Futuro prossimo – il pdf

Finalmente! Ecco il nostro pdf con tutti i racconti del gioco letterario “Futuro prossimo”. Lo so che andrete subito a sfogliare per verificare se avevate indovinato i nomi degli autori e i relativi racconti.

Per chi non ha seguito prima, a questo tag trovate tutti i racconti e la fase iniziale del gioco.
Questo è l’elenco autori, ognuno con il suo link di riferimento, così potrete curiosare nelle pagine di tutti: Continua a leggere “Futuro prossimo – il pdf” →

Annunci

In attesa del pdf “Futuro prossimo”

I Racconti di “Futuro prossimo” sono terminati. Uno dei racconti piĂą ‘discussi’ è stato Ritorno dal futuro. L’autore intendeva dare una ‘spiegazione’ ma ho pensato che se l’avesse scritta nei commenti si sarebbe persa. Quindi la posto qui in modo che tutti possano leggerla. Non è che chi scrive debba dare ‘spiegazioni ‘ di ciò che ha scritto ma in un gioco come questo, dove si legge e si commenta è naturale che sorgano domande nei lettori.
Capisco bene che il limite dei caratteri da me richiesto fosse, appunto, un limite, ma averlo aiuta a stare concentrati sul pezzo e fa capire che spesso scriviamo molte parole iniutili. Forse non era questo il caso, però il limite è necessario, anche trattandosi di racconti da leggere sul web.
Bene. Se qualcuno vuole mandarmi retroscena del proprio racconto è benvenuto come sempre.

*****

Adesso che il gioco letterario “Futuro prossimo” si è concluso, è giunto il momento di dare spazio a qualche spiegazione, visto che non potevo replicare ai commenti.
Però prima ringrazio Morena per averci coinvolto in questa lunga cavalcata, durata dieci racconti tutti bellissimi, nel futuro: il lontano 2054.
Ovviamente sono da elogiare anche gli altri nove blogger che si sono prestati a mettersi in gioco insieme a me.
Non era facile costruire qualcosa di sensato in seimila battute ma a quanto si legge dai commenti sembra che ci siamo riusciti. Il numero sembra grande ma quando si comincia a scrivere diventa stretto.
Finite le ciance passiamo alle spiegazioni.
Danege scrive “Subito sono rimasta un po’ confusa da questo futuro oltre il futuro,…” e di rincalzo Barbara “L’ho riletto due volte, ma non ho ben afferrato alcuni concetti: cos’è il Centro di controllo, il centro che controlla questa missione o l’edificio che viene esplorato? Last Horizon è l’astronave madre o è il rover in avanscoperta?…”. Continua a leggere “In attesa del pdf “Futuro prossimo”” →

L’anno della Speranza – decimo racconto “Futuro prossimo”

 

Oggi è il 17 Ottobre 2054 e festeggio con gioia i miei novantacinque anni. Ci sono arrivata dimostrandone una sessantina, in salute e priva degli acciacchi che accusavo proprio intorno ai sessanta.
Ripenso al 2030 quando iniziò una tempesta solare di grandi dimensioni che fortunatamente non produsse effetti catastrofici globali, ma fu sufficiente a far temere il peggio per tutta l’umanità. A nulla servì tutta la tecnologia, la robotica, il progresso, il denaro, se non a documentare quanto stava accadendo.
Quell’evento segnò l’inizio dell’Apocalisse: terremoti, maremoti, cambiamenti repentini del clima, virus resistenti. Quella tempesta solare fu apocalittica anche per i robot che si autodistrussero in massa.
Forse tutto ebbe inizio nel marzo dell’anno dopo. La mia pronipote Liz stava camminando velocemente sul corso principale. Come al solito era in lieve ritardo. Davanti alla farmacia un andirivieni di persone le fecero rallentare il passo quando una persona le comparve davanti. “Scusi, posso chiederle…mi vergogno un po’”. Lei si sorprese e scrutò quel tipo arruffato, con barba e baffi, che indossava un piumino fuori stagione, lercio e male abbottonato.
Lui continuò:
“E’ che non ho l’abitudine a fare queste richieste ma, se potesse darmi qualche moneta…”.
Un tossicomane, pensò. “Mi spiace, non ho monete” tagliò corto.
Ma il tipo non mollava e prese a seguirla.
“Guardi, davvero, devo fare la spesa, ho mia sorella a casa con le bambine. Mi chiamo Gabriel, ho avuto la febbre per tre giorni e non sono andato a lavorare. Mi pagano poco nella cooperativa dove riciclano. Guardi come sono dimagrito” e si tirò su piumino e maglietta mostrando il suo torace magro e bianco. E lei gli vide le unghie nere.
“Tira giù quegli indumenti! Se ti vedono, vengono a prenderti e chissà dove ti portano. I poveri e i tossici li portano via, lo sai no? Dicono che li portano in case per curarli e rimetterli in sesto. E non vi vogliono per strada perché siete la chiara evidenza che il loro governo fa acqua. Vogliono farci credere che viviamo bene deportando tutti quelli che non somigliano al mondo che hanno creato.”
Lui la ascoltava e la seguiva. “Non sono un tossico. Quando ero un ragazzo, poi ho smesso. Davvero! Dai, dammi qualche moneta”. Continua a leggere “L’anno della Speranza – decimo racconto “Futuro prossimo”” →

Aggiornamenti sul ‘prossimo futuro’

Il nostro gioco “Futuro prossimo” sta per finire: c’è un racconto che ancora non ha visto la pubblicazione perchĂ© ci sono alcune cose da sistemare e ce n’è un altro che non è arrivato. Quindi siamo quasi alla fine. D’altronde, un gioco è bello se dura poco, si dice.
Sto preparando il pdf dei racconti e poi lo caricherò nel blog in modo che sia liberamente scaricabile – per le vostre serate di noia, così vi renderete conto di quanto stiamo (ancora) bene – da tutti.
Sono molto soddisfatta di come è andato il gioco, dei bei racconti e della grande partecipazione di tutti. Vi ringrazio. Continua a leggere “Aggiornamenti sul ‘prossimo futuro’” →

Fino all’ultimo istante – nono racconto “Futuro prossimo”

Da tempo la luna si avvicina alla terra, riversa su un fianco come una signora addormentata. In meno di un lustro la grande marea inonderĂ  ciò che resta della cittĂ  in cui sono nata. La guardo dalla mia vetrata, mentre appoggio la testa sul cuscino. So che è presto per andare, ma è inutile restare a rimuginare sulla mia decisione. Lancio il comando vocale e subito il braccio meccanico si avvicina, offrendomi un sostegno per alzarmi. L’ho chiamato Buck, come il cane che possedevo da bambina. Mi alzo. Buck mi offre la dose giornaliera di proteine in polvere gusto latte che bevo come se avessi i minuti contati. Il connettore è collegato alla corrente, in poco tempo le protesi aggiuntive saranno cariche e potrò camminare sulle mie gambe, se così si può dire. Ho deciso di indossare un tailleur simile a quello che io e mia sorella gemella portavamo il giorno del funerale di mia madre. A quei tempi eravamo una persona sola. Poi, per dimenticare la grande nuvola nera apparsa in cielo, ha deciso di cancellare i suoi ricordi. Dice che soffre meno e probabilmente ha ragione. Lei non si sveglia, ogni notte, all’ora esatta in cui accadde, sudata e impaurita come un filo d’erba sotto il temporale. Continua a leggere “Fino all’ultimo istante – nono racconto “Futuro prossimo”” →

Sa Mamai Manna – ottavo racconto “Futuro prossimo”

Jana ritornò al villaggio trascinando un carretto carico di rami raccolti durante la sua passeggiata, e tenendo un cesto con i frutti e le erbe trovati dal suo occhio esperto, la scorta necessaria alla vita quotidiana. Dietro di lei, arrancavano le Janette, come le chiamavano gli adulti. Le ragazze cui lei tramandava le sue conoscenze, perché non si perdessero e le aiutassero a sopravvivere.
Era una delle poche persone che riconoscevano i vegetali tossici, glielo aveva insegnato sua nonna.
Da quando il mondo era diventato una sterminata distesa di città abbandonate e ricoperte di folta vegetazione, i palazzi in cemento armato erano crollati e nessuno più poteva costruirne di nuovi perché le risorse fossili erano finite, e pochissimi avevano accesso alle fonti rinnovabili, la civiltà era retrocessa molto velocemente. La tecnologia era quasi del tutto inservibile. Per questo, al villaggio, Jana era riverita come un’antica sciamana. Poteva nutrirsi, curarsi e anche vestirsi.
Sapeva coltivare il lino, filarlo e tesserlo su un rudimentale telaio di legno per ricavarne vestiti, conciava le pelli, adoperava i sassi adatti alla molitura del grano e ricavarne una farina impastabile per ottenere focacce. Conosceva le virtĂą cicatrizzanti del miele sulle piccole ferite e le sue proprietĂ  in caso di tosse. Sapeva estrarre l’olio dal lentisco. Continua a leggere “Sa Mamai Manna – ottavo racconto “Futuro prossimo”” →

Il voto decisivo – settimo racconto “Futuro prossimo”

Mary Elisabeth Brixton Can mantenne la calma. Si guardò allo specchio, si sfiorò le guance e sorrise alla propria immagine riflessa. Quell’anno avrebbe compiuto 88 anni. Era leader del partito conservatore dal lontano 11 luglio 2026, e dopo ben 28 anni continuava a mantenerne la carica.
Negli anni aveva avuto diversi confronti con l’opposizione laburista del suo amato Regno Unito, l’avevano sfiduciata più volte, ma ogni volta i voti non erano stati sufficienti a buttarla fuori, a mettere all’angolo la sua forza. Aveva presentato anche le dimissioni e, contrariamente a quanto sperato, le avevano sempre rigettate.
«Chi capisce davvero la politica e i politicanti è bravo. Meriterebbe un encomio.»
Non lo faceva mai. Non esprimeva mai i pensieri ad alta voce, come se stesse parlando con qualcun altro nella stanza, ma a volte le scappava.
Il 2054 sarebbe stato l’anno buono. Continua a leggere “Il voto decisivo – settimo racconto “Futuro prossimo”” →