Lo scrittore ha una morale

Credo siamo tutti d’accordo che si scriva non tanto per dare al mondo lezioni di morale quanto per raccontare storie. Queste storie, però, rifletteranno comunque la nostra idea di morale, la nostra idea del buono e del giusto. Idea che potrebbe essere molto personale e anche fuori dagli schemi – non tutti avranno le stesse idee di ‘buono’ e ‘giusto’ suppongo.
L’autore dei testi dovrebbe tenersi al di fuori della ‘morale’ intesa come lezioncina da impartire al volgo: Continue reading “Lo scrittore ha una morale”

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La camera della rabbia esiste davvero

Io conoscevo la stanza – o clinica o grotta – del sale, un luogo in cui respirare aria pura e serenità, con indubbi benefici anche per la pelle e l’umore.
La camera della rabbia l’avevo vista in tv ma pensavo fosse una boutade, un esperimento fatto da qualcuno, un’invenzione una tantum.
Ma oggi mi imbatto in una pubblicità in offerta scontata e verifico: il luogo esiste, ce ne sono tanti in diverse città e offrono servizi accurati e personalizzati.
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Hikikomori: anche in Italia un fenomeno preoccupante

La parola Hikikomori è di origine giapponese, paese dove il ‘fenomeno’ è nato, e significa “stare in disparte, isolarsi” e indica il modo di tanti ragazzi di usare la comunicazione digitale per stare fuori dal mondo. Questi ragazzi, che hanno in maggior parte dai 14 ai 30 anni, si chiudono in camera, non studiano e non lavorano, non parlano con nessuno e usano i social come unico strumento per ‘socializzare’. Continue reading “Hikikomori: anche in Italia un fenomeno preoccupante”

Autopubblicare: a cosa serve?

Lo so cosa state pensando: che domanda stupida; ancora a parlare di ‘ste cose che non interessano a nessuno.
Infatti è vero: a nessuno interessa se noi – io ormai sono fuori dal gioco ma mi garba usare il plurale maiestatis: mi sento il mago Otelma della situazione 😉 – pubblichiamo un nostro testo e per di più lo facciamo in self, da bravi autori indie che il mondo non si fila.
Quindi hai fatto una domanda retorica, vero?
Non esattamente. Continue reading “Autopubblicare: a cosa serve?”

Scrivere o bubbole?

Poco fa leggevo questo post di Giovanni Venturi, in cui lui si interroga su varie questioni, davvero tante per un unico post: Giovanni io ci facevo una settimana con tutti questi argomenti, anzi, con i miei ritmi ci facevo un mese.
Rispondo a qualche sua domanda, così a sentimento. Non pianifico e vado: Continue reading “Scrivere o bubbole?”

Diritto d’autore anche quando sei Nessuno

Anni fa trovai sul blog di un tizio, per caso, una mia “poesia” che, anche se non è vera poesia era tutta farina del mio sacco. Orbene, voi direte, è una bella cosa, no? I tuoi testi piacciono, il tuo nome gira e i lettori ti possono conoscere.
Invece no: il tizio non aveva messo alcun nome e spacciava le mie parole come sue, facendosi bello agli occhi delle lettrici – lo sapete che gli autori maschi, specie quelli che ci ‘marciano’, hanno un nutrito pubblico femminile, sia se pubblicano libri sia se scrivono versi sul web – che gli dicevano che animo bello e sensibile lui avesse.
Dire che mi salì la rabbia e lo sconforto è dire poco: era la prima volta che mi capitava e mi sono sentita derubata anche se non mi avevano rubato nulla se non delle parole, dirà qualcuno che non scrive. Continue reading “Diritto d’autore anche quando sei Nessuno”

Cosa cerchiamo in un libro

La lettura è una faccenda molto personale: non solo perché, di solito, si pratica in solitudine, soprattutto perché ognuno di noi, anche se non lo sa, sta cercando qualcosa e ottiene soddisfazione solo dalle storie che gli sono simili o che sono simili all’idea di storia che lui ha.
Perfino i grandi classici, quelli conclamati, non ottengono il 100% dei pareri positivi. Continue reading “Cosa cerchiamo in un libro”