Conoscenze di libri

Martedì ho incontrato una ragazza, dottoranda in Antropologia economica presso l’Università di Leida con una ricerca sull’Rc auto in Italia. Mi ha contattata dopo avere letto il mio Orfana di mia figlia, dove non ci sono tante notizie in tal senso: infatti voleva farmi qualche domanda di persona.
Abbiamo poi finito per parlare di tutto Рe io mi scuso di nuovo con lei per avere usato qualche parolaccia nel mio esporre le idee Рed ̬ stata una bella conversazione, rilassata e sincera.
So da sempre che il mio libro non è una lettura facile e spesso mi pongo problemi nel parlarne. Di certo, se non con espressa richiesta, lo consiglio e lo propongo. Continue reading “Conoscenze di libri”

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Salone del libro a Torino: importante per gli addetti

Devo dire una cosa impopolare: il Salone del libro a Torino per me conta poco.
E penso che non abbia tanta importanza se non per gli addetti del settore, cioè gli editori, chi lavora con loro e scrittori che abbiano in programma presentazioni di libri.
Io ci andai quando dovevo parlare con un editore per il mio libro Orfana di mia figlia (e per portare a casa il catalogo con il mio nome, che conservo tuttora: eh be’) e un anno – tempo prima – in cui abbiamo presentato un libro di racconti scritti da noi blogger spinderiani.
E un altro anno ancora, in cui incontrai qualche amico. Continue reading “Salone del libro a Torino: importante per gli addetti”

Il dolore trova spazio nella creatività

Un po’ l’ho sempre pensato: i dolori, i traumi, ma anche il dolore della vita, la tristezza della consapevolezza di ciò che siamo, portano in sé, nella loro possibilità di uscita, la creatività.
Di base, però, deve già essere presente un seme di questa creatività: dal nulla nasce solo il nulla. Continue reading “Il dolore trova spazio nella creatività”

Una storia che non vedrà la luce

Nel 2001 (duemilauno) avevo in mente ‘sta storia dove c’è una lei che sta in un appartamento, succedono delle cose e, ve la faccio breve, viene trovata morta e già anche un po’ fredda. Mentre scrivevo successe un casino che ora non vi sto a raccontare ma che, se sfogliate il blog, scoprirete da soli.
Quindi smetto di scrivere questo ipotetico romanzo e, dopo pochi mesi, mi dedico alla scrittura di Orfana di mia figlia. Passano gli anni, scrivo parecchie cose, tra cui un romanzo mio La centesima finestra e un romanzo a quattro mani L’ultimo giro di valzer. Negli anni – e già ne sono passati diciassette – ogni tanto (spesso) ripenso a quella storia. I file ora hanno la data di aprile 2009 – una delle prime volte in cui ho rimesso mano alla faccenda e ho dato l’impostazione che ha ora – e stanno sempre nella cartella ‘romanzo marianna’ creata all’inizio. Continue reading “Una storia che non vedrà la luce”

Scrittori emergenti

Sono iscritta, non a mia insaputa ma non di mia volontà, a un gruppo facebook ‘scrittori e scrittrici emergenti’. Non ho tolto l’iscrizione perché non mi dà fastidio: non lo vedo quasi mai. Due giorni fa, però, mi è comparso un post nella home:

Aiuto, ho scritto un libro, ho inviato il manoscritto ad almeno 20 CE no EAP, alcune hanno già proposto il contratto, altre non hanno ancora risposto, mentre la maggior parte hanno detto che non posdono pubblicarlo a causa dei refusi e cose non chiare, attualmente é in revisione da un mio amico che sta correggendo qualche cosa che mi é sfuggita rileggendolo, errori di battitura o qualcosa a livello di grammatica, ma oltre a quello proprio non so che fare, le mie tasche non permettono di ingaggiare un editor, avete consigli oppure qualcuno disposto ad aiutarmi, magari inserisco nel libro che ha collaborato. Non so.

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Facebook ci perseguita oltre la vita

In Thailandia, nell’ultimo albergo, avevo una connessione a singhiozzo: vedevo i titoli di articoli interessanti ma non riuscivo ad aprire i link per leggerli. L’unico che si è aperto subito è stato l’articolo sulla mamma che scriveva usando l’account di Facebook del figlio morto la scorsa estate. Postava a nome del figlio, usando la sua pagina. I risvolti delle ‘leggi’ di Facebook non mi interessano: si può, non si può, cosa dice la legge, non sono questioni sulle quali mi voglio soffermare.
La signora ha anche ‘discusso’ la tesi del figlio, pare su invito dei docenti. E questa è una cosa che ho fatto pure io: non ho discusso la tesi, perché mi dissero che non si poteva e poi mica la volevo discutere. Ho presenziato – piangendo tutto il tempo e anche dopo – e mi hanno mandato a casa un Attestato di Benemerenza che odio e che ho gettato in fondo all’armadio.
Quindi, le fai anche tu le fesserie, vero? Certo. Come no. Continue reading “Facebook ci perseguita oltre la vita”

La Storia – di Roberto Barbato

È una storia che ogni anno ritorna, che sembra sempre uguale; eppure io sento che cambia – che “mi cambia” – e si modifica, e si fa nuova ad ogni ritorno.
Come le foglie che sull’albero ritornano, e paiono sempre uguali, ma non son mica più quelle dell’anno prima! O l’acqua dentro un fiume, che sembra stare lì da sempre a compiere gli stessi ghirigori; ed invece si divide e frammenta e scorre e muta proprio sotto il nostro naso. Cose, insomma, delle quali neppure ci accorgiamo.
E così io penso al Natale. In sé non è altro che la ricorrenza di un compleanno, un tradizionale appuntamento che sta a ricordare la nascita di un uomo in un luogo sperduto dell’immenso impero romano. Credere che vi sia un di più, il ‘sentire’ cosa vi sia da festeggiare; ognuno di noi lo può percepire dentro di sé, in base a proprie convinzioni, se lo desidera. Continue reading “La Storia – di Roberto Barbato”