“La sera che conoscemmo Davide” – incipit inedito

Tramonto a Ischia – foto ©Morena Fanti

Ci sono avvenimenti che rimangono scolpiti nella memoria: di queste occorrenze sapremo dire anche dopo anni cosa facevamo in quel preciso momento. Se leghiamo da subito un odore alla sensazione, se notiamo un colore, se accarezziamo la pelle di qualcuno, rimarrà per sempre legato a quell’avvenimento.
Quando il cameriere, con un gesto sciolto e quasi elegante, nella sua giacca bianca con le cuciture stanche, e il pantalone nero, lucido alle ginocchia, tirò la tenda e mostrò la vetrata incendiata dal rosso del sole che calava sull’orizzonte, Davide guardò la moglie per cercare nei suoi occhi la stessa soddisfazione delle altre sere. Sofia gli sorrise e indicò il tramonto che si bagnava nel mare di Ischia, e lui ricordò poco prima, in camera, con lei in reggiseno che cercava la camicia da indossare e lui che le aveva accarezzato le spalle da dietro e poi l’aveva abbracciata tirandosela contro. Lei aveva detto «Faremo tardi». E lui aveva risposto «Ok. Ma tieni il segno per dopo». La visione del suo reggiseno di pizzo bianco gli suscitò un’emozione che non calava da anni. Lo stomaco gli tremò e il brivido si combinò con quello suggerito dalla bellezza del sole che diventava sempre più rosso; e così avrebbe ricordato quel momento in futuro. Continue reading ““La sera che conoscemmo Davide” – incipit inedito”

Annunci

La camera della rabbia esiste davvero

Io conoscevo la stanza – o clinica o grotta – del sale, un luogo in cui respirare aria pura e serenità, con indubbi benefici anche per la pelle e l’umore.
La camera della rabbia l’avevo vista in tv ma pensavo fosse una boutade, un esperimento fatto da qualcuno, un’invenzione una tantum.
Ma oggi mi imbatto in una pubblicità in offerta scontata e verifico: il luogo esiste, ce ne sono tanti in diverse città e offrono servizi accurati e personalizzati.
Continue reading “La camera della rabbia esiste davvero”

Riflessioni sulla (mia) scrittura

Da quando ho iniziato, nel 2001, ho scritto tantissimi racconti – molti, quelli che ho salvato, li trovate nella pagina apposita. Altri, più brevi forse, quelli che io chiamo “racconti da blog”, si sono persi con la morte di splinder – e anche tanti post. Come ho già detto più volte, all’epoca, avevo sei blog. E scrivevo tutti i giorni su almeno due di essi. Quante parole ho prodotto!
Poi la pulsione alla scrittura da blog è andata scemando e mi sono dedicata a qualche libro.
Ora scrivo poco nel blog, e ancora meno nella prospettiva di un futuro libro.
Ora mi piace di più ‘revisionare’ i testi. Ma quali, direte voi, visto che non scrivo più?
Vi dice niente un bel romanzo ambientato – in parte – nelle Orcadi? Oppure un bel #progettoIOTA? 😉 Continue reading “Riflessioni sulla (mia) scrittura”

Non serve inventare: la realtà supera ogni scrittore

marionette dito

Da dove arrivano le storie? Quando guardiamo fuori dalla finestra e almanacchiamo su un tizio che entra in un luogo – potremmo mettere addirittura che entra in un tribunale con un tesserino falso per aggirare i metal detector! che fantasia! ma il lettore ci crederà? – e inizia a sparare, ci crediamo tanto ganzi. Oppure potremmo imbastire una storia su un pilota di aereo che pensa di schiantarsi contro la montagna portando con sé centocinquanta persone. Che inventiva eh? ci diciamo sorridendo come il gatto di Alice. Che fantasia sopraffina ho! gongoliamo leggendo le nostre misere frasette piene di pathos, così crediamo.

La cronaca ci insegna che non serve inventare, basta osservare. Continue reading “Non serve inventare: la realtà supera ogni scrittore”

“Voglio scrivere un libro ma non so se la mia idea è originale”

Talento

Caro amico di google (la frase del titolo l’ho trovata nelle statistiche del blog), non lo sai perché non hai frequentato le biblioteche (lo dico per chi dice che i libri costano cari, che comunque è vero. Le biblioteche sono gratis, ricordatelo, e io le frequento da sempre). In pratica, caro amico che digiti su google, e magari è l’unica attività di scrittura che sai fare, se ti poni questa domanda significa che hai praticato poco la lettura, altrimenti sapresti cosa è originale e sapresti anche che le cose di cui si scrive sono sempre quelle: amore, soldi e delitti, in varie miscele e percentuali. In pratica si scrive di vita e le cose che accadono sono sempre le stesse; ciò che cambia e che può fare la differenza è lo stile e la voce narrante. Il modo in cui si espone la vicenda, la voce che si usa, il metodo per l’intreccio, la forza dei personaggi, questo fa la differenza.
È la voce che deve essere originale, non l’idea. Certo, se ci fosse anche quella non sarebbe male. Continue reading ““Voglio scrivere un libro ma non so se la mia idea è originale””

“Storie per romanzi” – tre

Inizio d’anno e ripresa vecchie rubriche. Oggi ci dedichiamo alle ‘storie per romanzi’, frase molto cercata dagli aspiranti scrittori.
Qui il primo post della serie e qui il secondo.

Ed ecco le nuove storie. A voi la scrittura.

1)  Marianna ha un blog in cui si occupa di scrittura. Luca ha un blog in cui scrive di tante cose ma soprattutto di viaggi e posta bellissime foto. Continue reading ““Storie per romanzi” – tre”