, di stile, di struttura, problemi legati alla verosimiglianza, alla psicologia dei personaggi, al modo con il quale un dramma si sviluppa…

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