Autopubblicare: a cosa serve?

Lo so cosa state pensando: che domanda stupida; ancora a parlare di ‘ste cose che non interessano a nessuno.
Infatti è vero: a nessuno interessa se noi – io ormai sono fuori dal gioco ma mi garba usare il plurale maiestatis: mi sento il mago Otelma della situazione 😉 – pubblichiamo un nostro testo e per di più lo facciamo in self, da bravi autori indie che il mondo non si fila.
Quindi hai fatto una domanda retorica, vero?
Non esattamente. Continue reading “Autopubblicare: a cosa serve?”

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Scrivere o bubbole?

Poco fa leggevo questo post di Giovanni Venturi, in cui lui si interroga su varie questioni, davvero tante per un unico post: Giovanni io ci facevo una settimana con tutti questi argomenti, anzi, con i miei ritmi ci facevo un mese.
Rispondo a qualche sua domanda, così a sentimento. Non pianifico e vado: Continue reading “Scrivere o bubbole?”

Diritto d’autore anche quando sei Nessuno

Anni fa trovai sul blog di un tizio, per caso, una mia “poesia” che, anche se non è vera poesia era tutta farina del mio sacco. Orbene, voi direte, è una bella cosa, no? I tuoi testi piacciono, il tuo nome gira e i lettori ti possono conoscere.
Invece no: il tizio non aveva messo alcun nome e spacciava le mie parole come sue, facendosi bello agli occhi delle lettrici – lo sapete che gli autori maschi, specie quelli che ci ‘marciano’, hanno un nutrito pubblico femminile, sia se pubblicano libri sia se scrivono versi sul web – che gli dicevano che animo bello e sensibile lui avesse.
Dire che mi salì la rabbia e lo sconforto è dire poco: era la prima volta che mi capitava e mi sono sentita derubata anche se non mi avevano rubato nulla se non delle parole, dirà qualcuno che non scrive. Continue reading “Diritto d’autore anche quando sei Nessuno”

Quanto si può spendere per un corso di scrittura

Ormai, lo sapete, siamo in un mondo di guru: per ogni pulsione, desiderio di imparare, passioni nuove e nascoste, si trovano persone che possono guidarci nel percorso.
I corsi di scrittura non sono una novità: esistono da anni e funzionano molto bene. Sono una manna dal cielo per chi è digiuno di tecniche e metafore e non si negano a nessun genere. Ho appena visionato un link che promette corsi differenziati come la raccolta rifiuti: vuoi scrivere giallo/thriller, fantasy, o vuoi cimentarti nella ‘narrativa generale’? Qui puoi; barra la tua casella e compila il modulo di adesione con dati che paiono già da soli fantasy: titolo di studio potrebbe essere comprensibile (mah, non so), ma l’occupazione non vedo a cosa serva – addirittura se sei occupato devi specificare il datore di lavoro, la partita iva e il tipo di contratto. Se sono informazioni a fine statistico, per sapere chi si iscrive ai corsi e quindi aggiustare sempre più il tiro verso il target (per i prossimi anni), potrebbe essere comprensibile ma si potrebbero raccogliere anche in seguito e con meno dovizia di particolari. In questa fase mi paiono richieste inquietanti.
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Primo: non comprare libri in autostrada

Sono entrata solo perché l’autista doveva fare la sua pausa; non avevo fame e avevo già l’acqua nella borsa ma uno sguardo alle cioccolate l’ho dato. Poi sono passata ai salumi con il pepe, quelli senza, con il peperoncino; ho fatto finta di non avere visto niente e mi sono avviata all’uscita. Poco prima, in zona acquisto d’impulso ci sono quei beni di prima necessità tipo tazze con il nome – il mio comunque non c’è mai -, cuscini per dormire in aereo, caramelle di ogni tipo. E i libri.
Qui ho passato uno sguardo più accurato: ‘Mio caro serial killer’ mi sembrava un titolo promettente ma, dopo avere letto la quarta di copertina, non ne ero più certa. Inoltre costava quindici euro, e per non essere carta mi piacesse sono tanti. Ho fotografato la copertina per vedere se poi lo trovavo in ebook. Continue reading “Primo: non comprare libri in autostrada”

“Dove tu metti il punto io metto il punto e virgola”

Siamo di nuovo al cospetto di una frase digitata su google da un lettore che è poi approdato su questo blog.
Immagino che l’interessato cercasse conferme all’uso del punto e virgola: conferme oppure ipotesi di come usarlo.
Vi ricordo che queste frasi, come quella del titolo e le altre di cui mi sono occupata in passato (molti post li trovate raggruppati in questo tag) provengono dalle ricerche su google che i lettori di questo blog effettuano.

Il punto e virgola non è la stessa cosa del punto, questo è ovvio. Quindi “dove tu metti il punto io metto il punto e virgola” non è sempre verità. Può esserlo in alcune situazioni e sarebbe utile scoprire in quali per usarlo di più.
Tempo fa – santo cielo! nel 2009! – Continue reading ““Dove tu metti il punto io metto il punto e virgola””

Quando il sistema ti [com]prende

Ieri, con un post quasi banale sulle letture, ho almanaccato un po’ tra me e me, così da darmi ragione anche in caso di errori.
Pensavo ad autori come De Giovanni, nominato appunto ieri – ma anche altri: si inizia con una casa editrice piccola o media come Fandango, si vende in quantità, ci si fa un nome e le grandi CE ti notano.
Da Fandango a Einaudi, a lasciare un lavoro sicuro in banca, sono solo due passi.
Ma cosa succede dopo? Continue reading “Quando il sistema ti [com]prende”