Il disagio della tecnologia – indice del pdf

Chi non sa cosa sia “Il disagio della tecnologia”, il gioco letterario che ha impegnato gli amici di questo blog per un mese e mezzo – per fortuna prima di questo caldo atroce – può seguire questo link e e il relativo tag per leggersi tutti i racconti.
Ho promesso che realizzerò un pdf liberamente scaricabile – che spero sarà pronto in autunno -, con tutti i racconti.
Oggi vi anticipo l’indice del suddetto, e cioè l’elenco dei racconti con relativi nomi degli autori: Continue reading “Il disagio della tecnologia – indice del pdf”

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C’era aria di festa – ricordando il due agosto

Ha gli occhi pieni di polvere, gli bruciano. Dietro il suono basso che occupa le sue orecchie, sente delle grida, delle sirene, e su tutto aleggia un odore che non riesce a definire. Si trascina sino al muro, appoggia la schiena, si gira e guarda. Il vento dirada la polvere e il fumo; si osserva le mani sporche di sangue, le schegge di vetro conficcate nelle palme. I calzoni sono lacerati, ha perso una scarpa. Vede passare della gente, poi un’ambulanza; cerca di gridare ma non gli esce niente dalla gola. Allora scatta in avanti e si sveglia, nel letto di casa; quelle immagini distanti per un po’ si sovrappongono al buio della stanza. Infine si dissolvono. La moglie sobbalza, accende la luce, tutto quel passato svanisce. Lei non dice niente. Gli passa una mano sulla schiena e aspetta.
Lui continua a guardare il muro di fronte, quello con il quadro di Venezia al tramonto, e dice solo: – È passato.
Dopo 37 anni, sonniferi e tranquillanti, e una vita ricostruita lontano da Bologna, non riesce a liberarsene. Si passa la lingua sulle labbra e dice: – Scendo. Continue reading “C’era aria di festa – ricordando il due agosto”

Il disagio della tecnologia – primi abbinamenti

Com’è andato questo nostro gioco letterario?
A mio parere, molto bene: qualità ottima dei testi, argomento ben sviscerato e armonia tra i partecipanti. Cos’altro desiderare?
Io mi dichiaro molto soddisfatta e vi ringrazio tutti di nuovo.
Mi scuso per la mia poca presenza nell’ultima settimana, ma la Spagna mi chiamava 😉

Faccio il punto della situazione:
Carlo Sirotti è l’autore di Stronzo, come indicato da Gaetano, da Fausto e non ricordo da chi. Stronzo è un bel racconto, e l’argomento è quello che mi attirava da subito. Tra l’altro, Carlo si è lasciato suggestionare dall’immagine che avevo usato nel post di presentazione ed è partito proprio da lì, per descrivere i sentimenti del suo protagonista, che non è l’autore dei fatti ma che, agli occhi di Valentina, e anche dei nostri, appare uno ‘stronzo’ vero. Continue reading “Il disagio della tecnologia – primi abbinamenti”

Il disagio della tecnologia – toto autore

Ieri è terminata la pubblicazione dei racconti del “disagio della tecnologia”.
I racconti sono stati pubblicati in forma anonima (lo dico per chi arriva qui ora) e si è deciso di lasciare qualche giorno di tempo ai partecipanti per fare un gioco nel gioco, e cioè l’indovina autore.

I titoli dei racconti (linkati così potete rileggerveli) sono questi:. Continue reading “Il disagio della tecnologia – toto autore”

Speriamo sia solo una bufala – sedicesimo racconto

Era stata una buona giornata.
L’ingegner Carlo Urbani si diresse fischiettando verso il mercato. Aveva fatto un buon lavoro: il rubinetto di ottone che aveva montato nel lavello della signora Rossi faceva una splendida figura e si intonava perfettamente con i mobili retrò della sua cucina. Certo, se fosse stato in plastivetro sarebbe andato molto meglio, ma per quello ci sarebbe stato bisogno del suo computer e della sua stampante 3D che da circa due anni stavano a prendere polvere in un angolo del suo laboratorio; avrebbe potuto liberarsene, come avevano fatto in tanti, ma sentiva una certa ritrosia a sbarazzarsi di cose che avevano fatto parte della sua vita.
Non che l’attuale stato di cose gli dispiacesse, tutt’altro: sporcarsi le mani per aggiustare ciò che era rotto e farlo tornare nuovo e funzionante era stato in passato un piacevole hobby, e ora che era diventato il suo nuovo lavoro si sentiva molto più soddisfatto di quando passava le giornate a guardare un monitor, prima di tornarsene a casa a fare la stessa cosa. E guadagnava bene anche: oggi per esempio aveva strappato alla signora Rossi, che aveva un negozio di alimentari, la promessa di una fornitura giornaliera di pane fresco per otto mesi. Dato che alla sua famiglia il cibo non mancava, avrebbe probabilmente barattato quella promessa con qualcosa di più utile – stava pensando ad una nuova macchina per cucire per Franca, la sua compagna – e la consapevolezza di poterselo permettere gli dava una calda sensazione di sicurezza. Continue reading “Speriamo sia solo una bufala – sedicesimo racconto”

G.A.I.A. – quindicesimo racconto

25 febbraio 2075
Mi hanno convinto. Dicono che ormai lo utilizza il 99% della popolazione mondiale e che non potevo rimanere solo io ancora sprovvisto di questo meraviglioso programma. Si chiama G.A.I.A. – Gestione Appartamento Interamente Automatica – ed è un software che sostituisce donna delle pulizie, cameriera, maggiordomo, idraulico, elettricista e chi più ne ha, più ne metta. Si collega a tutti gli apparecchi di casa, dalla caldaia al frigorifero, al televisore e gestisce ogni cosa al momento giusto.
Quando l’abitante della casa è al lavoro, attiva lavatrice, aspirapolvere, lavavetri e, prima del rientro, microonde o forno per preparare il pranzo e la cena. Se si rompe qualcosa, chiama direttamente l’assistenza e ordina quello che manca, dai prodotti per la pulizia agli alimenti.
Come spiegano negli spot pubblicitari, ora che le relazioni interpersonali sono ridotte al minimo, per un single come me serve proprio un aiuto come questo.
Il pacchetto acquistato online è arrivato a casa in giornata e non serviva nemmeno un tecnico. Ho soltanto appeso la scatola al muro, accanto alla porta d’ingresso e ho schiacciato l’interruttore. Nel giro di cinque minuti, tutto era già stato collegato. Sono proprio curioso di vedere come funziona. Continue reading “G.A.I.A. – quindicesimo racconto”

Chicca2004 – quattordicesimo racconto

Mirko99 aveva scritto: l’avviso era comparso sul display. Francesca – su Instagram Chicca2004: l’immagine del suo viso, di lato, truccato come per una serata in discoteca e le labbra atteggiate al broncio, aveva attirato 782 follower in due mesi – mise la mano che conteneva il telefono sotto il tavolo, sbirciò di lato e lesse: ti voglio vedere.
Posò il telefono sotto al sedere, prese la forchetta, infilzò gli ultimi tre pezzi di pollo e guardò la madre; lei controllò il piatto e fece un cenno; il padre non si accorse di nulla. Francesca prese lo smartphone, l’ultimo modello della mela, e andò in camera. Si buttò sul letto e iniziò a digitare senza guardare i tasti.
Le frasi le uscivano senza pensarle e, tra “anch’io”, “quando” e “prestissimo”, e poi “domani”, i pollici saettavano convulsi.
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