Futuro prossimo – gioco letterario 2019

Come indicato nel post precedente, sulle orme di George Orwell e di Isaac Asimov,  stiamo lanciando il gioco letterario del 2019. Scorrendo i miei post passati mi sono accorta che “Il disagio della tecnologia” datava giugno 2017 e ho pensato che fosse ormai tempo di proporre qualcosa di nuovo.
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Si prepara il “Gioco letterario 2019”

In questo articolo, possiamo leggere alcune previsioni che Isaac Asimov fece nel 1983: gli fu chiesto come sarebbe stato il mondo nel 2019.
La data non era scelta a caso ma si rifaceva al celebre – inquietante e profetico e stupendo – 1984 di Orwell, pubblicato nel 1949 e cioè 35 anni prima.
Leggendo le idee che Asimov aveva per il 2019 mi sento a lui molto vicina, e lo scoprirete anche voi leggendo, se ancora non l’avete fatto, il mio racconto Il pizzo non paga, racconto del 2008 in cui annunciavo la venuta dell’orologio/computer che ora molti portano al polso. Continue reading “Si prepara il “Gioco letterario 2019””

Del perché ho impiegato un’ora per cercare una foto

Alba dalla ‘casa vecchia’, 10 gennaio 2006 – foto ©Morena Fanti

Mi serviva una foto di un tramonto a Ischia, e manco ricordavo se io ne avessi mai fatta una. Nonostante tutte le volte in cui, in passato, ci sono stata.
Il fatto è che quando il sole tramonta, spesso sono seduta al tavolo e sto cenando. Il ricordo ce l’ho ben vivo ma di foto non ricordavo.
Quindi mi sono spulciata, ed è proprio il caso di dirlo, tutte le foto ‘vecchie’, trasferite da due pc fa. Ho fatto una tremenda scoperta: Continue reading “Del perché ho impiegato un’ora per cercare una foto”

Il ‘solito’ bilancio di fine anno

Ho (per un attimo) pensato di non farlo nemmeno ‘sto bilancio.
In fondo a chi serve?
Poi ho pensato: perché privare il mondo del mio parere su questo 2018 ambiguo e poco piacevole? Se ripensiamo all’anno che sta finendo ci vengono in mente solo le cose negative, quelle balorde, le notizie nefaste.
Questo è naturale: principalmente queste ci vengono raccontate. Giustamente.
Avete per caso mai letto un romanzo dove accadono solo beltà, dove tutto è rose e fiori e miele sul pane del mattino? No. Continue reading “Il ‘solito’ bilancio di fine anno”

I due che salvarono il Natale

 

I due che salvarono il Natale, di Marco Fabbrini (ed. Graphe 2018, euro 10,90), è una storia natalizia a sfondo sociale che tanto (mi) ricorda la società che viviamo in questi anni, dove a favore del guadagno si tende a sottovalutare i rapporti umani.
Fabbrini ci porta in un bel paesino nel cuore della Toscana: tutti gli abitanti lavorano in miniera e la miniera diventa quasi “il cuore” del paese, anche se vive in contrapposizione con il paese stesso. Tutti si alzano e marciano per andare al lavoro, alla sera rientrano nelle case e stanno con la famiglia. Una vita sempre uguale se non fosse per l’avvicinarsi del Natale e della Vigilia (oggi) e della tradizionale sera delle fiaccole, una tradizione che unisce tutto il paese e coinvolge ogni minatore. Continue reading “I due che salvarono il Natale”

Stiamo per salutare il 2018

Quest’anno, forse perché non mi sono occupata della pagina natalizia di scriveregiocando, non sento molto l’avvicinarsi del Natale, ma vedo più vicina la fine dell’anno.
Non starò a ripetermi dicendo che è stato un anno pesante – da che ho memoria, e sono davvero tanti anni, non ricordo anni ‘leggeri’ – ma dirò solo che è stato un anno faticoso (qualcosa devo pur dire, no?).
Non parlo di cose personali, che ognuno di noi ha le sue, ma di atmosfera generale, di clima sociale, di guazzabuglio mondiale. Gli eventi che sono in cronaca tutti i giorni mi angustiano, mi preoccupano molto. Dire che siamo diventati una società di schifo rende l’idea solo alla lontana. Come dice il buon Stephen: perché dire una parola che è solo cugina di quella che hai in mente?
Per educazione, Steve. Per pura educazione. Altrimenti direi ben altro. Continue reading “Stiamo per salutare il 2018”