La storia è sempre quella

Questa frase mi suona in testa da qualche giorno: un po’ stavo riflettendo su cosa significhi ‘rilettura’ quando l’operazione è abbinata al testo di un’altra persona e un po’ ho riflettuto sul fatto che, come dicono alcuni, “le storie sono sempre quelle, ormai tutto è già stato raccontato“.
Quindi? Sono due faccende dimolto diverse mi direte. Infatti.

Parto dalla più facile: è vero che le storie (all’apparenza) sono sempre quelle e che tutto (dicono alcuni) o quasi tutto (dico io) è già stato raccontato, ma quello che cambia è il modo in cui si racconta. Prendo ad esempio Il nome della rosa, noto romanzo di Umberto Eco e noto film con la bella interpretazione di Sean Connery; ora è diventato una serie tv e qualcuno si domanderà a cosa serva replicare una storia già filmata da altri (a parte che i remake sono sempre esistiti e alcuni sono risultati migliori dell’originale). Un regista che si approcci al lavoro di un altro, con una storia base da cui partire, può scegliere di mostrare un altro punto di vista, potrebbe dare risalto a scene che il primo regista ha evitato o mostrato in parte, potrebbe evidenziare un personaggio che nella prima stesura era marginale. Le cose da fare possono essere tante e ognuno restituirebbe una versione diversa. Continua a leggere “La storia è sempre quella” →

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Trasformare un racconto in un romanzo

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A volte accade di leggere un racconto, una bella storia, e di pensare “sarebbe stato anche un bel romanzo”. Se è un racconto di altri, ce lo diciamo e basta ma, se il racconto è il nostro, iniziamo a costruire ponti e svincoli, rotonde e ferrate di montagna. Ma basta dirsi ‘potrebbe essere un romanzo’? Sarà vero, o è solo la nostra immaginazione e il compiacimento di un autore misconosciuto?
Ci sono racconti che nascono con un’unica possibilità: quelli sono e quelli resteranno. Tutt’al più potrebbero essere un capitolo di una storia più complessa, ma mai potrebbero reggere da soli l’impianto di un romanzo. Cosa differenzia, quindi, un racconto da un romanzo?  Continua a leggere “Trasformare un racconto in un romanzo” →

La scrittura fa la differenza

Certo. Ovvio.
Anche lo stile. E, se è vero che ogni autore ha un suo stile, rimaniamo a volte spiazzati da libri in cui l’autore diventa altro, si distacca dal suo ‘solito’ stile – e lo scrivo ben sapendo che un autore vero può avere mille volti – e crea libri che volentieri gli lanceremmo addosso anche se è uno dei nostri autori del cuore o di riferimento.
Come ho scritto nei commenti al post precedente, Continua a leggere “La scrittura fa la differenza” →

Quando il sistema ti [com]prende

Ieri, con un post quasi banale sulle letture, ho almanaccato un po’ tra me e me, così da darmi ragione anche in caso di errori.
Pensavo ad autori come De Giovanni, nominato appunto ieri – ma anche altri: si inizia con una casa editrice piccola o media come Fandango, si vende in quantità, ci si fa un nome e le grandi CE ti notano.
Da Fandango a Einaudi, a lasciare un lavoro sicuro in banca, sono solo due passi.
Ma cosa succede dopo? Continua a leggere “Quando il sistema ti [com]prende” →

Libri da leggere questa estate

Sotto l’ombrellone, ma anche in montagna o al lago, ci concediamo dei momenti di tranquillità. E cosa c’è di meglio di un buon libro per farci compagnia in questi momenti?
Infatti in estate la vendita di libri aumenta e in giro si vedono tante copertine o lettori digitali (io preferisco vedere libri ‘veri’ così posso sbirciare i titoli, cosa che con i dispositivi elettronici non si vedono).
Quindi, cosa potremmo leggere questa estate? Continua a leggere “Libri da leggere questa estate” →

Leggere con consapevolezza

Tutti sanno leggere, no? No.
Non è così scontato. Scorrere le parole e capirne il senso è, forse, una cosa che in molti sanno fare. Avere consapevolezza di ciò che si legge è, invece, una cosa molto diversa.
Cosa ci sta mostrando l’autore? Ci sta dicendo qualcosa?
Perché sceglie queste parole e non altre? Perché mostra questi gesti?
La letteratura è un artigianato di precisione: il cesello toglie quello che non serve e mette in risalto il necessario.  Continua a leggere “Leggere con consapevolezza” →

L’estetica della pagina scritta

[Paul Gauguin, Nafea Faa Ipoipo (Quando ti sposi?, ndr), 1892]

Da quando ho iniziato il mio percorso di scrittura ho modificato tante cose: sarebbe bello dire in meglio, ma questo non posso dirmelo da sola.
Ho tentato di correggere errori e modi sbagliati di fare le cose, ho sistemato qualche accento (non quello su ‘perché’ che l’ho sempre gestito bene), ho migliorato la punteggiatura. Continua a leggere “L’estetica della pagina scritta” →