Del perché ho impiegato un’ora per cercare una foto

Alba dalla ‘casa vecchia’, 10 gennaio 2006 – foto ©Morena Fanti

Mi serviva una foto di un tramonto a Ischia, e manco ricordavo se io ne avessi mai fatta una. Nonostante tutte le volte in cui, in passato, ci sono stata.
Il fatto è che quando il sole tramonta, spesso sono seduta al tavolo e sto cenando. Il ricordo ce l’ho ben vivo ma di foto non ricordavo.
Quindi mi sono spulciata, ed è proprio il caso di dirlo, tutte le foto ‘vecchie’, trasferite da due pc fa. Ho fatto una tremenda scoperta: Continue reading “Del perché ho impiegato un’ora per cercare una foto”

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Il ‘solito’ bilancio di fine anno

Ho (per un attimo) pensato di non farlo nemmeno ‘sto bilancio.
In fondo a chi serve?
Poi ho pensato: perché privare il mondo del mio parere su questo 2018 ambiguo e poco piacevole? Se ripensiamo all’anno che sta finendo ci vengono in mente solo le cose negative, quelle balorde, le notizie nefaste.
Questo è naturale: principalmente queste ci vengono raccontate. Giustamente.
Avete per caso mai letto un romanzo dove accadono solo beltà, dove tutto è rose e fiori e miele sul pane del mattino? No. Continue reading “Il ‘solito’ bilancio di fine anno”

I due che salvarono il Natale

 

I due che salvarono il Natale, di Marco Fabbrini (ed. Graphe 2018, euro 10,90), è una storia natalizia a sfondo sociale che tanto (mi) ricorda la società che viviamo in questi anni, dove a favore del guadagno si tende a sottovalutare i rapporti umani.
Fabbrini ci porta in un bel paesino nel cuore della Toscana: tutti gli abitanti lavorano in miniera e la miniera diventa quasi “il cuore” del paese, anche se vive in contrapposizione con il paese stesso. Tutti si alzano e marciano per andare al lavoro, alla sera rientrano nelle case e stanno con la famiglia. Una vita sempre uguale se non fosse per l’avvicinarsi del Natale e della Vigilia (oggi) e della tradizionale sera delle fiaccole, una tradizione che unisce tutto il paese e coinvolge ogni minatore. Continue reading “I due che salvarono il Natale”

Stiamo per salutare il 2018

Quest’anno, forse perché non mi sono occupata della pagina natalizia di scriveregiocando, non sento molto l’avvicinarsi del Natale, ma vedo più vicina la fine dell’anno.
Non starò a ripetermi dicendo che è stato un anno pesante – da che ho memoria, e sono davvero tanti anni, non ricordo anni ‘leggeri’ – ma dirò solo che è stato un anno faticoso (qualcosa devo pur dire, no?).
Non parlo di cose personali, che ognuno di noi ha le sue, ma di atmosfera generale, di clima sociale, di guazzabuglio mondiale. Gli eventi che sono in cronaca tutti i giorni mi angustiano, mi preoccupano molto. Dire che siamo diventati una società di schifo rende l’idea solo alla lontana. Come dice il buon Stephen: perché dire una parola che è solo cugina di quella che hai in mente?
Per educazione, Steve. Per pura educazione. Altrimenti direi ben altro. Continue reading “Stiamo per salutare il 2018”

Elaborazione del lutto: ognuno faccia come vuole

Foto ©Morena Fanti – Cimitero di Sedlec- Praga – Repubblica Ceca

Stamani (poco fa), complice un’attesa in sala d’aspetto (e dove se no?) ho sfogliato tre giornali che non ho mai occasione di vedere: non chiedetemi il nome che non l’ho guardato.
Li ho sfogliati senza leggere ma solo “guardando le figure” finché non sono arrivata a un articolo che raccontava di Lory Del Santo ospite al grande fratello (credo. se sbaglio non offendetevi). Non avrei letto nemmeno questo articolo se non fosse che Lory Del Santo ha subito da poco la morte di un figlio diciannovenne (e so che ha già subito questa tragedia perché un figlio suo e di Eric Clapton morì, credo a cinque anni, cadendo dal 53esimo piano della loro abitazione).
Nell’articolo si parlava (molte persone hanno detto la loro. Io manco sapevo che Lory Del Santo fosse al GF) su questa partecipazione per loro inopportuna.
E pure io, dopo avere letto questo articolo, voglio dire la mia: Continue reading “Elaborazione del lutto: ognuno faccia come vuole”

Le contaminazioni del lupo solitario

È così che molti immaginano lo scrittore: un solitario, anche un po’ riottoso ai rapporti amichevoli. Brava persona, eh! ma tanto sgodevole.
In fondo, chi pensa di rendere pubblico il suo pensiero è un tipo che è convinto di se stesso, a volte anche un po’ egocentrico (non sempre).
In queste settimane Marco Freccero sta scrivendo degli articoli interessanti sulla scrittura a quattro mani, di cui è esperto avendo scritto il romanzo L’ultimo giro di valzer con la sottoscritta. Continue reading “Le contaminazioni del lupo solitario”