Sono tutti ricordi? Di cosa possiamo fare a meno

ricordi_lbl3b

In un post precedente ho raccontato di come la zavorra ci impedisca di viaggiare leggeri e di come qualche parola di troppo appesantisca la frase. Stavo cercando di liberarmi dei libri superflui, ricordate?
Sono davvero “ricordi”, i libri, come afferma Giuse nei commenti al post di cui sopra? Sono tutti ricordi, sono tutti importanti allo stesso modo?
Certo, il rispetto per la carta stampata, per il lavoro dell’autore, quelli li abbiamo sempre. Ma se il libro non ci piace più, se l’abbiamo acquistato incautamente e non siamo mai riusciti a leggerlo, se era di un’altra persona, se è un regalo ma la persona che l’ha scelto non ha la minima idea dei nostri gusti letterari, insomma se quel libro proprio non ci va giù, è giusto tenerlo davanti ai nostri occhi in una posizione in cui magari nasconde un altro libro che preferiamo leggere? Continua a leggere “Sono tutti ricordi? Di cosa possiamo fare a meno” →

Il brav’uomo (difficile da trovare) non è mai solo bravo

diabolik

Ho preso a prestito il titolo di uno dei racconti (Un brav’uomo è difficile da trovare, che consiglio caldamente di leggere se ancora non lo conoscete) di Flannery O’Connor* per il titolo di questo post. Lei mi scuserà (spero).
Il titolo non fa riferimento al tizio chiamato Balordo del racconto, anche se credo si potrebbe riferire pure a lui.
Sarà capitato anche a voi di vedere una persona e ‘battezzarla’ subito, attribuendole comportamenti e modi di fare solo per avere visto di lei poche cose.
Una signora si ferma a parlare con una coppia e fa dei complimenti al bambino che i due portano a spasso: è una signora dolce e simpatica che si sente sola e ama i bambini.
Un uomo fa volontariato con le ambulanze: è uno dall’animo generoso che vuole salvare il mondo e non farebbe male a una mosca. Continua a leggere “Il brav’uomo (difficile da trovare) non è mai solo bravo” →

Flannery O’Connor allevava pavoni per costruire il suo brand?

industrial branding and b2b sales & marketing

Si parla spesso di brand: di cosa sia e che valore abbia per chi vuole essere presente in modo efficace sul web.
Da settimane, Marco Freccero sta scrivendo tanti post su come costruire il proprio brand e io li ho letti con attenzione. Non solo nella speranza di carpire qualche segreto e non solo perché sono curiosa di qualsiasi cosa riguardi il web e la nostra presenza in questo luogo non luogo. Li ho letti cercando di capire e confrontare il mio comportamento con quello che Freccero suggerisce.
Concordo con lui sul fatto che noi (autori, pittori, fotografi, disegnatori, creatori di oggetti) siamo qui (anche) per fare conoscere il nostro lavoro. Perché no? Siamo una banda di malati di ego e crediamo di avere qualcosa da dire, quindi vogliamo trovare chi ascolti le nostre elucubrazioni. Aprire un blog* significa condividere qualcosa con gli altri e, per noi che non vogliamo fare il diario delle nostre giornate, significa condividere la nostra scrittura e le idee che abbiamo sull’argomento. Continua a leggere “Flannery O’Connor allevava pavoni per costruire il suo brand?” →

Cartaceo vs ebook

oconnor

Credo di avere già detto qualche pregio della lettura digitale: meno peso da portarsi in borsa per leggere mentre si attende in anticamera dal medico, meno peso in valigia durante un viaggio aereo, facilità di lettura a letto prima di dormire – se già vi affaticate a reggere un libro di 800 e più pagine, come potrete rilassarvi nel sonno? -, velocità nei traslochi – nell’ultimo, dopo avere regalato ad amici e parenti borse di libri, ho preparato decine di scatoloni e ho dovuto spolverare e collocare di nuovo i volumi nelle librerie. Continua a leggere “Cartaceo vs ebook” →

Non hai mai capito niente – 12+1 racconti di Marco Freccero

un-vecchio-copÈ con viva e vibrante soddisfazione… (lo so, sembro Crozza che imita Napolitano), ma oggi sono davvero soddisfatta come il gatto che vi posa sul tappeto la lucertola uccisa nel prato di casa.
Vedere la pubblicazione di questi racconti di Marco Freccero mi irrita un poco perché dovrebbero essere pubblicati in cartaceo da Einaudi ma, quando a un editore si può dire “Non hai capito niente” è ora di pubblicare comunque.
Freccero è un autore che, se fossi editore, pubblicherei.
E vi dico subito i motivi:
non segue i diktat del commerciale, non tralascia nessuno spigolo della narrazione, rilegge e riscrive con pazienza ligure, non teme di tagliare e buttare interi brani anche se gli sono costati fatica e anche se erano pure scritti bene. Sa che se un paragrafo non è funzionale alla storia, se è superfluo, se fa inciampare il lettore, bisogna potare senza pietà.
E la pietà, Freccero non la usa neppure con i suoi personaggi in mutande, uomini distrutti da una vita senza speranze, donne disfatte da matrimoni ingiusti, da famiglie che gravano sulle loro infelicità.
E, inoltre, Freccero ha questa capacità di scrivere dialoghi ‘giusti’, sporchi, non rifiniti (all’apparenza, ma lo sono più di altri), in cui i personaggi inseguono pensieri e parlano come se il lettore sapesse. E il lettore sa, capisce ogni cosa, ogni sfumatura delle ansie che percorrono le loro vite. Continua a leggere “Non hai mai capito niente – 12+1 racconti di Marco Freccero” →

Il personaggio scomodo

81decalcomanie

«Le immagini vanno viste quali sono, amo le immagini il cui significato è sconosciuto poiché il significato della mente stessa è sconosciuto.»
(R. Magritte)

Siamo abituati a vedere le cose in un certo modo: sappiamo che chi soffre merita la nostra comprensione e anche la nostra compassione.
Sappiamo che chi si comporta male merita il nostro disgusto e la nostra riprovazione.
Chi ama e soffre merita di essere felice.
Chi tradisce merita la nostra rabbia.
Chi muore la nostra pietà.

Siamo abituati a giudicare i personaggi dalle loro azioni: Continua a leggere “Il personaggio scomodo” →

Sola a presidiare la fortezza – lettere di Flannery O’Connor


Sola a presidiare la fortezza
Lettere
Flannery O’ Connor
a cura di Ottavio fatica

pagg. 268, euro 12
Editore minimum fax

*

*

*

*

*

*

*

Chi ama i romanzi, e io sono tra questi, storcerà il naso di fronte a un libro che è un epistolario di lettere di una scrittrice, anche se questa è una delle più amate: Flannery O’Connor.
Eppure io credo, e già mi smentisco su quanto appena detto, che per conoscere davvero un autore sia necessario, e bello, leggere qualcosa di suo che non sia fiction.
Non nominerò On writing perché l’ho già fatto in innumerevoli post, ma è stato leggendo Il mestiere di vivere che mi sono innamorata di Cesare Pavese ed è leggendo questo Sola a presidiare la fortezza che credo di avere capito qualcosa di più della Flannery donna e persona, oltre che della Flannery scrittrice. Continua a leggere “Sola a presidiare la fortezza – lettere di Flannery O’Connor” →