Pagina Natalizia 2017

Nata sottotono ma arrivata in fondo con tanti interventi: questa in sintesi la storia della pagina natalizia di quest’anno.
Iniziata con un “Questa pagina non s’ha da fare”, subito cambiato in “Certo che la faremo!”, questa pagina è dedicata, come già sapete, ad Arthur, il nostro amico di blog, il vicino di casa virtuale che è arrivato a soccorrere tutti noi almeno una volta: con una foto, una pacca sulle spalle, una risata, e una copertina.
A tutti noi, Arthur ha regalato sorrisi e amicizia. A Scriveregiocando – e quindi sempre a noi – ha regalato tante belle immagini, le testate della copertina e il magazine bello, colorato, avvincente. Un Magazine (qui li trovate tutti) che so che vi è stato caro – la bellezza è sempre un grande regalo – e che vi ha accompagnato durante le festività degli ultimi anni. Continue reading “Pagina Natalizia 2017”

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Disagi 2.0 potrebbe essere un testo scolastico

Qualche giorno fa – non farò nomi né di persone né di luoghi – una persona mi ha raccontato questo fatto che mi riempie di orgoglio e soddisfazione:
Una ragazza, una studentessa e una sportiva, si è sentita oltraggiata per qualcosa e ha scritto dei commenti in rete rivolti alle ragazze di un’altra squadra, i commenti sono stati divulgati (un video o altro) ed è nato un putiferio.
L’insegnante ha letto alcuni racconti del nostro “Disagi 2.0” e ha pensato di tenere alcune lezioni specifiche sull’uso dei social, usando i nostri racconti come spunto di discussione in classe. Continue reading “Disagi 2.0 potrebbe essere un testo scolastico”

L’estetica della pagina scritta

[Paul Gauguin, Nafea Faa Ipoipo (Quando ti sposi?, ndr), 1892]

Da quando ho iniziato il mio percorso di scrittura ho modificato tante cose: sarebbe bello dire in meglio, ma questo non posso dirmelo da sola.
Ho tentato di correggere errori e modi sbagliati di fare le cose, ho sistemato qualche accento (non quello su ‘perché’ che l’ho sempre gestito bene), ho migliorato la punteggiatura. Continue reading “L’estetica della pagina scritta”

Dedicato ad Arthur

Qualche giorno fa ho saputo che Arthur, quello che tutti voi conoscete e che per anni ci ha regalato un Magazine natalizio meraviglioso, è morto. Vorrei dire “ci ha lasciati” ma non è vero: lui non ci ha lasciati perché non se ne è andato di sua volontà. Quando l’ho saputo, a caldo, sotto choc, ho scritto su Facebook “ci ha lasciati per sempre”, ma non sono espressioni che mi garbano.
Però lo devo dire pure a voi che non frequentate Facebook e che Arthur lo avete conosciuto e stimato tramite il suo meraviglioso lavoro con le immagini.
Io non l’ho mai visto ma l’ho sentito parecchie volte al telefono, soprattutto nel periodo settembre/dicembre, e ogni volta erano belle chiacchierate e tante risate.
Io gli dicevo che un giorno avrei abitato in Spagna e lui mi diceva che sarebbe andato in Sicilia, poi scherzavamo un po’ e alla fine lui diceva che forse potevamo fare una bella comunità di italiani, là in Spagna. Continue reading “Dedicato ad Arthur”

Sto rivalutando il diario

Tempo fa scrissi questo post sull’inutilità (per me) di avere un diario.
Nell’ultimo periodo, però, mi incuriosisce rileggere alcuni ‘vecchi’ post, qui nel blog. Mi ricordo i pensieri di allora e rileggo i vostri commenti, e scopro che tutto questo mi piace.
Allora mi sono detta che forse non mi piace l’idea del diario privato. Perché in fondo, cos’è il blog, se non una sorta di diario pubblico? Continue reading “Sto rivalutando il diario”

La società (purtroppo) siamo noi

Volevo scrivere un post ameno sulla scrittura a quattro mani. Volevo divertirmi perché mi sent(iv)o bene: l’uscita del romanzo mi rende felice.
Però.
Devo scrivere di altro perché sono disgustata. L’ho già detto in passato: a me questa società preoccupa molto. E principalmente, della società mi preoccupa la sua cellula più piccola e, paradossalmente, più importante, quella da cui parte tutto: la famiglia.
Ieri ho sentito – ma non ascoltato del tutto causa rigurgito di pranzo – una notizia, l’ennesima della serie; Continue reading “La società (purtroppo) siamo noi”

Romanzo erotico? Uno dei più difficili da scrivere

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Stephanie Seymour. Vogue, 1995. Photo: Helmut Newton

Qualche giorno fa, su facebook, mi sono imbattuta in queste frasi:

Buongiorno a tutti! Ecco un estratto del mio romanzo erotico!
Dal romanzo erotico Maya o Bocca Di Rosa
“Dai baci passammo alle carezze, io non stavo letteralmente più nella pelle. Avevo voglia di lui, di averlo, di baciarlo, toccarlo, leccarlo, amarlo. Ci toccammo entrambi con un’intensità crescente. Le nostre mani correvano sui corpi nudi e un poco sudati per l’eccitazione e il calore sprigionato.”

Naturalmente – curiosità di lettrice e anche cultrice della parola scritta – ho cliccato sul link per approfondire l’argomento (della difficoltà di scrivere erotismo ne parlai già qui) e ho trovato altre frasi: Continue reading “Romanzo erotico? Uno dei più difficili da scrivere”