Come sarà il dopo covid

Molti si interrogano su come si trasformerà la nostra vita dopo questi mesi (due anni almeno prima di poter dire che siamo al “dopo”) di alternanza isolamento e zone colorate, divieti e certificazioni.
Saremo migliori? Questo scordatevelo. Non esiste ‘miglioramento’ se non spinto dalla persona stessa: gli eventi non migliorano mai, questa è la scoperta che ho fatto anni fa e che non si è mai smentita.
Saremo sempre le stesse persone ma avremo meno tolleranza e più bisogni repressi, e qualcuno li sfogherà, come già fa, sugli altri.

Però qualche cambiamento ci sarà.

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Qualche riflessione sulla scrittura di un romanzo

Penso di avere già scritto tanto su questo argomento ma, siccome in questi giorni sto leggendo il nuovo romanzo di Marco Freccero, vorrei condividere con voi alcune riflessioni, alcuni accorgimenti sulla scrittura.


1. munitevi di un calendario dell’anno in questione: se state scrivendo una storia ambientata nel 2005, procuratevi un calendario di quell’anno. Io non avrei problemi perché qualsiasi storia iniziassi a scrivere sarebbe ambientata nell’anno in corso, quindi mi basterebbe mettere in salvo una copia del calendario corrente (anche un’agenda va bene).
A cosa mi serve un calendario? Vedo che avete aggrottato le sopracciglia. Continua a leggere “Qualche riflessione sulla scrittura di un romanzo” →

Sanremo val bene un post

spoiler: non parlo di Sanremo. Potete leggere 😉

Il festival di Sanremo 2021 non l’ho visto.
Non perché io sia una snob del cavolo e nemmeno perché penso che sia troppo pop e dovremmo ambire a contenuti più alti. E neppure perché ho pensato che “costa troppo e il canone per queste cose non lo voglio spendere”. Non ho neppure pensato che quest’anno, con la situazione che stiamo vivendo, se lo potevano risparmiare e dare i soldi per chi è senza lavoro (i soldi non li dà la rai ma gli sponsor e costoro vogliono visibilità non un posto in paradiso).
Allora, di cosa voglio ciarlare? Sento che state scalpitando. Continua a leggere “Sanremo val bene un post” →

Educare alla Bellezza

Ieri pomeriggio avevo prenotato una visita guidata a Palazzo Fava, a Bologna, per visitare la mostra eccezionale del Polittico Griffoni, riunito nella città dove è nato (sempre Bologna), dopo 300 anni. Siccome non succederà più che una simile reunion  – voluta da Fabio Alberto Roversi Monaco, giurista e accademico di illuminato sentire – accada di nuovo, questa è una mostra imperdibile, che ha avuto, causa covid, pochi visitatori e che sta per chiudere: pare che i Musei prestatori richiedano le loro opere di nuovo in sede (!).
Ma non del Polittico vorrei parlarvi, anche se meriterebbe, e di cose da dire ce ne sarebbero tante. In rete troverete tante informazioni, oltre alle immagini. Continua a leggere “Educare alla Bellezza” →

Solo tre parole: 2021 in sintesi

Da qualche giorno rimugino su questo post, in cui indicavo le mie parole per il 2020. Era il 24 gennaio (2020, appunto) e io – nessuno di noi – aveva la minima idea di cosa sarebbe accaduto.
Tanto che, qualche giorno dopo, su suggerimento di malos, varai il mio ‘gioco letterario’ confinando tutti i racconti, e quindi i personaggi, all’interno di un condominio: nemmeno in giardino era consentito andare.
Tutte cose che a ripensarci fanno venire i brividi, come del resto l’accaduto degli ultimi dieci mesi.
Ma torniamo alle parole: per il 2020 avevamo adattabilità, pazienza e curiosità. Direi che ci sono servite tutte e tre. In che modo, ditemelo voi 😉

Quest’anno mi metto avanti e scelgo subito le mie parole: Continua a leggere “Solo tre parole: 2021 in sintesi” →

La velocità della cronaca

Tre settimane fa si parlava solo di Viviana Parisi e del piccolo Gioele, due settimane fa si parlava solo di Villa Inferno e dei festini della Bologna bene (!), questa settimana si parla solo di Willy e della feroce aggressione che l’ha portato alla morte.
La cronaca mangia se stessa: Continua a leggere “La velocità della cronaca” →

Settembre 2020: mai così strano

Oggi inizia uno dei mesi, per me, più belli.
Per molti, settembre rappresenta un inizio, un nuovo svolgimento dell’anno, come fosse un capodanno di quasi autunno.
Spesso, gli altri anni, facevo una scaletta di progetti – non di ‘propositi’ che quelli, si sa, nessuno li porta a compimento – e avevo idee di scrittura (di brevi post, che avete capito).
Questo 2020 ha un po’ tarpato le ali a tutti i progetti, incluso i miei.
A volte mi perdo a ragionare sugli effetti di questa pandemia, di cosa ha provocato nella società: effetti evidenti ne abbiamo sotto gli occhi ma sono i ‘meno evidenti’ quelli che mi spingono alla riflessione. Continua a leggere “Settembre 2020: mai così strano” →

Un agosto pieno di libri

D’estate si legge di più e io quest’anno – ma parlo solo di agosto – credo di avere battuto il mio record.
Non li ho contati, li conto ora insieme a voi:

Il gioco del mai di Jeffery Deaver
Il coltello di Jo Nesbø
L’enigma della camera 622 di Joël Dicker
Polizia di Jo Nesbø
Il cacciatore silenzioso (ancora da finire ma confido che entro lunedì lo sarà) di Lars Kepler Continua a leggere “Un agosto pieno di libri” →

“Non abbiamo fatto abbastanza, abbandoniamo l’ipocrisia”

Queste sono le parole pronunciate dal parroco di Terni ai funerali di Flavio Presuttari e Gianluca Alonzi, due adolescenti, anche se nella foto dell’articolo io vedo due bambini.
Quindici e sedici anni, grandi amici, sempre insieme. Ma, sempre insieme dove andavano? Cosa facevano?
Le altre sere non so, ma quell’ultima sera pare abbiano comprato una sostanza che credevano codeina e invece era metadone.
Perché l’avranno comprata? Due adolescenti con facce da bambini e con un portafoglio, a detta del fratello di Flavio, sgonfio di soldi.
Il metadone pare sia costato 15 euro e la cifra non è alta, ma Flavio spesso non aveva neppure i 5 euro necessari per comprarsi un panino. Continua a leggere ““Non abbiamo fatto abbastanza, abbandoniamo l’ipocrisia”” →

Notizie da casa mia – non è proprio fame è più voglia di qualcosa di buono

Dopo l’assalto ai supermercati, le notizie sono che manca il lievito di birra – ma anche uova, farina e zucchero -, e infatti sui social vedi solo foto di pane fatto in casa, di pizze, focacce e dolci. Ci siamo scoperti essere un popolo di navigatori e poeti che sanno anche cucinare.
Come mai la corsa alla cucina? La ‘noia’ da reclusione genera comportamenti insoliti e ognuno di noi dà fondo alle risorse personali. E anche ai bisogni. E cosa c’è di più primario del cibo? Continua a leggere “Notizie da casa mia – non è proprio fame è più voglia di qualcosa di buono” →

Notizie da casa mia – il tempo ritrovato

Bisogna trovare i lati positivi anche nelle cose negative: cosa risaputa.
Quando è iniziato questo isolamento forzato mi sono detta: cerchiamo di trovare cose belle da fare, cose che gratifichino l’anima, cose che ti facciano sentire meno triste. Se sapessi dipingere affrescherei i soffitti di casa ma non sono Michelangelo e sono subito scesa più in basso.
Magari farò una collana e qualche orecchino mi sono detta. Inoltre ho tante cose arretrate che aspettano, e ho aperto sconsolata l’anta dell’armadio, quella in cui tengo panni da stirare, cose da rammendare, progetti da attuare, ho fissato quel paio di calzini che attendeva da una settimana, gli ho puntato il dito e ho detto: mi sa che sia arrivata la tua ora. Continua a leggere “Notizie da casa mia – il tempo ritrovato” →

Notizie da casa mia – sconfiggere l’abbrutimento

Il pericolo della reclusione forzata, del non uscire di casa, è ‘ridursi come bruti’, dimenticarsi l’igiene personale – concentrati sul lavaggio delle mani potrebbe accadere pure questo -, non cambiarsi gli abiti, addirittura non indossarli e vivere in pigiama.
Che problema c’è? Tanto non devo uscire, non mi reco al lavoro, non vado in giro per lo shopping, non mi trovo con gli amici. Infatti: perché non posso restare in pigiama per venti giorni? Perché pettinarmi, mettermi forse lo smalto alle unghie,  perché mettere una crema idratante, perché tagliarmi le unghie?
Per mantenere il rispetto di sè.

Ecco, questo post sarebbe già finito. Continua a leggere “Notizie da casa mia – sconfiggere l’abbrutimento” →

Tre parole per il 2020

Ho visto in giro – vado a mente e quindi non sarò precisa – una sorta di gioco che recita “le mie tre parole per il 2020”.
Subito me ne è venuta in mente una – che sto usando dagli ultimi mesi del 2019 -, ed è “adattabilità“: a volte siamo rigidi nelle nostre convinzioni e abitudini e non diamo spazio al nuovo, cosa che ci potrebbe essere richiesta dalle circostanze più o meno belle che la vita ci propina. Negli ultimi mesi mi sono adattata a nuovi comportamenti e nuovi ruoli e credo che dovrò adattarmi ancora in futuro. Inutile dire “prima era così”; se ora è “cosà” si deve trovare il modo di affrontare le cose. Continua a leggere “Tre parole per il 2020” →

Buon 2020

Questo post sarebbe stato opportuno ieri ma, come spesso mi accade, non ho trovato il tempo. Anche se sapete che “il tempo” esiste solo nella nostra mente; meglio dire che non ho trovato l’occasione e la mente sgombra. Per scrivere servono calma e un po’ di concentrazione.
Ma ora questo non ci interessa. Continua a leggere “Buon 2020” →

Problemi a fare le cose? Usa la tecnica del pomodoro

La gestione del tempo è la malattia di questo millennio: ci angosciamo tra mille cose da fare e non ne facciamo nemmeno la metà. Eppure ogni giornata che abbiamo a disposizione conta 86.400 ben secondi e se credete siano pochi provate a trascorrerne 30 nella posizione del plank.
Che succede al nostro tempo? perché ci sfugge senza portarci a nessun risultato? Continua a leggere “Problemi a fare le cose? Usa la tecnica del pomodoro” →