La società dell’apparire ci aiuterà a scomparire (post vero, non bozza)

Ieri è successo un inghippo e ho pubblicato l’inizio di un post invece di salvarlo in bozze. Subito qualcuno ha messo ‘mi piace’ e quindi non ho eliminato.
Oggi cercherò di concludere questo mio pensiero.
Ricomincio.

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Oramai molti vivono solo per dirlo sui social, e forse si inventano una vita diversa dalla loro per mostrarsi “migliori” ai loro “amici” del web.
L’esteriorità è così importante che le ragazze si rifanno il seno a diciotto anni, la bocca e gli zigomi e, anche quelle che non si sono (ancora) rifatte, postano selfie in posa come vedono fare dalle star e dalle influencer.
Ogni cosa si fotografa, di ogni evento si fa il video, anche di quegli eventi che sarebbe meglio mantenere privati e pure di quelli che sono veri reati.
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Come si sviluppa un’idea

lightbulb

All’inizio è un barlume, una cosa che appare nella mente e che svanisce subito, anzi, meglio, una cosa di cui non siamo pienamente coscienti, vissuta a un livello inferiore alla nostra percezione usuale.
Un giorno, in un programma televisivo dissero “asfodelo”, parola che già conoscevo e alla quale sapevo dare un’immagine. Quel giorno mi suonò all’orecchio in modo diverso dal solito; pensai a come fosse musicale e bella, e all’istante mi risuonò nella mente questa frase: “Vorrei chiamarmi Asfodelo”. Ma non era ancora ben chiaro cosa fosse questa frase, a cosa poteva dare seguito.
Pochi giorni dopo, in una sala d’attesa dell’ospedale Sant’Orsola, aspettando la mamma che doveva fare un piccolo intervento chirurgico, mi danzarono in testa alcune frasi precedute da quel “Vorrei chiamarmi Asfodelo”, Continua a leggere “Come si sviluppa un’idea” →