Affastellare

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È di nuovo quel giorno d’autunno, anche se l’estate non è ancora partita.
Settembre inizia una nuova stagione anche se equinozi e solstizi la pensano diversamente. Cosa importa la rivoluzione terrestre se di nuovo inizia la scuola, se si inizia a pensare al Natale? Continua a leggere “Affastellare” →

Le mattine di calma

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A volte si riesce a prendersi qualche minuto in cui si può stare senza fare nulla.
Si legge con calma un articolo, si riflette, si sta in silenzio a fissare il muro.
Non dico i momenti in cui leggiamo un libro: lì stiamo già ‘facendo qualcosa’. Anche se fare cose piacevoli, che ci piacciono, è già un’occasione per rilassarsi. Continua a leggere “Le mattine di calma” →

Come scrivere una poesia

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Non lo dovrei dire io che non ne so nulla, ma forse qualcosa ho imparato in tanti anni di frequentazione.
Allora, per prima cosa occorre uno sguardo distaccato, un viso perennemente atteggiato alla malinconia – non stanno male le labbra piegate in giù – e un maglione nero con il collo alto. E magri, occorre essere magri: il vero poeta, soffrendo tanto, non pensa mai al cibo.
Poi serve una finestra, indispensabile per pensare mentre si osservano le nubi rincorrersi nel cielo. Continua a leggere “Come scrivere una poesia” →

Seconda versione di lettura ad alta voce

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Leopardi e Marinetti (senza respirare, of course): Possibile che ci sia sempre qualcuno che vuole dare consigli su cose che ignora? “Di pensare penso e anche a te però a ogni cosa c’è un però forse noia o forse non so”. Ancora rami rotti, alberi scomposti e feriti nella luce abbagliante della mattina. Lui rimase fermo, come lei gli aveva chiesto. D’altronde, dove avrebbe potuto andare? Guardò l’orologio del videoregistratore: erano le 3:30. Un bell’orario per fare due chiacchere, pensò sistemandosi meglio sulla poltrona. Continua a leggere “Seconda versione di lettura ad alta voce” →

Ple-o-nà-sti-ca

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foto ©Morena Fanti – Cervo: il mare visto dalla piazzetta davanti alla “Chiesa dei Corallini”, citata nel romanzo La centesima finestra, dal muretto dove Annalisa, Dario e Fabio si sono fermati a scrutare il mare

Sdraiata con molle rilassatezza… pleonastica? sì, a volte mi piace esserlo.
Ovvio, quando non sono criptica, cosa che mi capita spesso, anche più di pleonastica.
Allora: ero sdraiata in quella molle rilassatezza che deriva dal non aver lasciato lavori inconclusi e perciò, dall’essere in pace. Per mesi ho viaggiato con parole da correggere anche quando non avevo materialmente i fogli con me. Una sensazione di peso, un impedimento al volo libero, un intralcio ad altri pensieri e a nuove parole.
Stavolta no, nessun lavoro rimasto a metà. Perfetto o no il lavoro è spedito, ed è incredibile come mi sento leggera e in pace. Continua a leggere “Ple-o-nà-sti-ca” →