“Sarà il nostro segreto” di Maria Teresa Steri

Titolo: Sarà il nostro segreto

Autore: Maria Teresa Steri

Data di pubblicazione: 5 maggio 2020

Genere: thriller psicologico

Pagine: 316

 

 

 

 

 

 

 

Interrompo la pubblicazione dei racconti del nostro condominio, per un valido motivo: un’amica ha pubblicato il suo nuovo romanzo il 5 maggio, proprio in questi giorni che definiamo di crisi sanitaria, economica e psicologica. Ci vuole forza e determinazione per seguire i nostri progetti e questa determinazione va premiata con un sorriso e una condivisione. Brava Maria Teresa! 🙂
E ora la smetto e lascio parlare l’autrice e il suo romanzo.
Se vi va andate a leggere l’anteprima e poi leggete il romanzo. Le premesse sembrano buone. Continua a leggere ““Sarà il nostro segreto” di Maria Teresa Steri” →

L’ordine esterno aiuta la mente

Qualche giorno fa un amico che è stato da poco in Giappone mi raccontava cosa aveva visto e sentito a proposito di abitazioni: a Tokyo gli appartamenti costano molto e quindi tante famiglie si trovano a vivere, in quattro, in appartamenti di trentasette metri quadri. A noi sembra impossibile. Ci guardiamo attorno nelle nostre case che, anche se non sono enormi, sono lontane da quei 37 metri quadri e ci chiediamo come sarebbe possibile infilare tutte le nostre cose in quegli appartamenti.
Apriamo i nostri armadi e osserviamo le moltitudini di ‘cose’ stipate al loro interno – e non parlo solo di abiti. Continua a leggere “L’ordine esterno aiuta la mente” →

“L’istituto” di Stephen King

Non sempre compro i libri di King appena escono e alcuni non li ho proprio letti, anche se adoro quest’uomo e lo scrittore che ha dentro di sé.
L’istituto mi è sembrato subito interessante. E la lettura me lo ha confermato.
Il tema sembrerà già sentito: la lotta del bene contro il male, dei ragazzini che combattono contro qualcosa più grande di loro, il ‘mostro’ che nessuno riesce a sconfiggere. Sono tutte storie già sentite, vero?
La differenza dico sempre io, non è nelle storie (anche se è buona parte: ci sono ‘storie’ e Storie) ma nel modo in cui vengono narrate.
Vi dico perché dovete leggere questo romanzo: Continua a leggere ““L’istituto” di Stephen King” →

Come si passò dal #progettoIOTA ai Bezuchov – come nasce un libro

L’ultimo dei Bezuchov – di Marco Freccero

Qualche giorno fa ho scritto che avrei parlato ancora dell’ultimo romanzo di Marco Freccero. E siccome il suddetto (il romanzo non Freccero) esce oggi in lancio ufficiale – qui il post di oggi-, vi racconto qualche retroscena.
Marco stava lavorando a quel suo #progettoIOTA, ricordate? Quello di cui parlava a destra e a manca in ogni occasione. Pare che questo progetto dovesse essere una faccenda enciclopedica, in tanti volumi, con mio grande disappunto (non so se lo sapete ma spesso leggo i testi di Freccero come beta lettrice e come ‘tizia che mette i puntini alle i’), visto che io prediligo i testi brevi.
Bene. Di questo #progettoIOTA avevamo già riletto, e quasi quasi filava tutto bene fuorché il finale, il primo volume. Ero abbastanza soddisfatta: dopo la fatica iniziale, le prime eliminazioni, gli aggiustamenti di tiro, il racconto filava e aveva già mostrato alcuni argomenti interessanti. Il finale non era adatto: a mio parere si doveva concludere con più punti fermi, se ogni libro doveva essere un racconto a sé stante. Continua a leggere “Come si passò dal #progettoIOTA ai Bezuchov – come nasce un libro” →

“L’ultimo dei Bezuchov – la mia prefazione

L’ultimo dei Bezuchov – di Marco Freccero

Oggi Marco Freccero, in questo post, ha annunciato il titolo del suo romanzo in uscita e quindi posso parlarne pure io.
O ne parlerò nei prossimi giorni: è meglio. Oggi mi limito a copiare qui sotto la mia prefazione al romanzo:

Il talento di un uomo

L’ultimo dei Bezuchov, questo romanzo breve di Marco Freccero, ci trasporta in quello che pare un tempo antico: si parla di una famiglia russa e forse di argomenti molto lontani dal nostro presente. Carlo Alberto Bezuchov è il vero protagonista di questo romanzo e d’altronde, già dal titolo, capiamo di cosa si parla: l’ultimo rampollo di una ricchissima famiglia russa. Un essere altezzoso, con le tasche piene di soldi e la testa piena di presunta superiorità.
Non c’è niente di più lontano da Carlo Alberto, un’anima bella che viene spontaneo – ma non banale – associare al principe MyÅ¡kin, L’idiota di Dostoevskij. In questo romanzo, Freccero non rinuncia a un omaggio ai suoi amati autori russi e al buon Fëdor, ma l’ultimo figlio della casata Bezuchov ha qualcosa di diverso dal Principe MyÅ¡kin, ha infatti un particolare “talento”. Continua a leggere ““L’ultimo dei Bezuchov – la mia prefazione” →

La storia è sempre quella

Questa frase mi suona in testa da qualche giorno: un po’ stavo riflettendo su cosa significhi ‘rilettura’ quando l’operazione è abbinata al testo di un’altra persona e un po’ ho riflettuto sul fatto che, come dicono alcuni, “le storie sono sempre quelle, ormai tutto è già stato raccontato“.
Quindi? Sono due faccende dimolto diverse mi direte. Infatti.

Parto dalla più facile: è vero che le storie (all’apparenza) sono sempre quelle e che tutto (dicono alcuni) o quasi tutto (dico io) è già stato raccontato, ma quello che cambia è il modo in cui si racconta. Prendo ad esempio Il nome della rosa, noto romanzo di Umberto Eco e noto film con la bella interpretazione di Sean Connery; ora è diventato una serie tv e qualcuno si domanderà a cosa serva replicare una storia già filmata da altri (a parte che i remake sono sempre esistiti e alcuni sono risultati migliori dell’originale). Un regista che si approcci al lavoro di un altro, con una storia base da cui partire, può scegliere di mostrare un altro punto di vista, potrebbe dare risalto a scene che il primo regista ha evitato o mostrato in parte, potrebbe evidenziare un personaggio che nella prima stesura era marginale. Le cose da fare possono essere tante e ognuno restituirebbe una versione diversa. Continua a leggere “La storia è sempre quella” →

Trasformare un racconto in un romanzo

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A volte accade di leggere un racconto, una bella storia, e di pensare “sarebbe stato anche un bel romanzo”. Se è un racconto di altri, ce lo diciamo e basta ma, se il racconto è il nostro, iniziamo a costruire ponti e svincoli, rotonde e ferrate di montagna. Ma basta dirsi ‘potrebbe essere un romanzo’? Sarà vero, o è solo la nostra immaginazione e il compiacimento di un autore misconosciuto?
Ci sono racconti che nascono con un’unica possibilità: quelli sono e quelli resteranno. Tutt’al più potrebbero essere un capitolo di una storia più complessa, ma mai potrebbero reggere da soli l’impianto di un romanzo. Cosa differenzia, quindi, un racconto da un romanzo?  Continua a leggere “Trasformare un racconto in un romanzo” →

I due che salvarono il Natale

 

I due che salvarono il Natale, di Marco Fabbrini (ed. Graphe 2018, euro 10,90), è una storia natalizia a sfondo sociale che tanto (mi) ricorda la società che viviamo in questi anni, dove a favore del guadagno si tende a sottovalutare i rapporti umani.
Fabbrini ci porta in un bel paesino nel cuore della Toscana: tutti gli abitanti lavorano in miniera e la miniera diventa quasi “il cuore” del paese, anche se vive in contrapposizione con il paese stesso. Tutti si alzano e marciano per andare al lavoro, alla sera rientrano nelle case e stanno con la famiglia. Una vita sempre uguale se non fosse per l’avvicinarsi del Natale e della Vigilia (oggi) e della tradizionale sera delle fiaccole, una tradizione che unisce tutto il paese e coinvolge ogni minatore. Continua a leggere “I due che salvarono il Natale” →

Un giorno, sempre – di Giovanni Venturi

 

L’annuncio lo ha dato l’autore nel suo blog: questo nuovo romanzo di Giovanni Venturi Un giorno, sempre è il quarto volume della serie “Le parole confondono”.
A me, da lettrice ma anche da ex autrice, sorprende sentire che un autore ha tanto da dire e scrive tanti volumi sui personaggi che gli stanno a cuore.
Quindi ho chiesto a Venturi e lui così si racconta:

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Cosa cerchiamo in un libro

La lettura è una faccenda molto personale: non solo perché, di solito, si pratica in solitudine, soprattutto perché ognuno di noi, anche se non lo sa, sta cercando qualcosa e ottiene soddisfazione solo dalle storie che gli sono simili o che sono simili all’idea di storia che lui ha.
Perfino i grandi classici, quelli conclamati, non ottengono il 100% dei pareri positivi. Continua a leggere “Cosa cerchiamo in un libro” →

Primo: non comprare libri in autostrada

Sono entrata solo perché l’autista doveva fare la sua pausa; non avevo fame e avevo già l’acqua nella borsa ma uno sguardo alle cioccolate l’ho dato. Poi sono passata ai salumi con il pepe, quelli senza, con il peperoncino; ho fatto finta di non avere visto niente e mi sono avviata all’uscita. Poco prima, in zona acquisto d’impulso ci sono quei beni di prima necessità tipo tazze con il nome – il mio comunque non c’è mai -, cuscini per dormire in aereo, caramelle di ogni tipo. E i libri.
Qui ho passato uno sguardo più accurato: ‘Mio caro serial killer’ mi sembrava un titolo promettente ma, dopo avere letto la quarta di copertina, non ne ero più certa. Inoltre costava quindici euro, e per non essere carta mi piacesse sono tanti. Ho fotografato la copertina per vedere se poi lo trovavo in ebook. Continua a leggere “Primo: non comprare libri in autostrada” →

La scrittura fa la differenza

Certo. Ovvio.
Anche lo stile. E, se è vero che ogni autore ha un suo stile, rimaniamo a volte spiazzati da libri in cui l’autore diventa altro, si distacca dal suo ‘solito’ stile – e lo scrivo ben sapendo che un autore vero può avere mille volti – e crea libri che volentieri gli lanceremmo addosso anche se è uno dei nostri autori del cuore o di riferimento.
Come ho scritto nei commenti al post precedente, Continua a leggere “La scrittura fa la differenza” →

Quando il sistema ti [com]prende

Ieri, con un post quasi banale sulle letture, ho almanaccato un po’ tra me e me, così da darmi ragione anche in caso di errori.
Pensavo ad autori come De Giovanni, nominato appunto ieri – ma anche altri: si inizia con una casa editrice piccola o media come Fandango, si vende in quantità, ci si fa un nome e le grandi CE ti notano.
Da Fandango a Einaudi, a lasciare un lavoro sicuro in banca, sono solo due passi.
Ma cosa succede dopo? Continua a leggere “Quando il sistema ti [com]prende” →

Libri da leggere questa estate

Sotto l’ombrellone, ma anche in montagna o al lago, ci concediamo dei momenti di tranquillità. E cosa c’è di meglio di un buon libro per farci compagnia in questi momenti?
Infatti in estate la vendita di libri aumenta e in giro si vedono tante copertine o lettori digitali (io preferisco vedere libri ‘veri’ così posso sbirciare i titoli, cosa che con i dispositivi elettronici non si vedono).
Quindi, cosa potremmo leggere questa estate? Continua a leggere “Libri da leggere questa estate” →

Blog tour “Come un dio immortale” – Curiosità sul romanzo (2)

Oggi tocca a me ospitare una tappa del blog tour di Come un dio immortale, ultimo romanzo di Maria Teresa Steri.
Ho terminato da poco la lettura: dirò solo che la storia ha molto fascino, come un viaggio in un luogo mai visitato, e contiene molti rimandi alla vita, quella di ognuno di noi. Il tema esoterico sarebbe già affascinante da solo ma in questo romanzo c’è anche molto altro: il protagonista, Flavio, si interroga sulla sua vita e su come intende passarla, qualcuno si oppone ai suoi desideri e lo respinge verso la vita di prima, nella classica alternanza bene/male che è alla base di tutte le storie, anche le nostre. Nella narrazione di Maria Teresa osservo – oltre al resto – una chiara riflessione sulla vita e sul nostro essere uomini, e quindi esseri fallaci.
Il romanzo ben si presta a diverse riflessioni e a molti angoli di lettura: opportuno quindi, questo blog tour che è stato – ma ancora prosegue – un blog tour interessante, in cui l’autrice ha svelato tanti particolari – quelli che di solito rimangono nell’ombra- della sua scrittura e della storia.
Da parte mia, incuriosita e attratta dalla storia narrata in Come un dio immortale, ho rivolto alcune domande all’autrice: Continua a leggere “Blog tour “Come un dio immortale” – Curiosità sul romanzo (2)” →