Quasi settembre e profumo di Natale

Il post che precede questo l’ho scritto in luglio, e sembrava impossibile che io scrivessi ancora: molti sospendevano il blog per l’estate e io pubblicavo un post.
Mi sono detta: “Puoi pubblicare ancora altri post. Niente pausa per solo io e il silenzio“.
Mi sono sentita quasi brava.
Poi ho perso ogni iniziativa; il caldo mi ha tolto i pensieri e mi ha fatto vivere in un limbo fatto di nulla e galleggiamenti per arrivare all’indomani.
E agosto – mese che detesto e non starò a ripetere perché – mi ha sovrastata quest’anno peggio del solito.
E ora sento il profumo di settembre e un po’ mi risollevo. Ma scrivere post è ancora una fatica immane, per me che una volta avevo sei blog contemporaneamente. Continue reading “Quasi settembre e profumo di Natale”

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Sto rivalutando il diario

Tempo fa scrissi questo post sull’inutilità (per me) di avere un diario.
Nell’ultimo periodo, però, mi incuriosisce rileggere alcuni ‘vecchi’ post, qui nel blog. Mi ricordo i pensieri di allora e rileggo i vostri commenti, e scopro che tutto questo mi piace.
Allora mi sono detta che forse non mi piace l’idea del diario privato. Perché in fondo, cos’è il blog, se non una sorta di diario pubblico? Continue reading “Sto rivalutando il diario”

L’ultimo Liebster Award ricevuto e le ultime undici risposte

Avevo promesso di smetterla con questi Liebster Award e con le undici risposte di cui non vi frega nulla, ma ecco che spunta Giovanni Venturi (che ringrazio) che, in questo post, mi consegna il terzo Liebster.
Ed ecco le undici domande e risposte:

 

Ti contatta Netflix per proporti un film o una serie televisiva da un tuo romanzo sotto la tua supervisione. Accetti?
Le parole magiche sono “sotto la tua supervisione”. E immagino mi pagherebbero bene. Chi si sogna di rifiutare?

Ti contatta una grande casa editrice per il tuo romanzo. Sei un autoeditore. Sai che ti chiamano perché ti darai da fare da solo con la promozione. Accetti o rinunci?
Accetto perché hai detto ‘grande casa editrice’, e io pure con la ‘piccola’ mi sono data da fare per la promozione. Quindi.
Approfitto per dire che “autoeditore” non mi convince del tutto: di me preferisco dire “autore indie”. Non mi sento un editore, anche se porto a termine tutti i processi necessari alla pubblicazione dei miei testi.

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Un altro Liebster Award e altre undici curiosità su di me

Come ho scritto nel post precedente, nel quale ho risposto alle domande di Nadia Banaudi, ho ricevuto anche un Liebster Award da Barbara Businaro (che ringrazio di nuovo), in questo post, e oggi risponderò alle sue undici domande.

1. Per voi migliora l’ispirazione scrivere al mare o in montagna?
Qualche anno fa, al mare scrivevo sempre. Rientravo con tanti appunti e qualche buona idea. Ora non scrivo più, anche se ho sempre pensato che un luogo bello e pieno di pace favorisse la scrittura.

2. Racconto, romanzo o saga: cosa preferite e perché?
Io preferisco sempre il romanzo, anche come scrittura, però degli autori che mi piacciono leggo anche i racconti. Continue reading “Un altro Liebster Award e altre undici curiosità su di me”

Ho ricevuto un Liebster Award – 11 curiosità su di me che non sapevate di avere

Ogni tanto – a me capita ogni sei/sette anni – chi ha un blog si ritrova premiato da altri blogger. Stavolta, e proprio a cavallo del ferragosto, mi ritrovo a ricevere ben due Liebster Award. Il primo me lo consegna Nadia Banaudi (grazie Nadia!) in questo post, e mi pone undici domande, alle quali tenterò di rispondere:

 

1. Il ricordo più bello, che porti sempre con te, della tua vita.
A questa domanda mi avvalgo della facoltà di non rispondere 😉

2. Il tuo difetto peggiore, che solo a dirlo ti esce l’orticaria.
Ehm… sono certa di non avere un difetto così grande… anzi, non ne ricordo nemmeno di piccoli… Continue reading “Ho ricevuto un Liebster Award – 11 curiosità su di me che non sapevate di avere”

“Perché non tengo un diario personale”

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Perché non mi interessa farlo. Non trovo niente di interessante nell’atto di scrivere per me stessa: a cosa mi serve sapere come mi sono sentita in una determinata circostanza? Se mi sono sentita male non ho bisogno di dichiararlo su una pagina che leggerò solo io: mi basterà ripensare all’episodio e saprò sempre, anche tra trent’anni, cosa ho provato. Se mi sono sentita molto bene, la sensazione sarà sempre con me, se uno mi fa incazzare non lo devo scrivere sul diario e se amo una persona non devo riempire una pagina di cuoricini e iniziali. Continue reading ““Perché non tengo un diario personale””

Il calendario editoriale (sarebbe) è molto utile

Workplace with tablet pc showing calendar and a cup of coffee on a wooden work table close-up

Sapete già come la penso: il calendario editoriale non fa per me.
Eppure, gente molto più avanti di me nella cura del brand mi dice che il calendario serve, è utile e favorisce la buona tenuta del blog.
E io lo so che è vero: intanto in questi giorni, in cui non sono stata benissimo e non sono riuscita a scrivere, avrei avuto una riserva in cui pescare e avrei pubblicato almeno un post. Meglio due, perché non è che appena ti senti meglio puoi già essere sveglia di mente da scrivere qualcosa di interessante.
Ci sono altri motivi per cui il calendario editoriale serve, e sono: Continue reading “Il calendario editoriale (sarebbe) è molto utile”