Dedicato ad Arthur

Qualche giorno fa ho saputo che Arthur, quello che tutti voi conoscete e che per anni ci ha regalato un Magazine natalizio meraviglioso, è morto. Vorrei dire “ci ha lasciati” ma non è vero: lui non ci ha lasciati perché non se ne è andato di sua volontà. Quando l’ho saputo, a caldo, sotto choc, ho scritto su Facebook “ci ha lasciati per sempre”, ma non sono espressioni che mi garbano.
Però lo devo dire pure a voi che non frequentate Facebook e che Arthur lo avete conosciuto e stimato tramite il suo meraviglioso lavoro con le immagini.
Io non l’ho mai visto ma l’ho sentito parecchie volte al telefono, soprattutto nel periodo settembre/dicembre, e ogni volta erano belle chiacchierate e tante risate.
Io gli dicevo che un giorno avrei abitato in Spagna e lui mi diceva che sarebbe andato in Sicilia, poi scherzavamo un po’ e alla fine lui diceva che forse potevamo fare una bella comunità di italiani, là in Spagna. Continue reading “Dedicato ad Arthur”

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Sto rivalutando il diario

Tempo fa scrissi questo post sull’inutilità (per me) di avere un diario.
Nell’ultimo periodo, però, mi incuriosisce rileggere alcuni ‘vecchi’ post, qui nel blog. Mi ricordo i pensieri di allora e rileggo i vostri commenti, e scopro che tutto questo mi piace.
Allora mi sono detta che forse non mi piace l’idea del diario privato. Perché in fondo, cos’è il blog, se non una sorta di diario pubblico? Continue reading “Sto rivalutando il diario”

Un mistero estivo

La prima sera sono rimasta a fissare il vuoto per qualche secondo, poi mi sono chiesta: “Sono quasi sei anni che abiti qui e non hai mai visto che dal balcone si vede il tramonto?”.
È vero che non era niente di spettacolare: solo un po’ di rosa e una luce che si intuiva dietro la sagoma degli alberi. Dopo lo stupore sono entrata e ho preso il cellulare per fotografare quella novità. Era maggio e il caldo era ancora il futuro.
Dopo qualche settimana ho fatto un’altra foto ma ero ancora stupita della mia disattenzione passata. A me i tramonti, e le albe, non sfuggono. Certo, nella casa precedente erano molto più belli perché non c’erano ostacoli e si apprezzavano di più, ma anche questi non erano da buttare.
Era l’inizio di giugno e le temperature erano gradevoli. Mi domandavo ancora come mai, ma ormai mi ero abituata a uscire sul balcone alla sera per vedere se il cielo mi regalava qualche bella sfumatura.
Verso fine mese sono aumentate le temperature e si è verificato un fenomeno strano: alla sera non si poteva più stare in cucina perché il sole entrava con prepotenza e bruciava. Continue reading “Un mistero estivo”

La Cambogia è piena di sorprese – due

… segue da qui

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Un’altra scossa allo stomaco è stata la visita al villaggio di pescatori sul lago di Tonle Sap. Questa l’abbiamo fatta subito, appena arrivati, e devo dire che le nostre facce esprimevano chiaramente il timore di avere sbagliato viaggio. Paesi poveri ne abbiamo visti tutti, e che la Cambogia non fosse un paese ricco lo sapevamo. Ma una miseria così estrema io non l’avevo nemmeno immaginata. Difficile descrivere bene la situazione: le foto non dicono tutto (qualche foto di quel pomeriggio la trovate anche qui). Le case sono su palafitta perché il lago durante la stagione delle piogge sale, e dall’altezza dei pali si intuisce di quanto. Questo è uno dei disagi di questi pescatori – ma anche una fortuna perché in quel periodo il lago diventa pescosissimo, e quindi mai lamentarsi. Le case sono di legno, e sotto hanno il deposito degli attrezzi che servono per la pesca ma anche per le altre attività: quando non si pesca si va alla risaia. Continue reading “La Cambogia è piena di sorprese – due”

La Cambogia è piena di sorprese

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La prima è trovare il piumino nel letto, una cosa che ti aspetti da un albergo del Trentino, non in un paese dove le temperature sono sempre intorno ai 30°. Io, poi, il piumino non lo gradisco nemmeno in Trentino, quindi ho guardato con sgomento a questi letti.
La seconda è che i cambogiani sono un popolo poco legato alla privacy: in pratica vivono in strada, mangiano su piazze e

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marciapiedi, vendono bibite, ricambi per auto, pezzi meccanici usati, abiti, tutto davanti alle loro case. Dormono in amache appese all’interno dei loro tuk tuk, con cui sono pronti a scarrozzarti verso i templi e le zone rurali, ma anche nei centri cittadini. Nonostante i trenta gradi, molti cambogiani sono supervestiti: maniche lunghe, pantaloni lunghi, spesso guanti – di lana! – e cappelli con pom pom, sempre più adatti al Trentino che ai loro trenta gradi. Continue reading “La Cambogia è piena di sorprese”

Le mattine di calma

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A volte si riesce a prendersi qualche minuto in cui si può stare senza fare nulla.
Si legge con calma un articolo, si riflette, si sta in silenzio a fissare il muro.
Non dico i momenti in cui leggiamo un libro: lì stiamo già ‘facendo qualcosa’. Anche se fare cose piacevoli, che ci piacciono, è già un’occasione per rilassarsi. Continue reading “Le mattine di calma”