La scrittura è come il maiale

La scrittura è come il maiale
di Morena Fanti ©

Giulio batteva sui tasti con determinazione:

Gentile direttore generale,
da molti anni lavoro ai comandi dell’azienda, che per me è come una famiglia, con amore e rispetto per il mio lavoro. Rappresento un tesoro di precisione e ho ormai acquisito la necessaria devozione per capire le notizie e il peso delle imprese interessanti.
Ho realizzato per voi in tanti anni un ottimo lavoro di squadra ma so che gestire il budget e presentare un bilancio, non sono le uniche cose importanti per il nostro rapporto di lavoro. So che siamo stati bene insieme ma ormai è giunto il momento per noi di dividerci e di camminare su strade diverse.
Ora il nostro desiderio di successo presenta un lato negativo e non è più una missione comune, perciò lascio la mia funzione di responsabile “estero”.
Da oggi, e per il futuro, termina tra noi ogni rapporto. Penso sia la cosa giusta per tutti.
Vi auguro di proseguire con serenitĂ  il lavoro e di raggiungere sempre piĂą grandi risultati e tanti obiettivi importanti.

Senza rancore
Giulio Blasi

Controllò se c’erano errori e stampò il documento. Lo rilesse e lo firmò, poi lo mise in una busta e si alzò per andare personalmente nell’ufficio del direttore e consegnargli le sue dimissioni. Continua a leggere “La scrittura è come il maiale” →

‘Su di me’ è la stessa cosa di ‘sopra me’?

bolle di sapone

Scrivevo di vaniglia e di fragola. Temi scontati lo so, articoli che finiscono spesso nelle offerte speciali.
Allora che ne dite di papaia e di ambra?
Meglio, vero?
E scarpe viola.
Quelle ci vogliono.
Scarpe viola per camminare sulle righe della storia e lunghi capelli biondi da lasciar ondeggiare al vento delle parole che arrivano correndo. Continua a leggere “‘Su di me’ è la stessa cosa di ‘sopra me’?” →

Le storie del Gianni

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“Io, Gianni, ci starei anche tutta la notte ad ascoltare le tue storie”. Il Tony era sempre esagerato nelle sue esternazioni. Da quando, poi, aveva sposato l’Elvira era peggiorato. Prima usciva tutte le sere. D’altronde, che cosa avrebbe fatto in casa da solo? Leggere non leggeva, e la tv faceva schifo, diceva nelle interminabili discussioni che si facevano al bar Stella, quello dove erano anche in quel momento. Comunque, il Tony prima usciva tutte le sere, poi si era sposato con l’Elvira – bella donna l’Elvira, non piĂą giovanissima ma bella: una di quelle donne che profumano di guĂŞpière – e non si vedeva piĂą. Una sera alla settimana era il massimo che lei gli concedeva. Il giovedì di solito, che il giovedì l’Elvira aveva la scala quaranta con le amiche e così gli dava la libera uscita anche a lui. E lui veniva al Bar Stella a trovare i vecchi amici e ad ascoltare le storie di Gianni. Che Gianni era uno che le sapeva raccontare le storie, uno che c’aveva la parola facile. Continua a leggere “Le storie del Gianni” →

Favola moderna

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Potrebbe essere “lui ama lei e vissero per sempre felici e contenti”, ma le favole moderne non sono così, ormai lo sapete. E poi, “lui ama lei” non si usa piĂą, dai. Un po’ perchĂ© ci sono meno ‘lui’ che amano le ‘lei’ e poi bisogna modernizzarsi anche nelle storie no? Continua a leggere “Favola moderna” →