Questo è solo x te – quarto racconto

Annalisa non aveva voluto mai fare la Prima Comunione. Era sempre stata spaventata da quell’idea. Mangiare qualcosa che in realtà era un corpo vivo, come aveva sentito dire da qualcuno, la impressionava. Pensava che sarebbe stato come ingoiare un pulcino appena nato. Era abbastanza ignorante, non le piaceva la scuola. Prendeva insufficienze a tutto andare. Ingoiare un corpo vivo? Non doveva davvero essere così.
Suo padre e sua madre si erano sposati in chiesa e poi l’avevano battezzata, solo perché andava fatto, ma non erano mai stati a messa. Mai. Né a Natale, né a Pasqua. Annalisa non si sentiva affatto incentivata. Se non lo facevano i suoi perché doveva perdere tempo lei con quelle cose? E poi solo le ragazze pure e pronte potevano accogliere Gesù nel loro cuore. E lei, a quattordici anni, non era ne pronta, né pura.
Era cotta di un ragazzo del quarto superiore. Lui aveva diciassette anni, ne avrebbe compiuti presto diciotto. Era muscoloso, aveva un paio di occhi azzurri, un sorriso da modello e una bocca carnosa da baciare. Lui non la guardava mai, si occupava solo delle compagne di classe
Sì, ma qualche volta mi ha guardato le gambe, le tette. Sì, le tette quella volta che gliele ho sventolate davanti con quella bella scollatura.
Comprava solo vestiti succinti, microgonne. Sentiva spesso le madri di alcune ragazze chiamarla “puttanella in calore”. Ma lei se ne fregava. Voleva le attenzioni di Matteo – così si chiamava il bellissimo ragazzo che desiderava più della sua stessa vita.
Ogni sera, prima di addormentarsi, chiudeva gli occhi e, pensando a lui, si sfiorava nell’intimità.
Lo seguiva su Facebook. Matteo giocava a pallanuoto e aveva la sua pagina personale piena di foto in costume. Continue reading “Questo è solo x te – quarto racconto”

L’appuntamento – terzo racconto

Trascorreva le ore davanti al pc scrivendo poesie rivelatrici di una malinconia latente, di una struggente rassegnazione alla vita e di una disperata negazione della vecchiaia incombente.
Finché nella sua vita apparve una creatura diafana, senza spessore né luogo che non fosse quello schermo luminoso in cui le sue parole prendevano vita e le davano realtà. Una di quelle rare persone che racchiudevano in sé grazia e intelligenza, cultura e vivacità di spirito: la bellezza lunare dei volti femminili di Watteau, l’intelligenza di una Simone de Beauvoir, le conoscenze scientifiche di una Margherita Hack, il fascino misterioso di un felino.
La sognava, le scriveva con riferimenti letterari che immancabilmente lei arricchiva di particolari e annotazioni.
Si stava innamorando di un’immagine, ne era consapevole, tuttavia sperava e desiderava ardentemente che alla fine prendesse corpo. Continue reading “L’appuntamento – terzo racconto”

Oltre il vetro – secondo racconto

Sul treno della sera viaggiano uno in fronte all’altro due giovani. Marco e Paolo lavorano nello stesso ufficio, eppure non si conoscono; non si sono scambiati una parola in questi primi mesi di lavoro a tempo determinato; aspirano al posto fisso con la rassegnazione di chi sa già di dover eseguire un lavoro alienante e senza creatività; tacendo copiano fogli e fogli; hanno accettato condizioni di lavoro aleatorie senza poter obiettare. Ignorati dai titolari e dai colleghi che, in una povertà di parole, idee e interessi, mettono al centro del loro dire, fare e calcolare, solo se stessi e lasciano ai margini gli altri. Continue reading “Oltre il vetro – secondo racconto”

Cresciuti a pane e computer – primo racconto

Ore otto. Cena pronta. Unico problema: nessuno si presenta a tavola.
Eppure ho chiamato ripetutamente e c’è un profumino di tutto rispetto. Niente. Saranno a dieta?
«Carlo, Luisa, Gianpiero, è pronto. È prontoo». La mia voce risuona nel corridoio, e in risposta solo silenzio. Potrei anche bussare nelle stanze, ma se Gian fosse in cantina o in garage? Tour alla ricerca della famiglia anche stasera, no. E insomma.
Sta diventando un’antipatica abitudine; appena rientrano a casa, scompaiono come fantasmi dietro una porta, quasi un magnete li portasse altrove. Impegnati a far altro, ma cosa? Perché capisco Carlo e Luisa, le interminabili telefonate con amici e fidanzatini di turno, ma Gian che fa?
Intanto le bistecche si freddano, come la pasta, pronta nei piatti. Possibile non sentano i morsi della fame?
E non so come, mentre penso a come uscire da questo impasse, lo straccio per la polvere, che inspiegabilmente ho deciso di levare, sfiora e tacita la scatola della discordia. Tempo un minuto uno, l’intera famiglia spunta nella sala da pranzo. Roba da non credere, o meglio provare per credere.
«Mamma, ma per caso… ».
Non lascio nemmeno il tempo di finire, che lo incalzo: «Oh benissimo, stavo già per gettare tutto nei rifiuti, in tempo per riempirvi la pancia». Sia mai che pensino di avere a che fare con una che si arrende.
«Erika, ma hai per caso toccato il wifi?». Ora è il più grande a farsi avanti.
«Io ho solo cotto, fritto e impiattato, non so di che parli. Cos’è sto vuaifai che brontoli? Se volete gradire è freddo al punto giusto per non soffiare più, altrimenti là, dopo la porta, c’è pieno di posti che danno cena intorno all’ora che preferite». Sto raggiungendo la soglia “pericolo”!
«Pesante però. Quando ti ci metti, ma’». Luisa non ha la più pallida idea di quanto io sia davvero pesante, se decido di esserlo.
«Sarò pesante, ma voi non siete di grande aiuto. Sarei davvero curiosa di conoscere gli impegni che vi trattenevano dal venire a tavola».
«Stavo facendo una ricerca, ma’. Era una ragione importante la mia». Carlo improvvisa la solita scusa, nemmeno credibile, visto i voti rasenti la sufficienza.
«Io invece ero in chat con Michy per metterci d’accordo per domani».
«Viste a scuola, all’allenamento di tennis e non avete trovato il tempo di mettervi d’accordo se non all’ora di cena? Da non crederci». Continue reading “Cresciuti a pane e computer – primo racconto”

Inizierà presto la pubblicazione dei racconti “Il disagio della tecnologia”

Ormai ho raccolto tanti racconti (leggete qui per sapere di cosa stiamo parlando) e, nell’attesa della scadenza per l’invio (30 giugno), inizierò la pubblicazione.

Chi deve ancora terminare la scrittura vada con calma, rilegga, tagli, riscriva.
Intanto inizieremo il toto scommesse su chi ha scritto cosa. Prego i nostri autori di leggere e commentare tutti e aggiungo che chiunque può commentare anche se non ha partecipato al gioco. Continue reading “Inizierà presto la pubblicazione dei racconti “Il disagio della tecnologia””

Come sta andando il gioco “Il disagio della tecnologia”

Se non sapete cosa sia, cliccate qui.

 

I racconti stanno arrivando e sono tutti ben centrati sull’argomento. I toni sono ironici, con un linguaggio quasi surreale, oppure delicati, e in alcuni casi, invece, sfiorano il drammatico, come avevo pensato io all’inizio.
Mi piace come si riesce a mostrare le tante facce di un argomento, mescolando stili diversi e modus differenti. Continue reading “Come sta andando il gioco “Il disagio della tecnologia””

Scrivere di nuovo dopo mesi

Come si può stare senza scrivere per tanto tempo, che tutti dicono sia impossibile. Lo sapete: “senza scrivere non posso”, “scrivo per me stesso”, “scrivere è per me un bisogno”, ecc ecc.

Sarà anche vero, ma senza scrivere non si sta poi malissimo. Continue reading “Scrivere di nuovo dopo mesi”