Errori da evitare quando si scrive un libro

Durante la scrittura di un romanzo – specialmente del primo, ma non è raro che accada anche in seguito – si attraversano molti processi produttivi, molte fasi di lavorazione, e gli errori sono più fitti delle metafore e delle figure retoriche.
Intanto, già inserire troppe metafore è, a mio parere, un errore. Ma questa sarebbe solo una caduta di stile. Invece vorrei parlare degli errori di lavorazione, tipo ‘cambiare nome ai personaggi’, ‘cambiargli i connotati’, ‘fare agire un neonato come se fosse un bambino di un anno’, e sono solo alcuni tra i primi che mi vengono in mente. Continue reading “Errori da evitare quando si scrive un libro”

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Come riconoscere la penultima revisione

L’incubo di chi scrive sono le revisioni. Non tanto ‘farle’, quanto sapere il momento giusto in cui fermarsi. Sapere quale sia davvero l’ultima revisione è il dubbio che ci ancora alla sedia. Ottimo sarebbe avere una scadenza: se dobbiamo spedire un testo il 31 gennaio, è chiaro che quella è la data dell’ultima revisione – prima mica lo molliamo quel testo: si sa mai che ci sia un refuso.
Ma, se non abbiamo scadenze, come sappiamo quando smettere con le revisioni? Continue reading “Come riconoscere la penultima revisione”

“La sera che conoscemmo Davide” – incipit inedito (II)

… segue da qui

«Si mangia bene qui» disse Elena alzandosi. Filippo annuì in silenzio. Stava osservando la gente agli altri tavoli e lei pensò che fosse disturbato dalla confusione: un bambino era caduto e il suo pianto aveva turbato gli ultimi bocconi del dessert. Ma ora stava tutto tornando alla normalità e lei aveva voglia di ascoltare della musica. «Andiamo di là? Stasera c’è il piano bar».
«Andiamo» rispose lui seguendo con lo sguardo le coppie che si alzavano.
«Ma che hai? Sei distratto». Elena gli prese la mano.
Lui si voltò e sorrise. «È l’ambiente nuovo. Lo sai come sono: devo vedere tutto».
«È il quarto albergo in una settimana. Perciò sei distratto e non mi guardi».
«Sai che ti amo. Non mi stanco mai di guardarti». Filippo le prese la mano, se la portò alla labbra e la baciò.
Nel bar c’era poca luce; Elena andò avanti e indicò un tavolino libero, ma Filippo fece segno di no e la trascinò di nuovo fuori. «Troppa confusione. Facciamo un giro fuori».
Passeggiarono lungo i vialetti del parco dell’albergo; i sentieri erano in mezzo al verde dei prati, appena illuminati da qualche lampione. C’era il profumo delle erbe aromatiche e un sottofondo di rumori della notte. Filippo le prese la mano, Elena sospirò e disse: «Si sta così bene qui. Domani è l’ultimo giorno. Peccato».
«Avremo altri giorni come questi. Vedrai. E poi dobbiamo tornare al lavoro, no? Un po’ dispiace anche a me. Proprio ora che iniziavo ad ambientarmi. È un posto interessante».
«Interessante? Avrei detto ‘bello’, ‘piacevole’, ‘sereno’, ma interessante».
«Le persone. Ad esempio, stasera c’era una coppia che mi piacerebbe conoscere».
«Una coppia?». Elena si fermò e cercò il volto del marito. «Cioè».
«Ma sì. Un uomo e una donna. Marito e moglie direi. Mi sembrano una bella coppia».
«E sono loro che stiamo cercando?». Continue reading ““La sera che conoscemmo Davide” – incipit inedito (II)”

Futuro prossimo – gioco letterario 2019

Come indicato nel post precedente, sulle orme di George Orwell e di Isaac Asimov,  stiamo lanciando il gioco letterario del 2019. Scorrendo i miei post passati mi sono accorta che “Il disagio della tecnologia” datava giugno 2017 e ho pensato che fosse ormai tempo di proporre qualcosa di nuovo.
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Si prepara il “Gioco letterario 2019”

In questo articolo, possiamo leggere alcune previsioni che Isaac Asimov fece nel 1983: gli fu chiesto come sarebbe stato il mondo nel 2019.
La data non era scelta a caso ma si rifaceva al celebre – inquietante e profetico e stupendo – 1984 di Orwell, pubblicato nel 1949 e cioè 35 anni prima.
Leggendo le idee che Asimov aveva per il 2019 mi sento a lui molto vicina, e lo scoprirete anche voi leggendo, se ancora non l’avete fatto, il mio racconto Il pizzo non paga, racconto del 2008 in cui annunciavo la venuta dell’orologio/computer che ora molti portano al polso. Continue reading “Si prepara il “Gioco letterario 2019””

Tra l’ombra e l’anima – romanzo di Maria Teresa Steri

 

Titolo: Tra l’ombra e l’anima
Autore: Maria Teresa Steri

Data di pubblicazione:9 gennaio 2019

Genere:thriller psicologico-paranormale
Pagine: 370 

 

Ho già parlato di Maria Teresa Steri in occasione del blog tour del suo romanzo Come un dio immortale, in questo post di giugno 2018.
Oggi esce il suo nuovo romanzo – riedizione del primo che ha scritto: I custodi del destino  – che si intitola Tra l’ombra e l’anima. Io lo sto leggendo e posso dire che la storia è affascinante e misteriosa. Ci vedo tanta anima – quella dell’autrice – e tante anime dei personaggi. La protagonista vive una forte lotta interiore in un momento per lei molto complesso. Sono ancora all’inizio e non so bene come si dipanerà la storia ( e se lo sapessi me ne guarderei bene dal divulgarlo) ma posso dire che è una storia che intriga e incuriosisce.
Vi lascio qualche notizia sul libro:

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“La sera che conoscemmo Davide” – incipit inedito

Tramonto a Ischia – foto ©Morena Fanti

Ci sono avvenimenti che rimangono scolpiti nella memoria: di queste occorrenze sapremo dire anche dopo anni cosa facevamo in quel preciso momento. Se leghiamo da subito un odore alla sensazione, se notiamo un colore, se accarezziamo la pelle di qualcuno, rimarrà per sempre legato a quell’avvenimento.
Quando il cameriere, con un gesto sciolto e quasi elegante, nella sua giacca bianca con le cuciture stanche, e il pantalone nero, lucido alle ginocchia, tirò la tenda e mostrò la vetrata incendiata dal rosso del sole che calava sull’orizzonte, Davide guardò la moglie per cercare nei suoi occhi la stessa soddisfazione delle altre sere. Sofia gli sorrise e indicò il tramonto che si bagnava nel mare di Ischia, e lui ricordò poco prima, in camera, con lei in reggiseno che cercava la camicia da indossare e lui che le aveva accarezzato le spalle da dietro e poi l’aveva abbracciata tirandosela contro. Lei aveva detto «Faremo tardi». E lui aveva risposto «Ok. Ma tieni il segno per dopo». La visione del suo reggiseno di pizzo bianco gli suscitò un’emozione che non calava da anni. Lo stomaco gli tremò e il brivido si combinò con quello suggerito dalla bellezza del sole che diventava sempre più rosso; e così avrebbe ricordato quel momento in futuro. Continue reading ““La sera che conoscemmo Davide” – incipit inedito”