Notizie da casa mia – non è proprio fame è più voglia di qualcosa di buono

Dopo l’assalto ai supermercati, le notizie sono che manca il lievito di birra – ma anche uova, farina e zucchero -, e infatti sui social vedi solo foto di pane fatto in casa, di pizze, focacce e dolci. Ci siamo scoperti essere un popolo di navigatori e poeti che sanno anche cucinare.
Come mai la corsa alla cucina? La ‘noia’ da reclusione genera comportamenti insoliti e ognuno di noi dà fondo alle risorse personali. E anche ai bisogni. E cosa c’è di più primario del cibo? Continua a leggere “Notizie da casa mia – non è proprio fame è più voglia di qualcosa di buono” →

Notizie da casa mia – il tempo ritrovato

Bisogna trovare i lati positivi anche nelle cose negative: cosa risaputa.
Quando è iniziato questo isolamento forzato mi sono detta: cerchiamo di trovare cose belle da fare, cose che gratifichino l’anima, cose che ti facciano sentire meno triste. Se sapessi dipingere affrescherei i soffitti di casa ma non sono Michelangelo e sono subito scesa più in basso.
Magari farò una collana e qualche orecchino mi sono detta. Inoltre ho tante cose arretrate che aspettano, e ho aperto sconsolata l’anta dell’armadio, quella in cui tengo panni da stirare, cose da rammendare, progetti da attuare, ho fissato quel paio di calzini che attendeva da una settimana, gli ho puntato il dito e ho detto: mi sa che sia arrivata la tua ora. Continua a leggere “Notizie da casa mia – il tempo ritrovato” →

Notizie da casa mia – sconfiggere l’abbrutimento

Il pericolo della reclusione forzata, del non uscire di casa, è ‘ridursi come bruti’, dimenticarsi l’igiene personale – concentrati sul lavaggio delle mani potrebbe accadere pure questo -, non cambiarsi gli abiti, addirittura non indossarli e vivere in pigiama.
Che problema c’è? Tanto non devo uscire, non mi reco al lavoro, non vado in giro per lo shopping, non mi trovo con gli amici. Infatti: perché non posso restare in pigiama per venti giorni? Perché pettinarmi, mettermi forse lo smalto alle unghie,  perché mettere una crema idratante, perché tagliarmi le unghie?
Per mantenere il rispetto di sè.

Ecco, questo post sarebbe già finito. Continua a leggere “Notizie da casa mia – sconfiggere l’abbrutimento” →

Tre parole per il 2020

Ho visto in giro – vado a mente e quindi non sarò precisa – una sorta di gioco che recita “le mie tre parole per il 2020”.
Subito me ne è venuta in mente una – che sto usando dagli ultimi mesi del 2019 -, ed è “adattabilità“: a volte siamo rigidi nelle nostre convinzioni e abitudini e non diamo spazio al nuovo, cosa che ci potrebbe essere richiesta dalle circostanze più o meno belle che la vita ci propina. Negli ultimi mesi mi sono adattata a nuovi comportamenti e nuovi ruoli e credo che dovrò adattarmi ancora in futuro. Inutile dire “prima era così”; se ora è “cosà” si deve trovare il modo di affrontare le cose. Continua a leggere “Tre parole per il 2020” →

Buon 2020

Questo post sarebbe stato opportuno ieri ma, come spesso mi accade, non ho trovato il tempo. Anche se sapete che “il tempo” esiste solo nella nostra mente; meglio dire che non ho trovato l’occasione e la mente sgombra. Per scrivere servono calma e un po’ di concentrazione.
Ma ora questo non ci interessa. Continua a leggere “Buon 2020” →

Problemi a fare le cose? Usa la tecnica del pomodoro

La gestione del tempo è la malattia di questo millennio: ci angosciamo tra mille cose da fare e non ne facciamo nemmeno la metà. Eppure ogni giornata che abbiamo a disposizione conta 86.400 ben secondi e se credete siano pochi provate a trascorrerne 30 nella posizione del plank.
Che succede al nostro tempo? perché ci sfugge senza portarci a nessun risultato? Continua a leggere “Problemi a fare le cose? Usa la tecnica del pomodoro” →

E poi arrivò Last al limone

La pubblicità ai nuovi prodotti ci abitua a consumare: i prodotti ‘vecchi’ non servono, avanti il nuovo prodotto!
All’inizio c’erano i detersivi per piatti generici, ognuno con un suo profumo, e poi arrivò il detersivo Last al limone. Il limone piacque e le vendite degli altri rallentarono. Allora le ditte concorrenti inserirono il limone – cioè il suo profumo – nei loro preparati sciogligrasso. Così tutti ebbero il detersivo al limone e nessuno si differenziava dalla concorrenza: come dire “non importa la marca ma il profumo”. Continua a leggere “E poi arrivò Last al limone” →

L’ordine esterno aiuta la mente

Qualche giorno fa un amico che è stato da poco in Giappone mi raccontava cosa aveva visto e sentito a proposito di abitazioni: a Tokyo gli appartamenti costano molto e quindi tante famiglie si trovano a vivere, in quattro, in appartamenti di trentasette metri quadri. A noi sembra impossibile. Ci guardiamo attorno nelle nostre case che, anche se non sono enormi, sono lontane da quei 37 metri quadri e ci chiediamo come sarebbe possibile infilare tutte le nostre cose in quegli appartamenti.
Apriamo i nostri armadi e osserviamo le moltitudini di ‘cose’ stipate al loro interno – e non parlo solo di abiti. Continua a leggere “L’ordine esterno aiuta la mente” →

“Come scrivere un libro in tre giorni”: la boutade del secolo

In questo finire di agosto, il primo agosto da anni che ho sopportato, e di questo volevo scrivere oggi, mi arriva la mail che mi consiglia alcuni ebook sulla scrittura; la apro prima di cestinarla ma, un momento, cosa leggono i miei occhi svegli? “Come scrivere un libro in tre giorni” è tra i consigli. Non me lo faccio scappare e mi precipito a leggere sinossi e altre informazioni.

Hai mai pensato di scrivere un libro nel minor tempo possibile? Sì? Allora questo libro è perfetto per te. Come puoi facilmente vedere, è molto breve, come un vero manuale dovrebbe essere, ma contiene tutto ciò di cui hai bisogno per scrivere il tuo libro in tre giorni. Se vuoi che questo metodo funzioni, devi semplicemente seguire le istruzioni. Non essere pigro e, ultimo ma non meno importante, credi in ciò che stai facendo. Non c’è risultato senza un minimo di fede.

Il discorso pare filare: quasi banale ma quasi vero.
Leggo le recensioni e, come chiunque abbia mai provato a scrivere qualcosa di decente poteva intuire, sono stroncature nette. In una recensione si nomina l’estratto e allora decido di leggere pure quello: alla curiosità non c’è limite. Continua a leggere ““Come scrivere un libro in tre giorni”: la boutade del secolo” →

La società dell’apparire ci aiuterà a scomparire (post vero, non bozza)

Ieri è successo un inghippo e ho pubblicato l’inizio di un post invece di salvarlo in bozze. Subito qualcuno ha messo ‘mi piace’ e quindi non ho eliminato.
Oggi cercherò di concludere questo mio pensiero.
Ricomincio.

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Oramai molti vivono solo per dirlo sui social, e forse si inventano una vita diversa dalla loro per mostrarsi “migliori” ai loro “amici” del web.
L’esteriorità è così importante che le ragazze si rifanno il seno a diciotto anni, la bocca e gli zigomi e, anche quelle che non si sono (ancora) rifatte, postano selfie in posa come vedono fare dalle star e dalle influencer.
Ogni cosa si fotografa, di ogni evento si fa il video, anche di quegli eventi che sarebbe meglio mantenere privati e pure di quelli che sono veri reati.
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Il ‘solito’ bilancio di fine anno

Ho (per un attimo) pensato di non farlo nemmeno ‘sto bilancio.
In fondo a chi serve?
Poi ho pensato: perché privare il mondo del mio parere su questo 2018 ambiguo e poco piacevole? Se ripensiamo all’anno che sta finendo ci vengono in mente solo le cose negative, quelle balorde, le notizie nefaste.
Questo è naturale: principalmente queste ci vengono raccontate. Giustamente.
Avete per caso mai letto un romanzo dove accadono solo beltà, dove tutto è rose e fiori e miele sul pane del mattino? No. Continua a leggere “Il ‘solito’ bilancio di fine anno” →

Stiamo per salutare il 2018

Quest’anno, forse perché non mi sono occupata della pagina natalizia di scriveregiocando, non sento molto l’avvicinarsi del Natale, ma vedo più vicina la fine dell’anno.
Non starò a ripetermi dicendo che è stato un anno pesante – da che ho memoria, e sono davvero tanti anni, non ricordo anni ‘leggeri’ – ma dirò solo che è stato un anno faticoso (qualcosa devo pur dire, no?).
Non parlo di cose personali, che ognuno di noi ha le sue, ma di atmosfera generale, di clima sociale, di guazzabuglio mondiale. Gli eventi che sono in cronaca tutti i giorni mi angustiano, mi preoccupano molto. Dire che siamo diventati una società di schifo rende l’idea solo alla lontana. Come dice il buon Stephen: perché dire una parola che è solo cugina di quella che hai in mente?
Per educazione, Steve. Per pura educazione. Altrimenti direi ben altro. Continua a leggere “Stiamo per salutare il 2018” →

Elaborazione del lutto: ognuno faccia come vuole

Foto ©Morena Fanti – Cimitero di Sedlec- Praga – Repubblica Ceca

Stamani (poco fa), complice un’attesa in sala d’aspetto (e dove se no?) ho sfogliato tre giornali che non ho mai occasione di vedere: non chiedetemi il nome che non l’ho guardato.
Li ho sfogliati senza leggere ma solo “guardando le figure” finché non sono arrivata a un articolo che raccontava di Lory Del Santo ospite al grande fratello (credo. se sbaglio non offendetevi). Non avrei letto nemmeno questo articolo se non fosse che Lory Del Santo ha subito da poco la morte di un figlio diciannovenne (e so che ha già subito questa tragedia perché un figlio suo e di Eric Clapton morì, credo a cinque anni, cadendo dal 53esimo piano della loro abitazione).
Nell’articolo si parlava (molte persone hanno detto la loro. Io manco sapevo che Lory Del Santo fosse al GF) su questa partecipazione per loro inopportuna.
E pure io, dopo avere letto questo articolo, voglio dire la mia: Continua a leggere “Elaborazione del lutto: ognuno faccia come vuole” →