Elaborazione del lutto: ognuno faccia come vuole

Foto ©Morena Fanti – Cimitero di Sedlec- Praga – Repubblica Ceca

Stamani (poco fa), complice un’attesa in sala d’aspetto (e dove se no?) ho sfogliato tre giornali che non ho mai occasione di vedere: non chiedetemi il nome che non l’ho guardato.
Li ho sfogliati senza leggere ma solo “guardando le figure” finché non sono arrivata a un articolo che raccontava di Lory Del Santo ospite al grande fratello (credo. se sbaglio non offendetevi). Non avrei letto nemmeno questo articolo se non fosse che Lory Del Santo ha subito da poco la morte di un figlio diciannovenne (e so che ha già subito questa tragedia perché un figlio suo e di Eric Clapton morì, credo a cinque anni, cadendo dal 53esimo piano della loro abitazione).
Nell’articolo si parlava (molte persone hanno detto la loro. Io manco sapevo che Lory Del Santo fosse al GF) su questa partecipazione per loro inopportuna.
E pure io, dopo avere letto questo articolo, voglio dire la mia: Continue reading “Elaborazione del lutto: ognuno faccia come vuole”

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Come si vive senza la pagina natalizia

Come sapete quest’anno ho rinunciato al dominio del sito ‘scriveregiocando’ (non cercate il link, che l’ha comprato un buontempone per sfruttare la popolarità e inserire link porno).
Rinunciare al dominio significa rinunciare anche alla pagina natalizia: quando ho deciso ho titubato parecchio. Sapevo che da questa decisione non si tornava indietro e mi sono dibattuta tra avere la pagina e sapere che ormai l’epoca era chiusa. Tutti gli anni diventava più impegnativo lavorarci – sono diventata sfaticata – e ormai forse era obsoleta.
Non lo so. Però così ho scelto.
Il risultato qual è? Continue reading “Come si vive senza la pagina natalizia”

Lo scrittore ha una morale

Credo siamo tutti d’accordo che si scriva non tanto per dare al mondo lezioni di morale quanto per raccontare storie. Queste storie, però, rifletteranno comunque la nostra idea di morale, la nostra idea del buono e del giusto. Idea che potrebbe essere molto personale e anche fuori dagli schemi – non tutti avranno le stesse idee di ‘buono’ e ‘giusto’ suppongo.
L’autore dei testi dovrebbe tenersi al di fuori della ‘morale’ intesa come lezioncina da impartire al volgo: Continue reading “Lo scrittore ha una morale”

Un giorno, sempre – di Giovanni Venturi

 

L’annuncio lo ha dato l’autore nel suo blog: questo nuovo romanzo di Giovanni Venturi Un giorno, sempre è il quarto volume della serie “Le parole confondono”.
A me, da lettrice ma anche da ex autrice, sorprende sentire che un autore ha tanto da dire e scrive tanti volumi sui personaggi che gli stanno a cuore.
Quindi ho chiesto a Venturi e lui così si racconta:

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Le presentazioni dei libri sono importanti

 

Ieri Marco Freccero ha scritto questo post – l’occasione era per noi ghiotta: un anno fa si presentava insieme il nostro romanzo a quattro mani L’ultimo giro di valzer, che poca attenzione riceve da noi in questi mesi – e leggendolo ho ricordato i mesi di scrittura ma anche la storia narrata: Michele, Francesca e Alessandra in quell’intreccio di ricordi e vita.
Perché le presentazioni sono importanti, quindi? Continue reading “Le presentazioni dei libri sono importanti”

La camera della rabbia esiste davvero

Io conoscevo la stanza – o clinica o grotta – del sale, un luogo in cui respirare aria pura e serenità, con indubbi benefici anche per la pelle e l’umore.
La camera della rabbia l’avevo vista in tv ma pensavo fosse una boutade, un esperimento fatto da qualcuno, un’invenzione una tantum.
Ma oggi mi imbatto in una pubblicità in offerta scontata e verifico: il luogo esiste, ce ne sono tanti in diverse città e offrono servizi accurati e personalizzati.
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Hikikomori: anche in Italia un fenomeno preoccupante

La parola Hikikomori è di origine giapponese, paese dove il ‘fenomeno’ è nato, e significa “stare in disparte, isolarsi” e indica il modo di tanti ragazzi di usare la comunicazione digitale per stare fuori dal mondo. Questi ragazzi, che hanno in maggior parte dai 14 ai 30 anni, si chiudono in camera, non studiano e non lavorano, non parlano con nessuno e usano i social come unico strumento per ‘socializzare’. Continue reading “Hikikomori: anche in Italia un fenomeno preoccupante”