Sto rivalutando il diario

Tempo fa scrissi questo post sull’inutilità (per me) di avere un diario.
Nell’ultimo periodo, però, mi incuriosisce rileggere alcuni ‘vecchi’ post, qui nel blog. Mi ricordo i pensieri di allora e rileggo i vostri commenti, e scopro che tutto questo mi piace.
Allora mi sono detta che forse non mi piace l’idea del diario privato. Perché in fondo, cos’è il blog, se non una sorta di diario pubblico? Continua a leggere “Sto rivalutando il diario” →

“Perché non tengo un diario personale”

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Perché non mi interessa farlo. Non trovo niente di interessante nell’atto di scrivere per me stessa: a cosa mi serve sapere come mi sono sentita in una determinata circostanza? Se mi sono sentita male non ho bisogno di dichiararlo su una pagina che leggerò solo io: mi basterà ripensare all’episodio e saprò sempre, anche tra trent’anni, cosa ho provato. Se mi sono sentita molto bene, la sensazione sarà sempre con me, se uno mi fa incazzare non lo devo scrivere sul diario e se amo una persona non devo riempire una pagina di cuoricini e iniziali. Continua a leggere ““Perché non tengo un diario personale”” →

Scrivere un diario

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Mai pensato di farlo. Da bambina ne avevo uno molto carino, di certo un regalo di compleanno, e lo usavo per conservare i disegni fatte dalle compagne di classe: due pagine per ognuna con disegno e dedica.
Da adolescente usavo solo quello di scuola per segnarci lezioni e compiti; a volte copiavo qualche frase scritta con i pennarelli colorati, tipo: “Vivi ogni giorno della tua vita come se fosse l’ultimo”, frase imputata a Jim Morrison ma che è di Seneca. Fa nulla, è una bella frase.
Le mie esperienze con la scrittura di un diario sono queste.
Fino al 2011, Continua a leggere “Scrivere un diario” →

Scrivere un diario

Come ho detto e scritto più volte, non ho mai pensato di scrivere un diario. Neanche nei beati anni di gioventù, quando ancora non si immaginava cosa potesse succedere in una vita vera, e si pensava che la pena più grossa che ci potesse capitare fosse che il biondino con gli occhiali seduto al primo banco non ti si filava.
“Caro diario” non fa per me.
Non mi attira l’idea di confidarmi con una penna.
Eppure, il diario ha un grande fascino: sfido chiunque veda un’agenda abbandonata a non desiderare di sbirciare tra le pagine. Ci si immagina confidenze intime e segreti così brucianti da sorprendere. E c’è il fattore curiosità, quell’impeto a frugare tra la biancheria sporca dell’anima, sperando di incappare in un bigliettino romantico in cui immaginare tresche proibite. Continua a leggere “Scrivere un diario” →

Esami di maturità

So sempre quando siamo in ‘zona esami’. Non devo guardare il calendario, basta che legga le parole chiave digitate su google, quelle che hanno portato lettori al mio blog. Nelle settimane che precedono l’esame – anche se vengono letti sempre durante l’anno scolastico – c’è un’impennata nelle letture di post come Eveline di James Joyce o L’intervista impossibile a Gabriele D’Annunzio. (prego sempre di considerare la fatica che mi è costata e di non spacciarla per vostra). Nei giorni scorsi, inoltre, c’è stata molta affluenza per il post Una pagina di diario; forse ai maturandi viene richiesta questa modalità di scrittura? Continua a leggere “Esami di maturità” →

Una pagina di diario

Ieri ho scritto una pagina di diario per soddisfare la richiesta di un’amica che vuole realizzare un volume. Mentre la scrivevo mi è tornata alla mente un’altra pagina che scrissi tempo fa per un’iniziativa simile di cui poi non si è fatto nulla. In quel caso il diario era un oggetto materiale, vero [molto bello, realizzato artigianalmente da Alessandra Pigliaru. Lo potete ammirare nella foto], che andava di casa in casa, viaggiando su e giù per l’Italia. C’era quindi, anche il contatto fisico con l’oggetto che arrivava per posta, veniva scartato, sfogliato, letto (se non eri la prima a scriverci), scritto, incartato di nuovo e spedito.
Era una bella idea ma a un certo punto il diario si è perso. Continua a leggere “Una pagina di diario” →