Quattro personaggi cercano una storia

Quesito molto interessante:
bastano quattro personaggi per formare una storia?

Non crediate che una simile domanda sia balenata nella mia testa da sola. No, la questione nasce dopo la lettura di un post su facebook e specificatamente nel solito gruppo degli ‘scrittori e scrittrici emergenti’. Ecco il post:

Supponiamo che io abbia solo personaggi in testa, ma nessuna storia.
Ho un’ostetrica, una cameriera, un ragazzino, un neonato. Come li metto insieme?

A me ha fatto ridere. Sarebbe molto bello che la visione di quattro personaggi ‘scompagnati’ potesse generare un romanzo.
Non credo sia così che si procede. Oltre al fatto che non devono essere gli altri a suggerirti le storie che scriverai. Se non hai storie, non scrivere. Continua a leggere “Quattro personaggi cercano una storia” →

“SarĂ  il nostro segreto” di Maria Teresa Steri

Titolo: SarĂ  il nostro segreto

Autore: Maria Teresa Steri

Data di pubblicazione: 5 maggio 2020

Genere: thriller psicologico

Pagine: 316

 

 

 

 

 

 

 

Interrompo la pubblicazione dei racconti del nostro condominio, per un valido motivo: un’amica ha pubblicato il suo nuovo romanzo il 5 maggio, proprio in questi giorni che definiamo di crisi sanitaria, economica e psicologica. Ci vuole forza e determinazione per seguire i nostri progetti e questa determinazione va premiata con un sorriso e una condivisione. Brava Maria Teresa! 🙂
E ora la smetto e lascio parlare l’autrice e il suo romanzo.
Se vi va andate a leggere l’anteprima e poi leggete il romanzo. Le premesse sembrano buone. Continua a leggere ““SarĂ  il nostro segreto” di Maria Teresa Steri” →

Notizie da casa mia – sconfiggere l’abbrutimento

Il pericolo della reclusione forzata, del non uscire di casa, è ‘ridursi come bruti’, dimenticarsi l’igiene personale – concentrati sul lavaggio delle mani potrebbe accadere pure questo -, non cambiarsi gli abiti, addirittura non indossarli e vivere in pigiama.
Che problema c’è? Tanto non devo uscire, non mi reco al lavoro, non vado in giro per lo shopping, non mi trovo con gli amici. Infatti: perchĂ© non posso restare in pigiama per venti giorni? PerchĂ© pettinarmi, mettermi forse lo smalto alle unghie,  perchĂ© mettere una crema idratante, perchĂ© tagliarmi le unghie?
Per mantenere il rispetto di sè.

Ecco, questo post sarebbe giĂ  finito. Continua a leggere “Notizie da casa mia – sconfiggere l’abbrutimento” →

Problemi a fare le cose? Usa la tecnica del pomodoro

La gestione del tempo è la malattia di questo millennio: ci angosciamo tra mille cose da fare e non ne facciamo nemmeno la metà. Eppure ogni giornata che abbiamo a disposizione conta 86.400 ben secondi e se credete siano pochi provate a trascorrerne 30 nella posizione del plank.
Che succede al nostro tempo? perchĂ© ci sfugge senza portarci a nessun risultato? Continua a leggere “Problemi a fare le cose? Usa la tecnica del pomodoro” →

L’autoediting è possibile?

La domanda è suscitata dalla lettura di un post in un gruppo di scrittura. Forse dovrei dire ‘gruppo di scrittori o che si definiscono tali’.
C’è sempre quel gruppo di scrittori emergenti su facebook, dove si instaurano discussioni animate su come si scrive, su come si pubblica, su come è meglio procedere per avere un testo idoneo, ecc.
Di solito funziona così: uno fa una richiesta o pone una domanda e gli altri lo stroncano o si stroncano tra loro nei commenti.
Ieri c’era la domanda/sondaggio su un ipotetico interesse per un testo che spiegasse come funziona il self-publishing per chi intenda pubblicare su una piattaforma tipo Amazon; l’autrice della domanda ha inserito anche la parola “autoediting” e su quella si sono scaldati gli animi. Continua a leggere “L’autoediting è possibile?” →

La societĂ  dell’apparire ci aiuterĂ  a scomparire (post vero, non bozza)

Ieri è successo un inghippo e ho pubblicato l’inizio di un post invece di salvarlo in bozze. Subito qualcuno ha messo ‘mi piace’ e quindi non ho eliminato.
Oggi cercherò di concludere questo mio pensiero.
Ricomincio.

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Oramai molti vivono solo per dirlo sui social, e forse si inventano una vita diversa dalla loro per mostrarsi “migliori” ai loro “amici” del web.
L’esterioritĂ  è così importante che le ragazze si rifanno il seno a diciotto anni, la bocca e gli zigomi e, anche quelle che non si sono (ancora) rifatte, postano selfie in posa come vedono fare dalle star e dalle influencer.
Ogni cosa si fotografa, di ogni evento si fa il video, anche di quegli eventi che sarebbe meglio mantenere privati e pure di quelli che sono veri reati.
Continua a leggere “La societĂ  dell’apparire ci aiuterĂ  a scomparire (post vero, non bozza)” →

Il business degli autori indipendenti

Pinocchio in lacrime con, ai lati, i medici e la Fata. Pinocchio, Carlo Collodi, Rusconi Libri 2002. Illustrazione copertina, Simonetta Marongiu

“Essere editori di se stessi è una scelta di serie B”. “Essere autori indipendenti è un ripiego per gli sfigati”. “Se ti devi pubblicare da solo, allora non vali nulla”.
Ecco un pacchetto di frasi fatte che un po’ ricalcano il pensiero di tanti, anche se non di tutti.
Io credo, invece, che essere autori indipendenti, pubblicarsi da soli, praticare il self-publishing, sia una manna dal cielo per coloro che lavorano in tanti settori iniziando dai grafici per le belle copertine e terminando dai correttori di bozze indispensabili anche per chi si edita da solo, professionisti necessari, certo, e quindi un aiuto per gli autori.
MA. Non pensavate fosse tutto bello, vero? Continua a leggere “Il business degli autori indipendenti” →

Futuro prossimo – il pdf

Finalmente! Ecco il nostro pdf con tutti i racconti del gioco letterario “Futuro prossimo”. Lo so che andrete subito a sfogliare per verificare se avevate indovinato i nomi degli autori e i relativi racconti.

Per chi non ha seguito prima, a questo tag trovate tutti i racconti e la fase iniziale del gioco.
Questo è l’elenco autori, ognuno con il suo link di riferimento, così potrete curiosare nelle pagine di tutti: Continua a leggere “Futuro prossimo – il pdf” →

In attesa del pdf “Futuro prossimo”

I Racconti di “Futuro prossimo” sono terminati. Uno dei racconti piĂą ‘discussi’ è stato Ritorno dal futuro. L’autore intendeva dare una ‘spiegazione’ ma ho pensato che se l’avesse scritta nei commenti si sarebbe persa. Quindi la posto qui in modo che tutti possano leggerla. Non è che chi scrive debba dare ‘spiegazioni ‘ di ciò che ha scritto ma in un gioco come questo, dove si legge e si commenta è naturale che sorgano domande nei lettori.
Capisco bene che il limite dei caratteri da me richiesto fosse, appunto, un limite, ma averlo aiuta a stare concentrati sul pezzo e fa capire che spesso scriviamo molte parole iniutili. Forse non era questo il caso, però il limite è necessario, anche trattandosi di racconti da leggere sul web.
Bene. Se qualcuno vuole mandarmi retroscena del proprio racconto è benvenuto come sempre.

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Adesso che il gioco letterario “Futuro prossimo” si è concluso, è giunto il momento di dare spazio a qualche spiegazione, visto che non potevo replicare ai commenti.
Però prima ringrazio Morena per averci coinvolto in questa lunga cavalcata, durata dieci racconti tutti bellissimi, nel futuro: il lontano 2054.
Ovviamente sono da elogiare anche gli altri nove blogger che si sono prestati a mettersi in gioco insieme a me.
Non era facile costruire qualcosa di sensato in seimila battute ma a quanto si legge dai commenti sembra che ci siamo riusciti. Il numero sembra grande ma quando si comincia a scrivere diventa stretto.
Finite le ciance passiamo alle spiegazioni.
Danege scrive “Subito sono rimasta un po’ confusa da questo futuro oltre il futuro,…” e di rincalzo Barbara “L’ho riletto due volte, ma non ho ben afferrato alcuni concetti: cos’è il Centro di controllo, il centro che controlla questa missione o l’edificio che viene esplorato? Last Horizon è l’astronave madre o è il rover in avanscoperta?…”. Continua a leggere “In attesa del pdf “Futuro prossimo”” →

L’anno della Speranza – decimo racconto “Futuro prossimo”

 

Oggi è il 17 Ottobre 2054 e festeggio con gioia i miei novantacinque anni. Ci sono arrivata dimostrandone una sessantina, in salute e priva degli acciacchi che accusavo proprio intorno ai sessanta.
Ripenso al 2030 quando iniziò una tempesta solare di grandi dimensioni che fortunatamente non produsse effetti catastrofici globali, ma fu sufficiente a far temere il peggio per tutta l’umanità. A nulla servì tutta la tecnologia, la robotica, il progresso, il denaro, se non a documentare quanto stava accadendo.
Quell’evento segnò l’inizio dell’Apocalisse: terremoti, maremoti, cambiamenti repentini del clima, virus resistenti. Quella tempesta solare fu apocalittica anche per i robot che si autodistrussero in massa.
Forse tutto ebbe inizio nel marzo dell’anno dopo. La mia pronipote Liz stava camminando velocemente sul corso principale. Come al solito era in lieve ritardo. Davanti alla farmacia un andirivieni di persone le fecero rallentare il passo quando una persona le comparve davanti. “Scusi, posso chiederle…mi vergogno un po’”. Lei si sorprese e scrutò quel tipo arruffato, con barba e baffi, che indossava un piumino fuori stagione, lercio e male abbottonato.
Lui continuò:
“E’ che non ho l’abitudine a fare queste richieste ma, se potesse darmi qualche moneta…”.
Un tossicomane, pensò. “Mi spiace, non ho monete” tagliò corto.
Ma il tipo non mollava e prese a seguirla.
“Guardi, davvero, devo fare la spesa, ho mia sorella a casa con le bambine. Mi chiamo Gabriel, ho avuto la febbre per tre giorni e non sono andato a lavorare. Mi pagano poco nella cooperativa dove riciclano. Guardi come sono dimagrito” e si tirò su piumino e maglietta mostrando il suo torace magro e bianco. E lei gli vide le unghie nere.
“Tira giù quegli indumenti! Se ti vedono, vengono a prenderti e chissà dove ti portano. I poveri e i tossici li portano via, lo sai no? Dicono che li portano in case per curarli e rimetterli in sesto. E non vi vogliono per strada perché siete la chiara evidenza che il loro governo fa acqua. Vogliono farci credere che viviamo bene deportando tutti quelli che non somigliano al mondo che hanno creato.”
Lui la ascoltava e la seguiva. “Non sono un tossico. Quando ero un ragazzo, poi ho smesso. Davvero! Dai, dammi qualche moneta”. Continua a leggere “L’anno della Speranza – decimo racconto “Futuro prossimo”” →

Aggiornamenti sul ‘prossimo futuro’

Il nostro gioco “Futuro prossimo” sta per finire: c’è un racconto che ancora non ha visto la pubblicazione perchĂ© ci sono alcune cose da sistemare e ce n’è un altro che non è arrivato. Quindi siamo quasi alla fine. D’altronde, un gioco è bello se dura poco, si dice.
Sto preparando il pdf dei racconti e poi lo caricherò nel blog in modo che sia liberamente scaricabile – per le vostre serate di noia, così vi renderete conto di quanto stiamo (ancora) bene – da tutti.
Sono molto soddisfatta di come è andato il gioco, dei bei racconti e della grande partecipazione di tutti. Vi ringrazio. Continua a leggere “Aggiornamenti sul ‘prossimo futuro’” →

Fino all’ultimo istante – nono racconto “Futuro prossimo”

Da tempo la luna si avvicina alla terra, riversa su un fianco come una signora addormentata. In meno di un lustro la grande marea inonderĂ  ciò che resta della cittĂ  in cui sono nata. La guardo dalla mia vetrata, mentre appoggio la testa sul cuscino. So che è presto per andare, ma è inutile restare a rimuginare sulla mia decisione. Lancio il comando vocale e subito il braccio meccanico si avvicina, offrendomi un sostegno per alzarmi. L’ho chiamato Buck, come il cane che possedevo da bambina. Mi alzo. Buck mi offre la dose giornaliera di proteine in polvere gusto latte che bevo come se avessi i minuti contati. Il connettore è collegato alla corrente, in poco tempo le protesi aggiuntive saranno cariche e potrò camminare sulle mie gambe, se così si può dire. Ho deciso di indossare un tailleur simile a quello che io e mia sorella gemella portavamo il giorno del funerale di mia madre. A quei tempi eravamo una persona sola. Poi, per dimenticare la grande nuvola nera apparsa in cielo, ha deciso di cancellare i suoi ricordi. Dice che soffre meno e probabilmente ha ragione. Lei non si sveglia, ogni notte, all’ora esatta in cui accadde, sudata e impaurita come un filo d’erba sotto il temporale. Continua a leggere “Fino all’ultimo istante – nono racconto “Futuro prossimo”” →

Sa Mamai Manna – ottavo racconto “Futuro prossimo”

Jana ritornò al villaggio trascinando un carretto carico di rami raccolti durante la sua passeggiata, e tenendo un cesto con i frutti e le erbe trovati dal suo occhio esperto, la scorta necessaria alla vita quotidiana. Dietro di lei, arrancavano le Janette, come le chiamavano gli adulti. Le ragazze cui lei tramandava le sue conoscenze, perché non si perdessero e le aiutassero a sopravvivere.
Era una delle poche persone che riconoscevano i vegetali tossici, glielo aveva insegnato sua nonna.
Da quando il mondo era diventato una sterminata distesa di città abbandonate e ricoperte di folta vegetazione, i palazzi in cemento armato erano crollati e nessuno più poteva costruirne di nuovi perché le risorse fossili erano finite, e pochissimi avevano accesso alle fonti rinnovabili, la civiltà era retrocessa molto velocemente. La tecnologia era quasi del tutto inservibile. Per questo, al villaggio, Jana era riverita come un’antica sciamana. Poteva nutrirsi, curarsi e anche vestirsi.
Sapeva coltivare il lino, filarlo e tesserlo su un rudimentale telaio di legno per ricavarne vestiti, conciava le pelli, adoperava i sassi adatti alla molitura del grano e ricavarne una farina impastabile per ottenere focacce. Conosceva le virtĂą cicatrizzanti del miele sulle piccole ferite e le sue proprietĂ  in caso di tosse. Sapeva estrarre l’olio dal lentisco. Continua a leggere “Sa Mamai Manna – ottavo racconto “Futuro prossimo”” →

Il voto decisivo – settimo racconto “Futuro prossimo”

Mary Elisabeth Brixton Can mantenne la calma. Si guardò allo specchio, si sfiorò le guance e sorrise alla propria immagine riflessa. Quell’anno avrebbe compiuto 88 anni. Era leader del partito conservatore dal lontano 11 luglio 2026, e dopo ben 28 anni continuava a mantenerne la carica.
Negli anni aveva avuto diversi confronti con l’opposizione laburista del suo amato Regno Unito, l’avevano sfiduciata più volte, ma ogni volta i voti non erano stati sufficienti a buttarla fuori, a mettere all’angolo la sua forza. Aveva presentato anche le dimissioni e, contrariamente a quanto sperato, le avevano sempre rigettate.
«Chi capisce davvero la politica e i politicanti è bravo. Meriterebbe un encomio.»
Non lo faceva mai. Non esprimeva mai i pensieri ad alta voce, come se stesse parlando con qualcun altro nella stanza, ma a volte le scappava.
Il 2054 sarebbe stato l’anno buono. Continua a leggere “Il voto decisivo – settimo racconto “Futuro prossimo”” →