“Perché non tengo un diario personale”

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Perché non mi interessa farlo. Non trovo niente di interessante nell’atto di scrivere per me stessa: a cosa mi serve sapere come mi sono sentita in una determinata circostanza? Se mi sono sentita male non ho bisogno di dichiararlo su una pagina che leggerò solo io: mi basterà ripensare all’episodio e saprò sempre, anche tra trent’anni, cosa ho provato. Se mi sono sentita molto bene, la sensazione sarà sempre con me, se uno mi fa incazzare non lo devo scrivere sul diario e se amo una persona non devo riempire una pagina di cuoricini e iniziali. Continue reading ““Perché non tengo un diario personale””

Il calendario editoriale (sarebbe) è molto utile

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Sapete già come la penso: il calendario editoriale non fa per me.
Eppure, gente molto più avanti di me nella cura del brand mi dice che il calendario serve, è utile e favorisce la buona tenuta del blog.
E io lo so che è vero: intanto in questi giorni, in cui non sono stata benissimo e non sono riuscita a scrivere, avrei avuto una riserva in cui pescare e avrei pubblicato almeno un post. Meglio due, perché non è che appena ti senti meglio puoi già essere sveglia di mente da scrivere qualcosa di interessante.
Ci sono altri motivi per cui il calendario editoriale serve, e sono: Continue reading “Il calendario editoriale (sarebbe) è molto utile”

Il blog impedisce la scrittura?

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Un paradosso, no?
Se scrivo articoli, brevi post, mini racconti, sto comunque scrivendo, vero? Quindi sto allenando la mia scrittura. Perché, allora, si dice che [man]tenere un blog non favorisca l’attività di chi vuole scrivere seriamente, in modo continuativo e produttivo?
Parlo da blogger di vecchia data – il 3 giugno festeggerò, e lo farò davvero, dodici anni di blog, e alcuni di questi anni valgono almeno il doppio -, e che ha fatto esperienze diverse: dal 2003 a oggi la mia attività di blogger si è modificata parecchie volte e la mia scrittura ancora di più. Ma, è migliorata? questa è l’unica domanda che vi preme davvero. Continue reading “Il blog impedisce la scrittura?”

Che soddisfazione provi scrivendo in un blog?

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All’inizio sono rimasta sorpresa, quasi fossi senza parole per rispondere. La domanda mi è stata posta alla fine della presentazione a Soverzene, domenica 19 aprile. Stavo parlando con le persone presenti e ascoltavo le loro domande che, per la totalità, riguardavano il libro presentato o la scrittura del suddetto. Una signora si è avvicinata e mi ha chiesto: “Ho una curiosità: ma cosa si prova scrivendo nel blog? Che soddisfazione ci può essere?Continue reading “Che soddisfazione provi scrivendo in un blog?”

È il template che fa il blogger, o viceversa?

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Ritorno sul discorso ‘blog’ perché, come sapete, è un argomento che mi ha sempre affascinata. Il mio “gioco dei blog“, al quale purtroppo non avete partecipato, ci avrebbe rivelato qualcosa di interessante.
Spero sempre che qualcuno voglia cimentarsi e perciò non rivelo ancora nulla. Questo è il link da seguire per chi volesse leggere i post del gioco. Continue reading “È il template che fa il blogger, o viceversa?”

Il nome dell’amore

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Dolcezza era troppo banale per lei e lui allora la chiamò in un modo nuovo, anagrammando quasi il suo vero nome, quello che odorava di caramelle e frutti di bosco.
Lei sorrise e, ballando morbida sulla voce di Skye che cantava Love Show, si avvicinò per un bacio da bimba. Lui la lasciò fare e poi la prese e la strinse in un abbraccio da uomo, duro ed esigente come il calore che cresceva nel suo inguine.
Lei gemette di sorpresa, o forse di passione incredula, e lui accentuò il bacio mentre le mani accarezzavano quella lunga schiena che si inarcava sotto la maglia, rivelando brividi che non erano di freddo. Continue reading “Il nome dell’amore”

Sigarette e telefoni

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Le strade del centro mi fanno tornare adolescente.
All’angolo c’era la tabaccheria, e se metto le mani in tasca mi sembra di sentire il pacchetto delle Astor che compravo a tredici anni, il profumo del fumo mai aspirato che mi faceva sentire grande, e l’aria umida che si condensava nel respiro fuori del portone, nelle ultime confidenze alle amiche, mangiando liquirizie da un sacchetto di carta unta. Continue reading “Sigarette e telefoni”