Ple-o-nĂ -sti-ca

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foto ©Morena Fanti – Cervo: il mare visto dalla piazzetta davanti alla “Chiesa dei Corallini”, citata nel romanzo La centesima finestra, dal muretto dove Annalisa, Dario e Fabio si sono fermati a scrutare il mare

Sdraiata con molle rilassatezza… pleonastica? sì, a volte mi piace esserlo.
Ovvio, quando non sono criptica, cosa che mi capita spesso, anche piĂą di pleonastica.
Allora: ero sdraiata in quella molle rilassatezza che deriva dal non aver lasciato lavori inconclusi e perciò, dall’essere in pace. Per mesi ho viaggiato con parole da correggere anche quando non avevo materialmente i fogli con me. Una sensazione di peso, un impedimento al volo libero, un intralcio ad altri pensieri e a nuove parole.
Stavolta no, nessun lavoro rimasto a metĂ . Perfetto o no il lavoro è spedito, ed è incredibile come mi sento leggera e in pace. Continua a leggere “Ple-o-nĂ -sti-ca” →

La signora Rosa

Molti ristoranti erano chiusi, ma uno aperto lo trovarono proprio davanti al mare: Da Rosa – pesce sempre fresco. L’insegna era pitturata a mano su una tavola di legno colorato d’azzurro intenso; le lettere erano rotonde e semplici, scritte in rosso con una grafia infantile. Fabio entrò per chiedere se potevano pranzare. L’aria era tiepida, quasi primaverile, e li invogliò a fare un giro sulla spiaggia. Annalisa lasciò la sciarpa e la borsa su una sedia all’interno e Dario si tolse la giacca.
Passeggiarono mentre la signora Rosa, grembiule legato in vita e maniche rimboccate ai gomiti, preparava la tavola e faceva aprire i molluschi per il sugo. La riva era molto sporca, come sempre fuori stagione, ma il mare sembrava pulito: l’acqua era trasparente e scivolava piano verso i loro piedi. Continua a leggere “La signora Rosa” →

Tre giorni fuori dal mondo – seconda parte

 

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Lui si svegliò sereno e leggero come non ricordava neanche fosse possibile. Sentiva una pace che gli sembrava di non avere mai conosciuto. Aprì gli occhi e il sole era dietro le tende e sotto il colle. Si girò e incontrò gli occhi di Simona. Lei gli sorrise e lui le baciò la fronte. E poi le labbra. Lei indossava solo una maglietta bianca da cui trasparivano i capezzoli. Gli venne voglia di leccarli e le sollevò la maglia. Lei gli prese la testa e se la tirò contro. Era tutto molto intenso ma anche rallentato. E’ come vivere in un’altra dimensione o in un film, così disse Simona.
Fabio si svegliò e si unì subito a loro in modo molto naturale. Fu una cosa molto dolce. Accadde tutto mentre il sole usciva da dietro il colle.
Si fermarono solo per riprendere fiato e poi rimasero sdraiati sul letto ormai disfatto. Quando sentirono fame scesero per fare colazione. Risero mentre scendevano le scale spingendosi e urtandosi.
Dopo colazione passeggiarono nel borgo, come turisti stranieri, provarono cappellini assurdi e si fecero fotografie negli angoli delle case, con lo sfondo dei vecchi mattoni e il mare in lontananza. Non ci furono momenti di silenzio o di imbarazzo. Nessuno di loro parlò di cosa avevano fatto e nemmeno di cosa provavano al riguardo. Continua a leggere “Tre giorni fuori dal mondo – seconda parte” →

Tre giorni fuori dal mondo – prima parte

Tre giorni fuori dal mondo. Tre giorni in Liguria e solo loro tre davanti al mare.
Simona, Fabio e lui, insieme come ai tempi dell’università.
L’idea era stata di Fabio: Simona viene in Liguria per un convegno. Ha voglia di rubare qualche giorno e di fermarsi in un posto di mare. Io ho bisogno di uno stacco. Che fai, vieni con noi? Certo che vengo, aveva risposto lui.
Erano stati davvero tre giorni rubati. Avevano lasciato a casa i rispettivi compagni e anche i problemi. Simona disse che avevano lasciato a casa le loro vite.
Non avevano parlato dei vecchi tempi. A chi cazzo interessa parlare di cose già andate? aveva detto Simona e loro due erano stati subito d’accordo.
Non avevano parlato neanche delle loro vite attuali, di lavoro o della metĂ  di loro stessi che era rimasta a casa.
Di nulla. Solo del futuro. Di cosa volevano fare, di come crescere e diventare le persone che volevano essere. Anche se, disse lui, potevano iniziare un po’ prima a preoccuparsi di questo, visto che ormai stavano per arrivare i cinquanta. Stronzate, disse lei, abbiamo ancora una vita davanti. Fabio rise di loro due e anche di se stesso, per una volta in jeans e maglione, lui che indossava solo giacche cucite a mano e cravatte di Marinella in pura seta.
Avevano camminato per le stradine di Cervo, in salita fino al Castello, e poi di nuovo giĂą fino al mare. Si erano seduti sugli scogli. Il mare fuori stagione è una meraviglia, aveva detto Simona. Fabio faceva fotografie e lui si era sdraiato con la testa sulle gambe di Simona. Aveva chiuso gli occhi e ascoltava il suono della sua voce e del mare. Continua a leggere “Tre giorni fuori dal mondo – prima parte” →

Le location del romanzo – Cervo e la Liguria

Cervo esiste”.
Così mi ha scritto un lettore di La centesima finestra.
A volte nei romanzi si mettono luoghi di fantasia. Magari luoghi che conosciamo, che esistono, ai quali diamo un nome inesistente, come fa Camilleri con la sua Vigata.
Niente mi vietava di inventarmi un paesino ligure arroccato sulla collina e dargli un nome fantastico tipo ‘Capriolo’.

Ma la bellezza per il lettore di fare una ricerca sul web e scoprire che Cervo esiste davvero dove la mettiamo? Continua a leggere “Le location del romanzo – Cervo e la Liguria” →