Da dove arrivano le storie

Questa √® l’ossessione di chi “vorrebbe scrivere un libro” anche se non ha nessuna idea su ci√≤ che vorrebbe scrivere, proprio come se fosse un obbligo cui √® impossibile sottrarsi.
“Dove trovo la storia perfetta?”, ¬†“Di cosa posso scrivere?”, ¬†“Da dove arrivano le storie per i romanzi?”, sono alcune delle domande che trovo spesso in rete e anche nelle ricerche che portano a questo mio misero blog.
Ora vi racconto una storia, una sola. Ne ho tante ma le tengo per me.
Allora:

Sabato pomeriggio eravamo in giro per una commissione, il clima era bello, non come stamani che pare di nuovo novembre. C’era un bel sole ma non era soffocante, e c’era l’aria leggera come accade di rado in questa zona.
Quindi decidiamo di fermarci in un bar e prendere un aperitivo tanto per ricordarci che dobbiamo godere del momento. Continua a leggere “Da dove arrivano le storie”

Qualche riflessione sulla scrittura di un romanzo

Penso di avere già scritto tanto su questo argomento ma, siccome in questi giorni sto leggendo il nuovo romanzo di Marco Freccero, vorrei condividere con voi alcune riflessioni, alcuni accorgimenti sulla scrittura.


1. munitevi di un calendario dell’anno in questione: se state scrivendo una storia ambientata nel 2005, procuratevi un calendario di quell’anno. Io non avrei problemi perch√© qualsiasi storia iniziassi a scrivere sarebbe ambientata nell’anno in corso, quindi mi basterebbe mettere in salvo una copia del calendario corrente (anche un’agenda va bene).
A cosa mi serve un calendario? Vedo che avete aggrottato le sopracciglia. Continua a leggere “Qualche riflessione sulla scrittura di un romanzo”

Metodologia per la scrittura di un romanzo – quarto

Tourbillons – grand vase – Lalique

Oggi, guardando le statistiche del blog e i post pi√Ļ cercati, mi sono imbattuta in un mio post datato (sembra ieri ma non lo √®) 2015.
La metodologia per la scrittura di un romanzo: be’ mica stavo qui a lucidare i baffi del gatto del vicino.
Qui il primo post, poi il secondo e qui il terzo. Li ho riletti tutti e mi sono detta “perch√© mai non avr√≤ continuato questi [in]utilissimi post?”
Ed eccomi qui.

Stavamo parlando di documentazione: Continua a leggere “Metodologia per la scrittura di un romanzo – quarto”

Errori da evitare quando si scrive un libro

Durante la scrittura di un romanzo – specialmente del primo, ma non √® raro che accada anche in seguito – si attraversano molti processi produttivi, molte fasi di lavorazione, e gli errori sono pi√Ļ fitti delle metafore e delle figure retoriche.
Intanto, gi√† inserire troppe metafore √®, a mio parere, un errore. Ma questa sarebbe solo una caduta di stile. Invece vorrei parlare degli errori di lavorazione, tipo ‘cambiare nome ai personaggi’, ‘cambiargli i connotati’, ‘fare agire un neonato come se fosse un bambino di un anno’, e sono solo alcuni tra i primi che mi vengono in mente. Continua a leggere “Errori da evitare quando si scrive un libro”

“Dove tu metti il punto io metto il punto e virgola”

Siamo di nuovo al cospetto di una frase digitata su google da un lettore che è poi approdato su questo blog.
Immagino che l’interessato cercasse conferme all’uso del punto e virgola: conferme oppure ipotesi di come usarlo.
Vi ricordo che queste frasi, come quella del titolo e le altre di cui mi sono occupata in passato (molti post li trovate raggruppati in questo tag) provengono dalle ricerche su google che i lettori di questo blog effettuano.

Il punto e virgola non √® la stessa cosa del punto, questo √® ovvio. Quindi “dove tu metti il punto io metto il punto e virgola” non √® sempre verit√†. Pu√≤ esserlo in alcune situazioni e sarebbe utile scoprire in quali per usarlo di pi√Ļ.
Tempo fa – santo cielo! nel 2009! – Continua a leggere ““Dove tu metti il punto io metto il punto e virgola””

Che cosa scrivere quando non hai idee

C’√® chi dice che gli accade spesso di mettersi davanti allo schermo e non sapere cosa scrivere. Tanto che dalle ricerche su google vedo che le persone che arrivano su questo blog, sono alla cerca di “storie da scrivere”.
Dimenticando che non basta avere una storia, bisogna anche saperla raccontare. Una storia ha bisogno di una solida struttura, di una voce narrante ben ferma, di uno stile maturo e, se si potesse, pure originale. Inoltre serve una conoscenza approfondita dei vari meccanismi di narrazione, delle tecniche con cui miscelare i tempi della storia, tra flashback e flashforwardanalessi e prolessi per chi parla come mangia, infatti sembrano due verdure al vapore¬†-, figure¬†che servono a sviluppare un buon intreccio nel racconto. Continua a leggere “Che cosa scrivere quando non hai idee”

Il disagio della tecnologia – si parte

Come detto negli ultimi post, questo √® l’argomento del nuovo gioco letterario: Il disagio della tecnologia.
Qualcuno ha obiettato: non saprei cosa scrivere, visto che io nella tecnologia ci sguazzo. Infatti, pure io ci sto benissimo. Il punto non è mai cosa noi proviamo per una situazione, un oggetto, un luogo, ma cosa la società sta facendo di quella situazione, di quella cosa, di quel luogo. Credo sia questo che noi dovremmo raccontare.

Ma abbiamo gi√† parlato troppo: vediamo di metterci in moto ūüôā

Il gioco parte oggi ma qualcuno si è già iscritto:

Carloesse
Cristina Bove
Banaudi Nadia
Luciana Ortu/Sara Talloru
Daniela Giorgini
Stefano Mina
Fausto Marchetti
Subhaga Gaetano Failla
Carlo Bramanti
Malos
Maurizio
Giovanni Venturi
Santo Cerfeda (se ho dimenticato qualcuno, ditelo)
*elenco in aggiornamento, aggiunger√≤ man mano: iscrivetevi nei commenti a questo post. Continua a leggere “Il disagio della tecnologia – si parte”

L’ultima revisione

Investigatore

Possiamo fare dieci, venti, trenta revisioni, ma arriva sempre il momento in cui facciamo “l’ultima revisione”. E come lo capiamo che √® l’ultima?
Ecco. Appunto. Non lo capiamo affatto.
Tempo fa, e credo di poter dire che sia stato un anno e mezzo fa, il mio socio e io abbiamo completato quella che credevamo fosse l’ultima revisione. Eravamo certi di avere eliminato ogni refuso, ogni frase superflua, ogni parola inutile. Avevamo la convinzione di avere sistemato parti carenti e limato quelle ridondanti.
Questo ci dava la certezza che il nostro testo, il romanzo a quattro mani che ci √® costato tanto impegno, fosse perfetto – la perfezione che noi possiamo raggiungere, ovvio – e che fosse “pronto per la stampa”. Continua a leggere “L’ultima revisione”

Come indicare il silenzio nei dialoghi

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Someone To Watch Over Me – Jack Vettriano

Ecco: questa pare una bella domanda*: Come si scrive il silenzio? E siccome un racconto scritto, √® erede delle storie narrate a voce che si portavano in giro nel medioevo, “come si scrive il silenzio” √® un ossimoro potente.
Tra l’altro il silenzio √® componente fondamentale del lavoro di chi scrive – non a caso lo trovate nel titolo di questo blog – ed √® a noi (a me di certo) molto caro. Continua a leggere “Come indicare il silenzio nei dialoghi”

Sviluppo di un racconto in un romanzo

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Come si fa a trasformare un racconto in un romanzo?
Non sempre si pu√≤, si deve valutare. Ci sono racconti che contengono ben altro, e sta a chi scrive scoprirlo, e ci sono racconti che non si possono ‘allungare’ come si fa con il brodo, e anche con il brodo non √® una buonissima idea. La roba allungata si sente, non ha il sapore pieno di quando era definita e corposa. Continua a leggere “Sviluppo di un racconto in un romanzo”

La forma per scrivere un libro

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Quando facciamo una ricerca su google tendiamo ad abbreviare, condensiamo le frasi.
Chi ha digitato “la forma per scrivere un libro” voleva forse intendere la struttura? O voleva intendere lo stile?
Ricordo che questo post fa parte di questo ciclo e deriva dalle frasi con cui gli utenti arrivano a questo blog.

La forma del romanzo pu√≤ essere intesa come il modo che usiamo per narrare: favola o novella ad esempio. I primi romanzi erano d’avventura e sono nati in Spagna.
(avrete notato che per me ‘libro’ √® sinonimo di ‘romanzo’. ma anche se parliamo di un libro di racconti, dovremo comunque dar loro una forma e certe considerazioni sono valide per i due casi).
Ma la forma potrebbe anche essere la struttura: come divido i capitoli? come alterno le varie scene e come faccio parlare i personaggi? Continua a leggere “La forma per scrivere un libro”

I flashback come si scrivono? Tra le virgolette alte o si possono usare anche i trattini?

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Questa frase è stata digitata su google, come le altre che sono inserite in questo gruppo di post.
Seguite questo link e questo e le troverete tutte.

Torniamo ai flashback: ne ho parlato anche qui. Continua a leggere “I flashback come si scrivono? Tra le virgolette alte o si possono usare anche i trattini?”

Scrivere un romanzo passo per passo

Questo titolo ambizioso l’ho scritto prima di partire. L’ho messo nelle bozze perch√© √® una delle frasi che, digitate su google, portano qualcuno su questo blog.
Ero decisa a scrivere questo post, poi ho avuto poco tempo e non l’ho fatto.

Ho ritrovato ora il titolo e mi sono accorta che non so pi√Ļ cosa dovrei scrivere, cosa avevo pensato di scrivere.
Ho di nuovo la testa vuota.
O troppo piena, che è la stessa cosa.

Quindi non scriverò niente, ma il titolo non è male, vero?

Intanto sono a buon punto con la lettura de¬†L’idiota¬†e ieri..

ah, ecco una cosa di cui parlare: Continua a leggere “Scrivere un romanzo passo per passo”

Come iniziare la stesura di un libro

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Il titolo proviene dalle frasi digitate su google e che hanno portato visite a questo blog.
Qui trovate altre frasi e altri ‘consigli’ di scrittura. L’ultimo, tra l’altro, √® Come impostare la stesura di un libro, titolo quasi uguale a questo. Forse tra le due cose non c’√® differenza, per√≤ si pu√≤ sempre aggiungere qualcosa. Vedremo se √® vero, se aggiunger√≤ o mi ripeter√≤.

Come iniziare la stesura di un libro.
Ci sono molte possibili soluzioni, modi di approcciarsi a questo libro che vive nella nostra testa.
Per prima cosa io direi: raccogli il materiale.
Che significa? Continua a leggere “Come iniziare la stesura di un libro”

Come impostare la stesura di un libro

scrivere un libro“Impostare la stesura di un libro” √® una faccenda impegnativa.
Impostare significa gettare le basi, preparare gli ingredienti, metterli in fila affinch√© sia pi√Ļ facile prenderli e usarli, significa pesare le giuste quantit√† e soprattutto significa dare il giusto peso a quella voce “q.b.” che significa molte cose, soprattutto che non beccheremo mai la dose perfetta.
Se pensate di essere capitati in un blog di cucina, vi invito a pensare alle affinit√† esistenti tra la medesima e la letteratura: intanto ambedue sono pratiche artistiche, misteriose e piene di segreti. E poi, cos’√® che tutti cercano quando digitano queste frasi su internet?

Ricordo che queste frasi, come quella del titolo e le altre di cui mi sono occupata in passato (molti post li trovate raggruppati in questo tag) provengono dalle ricerche su google che i lettori di questo blog effettuano.

Chi digita queste frasi cerca la ricetta segreta, quella perfetta, quella sconosciuta a tutti ma che verrà rivelata a lui, per comporre, creare, cucinare un libro.
La ricetta non esiste. Non ne esiste solo una e non √® mai perfetta. Finch√© non l’avremo elaborata e aggiustata sui nostri insuccessi, sui romanzi bruciacchiati, troppo salati, con un sugo sciapo, poco amalgamato e una presentazione banale con le pagine buttate sul vassoio a casaccio.

Finora ho celiato, ma non così tanto come potrebbe sembrare.

La verità è che la stesura di un libro richiede molta cura e pazienza e non esiste davvero la ricetta perfetta.
Ogni libro necessita di un diverso metodo; non esiste il metodo universale. La scrittura non √® un telecomando. Continua a leggere “Come impostare la stesura di un libro”