La cucina gialla – ventiquattro

La cucina gialla
Ventiquattro
(prosegue da domenica)

Mentre il fragore del terremoto si calmava, allontanandosi e spegnendosi, Annalisa si accorse delle braccia di Alessandro. Lui la stringeva così forte che non poteva respirare e lei sentì che quello era l’unico luogo in cui sarebbe stata al sicuro. Per sempre. Non si mosse, ascoltando solo le sensazioni che quelle forti braccia le davano e tenne gli occhi chiusi, e lui iniziò a parlare, mormorando vicino al suo orecchio, mentre le baciava il collo, le tempie e la fronte. Poi Alessandro le prese il viso con le mani e le fece aprire gli occhi:
“Stai bene? Ti sei fatta male?”
Al suo silenzioso diniego, la baciò in fronte e su tutto il viso, mentre lei respirava piano il sogno che li avvolgeva. Un gemito li fece ritornare sulla terra.

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La cucina gialla – ventitre

La cucina gialla
Ventitre
(prosegue da domenica)

“Propongo un brindisi, ragazzi.” La voce di Alessandro risuonò nel silenzio della cucina gialla. “Con il caffè, naturalmente, non mi guardate così… è appena l’alba, lo so. Comunque, un brindisi ci vuole! In queste ultime settimane ne abbiamo passate di tutti i colori e in certi momenti, ho temuto davvero che la nostra amicizia si sciogliesse come un pupazzo di neve costruito da bambini inesperti. Credo però, che ora abbiamo dimostrato che la nostra amicizia non è fragile e può resistere anche alle scosse del terremoto, metaforicamente parlando. Cioè dei terremoti che piombano improvvisamente sulla strada che stiamo percorrendo… e noi ne abbiamo avuti tanti… Max che sembrava l’ombra di sĂ© stesso e tutte le volte che lo vedevo mi si stringeva il cuore…” Continua a leggere “La cucina gialla – ventitre” →

La cucina gialla – ventidue

La cucina gialla
Ventidue
(prosegue da domenica)

Annalisa guardò Alessandro, felice di vederlo sorridente: il cambiamento di Max li rendeva euforici. Solo qualche settimana prima era distrutto e ora sembrava una persona completamente diversa, pieno di vita e di energia e proiettato verso il futuro. E Roberta? Per lei il cambiamento era ancora piĂą grande. Annalisa sapeva quanto si era chiusa in sĂ© stessa dopo la delusione che aveva provato anni prima e che l’aveva fatta diventare quasi ostile, e molto diffidente, nei confronti degli altri.
E ora vederla così, completamente trasformata nel modo di fare, nel carattere e perfino nell’abbigliamento, la stupiva. Capiva l’enorme forza dell’Amore e la sentiva anche dentro di sĂ©. Aveva solo un timore, che ancora non osava dire a nessuno: poteva anche lei essere quella forza per la persona che amava? Era possibile che anche lei avesse dentro di sĂ© quell’amore che Roberta e Max avevano trovato? E che anche lei e Ale uniti… Continua a leggere “La cucina gialla – ventidue” →

La cucina gialla – ventuno

La cucina gialla
Ventuno
 (prosegue da domenica)

Alessandro li trovò che ancora sognavano e si fermò a guardarli, pensando a quanto era fortunato. Annalisa era bellissima, con il viso dolce e rilassato e perfino Pulce aveva un’aria angelica. In quel momento Annalisa aprì gli occhi e gli sorrise. Lui si chinò a baciarla e le accarezzò i capelli scuri e arruffati.
“Hai dormito qui? Non riuscivi a dormire nel letto? O volevi far compagnia a Pulce?”
“Sono venuta per un bicchiere di latte e poi mi sono addormentata… ho anche fatto un sogno, e c’eri anche tu…”
“Anch’io ho fatto un sogno, ma ora non lo ricordo. Mi sembra che ci fosse un treno… e di sicuro c’eri tu. Lo so, perchĂ© alla fine ti ho abbracciato e la sensazione era così viva e forte che mi sembrava davvero di stringerti…” Continua a leggere “La cucina gialla – ventuno” →

La cucina gialla – venti

La cucina gialla
Venti
(prosegue da domenica)

Offeso dalle insinuazioni di Chiara, Pulce saltò dalla tavola e, con un perfetto atterraggio, arrivò vicino ad un biscotto al cioccolato, ormai quasi ammuffito. Lo prese, dopo aver controllato se i due lo guardavano, ma loro erano troppo intenti a guardarsi negli occhi… uffa!! che sdolcinati che sono! sempre a scambiarsi sciocchezze… mi consolerò con questo bel biscotto… ingrassato… vorrei vedere loro… ma si ricrederanno… un giorno capiranno davvero chi sono e la fortuna che hanno avuto ad avermi qui… Finito il biscotto, Pulce si sistemò nella sua cesta e, alle insistenze di Chiara, che voleva fargli assaggiare un pezzo di toast, rispose girandosi sdegnato verso il muro, mostrando così una presunta indifferenza al cibo e la speranza di poter finalmente dormire un po’. Continua a leggere “La cucina gialla – venti” →

La cucina gialla – diciannove

La cucina gialla
Diciannove
(prosegue da domenica)

Marco si mosse per abbracciare Chiara, ma lei sfuggì al suo abbraccio e corse via piangendo.
Pulce guardò Marco, con gelidi occhi verdi, stretti come fessure, poi la seguì,fuori dalla cucina.
Marco rimase solo, a fissare i soli delle piastrelle: per la prima volta, da quando abitava lì, non sorridevano.
Da un lato sentiva la responsabilità verso il padre, ancora lontano dalla guarigione, dall’altro il dolore che le proprie parole avevano causato a Chiara.
Aveva sentito il piccolo cuore della ragazza, spezzarsi e ora non era più sicuro d’aver fatto la scelta giusta.
Non voleva far soffrire Chiara, ma i suoi genitori avevano bisogno di aiuto, che figlio sarebbe stato se non glielo avesse dato?
Pensò che, alla fine, in ogni modo, qualcuno che amava avrebbe finito col soffrire, dubitando perfino del suo amore.
La brioche, che aveva preso poco prima, gli cadde di mano, non aveva piĂą fame.
Udì i singhiozzi di Chiara, che nella sua stanza ancora piangeva, nonostante Pulce, che si sentiva miagolare fin da lì, cercasse di distrarla in tutti i modi, con moine e carezze.
Si alzò e sentì il bisogno di andare da lei e chiederle scusa.

In quell’istante, un fragore improvviso e il pavimento che tremava sotto i suoi piedi, lo fecero vacillare. Si riprese subito e fece per correre nella camera di Chiara, ma lei l’aveva preceduto e se la trovò tra le braccia, mentre piangeva così forte, da rendere inutile ogni parola di conforto. Non l’avrebbe sentita comunque. Continua a leggere “La cucina gialla – diciannove” →

La cucina gialla -diciotto

La cucina gialla
Diciotto
(prosegue da domenica)

L’alba li trovò che ancora ridevano, e spinse la sua luce fin nell’angolo piĂą nascosto della cucina gialla: tutti erano di buonumore quella mattina. Finalmente Pulce dormiva tranquillo, anche se i ragazzi avevano fatto confusione tutta la notte. Sapere che Luciano era sulla spiaggia, vestito solo dei raggi della luna, lo rendeva particolarmente sorridente e serafico.
“Beh, ragazzi, abbiamo tirato l’alba. Proporrei di andare a letto.”
“Roberta! Da te non me lo sarei mai aspettato! Fare l’alba così… e ora, come farai ad andare al lavoro?”
“Semplice. Non andrò! Telefono e dico che sto male. Sono anni che non manco un giorno. Me lo merito!”
“Beh, sono stupefatto!” Alessandro non si capacitava delle parole di Roberta e continuava a mormorare scuotendo la testa. Continua a leggere “La cucina gialla -diciotto” →