Il ‘solito’ bilancio di fine anno

Ho (per un attimo) pensato di non farlo nemmeno ‘sto bilancio.
In fondo a chi serve?
Poi ho pensato: perché privare il mondo del mio parere su questo 2018 ambiguo e poco piacevole? Se ripensiamo all’anno che sta finendo ci vengono in mente solo le cose negative, quelle balorde, le notizie nefaste.
Questo è naturale: principalmente queste ci vengono raccontate. Giustamente.
Avete per caso mai letto un romanzo dove accadono solo beltà, dove tutto è rose e fiori e miele sul pane del mattino? No. Continue reading “Il ‘solito’ bilancio di fine anno”

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Stiamo per salutare il 2018

Quest’anno, forse perché non mi sono occupata della pagina natalizia di scriveregiocando, non sento molto l’avvicinarsi del Natale, ma vedo più vicina la fine dell’anno.
Non starò a ripetermi dicendo che è stato un anno pesante – da che ho memoria, e sono davvero tanti anni, non ricordo anni ‘leggeri’ – ma dirò solo che è stato un anno faticoso (qualcosa devo pur dire, no?).
Non parlo di cose personali, che ognuno di noi ha le sue, ma di atmosfera generale, di clima sociale, di guazzabuglio mondiale. Gli eventi che sono in cronaca tutti i giorni mi angustiano, mi preoccupano molto. Dire che siamo diventati una società di schifo rende l’idea solo alla lontana. Come dice il buon Stephen: perché dire una parola che è solo cugina di quella che hai in mente?
Per educazione, Steve. Per pura educazione. Altrimenti direi ben altro. Continue reading “Stiamo per salutare il 2018”

Elaborazione del lutto: ognuno faccia come vuole

Foto ©Morena Fanti – Cimitero di Sedlec- Praga – Repubblica Ceca

Stamani (poco fa), complice un’attesa in sala d’aspetto (e dove se no?) ho sfogliato tre giornali che non ho mai occasione di vedere: non chiedetemi il nome che non l’ho guardato.
Li ho sfogliati senza leggere ma solo “guardando le figure” finché non sono arrivata a un articolo che raccontava di Lory Del Santo ospite al grande fratello (credo. se sbaglio non offendetevi). Non avrei letto nemmeno questo articolo se non fosse che Lory Del Santo ha subito da poco la morte di un figlio diciannovenne (e so che ha già subito questa tragedia perché un figlio suo e di Eric Clapton morì, credo a cinque anni, cadendo dal 53esimo piano della loro abitazione).
Nell’articolo si parlava (molte persone hanno detto la loro. Io manco sapevo che Lory Del Santo fosse al GF) su questa partecipazione per loro inopportuna.
E pure io, dopo avere letto questo articolo, voglio dire la mia: Continue reading “Elaborazione del lutto: ognuno faccia come vuole”

Come si vive senza la pagina natalizia

Come sapete quest’anno ho rinunciato al dominio del sito ‘scriveregiocando’ (non cercate il link, che l’ha comprato un buontempone per sfruttare la popolarità e inserire link porno).
Rinunciare al dominio significa rinunciare anche alla pagina natalizia: quando ho deciso ho titubato parecchio. Sapevo che da questa decisione non si tornava indietro e mi sono dibattuta tra avere la pagina e sapere che ormai l’epoca era chiusa. Tutti gli anni diventava più impegnativo lavorarci – sono diventata sfaticata – e ormai forse era obsoleta.
Non lo so. Però così ho scelto.
Il risultato qual è? Continue reading “Come si vive senza la pagina natalizia”

La camera della rabbia esiste davvero

Io conoscevo la stanza – o clinica o grotta – del sale, un luogo in cui respirare aria pura e serenità, con indubbi benefici anche per la pelle e l’umore.
La camera della rabbia l’avevo vista in tv ma pensavo fosse una boutade, un esperimento fatto da qualcuno, un’invenzione una tantum.
Ma oggi mi imbatto in una pubblicità in offerta scontata e verifico: il luogo esiste, ce ne sono tanti in diverse città e offrono servizi accurati e personalizzati.
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Hikikomori: anche in Italia un fenomeno preoccupante

La parola Hikikomori è di origine giapponese, paese dove il ‘fenomeno’ è nato, e significa “stare in disparte, isolarsi” e indica il modo di tanti ragazzi di usare la comunicazione digitale per stare fuori dal mondo. Questi ragazzi, che hanno in maggior parte dai 14 ai 30 anni, si chiudono in camera, non studiano e non lavorano, non parlano con nessuno e usano i social come unico strumento per ‘socializzare’. Continue reading “Hikikomori: anche in Italia un fenomeno preoccupante”

Autopubblicare: a cosa serve?

Lo so cosa state pensando: che domanda stupida; ancora a parlare di ‘ste cose che non interessano a nessuno.
Infatti è vero: a nessuno interessa se noi – io ormai sono fuori dal gioco ma mi garba usare il plurale maiestatis: mi sento il mago Otelma della situazione 😉 – pubblichiamo un nostro testo e per di più lo facciamo in self, da bravi autori indie che il mondo non si fila.
Quindi hai fatto una domanda retorica, vero?
Non esattamente. Continue reading “Autopubblicare: a cosa serve?”