Asfalto e anguria – ottavo frammento

Ho ancora in bocca il sapore dolciastro dell’anguria, quando mi fermo in strada al semaforo rosso. La lunga fila di auto davanti a me e il caldo mi sfiancano. Ma ciò che mi fa rivoltare sul sedile è ripensare all’espressione di Luigi. Dopo l’incidente si è fatta ancora più cupa di quando Stefania gli aveva confessato l’aborto spontaneo e lo aveva piantato sulla soglia di casa sua.
Strofino il sudore dalla fronte col dorso della mano. L’attesa è interminabile. Sembra che il semaforo si sia bloccato sul rosso. Continua a leggere “Asfalto e anguria – ottavo frammento”

Asfalto e anguria – settimo frammento

Rimango in silenzio, immobile di fronte al piatto con gli avanzi della fetta di anguria. Mantengo lo sguardo aggrappato a ogni seme di cocomero che vi galleggia. Luigi mi osserva mentre stuzzico i chicchi neri con l’unghia dell’indice.
“E Marco? Lui cosa vuole fare?” insiste.
Io chiudo gli occhi, sospiro profondamente e abbandono i polpastrelli sulla ceramica bagnata. Senza guardarlo, farfuglio: “Luigi, io…”
“…non gliel’hai ancora detto” completa lui. Continua a leggere “Asfalto e anguria – settimo frammento”

Asfalto e anguria – sesto frammento

Già, chi è Marco?
Mentre cerco una risposta per Luigi, ripenso a ieri sera: quando Marco mi ha salutata ho pensato che non l’avrei più sentito e, anche se avevo paura, una parte di me ha vibrato di sollievo.
“Marco è l’amico di Giò, quello che fa il sommelier al ristorante al porto, alla Scogliera… ricordi? Quello alto, con i capelli corti, a spazzola”. Lo incito con la mano. “Dai, devi ricordarlo. Sei anche uscito con noi una sera”. Continua a leggere “Asfalto e anguria – sesto frammento”

Asfalto e anguria – quinto frammento

… i suoi sguardi intensi fossero indelebili ma più il suo corpo si dilatava, più si distraeva, soprattutto da me.”
“La maternità per una donna è qualcosa di travolgente.”
“Ma sì, ce lo dite in tutte le lingue possibili, ma mai che vi facciate davvero capire.”
Il mio sguardo scorre pigro sui piccoli oggetti insignificanti sparsi per la casa, un accendino..
“Ma Luigi, hai ripreso a fumare?” Continua a leggere “Asfalto e anguria – quinto frammento”

Asfalto e anguria – quarto frammento

“Luigi lascia fare a me.”
Scopa e paletta: “Stavo proprio guardando questa fotografia, dal divano non riuscivo a leggere la frase scritta a mano sul passepartout della cornice, cosa c’è scritto?”
“I Talk to the wind… la ricordi quella canzone dei King Crimson?”
Accenna l’aria e qualche strofa :“I talk to the wind my words are all carried away…”, la ricordo e la canto con lui, nella mia mente la traduzione istantanea appare in sequenza lenta come i sottotitoli di un film. Continua a leggere “Asfalto e anguria – quarto frammento”

Asfalto e anguria – terzo frammento

“Oggi ha chiamato lei”, mi risponde di rimando.
I suoi occhi si aggrappano ai miei in un lamento silenzioso. Sembrano chiedermi semplicemente “perché?”. E nello stesso istante, mentre tornano a guardare oltre le tende socchiuse della finestra, riempirsi di risposte sulla causa di quell’abbandono.
“E… e cosa ti ha detto?” domanda cretina, mi dico. Ma sento di dover spezzare il silenzio.
Scuote appena la testa accennando un no. Alza le spalle e ritorna a guardarmi. “Che ha chiesto alla sua amica, quella di Modena hai presente?, di occuparsi delle carte. Che vuole chiuderla qui. Senza drammi, senza litanie. Vuole semplicemente chiuderla qui. Nessun rancore ha detto. Continua a leggere “Asfalto e anguria – terzo frammento”

Asfalto e anguria – secondo frammento

“È calda, per mangiarla occorre metterla in fresco” dico con la voce incrinata dallo sforzo fatto per depositare il grande frutto sul ripiano della cucina.
“Il mio frigorifero non è abbastanza capiente per contenerla tutta!”
“Non è vietato tagliarla a fette!” ribatto stizzita per la banalità della sua osservazione e per il sudore che mi imperla il labbro superiore, mentre mi guardo attorno per cercare un coltello da affondare nella buccia coriacea. Continua a leggere “Asfalto e anguria – secondo frammento”