Quando sono io il beta-lettore

Nei post precedenti ci siamo confrontati su chi sia e cosa debba fare il beta-lettore.
Sono d’accordo: non deve interferire in nulla ma solo segnalare.
Questa è la teoria.
In pratica, invece, entrano altre componenti: la confidenza che si ha con l’autore, i limiti che lui stesso pone o non pone, la coscienza di chi legge e la fiducia di chi scrive.
Con Marco Freccero abbiamo instaurato un metodo durante la collaborazione a quattro mani e ormai quel metodo entra prepotente anche quando faccio la mia lettura beta.
Quindi che succede? Continue reading “Quando sono io il beta-lettore”

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Non vivo per scrivere

“Cristo distrugge la croce” – José Clemente Orozco, 1943, olio su tela

Stamattina ho letto questa frase in un post:  “Scrivi per vivere? No, vivo per scrivere”.
Non so voi come vi sentite leggendo questa frase ma vi dirò come mi sento io: molto distante. Credo che vivere per scrivere si possa definire un eccesso: anche un autore come Stephen King, che scrive tutti i giorni compreso Natale e il suo compleanno, ha tanti altri interessi e si diverte con la lettura, la musica, le passeggiate – sperando che non passi un Minivan con autista disattento. Continue reading “Non vivo per scrivere”

C’era aria di festa – ricordando il due agosto

Ha gli occhi pieni di polvere, gli bruciano. Dietro il suono basso che occupa le sue orecchie, sente delle grida, delle sirene, e su tutto aleggia un odore che non riesce a definire. Si trascina sino al muro, appoggia la schiena, si gira e guarda. Il vento dirada la polvere e il fumo; si osserva le mani sporche di sangue, le schegge di vetro conficcate nelle palme. I calzoni sono lacerati, ha perso una scarpa. Vede passare della gente, poi un’ambulanza; cerca di gridare ma non gli esce niente dalla gola. Allora scatta in avanti e si sveglia, nel letto di casa; quelle immagini distanti per un po’ si sovrappongono al buio della stanza. Infine si dissolvono. La moglie sobbalza, accende la luce, tutto quel passato svanisce. Lei non dice niente. Gli passa una mano sulla schiena e aspetta.
Lui continua a guardare il muro di fronte, quello con il quadro di Venezia al tramonto, e dice solo: – È passato.
Dopo 37 anni, sonniferi e tranquillanti, e una vita ricostruita lontano da Bologna, non riesce a liberarsene. Si passa la lingua sulle labbra e dice: – Scendo. Continue reading “C’era aria di festa – ricordando il due agosto”

Un romanzo a quattro mani tra Reggio e Bologna

La storia di “L’ultimo giro di valzer” si svolge in due città. Probabilmente se avessi scritto da sola avrei ambientato la storia a Bologna e un’altra città emiliana. Ma quando si è in due, si decide insieme, quindi, essendo Marco Freccero ligure, gli ho chiesto se voleva ambientare il romanzo nella sua città. Nel qual caso, avrebbe dovuto fornire lui le ambientazioni, il clima, gli usi delle due città liguri.
Ma lui ha passato la palla e ha optato per ambientare il tutto in Emilia.
Così era chiaro che una delle due città, quella più frequentata dai nostri personaggi, anche se… (sssttt… ) dovesse essere Bologna. E l’altra? Continue reading “Un romanzo a quattro mani tra Reggio e Bologna”

La mostra di Hopper a Bologna

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 “Se potessi dirlo a parole, non ci sarebbe alcun motivo per dipingere”. Edward Hopper

Edward Hopper è l’unico artista di cui, finora, ho visitato due mostre: la prima a Roma qualche anno fa, in occasione di una mia andata per una presentazione, e la seconda venerdì scorso qui a Bologna. Anche se le due mostre fossero state uguali, cosa mai possibile io credo, sarei andata lo stesso.
L’esposizione è curata da Barbara Haskell – curatrice di dipinti e sculture del Whitney Museum of American Art, da cui provengono le opere esposte – in collaborazione con Luca Beatrice. Ho trovato il percorso narrativo molto ben curato e pieno di spunti interessanti che nella mostra di Roma non avevo apprezzato allo stesso modo. Continue reading “La mostra di Hopper a Bologna”

La mostra Brueghel a Bologna

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Ho visitato la mostra Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga il 22 ottobre ma causa, tra l’altro, l’inghippo di cui al post precedente non sono riuscita ancora a scriverne.
Brueghel è indicato senza nome perché in realtà non si tratta di un unico pittore, ma di un’intera famiglia di artisti che comprende Pieter Brueghel il Vecchio, Pieter Brueghel il Giovane, Jan Brueghel il Vecchio, Jan Brueghel il Giovane, Abraham Brueghel, Ambrosious Brueghel. Nessuno come loro ha saputo influenzare, e direi rivoluzionare, l’idea di pittura come era vista fino ad allora – parliamo del XVI e XVII secolo, e di ciò che rappresentava. Continue reading “La mostra Brueghel a Bologna”

Il Cineca: un’eccellenza bolognese

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Sabato pomeriggio ho partecipato a una visita guidata al Cineca: se non sapete cos’è non doletevi troppo, neppure io, nata e vissuta a Bologna, lo sapevo.
Il Cineca è il più importante centro di supercalcolo italiano e uno dei più grossi a livello mondiale. Cosa significa “super calcolatore”? Continue reading “Il Cineca: un’eccellenza bolognese”