Il motore di ricerca è la risposta alla pigrizia

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Se non guardate le statistiche del blog (parlo di wordpress, degli altri non so), fatelo subito. È una sana abitudine quotidiana che può suggerirvi nuovi argomenti per i vostri post e discussioni, e che può perfino rallegrarvi la giornata. Le frasi digitate su google o altri motori di ricerca sono decisamente bizzarre: a volte mi fanno ridere e altre mi angosciano perfino.
Ma, per la maggior parte, mi paiono ‘curiose’ e mi soffermo a ragionare; mi chiedo come sia possibile affidare al motore di ricerca simili questioni. Una delle più presenti nel mio blog, oltre alle domande sulla scrittura, è:

Quanto ci costa essere social? E di cookie policy

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Alla vigilia dell’entrata in vigore della “legge sui cookie (qui un articolo)” che ha obbligato noi poveri del web – coloro che scrivono a gratis solo per passione e che non ricavano niente dal loro lavoro ma hanno invece tutti gli oneri possibili e sempre improvvisi e con minaccia di gravi sanzioni – a studiare come fare, a progettare pagine nuove con le informative (qui la mia), link astrusi, widget nella colonna di destra e in quella di sinistra, ma pure nel footer (che sarà una parolaccia perché il mio correttore mi vuole modificare la parola in fortore che manco so cosa sia) e c’è chi l’ha messo anche superiore con quelle diciture che se non acconsenti devi cliccare esci che sa tanto di memoria dantesca, mi domando (beh da qualche parte dovevo andare a parare no?).

Mi domando: Continua a leggere “Quanto ci costa essere social? E di cookie policy” →

Il calendario editoriale (sarebbe) è molto utile

Workplace with tablet pc showing calendar and a cup of coffee on a wooden work table close-up

Sapete già come la penso: il calendario editoriale non fa per me.
Eppure, gente molto più avanti di me nella cura del brand mi dice che il calendario serve, è utile e favorisce la buona tenuta del blog.
E io lo so che è vero: intanto in questi giorni, in cui non sono stata benissimo e non sono riuscita a scrivere, avrei avuto una riserva in cui pescare e avrei pubblicato almeno un post. Meglio due, perché non è che appena ti senti meglio puoi già essere sveglia di mente da scrivere qualcosa di interessante.
Ci sono altri motivi per cui il calendario editoriale serve, e sono: Continua a leggere “Il calendario editoriale (sarebbe) è molto utile” →

Il blog impedisce la scrittura?

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Un paradosso, no?
Se scrivo articoli, brevi post, mini racconti, sto comunque scrivendo, vero? Quindi sto allenando la mia scrittura. Perché, allora, si dice che [man]tenere un blog non favorisca l’attività di chi vuole scrivere seriamente, in modo continuativo e produttivo?
Parlo da blogger di vecchia data – il 3 giugno festeggerò, e lo farò davvero, dodici anni di blog, e alcuni di questi anni valgono almeno il doppio -, e che ha fatto esperienze diverse: dal 2003 a oggi la mia attività di blogger si è modificata parecchie volte e la mia scrittura ancora di più. Ma, è migliorata? questa è l’unica domanda che vi preme davvero. Continua a leggere “Il blog impedisce la scrittura?” →

Che soddisfazione provi scrivendo in un blog?

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All’inizio sono rimasta sorpresa, quasi fossi senza parole per rispondere. La domanda mi è stata posta alla fine della presentazione a Soverzene, domenica 19 aprile. Stavo parlando con le persone presenti e ascoltavo le loro domande che, per la totalità, riguardavano il libro presentato o la scrittura del suddetto. Una signora si è avvicinata e mi ha chiesto: “Ho una curiosità: ma cosa si prova scrivendo nel blog? Che soddisfazione ci può essere?Continua a leggere “Che soddisfazione provi scrivendo in un blog?” →

È il template che fa il blogger, o viceversa?

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Ritorno sul discorso ‘blog’ perché, come sapete, è un argomento che mi ha sempre affascinata. Il mio “gioco dei blog“, al quale purtroppo non avete partecipato, ci avrebbe rivelato qualcosa di interessante.
Spero sempre che qualcuno voglia cimentarsi e perciò non rivelo ancora nulla. Questo è il link da seguire per chi volesse leggere i post del gioco. Continua a leggere “È il template che fa il blogger, o viceversa?” →

Il nome dell’amore

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Dolcezza era troppo banale per lei e lui allora la chiamò in un modo nuovo, anagrammando quasi il suo vero nome, quello che odorava di caramelle e frutti di bosco.
Lei sorrise e, ballando morbida sulla voce di Skye che cantava Love Show, si avvicinò per un bacio da bimba. Lui la lasciò fare e poi la prese e la strinse in un abbraccio da uomo, duro ed esigente come il calore che cresceva nel suo inguine.
Lei gemette di sorpresa, o forse di passione incredula, e lui accentuò il bacio mentre le mani accarezzavano quella lunga schiena che si inarcava sotto la maglia, rivelando brividi che non erano di freddo. Continua a leggere “Il nome dell’amore” →

Sigarette e telefoni

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l’immagine proviene da qui

Le strade del centro mi fanno tornare adolescente.
All’angolo c’era la tabaccheria, e se metto le mani in tasca mi sembra di sentire il pacchetto delle Astor che compravo a tredici anni, il profumo del fumo mai aspirato che mi faceva sentire grande, e l’aria umida che si condensava nel respiro fuori del portone, nelle ultime confidenze alle amiche, mangiando liquirizie da un sacchetto di carta unta. Continua a leggere “Sigarette e telefoni” →

Ripesco il gioco dei blog

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Scrivo qualche riga e qualche informazione per chi non sa nulla del gioco (rimasto in sospeso dal 2014: me lo dovete dire quando dimentico le cose! a me pareva l’altro giorno che abbiamo iniziato).
Ho scommesso con i lettori di questo blog, e quindi anche con voi – non giratevi a vedere chi c’è dietro -, che non si può definire la diversità di un blog da un testo. Mi spiego meglio: all’epoca di splinder, la piattaforma che usavo prima di wordpress, avevo sei blog. Ognuno era diverso, per template, per nickname usato, e anche per lo stile. Ciò che scrivevo in uno non era in un altro. Continua a leggere “Ripesco il gioco dei blog” →

Perché scriviamo in un blog

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Sempre le solite storie: a cosa serve un blog ora che c’è facebook, che c’è twitter, che ci sono cento social molto più fighi e globali. Se io posso comunicare a tutto il mondo ogni mio pensiero, ogni idea, perfino ogni cosa io stia facendo, con messaggi immediati, facili da scrivere e da condividere, perché mi devo sbattere a mantenere attivo, brillante, fresco, pieno di idee, di impulsi, di riflessioni, questo stupido e obsoleto blog? Continua a leggere “Perché scriviamo in un blog” →

Aggiornamenti del blog

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È da qualche giorno che aggiungo qualcosa alle pagine del blog (le vedete in cima alla testata). Ho aggiornato la pagina ‘i miei racconti‘ perché ho trovato un racconto che non ricordavo di avere scritto* – e mi è pure piaciuto rileggerlo -, così l’ho inserito nella sua pagina. Se ne troverò altri, li aggiungerò: mi piace avere tutto ben raggruppato e consultabile. Continua a leggere “Aggiornamenti del blog” →

Che significato ha oggi un blog?

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Siamo partiti all’inizio degli anni 2000, ricordate? Il blog era una faccenda per pochi esperti: era necessario avere qualcosa di importante da dire e si comunicava con quelli che sembravano “addetti ai lavori”. Nel giro di pochi anni, agli albori del 2003, con l’avvento della piattaforma splinder (che ora non esiste più, non andatela a cercare e anzi, mi scuso per i link sparsi nei vari post, link che ormai non sono più raggiungibili), e la democratizzazione del web – tutti possono esserci, tutti possono parlare -, abbiamo assistito a una proliferazione improvvisa e massiccia di blog imperniati sul diario personale, sui sentimenti da condividere. Continua a leggere “Che significato ha oggi un blog?” →

Ogni tanto mi rileggo

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E a volte mi piaccio. Non si tratta di indulgere, di osservarsi con occhio compiacente, di scusare le proprie imperfezioni.
Credo che tutto risieda nella sincerità con cui si scrive; che tutto sia nell’apertura mentale e ‘animale’ con cui ci si mostra. Ora, non dico che si deve raccontare di sé ogni particolare, non si parla di vita privata, dei nostri piccoli segreti e relativi scheletri nell’armadio. Si parla di essere se stessi, di dire le cose che si sentono – e sto parlando di come si scrive, di come si declina il nostro pensiero riguardo certe faccende anche sociali e pubbliche. Continua a leggere “Ogni tanto mi rileggo” →

Flannery O’Connor allevava pavoni per costruire il suo brand?

industrial branding and b2b sales & marketing

Si parla spesso di brand: di cosa sia e che valore abbia per chi vuole essere presente in modo efficace sul web.
Da settimane, Marco Freccero sta scrivendo tanti post su come costruire il proprio brand e io li ho letti con attenzione. Non solo nella speranza di carpire qualche segreto e non solo perché sono curiosa di qualsiasi cosa riguardi il web e la nostra presenza in questo luogo non luogo. Li ho letti cercando di capire e confrontare il mio comportamento con quello che Freccero suggerisce.
Concordo con lui sul fatto che noi (autori, pittori, fotografi, disegnatori, creatori di oggetti) siamo qui (anche) per fare conoscere il nostro lavoro. Perché no? Siamo una banda di malati di ego e crediamo di avere qualcosa da dire, quindi vogliamo trovare chi ascolti le nostre elucubrazioni. Aprire un blog* significa condividere qualcosa con gli altri e, per noi che non vogliamo fare il diario delle nostre giornate, significa condividere la nostra scrittura e le idee che abbiamo sull’argomento. Continua a leggere “Flannery O’Connor allevava pavoni per costruire il suo brand?” →

Come si diventa un “bravo blogger”

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Una volta (2003) c’era Splinder e il blog era una sorta di camera condivisa dove si ricevevano gli ospiti che dicevano la loro su ciò che avevi scritto. La piattaforma era il condominio e i vicini di casa erano gli amici blogger che andavi a leggere. All’epoca non si rispondeva ai commenti nel proprio blog (perciò io a volte non rispondo in questo blog, se non c’è una specifica domanda: le abitudini sono dure a perdere) ma si andava nel blog dell’amico (con grande confusione perché si rispondeva “rosso sangue” a un post romantico e si diceva “salsa piccante” sotto a un post che parlava della luna).
Si pubblicava a sentimento, cioè quando ti andava, anche se all’epoca io pubblicavo quasi tutti i giorni, anche solo una foto e una frase. Era tutto molto random e pure easy.
La comunità era viva e ridanciana, pronta a incontri e mangiate in giardino. La vivevamo bene, senza troppi problemi. Continua a leggere “Come si diventa un “bravo blogger”” →