Il disagio della tecnologia – si parte

Come detto negli ultimi post, questo è l’argomento del nuovo gioco letterario: Il disagio della tecnologia.
Qualcuno ha obiettato: non saprei cosa scrivere, visto che io nella tecnologia ci sguazzo. Infatti, pure io ci sto benissimo. Il punto non è mai cosa noi proviamo per una situazione, un oggetto, un luogo, ma cosa la società sta facendo di quella situazione, di quella cosa, di quel luogo. Credo sia questo che noi dovremmo raccontare.

Ma abbiamo già parlato troppo: vediamo di metterci in moto 🙂

Il gioco parte oggi ma qualcuno si è già iscritto:

Carloesse
Cristina Bove
Banaudi Nadia
Luciana Ortu/Sara Talloru
Daniela Giorgini
Stefano Mina
Fausto Marchetti
Subhaga Gaetano Failla
Carlo Bramanti
Malos
Maurizio
Giovanni Venturi (se ho dimenticato qualcuno, ditelo)
*elenco in aggiornamento, aggiungerò man mano: iscrivetevi nei commenti a questo post. Continua a leggere “Il disagio della tecnologia – si parte” →

Per un gioco di scrittura è meglio un fil rouge

Dopo avere raccolto qualche parere, qui e su Facebook, sul ‘gioco di scrittura‘ di cui ho parlato in questo post, credo di avere capito che molti tra voi preferirebbero avere un argomento comune su cui sviluppare i loro pensieri e, quindi, le loro storie.
La frase da inserire forse darebbe un’ingessatura forzata ai racconti. Inoltre, il fil rouge, offre anche la possibilità di una coerenza narrativa e di sviscerare vari aspetti di una stessa tematica. Ci ho pensato e mi sono convinta che sia vero.
Allora, a questo punto serve l’argomento su cui scrivere.
Io ho una proposta ma sono aperta alla discussione. Quindi, se qualcuno ha idee migliori, si faccia avanti o taccia per sempre 😉

L’argomento che propongo, e che offre moltissime possibilità di sviluppo, è Continua a leggere “Per un gioco di scrittura è meglio un fil rouge” →

L’intervista di Nadia Banaudi a Marco Freccero e Morena Fanti

Vi segnalo una bella intervista a Marco Freccero e a me, sul romanzo a quattro mani che abbiamo scritto. Nadia Banaudi, che ringrazio, con domande intelligenti ha saputo entrare nei segreti della scrittura a quattro mani.
In qualcuno ma non in tutti, ovvio, perché qualcosa lo teniamo per noi. Mica possiamo dirvi tutto.
L’intervista è stata una sorpresa, ma direi che anche il resto ci ha stupiti. L’accoglienza al romanzo L’ultimo giro di valzer ha superato le nostre previsioni, che manco le avevamo fatte. Continua a leggere “L’intervista di Nadia Banaudi a Marco Freccero e Morena Fanti” →

Se i cattivi fanno l’Arte, i buoni ammazzano i vicini

Caravaggio, Cena in Emmaus, 1601. Olio su tela, 141 × 196,2 cm. Londra, National Gallery

Nel post precedente vi ho invitati a visionare l’ultimo video di Marco Freccero (il testo integrale è riportato sotto e, comunque, iscrivetevi al suo canale se volete sentirne delle belle) perché quando l’ho ascoltato ho fatto parecchie riflessioni: molte cose che già avevo assimilato e altre che stavano sottotraccia nei miei pensieri. Insomma, ho rifatto pensieri miei ma ho trovato la comodità di ascoltarli da una voce esterna.
Magari sarà lo stesso anche per voi.
Vediamo: cosa dice Freccero?

Ci sono uomini malvagi, brutti e sporchi che amano l’arte, e cioè la Bellezza. Continua a leggere “Se i cattivi fanno l’Arte, i buoni ammazzano i vicini” →

Sono i cattivi a fare l’arte, non i buoni – video di Marco Freccero

 

Vi ho già consigliato in passato di iscrivervi al canale video di Marco Freccero ma so che non tutti avete seguito il mio consiglio e quindi oggi vi mostro direttamente l’ultimo suo video.

Perché lo mostro e vorrei che lo ascoltaste con attenzione? Continua a leggere “Sono i cattivi a fare l’arte, non i buoni – video di Marco Freccero” →

L’ultimo giro di valzer – pag. 97

“Tre

Ho bisogno di fermarmi da qualche parte e prendere un caffè decente. Per fortuna è venerdì. È stata una settimana infernale, con le paturnie di Malaspina e le sue strategie. Anche stamattina, quella riunione folle, con lui che blaterava sui costi che deve sostenere e sugli ordini esigui che portiamo a casa. Voglio un caffè vero e qualcosa di caldo da mangiare. Un posto tranquillo, come a volte riescono a esserlo i bar di pomeriggio, quando sembra che nessuno veda l’insegna e la porta d’ingresso.
Parcheggio accanto a una Smart nera piena di sporte e oggetti alla rinfusa; il sedile del guidatore è quasi ostruito. Il bar ha due vetrine e una fila di sgabelli che guardano la strada. Entro, mi avvicino al bancone, e da dietro la macchinetta del caffè sbuca una ragazza.
«Quei due tramezzini con il cotto. Me li può scaldare? E un caffè».
Mi siedo davanti alla vetrina: lo sguardo va alla concessionaria di automobili giapponesi che è di fronte. Sono sempre stati degli ottimi clienti, eppure li ho messi nella lista. Prendo le carte dalla borsa e controllo. Di fianco al nome, ho scritto degli appunti: proporre un banner a metà pagina per un anno, scontato del 45%. Ma non è proporre il banner, il motivo per cui li ho messi in lista; voglio entrare nel posto dove ho incontrato Michele per la prima volta, rivivere le sensazioni provate quel giorno. Continua a leggere “L’ultimo giro di valzer – pag. 97” →

Come realizzare il cartaceo del vostro ebook – due

Quindi, come ho scritto nel primo post, abbiamo fatto tutto e ci siamo messi in attesa.
La mail con l’indicazione degli errori fatti non tarderà ad arrivare: di questo potete stare certi. E infatti, a noi è arrivata dopo due giorni.

Avevo sbagliato a indicare il formato (voi non potete sbagliare perché vi ho già indicato cosa mettere: A5)

  • La copertina aveva le scritte (o ‘elementi’, così hanno scritto) troppo vicino al margine
  • Il pdf presentava errori nell’indice

 

Poche cose eh? In pratica non c’era niente che andasse. Continua a leggere “Come realizzare il cartaceo del vostro ebook – due” →