È il template che fa il blogger, o viceversa?

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Ritorno sul discorso ‘blog’ perché, come sapete, è un argomento che mi ha sempre affascinata. Il mio “gioco dei blog“, al quale purtroppo non avete partecipato, ci avrebbe rivelato qualcosa di interessante.
Spero sempre che qualcuno voglia cimentarsi e perciò non rivelo ancora nulla. Questo è il link da seguire per chi volesse leggere i post del gioco. Continue reading “È il template che fa il blogger, o viceversa?”

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Il nome dell’amore

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Dolcezza era troppo banale per lei e lui allora la chiamò in un modo nuovo, anagrammando quasi il suo vero nome, quello che odorava di caramelle e frutti di bosco.
Lei sorrise e, ballando morbida sulla voce di Skye che cantava Love Show, si avvicinò per un bacio da bimba. Lui la lasciò fare e poi la prese e la strinse in un abbraccio da uomo, duro ed esigente come il calore che cresceva nel suo inguine.
Lei gemette di sorpresa, o forse di passione incredula, e lui accentuò il bacio mentre le mani accarezzavano quella lunga schiena che si inarcava sotto la maglia, rivelando brividi che non erano di freddo. Continue reading “Il nome dell’amore”

Sigarette e telefoni

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l’immagine proviene da qui

Le strade del centro mi fanno tornare adolescente.
All’angolo c’era la tabaccheria, e se metto le mani in tasca mi sembra di sentire il pacchetto delle Astor che compravo a tredici anni, il profumo del fumo mai aspirato che mi faceva sentire grande, e l’aria umida che si condensava nel respiro fuori del portone, nelle ultime confidenze alle amiche, mangiando liquirizie da un sacchetto di carta unta. Continue reading “Sigarette e telefoni”

Ripesco il gioco dei blog

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Scrivo qualche riga e qualche informazione per chi non sa nulla del gioco (rimasto in sospeso dal 2014: me lo dovete dire quando dimentico le cose! a me pareva l’altro giorno che abbiamo iniziato).
Ho scommesso con i lettori di questo blog, e quindi anche con voi – non giratevi a vedere chi c’è dietro -, che non si può definire la diversità di un blog da un testo. Mi spiego meglio: all’epoca di splinder, la piattaforma che usavo prima di wordpress, avevo sei blog. Ognuno era diverso, per template, per nickname usato, e anche per lo stile. Ciò che scrivevo in uno non era in un altro. Continue reading “Ripesco il gioco dei blog”

Cartaceo vs ebook

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Credo di avere già detto qualche pregio della lettura digitale: meno peso da portarsi in borsa per leggere mentre si attende in anticamera dal medico, meno peso in valigia durante un viaggio aereo, facilità di lettura a letto prima di dormire – se già vi affaticate a reggere un libro di 800 e più pagine, come potrete rilassarvi nel sonno? -, velocità nei traslochi – nell’ultimo, dopo avere regalato ad amici e parenti borse di libri, ho preparato decine di scatoloni e ho dovuto spolverare e collocare di nuovo i volumi nelle librerie. Continue reading “Cartaceo vs ebook”

Libri, tappeti e mollette

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Sul mio comodino dimorano sempre tre o quattro libri. In questo momento sono sette. Non so perché io abbia questa abitudine; presumo mi piaccia sapere di avere sempre una strada aperta. Sotto a tutti, c’è “Siddharta” di Hesse. E’ li da novembre 2001 e non chiedetemi perché lo ricordo così bene: la risposta non vi piacerebbe.
Me lo prestò un amico, insieme ai racconti di Hemingway: in quel periodo pensava che io avessi bisogno di distrazione, e in effetti lo avevo, solo che mi era impossibile concentrarmi. I racconti di Heminguay, comunque, li ho letti subito e il libro è ritornato al legittimo proprietario, ma quel Siddharta proprio non ne vuole sapere di piacermi, anche se Hesse mi è piaciuto molto in altri suoi scritti.

Poi c’è il libro: quello che dalla sua uscita nel marzo 2001, alloggia lì, in posizione orizzontatale e non ha mai visto i ripiani della libreria, perché lo considero molto importante per le decisioni che presi dopo averlo letto e oltretutto lo trovo molto gustoso, come un biscotto al cioccolato sgranocchiato sulle lenzuola pulite, fregandosene delle briciole che per tutta la notte ti gratteranno le braccia. Ogni tanto apro il libro, anche se le frasi che cerco le so a memoria. Ma sapete anche voi quanto sia più bello leggerle sulla pagina di carta! Lo apro e so che troverò sicuramente una frase divertente, anche perché ormai si apre a certe pagine, lette innumerevoli volte, dove ci sono le frasi che mi hanno fatto ridere da sola come una pazza (!). Il titolo del libro è “On writing” di Stephen King. Se prima amavo il caro Steve, come scrittore, ora lo amo anche come uomo (bugiarda! Ti è sempre piaciuto anche come uomo. Hai sempre visto in lui un’anima dolce e molto fragile, nonostante i suoi mostri, anzi, proprio per i suoi mostri. E questo libro è una conferma). Nel retro di copertina c’è una sua foto, in cui è così dolce e timido e spaurito, da farmi desiderare di abbracciarlo per strappargli le insicurezze e le ansie che ha nel cuore, ma so che a questo compito assolve benissimo sua moglie Tabhita. Continue reading “Libri, tappeti e mollette”

Morena Fanti intervista Morena Fanti – seconda parte

Dopo le prime domande, ci siamo prese una pausa, e ora, rinfrancate (ma in quante siamo?) dalla musica, riprendiamo le domande sulla scrittura.

  • Ecco, parlando di “quante siamo”, vorrei chiederti perché in passato hai avuto, contemporaneamente, tanti blog. Che motivo c’era? Non potevi scrivere tutto in un blog?

Questa è una cosa su cui mi sono interrogata molte volte. Qualcosa ho capito ma non sono ancora arrivata a comprendere tutto. Anche per questo ho lanciato sul blog il gioco Quali post sono dello stesso blog?. Immagino che pochi mi seguiranno in questo gioco e alla fine non potrò concludere questa parte di indagine. Dirò comunque la mia idea dopo avere terminato il gioco. Continue reading “Morena Fanti intervista Morena Fanti – seconda parte”